Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 14 - ottobre 2005

Accidentali
Titolo
di Igor Festari

Vagrant swifts: a challenge for the birdwatcher
Eleven species of swifts have been reported in the Western Palearctic, and eight of those can be found in Europe. Common Swift Apus apus, Pallid Swift A. pallidus ad Alpine Swift A. melba are regular and widespread, whereas five more species are either vagrant or extremely localized: White-rumped Swift A. caffer, Little Swift A. affinis, Fork-tailed Swift A. pacificus, Chimney Swift Chaetura pelagica and White-throated Needletail Hirundapus caudacutus. Status, distribution and identification hints for the vagrant/localized species are provided in this article. The ID mainly relies upon: jizz and size, wing shape, tail shape; overall color, presence of white patches, presence of gray scaling patterns.


        I RONDONI, inclusi nella famiglia Apodidae, sono uccelli eccezionalmente specializzati nell'arte del volo e, quindi, quasi esclusivamente aerei. Per tale motivo, e per il fatto di essere un gruppo piuttosto omogeneo dal punto di vista morfologico (ali eccezionalmente lunghe e più o meno a forma di "pugnale"; corpo snello e affusolato; coda piuttosto corta e sottile; colorazione solitamente scura e con parti chiare piccole o del tutto assenti), vengono generalmente considerate specie di difficile determinazione, soprattutto se osservati sul campo.

        Questa famiglia, ampiamente diffusa in tutto il mondo, può essere suddivisa in 3 grandi sottofamiglie, tra loro differenziate a livello morfologico e comportamentale: gli Apodini (ampiamente distribuiti in tutto il mondo, eccetto l'Antartide, comprendono tutte le specie regolarmente nidificanti in Europa e nel Paleartico occidentale), i Chaeturini (anch'essi quasi cosmopoliti, informalmente chiamati "rondoni coda-a-spillo" o "needle-tails" per via del rachide delle timoniere che termina in una punta irrigidita) ed i Cypselodini (che costituiscono il gruppo più antico, ed oggigiorno distribuito esclusivamente nelle Americhe - DEL HOYO et al., 1999).

        La check-list degli uccelli del Paleartico occidentale comprende 11 specie accertate di Rondoni, delle quali:

  • 3 sono ampiamente diffuse come nidificanti in Europa (Rondone comune, Apus apus; Rondone pallido, A. pallidus; Rondone maggiore, A. melba).
  • 5 sono accidentali e/o visitatrici regolari, ma estremamente localizzate in alcune parti del continente europeo (Rondone cafro, A. caffer; Rondone indiano, A. affinis; Rondone codaforcuta, A. pacificus; Rondone dei camini, Chaetura pelagica; Rondone codaspinosa golabianca, Hirundapus caudacutus).
  • 3 sono esclusivamente africane e mai osservate in Europa continentale (Rondone unicolore, A. unicolor; Rondone di Capo Verde, A. alexandri; Rondone delle palme africano, Cypsiurus parvus).

        Con questo articolo intendo trattare le cinque specie di rondoni più rare (accidentali, certe o eventuali, in Italia), chiarendo lo status nel nostro paese e prendendo in considerazione l'identificazione sul campo.


Rondone maggiore Apus melba, Rondone comune Apus apus e Rondone pallido Apus pallidus - tavola di Alessandro Sacchetti


 PRINCIPALI CARATTERI IDENTIFICATIVI

        Vista l'oggettiva difficoltà di identificare un rondone in volo, ogni volta che ci si trova di fronte ad un'ipotetica specie accidentale è necessario un lungo periodo di osservazione per rilevare al meglio le principali caratteristiche salienti; un altro accorgimento da adottare, quando possibile, è quello di confrontare l'esemplare sospetto con individui di altre specie presenti (solitamente, in Italia, col Rondone comune), in modo da comprenderne le differenze di dimensioni, struttura e colorazione.

        A parte le dimensioni, i caratteri strutturali da osservare con maggiore attenzione sono le proporzioni del corpo (a forma di "sigaro", o più compatto), la forma delle ali (lunghezza, spessore alla base e curvatura delle primarie) e la forma della coda (corta e tronca, oppure allungata e biforcuta).

        Per quanto riguarda l'aspetto estetico, i caratteri principali sono la colorazione generale di fondo, l'eventuale presenza ed estensione di macchie bianche (solitamente localizzate sulla testa e sul groppone, ma occasionalmente più estese) e l'eventuale presenza di un fitto disegno a squame grigiastre (visibile soprattutto sul ventre, ma presente anche sul dorso).

 RONDONE INDIANO (Apus affinis)

        Distribuzione e Status: specie ad ampio areale riproduttivo, parzialmente residente in tutta l'Africa e nell'Asia meridionale, dal Medio Oriente all'India orientale. Nel nord-ovest dell'Africa (Marocco, Algeria e Tunisia) appare in espansione; di conseguenza, il numero di osservazioni in Europa occidentale ha recentemente subito un notevole incremento (ad esempio, più di 10 nelle Isole Britanniche dall'inizio del nuovo millennio) fino ai recentissimi casi di nidificazione nel sud-ovest della Spagna (Sierra de la Plata e vicinanze di Chipiona, Cadiz), mentre nel resto dell'Europa le osservazioni rimangono occasionali. In Italia la specie è accidentale con due segnalazioni storiche, entrambe del 1890 (a Genova e Roma - BRICHETTI & TRUFFI, 1999; BACCETTI et al., 2005); il nostro paese, quindi, non sembrerebbe ancora interessato dall'espansione verso nord di questo rondone africano ma esorto i birders italiani a tenere gli occhi bene aperti, specialmente nelle regioni meridionali e nelle isole.

        Identificazione: questo rondone appartiene alla sottofamiglia degli Apodini, come il Rondone comune e tutte le altre specie regolari in Europa, dalle quali si discosta, però, per la struttura assai particolare. Le dimensioni, infatti, sono assai ridotte (12 cm, che ne fanno il più piccolo rondone del Paleartico occidentale); il corpo è tozzo, compatto e approssimativamente ellissoidale (non allungato ed appuntito posteriormente); le ali sono proporzionalmente corte e spesse alla base, col bordo posteriore dritto o, addirittura, convesso (le ali non appaiono, quindi, sottili e "a falce", come in molte altre specie), mentre la coda è visibilmente corta e nettamente squadrata (può apparire più arrotondata se aperta a ventaglio, quando viene utilizzata come timone nelle manovre aeree più spericolate).

        Il colore di fondo della sottospecie galilejensis (nidificante in Spagna, Nord Africa e Medio Oriente) è bruno-nerastro, con una sfumatura nero-bluastra metallica limitata alle sole parti dorsali; tale colorazione sfuma poi al marrone opaco, specialmente sulle ali e sulla coda, in primavera-estate, quando il piumaggio è vecchio e abraso. Sono inoltre presenti due evidenti aree bianche del piumaggio: una sulla gola (molto estesa, che spesso risale sulle redini fino a formare un corto sopracciglio tra l'occhio e la fronte, anch'essa frequentemente grigio-biancastra) e una sul groppone (spesso ed esteso, visibile anche sui fianchi e, a volte, da sotto), entrambe nettamente delimitate e ben apprezzabili sul campo (LEWINGTON et al., 1991).

        Sul campo, si riconosce con facilità da quasi tutte le altre specie europee per la struttura originale e le piccole dimensioni; l'unica specie simile, da questo punto di vista, è il Rondone dei camini, che però possiede ali più sottili e colorazione uniformemente brunastra opaca. Le macchie bianche su gola e groppone, inoltre, sono proporzionalmente più estese ed evidenti rispetto a quelle di Rondone cafro e Rondone codaforcuta.

        La particolare struttura di questa specie, infine, la rende superficialmente simile al Balestruccio (Delichon urbica - che però ha coda nettamente forcuta e parti inferiori totalmente bianche) o, addirittura, agli Uccelli delle tempeste (che hanno zampe lunghe, testa grossa ed un volo molto più battuto e rettilineo - SVENSSON et al., 1999).

 RONDONE CAFRO (Apus caffer)

        Distribuzione e Status: questa specie, ampiamente diffusa e residente nell'Africa a sud del Sahara, ha nidificato per la prima volta nel 1964 nel sud-ovest della Spagna (Sierra de la Plata, Cadiz), dove non era mai stato visto in precedenza, e solo nel 1968 ha colonizzato il nord del Marocco. Da allora ha continuato a frequentare questi due paesi durante la primavera-estate, espandendosi sensibilmente (soprattutto nella penisola iberica, dove ha recentemente cominciato a nidificare anche in Portogallo), pur mantenendo popolazioni numericamente piuttosto limitate. In Europa, a parte una manciata di osservazioni meridionali (Malta, Gibilterra, ecc.), è stato osservato a nord fino alla Norvegia (2 volte in primavera, presumibilmente migratori spinti fuori rotta da condizioni metereologiche avverse) e Finlandia (1 individuo in novembre, probabilmente in "reverse migration").

        Identificazione: questa specie, appartenente alla sottofamiglia degli Apodini, ha dimensioni piuttosto contenute, non superando i 14 cm di lunghezza, contro i 16-17 cm del Rondone comune. Appare inoltre piuttosto gracile, con un corpo assai snello ed una tipica forma "a goccia" allungata, accentuata dal contrasto tra la testa più tozza ed arrotondata, e l'estremità caudale sottile ed appuntita. Le ali sono proporzionalmente corte, specialmente il "braccio" (ossia la parte più interna dell'ala, alla quale si fissano le remiganti secondarie), ma appaiono comunque sottili ed appuntite; le primarie, inoltre, vengono spesso tenute piegate all'indietro, soprattutto in scivolata, come fanno di sovente le rondini. La coda è molto lunga e profondamente biforcuta (più che in ogni altra specie europea), ma viene solitamente tenuta chiusa ed aderente al corpo, il che accentua moltissimo la  forma appuntita "a goccia" tipica della specie.

        Il colore di fondo è tipicamente scuro, nero lucido su tutto il corpo, la coda e le copritrici delle ali, anche se queste ultime e le remiganti possono apparire brunastre ed opache in piena estate, quando il piumaggio è più abraso. La macchia bianca sulla gola è molto più estesa e netta che non nel Rondone comune, ed anche la fronte, come nel Rondone indiano, è spesso sfumata di grigio-biancastro, soprattutto appena al di sopra del becco. La macchia bianca sul groppone è piuttosto sottile, come in Apus pacificus, e generalmente limitata alla sola parte dorsale, quindi assai più limitata che in A. affinis, nel quale si estende spesso verso il basso, lungo i fianchi. Questo rondone possiede, inoltre, una caratteristica unica tra le specie del Paleartico occidentale: un bordino bianco, sottile e sfumato, all'estremità delle remiganti secondarie più vicine al corpo, normalmente poco visibile ma più evidente quando l'animale vola sullo sfondo delle montagne (assolutamente diagnostico se visto con certezza).

        Sul campo, è possibile distinguerlo dalle tre specie comuni in Europa per le piccole dimensioni, la struttura gracile e la presenza di evidenti macchie bianche su groppone e gola, oltre che per il volo più irregolare ed erratico, spesso ad ali ripiegate (come le rondini). Si distingue facilmente dal Rondone indiano per il corpo, la coda e le ali assai più lunghe e affusolate, oltre che per le macchie bianche meno estese, mentre il riconoscimento di questa specie dal Rondone codaforcuta è difficoltoso e si basa su caratteri generalmente poco visibili (l'assenza di squamature chiare di fondo e la maggior estensione della macchia gulare); il miglior metodo rimane il confronto strutturale con il Rondone comune: Apus pacificus è più grande e con ali proporzionalmente più lunghe di A. apus, mentre A. caffer è molto più piccolo, gracile e con ali più corte (LEWINGTON et al., 1991).


Rondone cafro Apus caffer, Rondone indiano Apus affinis e Rondone codaforcuta Apus pacificus - tavola di Alessandro Sacchetti


 RONDONE CODAFORCUTA o DEL PACIFICO (Apus pacificus)

        Distribuzione e Status: specie che nidifica nell'Asia orientale, dalla Siberia centrale al Giappone, e a sud fino alla Cina meridionale; le popolazioni nordiche sono migratrici, e svernano dal sud-est asiatico all'Australia. Questa specie non è mai stata osservata in Africa o nel Medio Oriente, e la sua presenza in Europa rimane un evento accidentale, con meno di 10 segnalazioni note per l'Europa settentrionale (cfr Birding World, 2005: n. 223). Per il nostro paese esiste un'unica segnalazione non omologata per mancanza di requisiti, riferita alla provincia di Cuneo nel 2000 (BRICHETTI et al., 2002). La specie potrebbe essere sottostimata a causa dell'oggettiva difficoltà di riconoscimento dal Rondone comune.

        Identificazione: questo rondone, appartenente alla sottofamiglia degli Apodini, ha dimensioni medio-grandi, con una lunghezza totale che sfiora i 18 cm, risultando mediamente più grande di Rondone comune e Rondone pallido, ma nettamente più piccolo del Rondone maggiore. La struttura generale è molto simile a quella di Apus apus, con il corpo slanciato e conformato "a sigaro" (con entrambe le estremità assottigliate ed il punto di maggior spessore alla base delle ali); le ali e la coda, però, sono proporzionalmente un poco più lunghe, ed anche la biforcazione di quest'ultima risulta più profonda e marcata. Tuttavia, è estremamente difficile valutare tali piccole differenze sul campo (visto che, per di più, esiste completa sovrapposizione di caratteri in alcuni individui estremi), e le due specie, anche quando osservate fianco a fianco, appaiono virtualmente identiche e non riconoscibili in base alla sola struttura.

        Visto che anche la colorazione di fondo (nero-grigiastra e piuttosto opaca) è simile a quella del Rondone comune, le differenze univoche stanno nella colorazione del groppone (A. pacificus, infatti, possiede sempre una macchia bianca alla base della coda, generalmente piccola e sottile, simile per forma a quella del Rondone cafro), nella colorazione della gola (la macchia bianca è mediamente più estesa, sia posteriormente, verso il petto, che in senso laterale, raggiungendo spesso il margine delle copritrici delle guance) e nella presenza di una fitta squamatura chiara lungo tutto il corpo (per via dei bordini bianchicci o grigiastri, all'apice delle piume del corpo e delle copritrici del sottoala). Tali caratteristiche, pur chiaramente visibili nell'esemplare in mano, sono difficilissime da scorgersi sul campo (compresa, incredibilmente, la macchia bianca sul groppone), e ciò rende la distinzione tra queste due specie un'impresa tra le più complesse e delicate, tenendo anche conto della remota possibilità di un Rondone comune parzialmente albino o di un Rondone codaforcuta melanico...! A riprova di quanto detto, basti pensare che in Corea, dove A. pacificus è l'unico rondone regolare e nidificante, il comitato di omologazione delle rarità non ha mai accettato A. apus nella lista nazionale, a discapito delle decine di osservazioni potenziali, a causa dell'oggettiva difficoltà di riconoscimento.

        Sul campo, si distingue facilmente dalle altre specie europee per le suddette caratteristiche, anche se è necessario fare attenzione ad alcuni Rondoni pallidi particolarmente scuri (soprattutto quelli delle razze settentrionali illyricus e brehmorum, quest'ultima nidificante in Italia), nei quali la macchia gulare bianca è grande e particolarmente contrastante con il resto del corpo (come in A. pacificus), e la colorazione generale di fondo è grigio-scura e non particolarmente pallida. Anche il Rondone cafro può rappresentare un motivo di confusione, per via del bianco sulla gola esteso (ancor più che in A. pacificus) ed il groppone chiaro, ma le differenze riguardanti le dimensioni e la struttura sono tanto marcate da consentire l'immediata identificazione; inoltre, il bordo posteriore delle remiganti secondarie, se osservato con certezza, è un carattere diagnostico di A. caffer, assente nel Rondone codaforcuta.

 RONDONE CODASPINOSA GOLABIANCA (Hirundapus caudacutus)

        Distribuzione e Status: specie asiatica nidificante in due popolazioni geografiche distinte, una più meridionale e stanziale (ssp. nudipes; montagne dell'Himalaya, dal Pakistan all'Assam), l'altra settentrionale e migratrice a lungo raggio (ssp. caudacutus; dalla Siberia centrale all'Oceano Pacifico, svernante soprattutto in Nuova Guinea e Australia orientale). Alcuni esemplari della forma nominale, sono stati osservati in Europa, principalmente nei paesi del nord (Fennoscandia) e del nord-ovest (Isole Britanniche, per un totale di circa 10), con rarissime osservazioni per il bacino del Mediterraneo. A parte una o due segnalazioni tardo-autunnali, spiegabili col fenomeno della "reverse migration", la maggior parte degli individui europei è stata osservata nella tarda primavera o in estate, trattandosi molto verosimilmente di cosiddetti "over-shooters", ossia esemplari migratori i quali, al termine del loro lungo volo dal sud-est australiano verso il limite nord-occidentale del loro areale siberiano, si trovano in balia di condizioni metereologiche sfavorevoli che li forzano a continuare il viaggio in direzione ovest, fino ai lidi atlantici.

        La specie non è citata nell'aggiornamento della check list italiana (BACCETTI et al., 2005), anche se in precedenza era stata inserita in lista D (BACCETTI et al., 2004; BRICHETTI & MASSA, 1998). E' da ricordare, però, un'interessante osservazione effettuata a Malta nel novembre del 1971; almeno in quel caso, infatti, il Rondone codaspinosa golabianca si è trovato a passare nelle immediate vicinanze dell'Italia, se non addirittura ad attraversare il nostro "spazio aereo"!

        Identificazione: specie appartenente alla sottofamiglia dei Chaeturini, di notevoli dimensioni (19-20 cm, appena più piccolo del Rondone maggiore) e dalla struttura del tutto peculiare. Il corpo, infatti, è piuttosto corto e tozzo (soprattutto a livello dell'attaccatura delle ali), con la testa proporzionalmente piccola ed "appuntita", e con l'estremità caudale corta ed apparentemente tronca. Le ali sono assai lunghe, specialmente le primarie, ed anche se piuttosto spesse alla base, divengono sottili ed appuntite verso l'apice; inoltre, sul campo appaiono notevolmente falcate, ossia incurvate all'indietro e conformate come la lama di un'antica sciabola araba. La coda è assai corta (viste da sotto, infatti, le timoniere spuntano a stento dalle copritrici del sottocoda) e nettamente squadrata, contribuendo alla sensazione di un'estremità caudale mozza. Inoltre, le singole timoniere terminano con una breve escrescenza appuntita, costituita dalla porzione apicale del rachide, nuda ed irrigidita (caratteristica difficilmente visibile in volo, ma esclusiva dei rappresentanti della sottofamiglia Chaeturini).

        La colorazione generale è diversa da quella di tutte le altre specie europee e, nel complesso, molto originale. Mentre il colore di fondo è nero o nero-brunastro scuro, con una sfumatura metallica verde-bluastra su ali, testa e coda (come in altre specie trattate nel presente articolo), ciò che rende veramente unica questa specie è la combinazione di macchie bianche che contribuiscono a renderne variegato il piumaggio: un'estesa chiazza sul dorso (dalla nuca alle copritrici del groppone), con i margini che sfumano al bruno-nerastro; una macchia molto ampia e netta sulla gola (dall'alto del petto al bordo inferiore delle guance, che sale sulle redini fino a formare un sopracciglio piuttosto ampio di fronte agli occhi); un'area ventrale bianca a forma di U, che comincia sulle copritrici del sottocoda e che continua anteriormente, assottigliandosi a cuneo, lungo i fianchi, fin sotto l'attaccatura delle ali (LEWINGTON et al., 1991).

        Tutte le caratteristiche sopradescritte concorrono a fare di Hirundapus caudacutus una specie assolutamente inconfondibile sul campo. Individui di Rondone comune o Rondone pallido con piumaggio parzialmente albino ed irregolarmente chiazzato di bianco, in modo tale da ricordare (anche solo superficialmente) il Rondone codaspinosa golabianca, costituiscono per fortuna un'evenienza alquanto rara ed occasionale; comunque, anche in questo caso, le nette differenze strutturali e di dimensioni basterebbero a fugare ogni possibile dubbio.

 RONDONE DEI CAMINI (Chaetura pelagica)

        Distribuzione e Status: nidifica nella porzione centro-orientale del Nord America, dal sud del Canada al confine con il Messico, e più sporadicamente in California ed Arizona. Migra in grandi numeri sul Golfo del Messico e l'intera area Caraibica, per poi svernare nel Sud America occidentale, dal Brasile al nord del Cile, apparentemente soltanto ad ovest della catena andina (anche se i veri limiti dell'areale rimangono ancora poco conosciuti). Esemplari al di fuori delle normali rotte migratorie autunnali, probabilmente a causa di avverse condizioni metereologiche, hanno raggiunto la Groenlandia (apparentemente 1 sola volta), le Isole Canarie (Tenerife), le Isole Azzorre e la costa atlantica dell'Europa (poco meno di una decina di volte le Isole Britanniche, 1 in Francia ed 1 in Spagna). La specie non è mai stata osservata in Italia, dove la sua comparsa parrebbe comunque possibile (più probabile lungo il versante Tirrenico ed in Sardegna).

        Identificazione: specie appartenente alla sottofamiglia dei Chaeturini, è caratterizzata dalle piccole dimensioni (simili a quelle di A. affinis), rese ancor più evidenti dalla struttura peculiare. Il corpo, infatti, è breve e piuttosto tozzo (a forma di "cilindro", più che di sigaro o di ellisse), la testa è piccola e poco protrudente, e la coda è molto corta e squadrata (come nel Rondone codaspinosa golabianca, col quale condivide le "spine" all'apice delle timoniere); le ali, inoltre, sono piuttosto corte e possono apparire sottili ed arcuate in condizioni di vento forte, oppure più larghe e con bordo posteriore dritto o leggermente convesso in caso di bonaccia.

        Unico tra i rondoni europei (anche accidentali), manca del tutto di macchie bianche, sia sul mento, sia sul groppone. La colorazione di fondo, infatti, è uniformemente brunastra, sopra e sotto, con una sfumatura grigiastra più chiara sulla gola ed i lati della testa (LEWINGTON et al., 1991).

        La combinazione di piccole dimensioni, corpo tarchiato, ali affusolate e colorazione marroncina uniforme, lo rende inconfondibile rispetto agli altri Apodidi europei. Se visto controluce lo si può confondere con il Rondone indiano, che si riconosce, però, per la coda generalmente più ampia e "a ventaglio", la testa più grossa e le ali proporzionalmente più larghe e meno arcuate. Anche la Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) appare simile, almeno superficialmente, ma si distingue con facilità per la silhouette completamente diversa ed il volo molto più lento ed irregolare.


Bibliografia

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  • BACCETTI N., FRACASSO G. & SERRA L., 2005 - Lista CISO-COI degli uccelli italiani (25.01.2005). Sito web del CISO-COI: http://www.ciso-coi.org.
  • BRICHETTI P. & MASSA B., 1998 - Check list degli uccelli italiani aggiornata a tutto il 1997. Riv ital Orn, 68 (2): 129-152.
  • BRICHETTI P., ARCAMONE E., OCCHIATO D. & C.O.I., 2002 - Commissione Ornitologica Italiana - Report n. 15. Avocetta, 26 (2): 117-121.
  • BRICHETTI P. & TRUFFI G., 1999 - Gli uccelli di comparsa accidentale in Italia: Non-Passeriformes. Aggiornamento: Dicembre 1997. In: BRICHETTI P. & GARIBOLDI A. Manuale Pratico di Ornitologia. Vol. 2. Edagricole, Bologna: 122-162.
  • DEL HOYO J., ELLIOTT A. & SARGATAL J., 1999. Handbook of the Birds of the World. Volume 5, Barn-owls to Hummingbirds. Lynx Edicions, Barcelona.
  • LEWINGTON I., ALSTRÖM P. & COLSTON P., 1991. A field guide to the Rare Birds of Europe. Harper - Collins Publishers, London.
  • SVENSSON L., GRANT P.J., MULLARNEY K. & ZETTERSTRÖM D., 1999. Collins Bird Guide: the most complete guide to the Birds of Britain and Europe. Collins, London.

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    2005, Quaderni di birdwatching

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