Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 14 - ottobre 2005

Segnalazioni
a cura di Fausta Lui, Luciano Ruggieri, Maurizio Sighele

In questa rubrica ci proponiamo di segnalare articoli apparsi su riviste di birdwatching e di ornitologia che pensiamo possono interessare il birdwatcher italiano, o perché trattano dell'avifauna italiana e europea, o perché scritti da connazionali, o che sono comunque di argomento generale. Inoltre, alcune pubblicazioni "di contorno" al mondo del birdwaching.


Issa N., Laloi D. & Zucca M., 2005: Troisième mention francaise du Pipit de Godlevski Anthus godlevskii: élements d'identification. Ornithos, 12-1: 58-61.

Recentemente il comitato di omologazione francese ha corretto una osservazione (ottobre 2002) di Calandro maggiore Anthus richardi in Calandro di Blyth Anthus godlevskii, che rappresenta la tredicesima osservazione francese. Da questo fatto gli autori prendono spunto per parlare degli elementi di identificazione del Calandro di Blyth.

Porter R., 2005: 'Orange-breasted' Meadow Pipits - an identification pitfall. Birding World, 18 (4): 169-172.

L'autore ha osservato una Pispola Anthus pratensis piuttosto rossiccia nelle parti inferiori che poteva ricordare una Pispola golarossa Anthus cervinus: si trattava forse della fantomatica razza whistleri oppure di un semplice eritrismo, presente in alcuni individui. L'autore prende in considerazione le varie ipotesi, fa una revisione di quanto trovato in letteratura e avverte del possibile errore di identificare questi individui come Pispola golarossa.

Erterius D., 2005: A Scopoli's Shearwater off Sweden. Birding World, 18 (6): 246.

Nel maggio 2005 una Berta maggiore è stata osservata e fotografata nella Svezia meridionale (circa 70 segnalazioni in questa nazione negli ultimi due anni). L'attenta osservazione delle immagini catturate dimostra che l'individuo apparteneva alla ssp. nominale della Berta maggiore, Calonectris diomedea diomedea, quindi la ssp. mediterranea e non quella atlantica (C. d. borealis), per l'abbondante presenza di bianco nella "mano". Per l'identificazione è stato chiesto il parere proprio di Ricard Gutiérrez, convenuto a Comacchio al workshop di EBN Italia proprio per parlare di questi argomenti.

Giannella C., Gemmato R. & Marangoni M., 2005: Tentativo di riproduzione di Airone schistaceo Egretta gularis in coppia mista con Garzetta Egretta garzetta nella Bassa Modenese. Picus, 31 (1): 43-45.

Molto è controverso riguardo l'Airone schistaceo (vedi anche l'articolo di Igor Festari comparso su QB 11), a partire dal nome (Airone o Garzetta?) per arrivare allo status in Italia: infatti anche nella più recente check-list (2004) il CISO-COI lo inserisce in lista D, considerando tutti gli individui avvistati in Italia come aufughi. Ciò nonostante, il numero di Aironi schistacei, soprattutto della forma occidentale Egretta gularis gularis, avvistati in Italia è in costante aumento. Casi di nidificazione mista con Garzette Egretta garzetta sono stati descritti finora in Francia e Spagna. In questo articolo gli autori descrivono un tentativo di nidificazione mista Egretta gularis gularis x Egretta garzetta avvenuto nelle Valli di Mirandola (MO) nel 2003, e giunto fino al livello della cova.

Grattini N., 2005: Sul Corvo Corvus frugilegus svernante in provincia di Mantova. Picus, 31 (1): 25-30.

Nell'800 il Corvo veniva descritto come diffuso in Italia. Già nella metà del '900 tuttavia il numero degli individui presenti si era ridotto e l'areale di distribuzione si era notevolmente ristretto; attualmente il Mantovano ne rappresenta l'estrema propaggine sud-orientale nella Pianura Padana. In questo articolo, risultato di due inverni di osservazioni svolte prevalentemente nel basso Mantovano, l'autore descrive minuziosamente la fenologia, le abitudini trofiche e gli spostamenti di questa interessante specie.

Brichetti P., Grattini N. & Lui F., 2005: Distribuzione e consistenza delle popolazioni nidificanti di forapaglie comune Acrocephalus schoenobaenus in Italia. Avocetta, 29 (1): 19-26.

Questo articolo riporta i risultati di un monitoraggio sulla nidificazione del Forapaglie comune svolto nelle province di Mantova, Verona e Brescia, e prende spunto da questo per una rassegna sullo status della specie in Italia. L'attuale areale di nidificazione si presenta frammentato e instabile, limitato alla Pianura Padana centro-orientale e alla Toscana. Purtroppo, i dati presenti in letteratura sulla distribuzione e sul numero delle coppie nidificanti sono talora basati su informazioni generiche, in alcuni casi riferibili alla presenza di migratori in sosta temporanea (ad esempio, maschi in canto in aprile). La consistenza accertata della specie appare in fortissima diminuzione rispetto a quella rilevata negli anni '80.

Helbig A.J., Kocum A., Seibold I., Braun M.J., 2005: A multi-gene phylogeny of aquiline eagles (Aves, Accipitriformes) reveals extensive paraphyly at the genus level. Molecular Phylogenetics and Evolution, 35: 147-164.
Bunce M., Szulkin M., Lerner H.R.L., Barnes I., Shapiro B., Cooper A., Holdaway R.N., 2005: Ancient DNA provides new insights into the evolutionary history of the New Zealand extinct giant eagles. PLOS Biology, 3: 44-46.

Due studi di genetica molecolare mettono a soqquadro la tassonomia delle aquile.
Lo studio di Helbig & coll. ha analizzato campioni di DNA mitocondriale di ben 23 delle 34 specie di aquilini con conclusioni particolarmente interessanti. Le aquile anatraie, ad esempio (A. clanga e pomarina), più che essere strettamente imparentate con le altre specie del genere Aquila, paiono essere imparentate con una specie africana,l'Aquila dal lungo ciuffo (Lophaetus occipitalis) mentre l'Aquila di Bonelli e l'Aquila minore africana, piuttosto che con Hieraaetus, hanno più vicinanza filogenica con il genere Aquila. Aquila fasciata e Aquila spilogaster quindi, come già proposto da altri (cfr Wink, Loftikhah & Bednarek, 1998, in Chancellor, Mayburg and Ferraro, eds. Holarctic Birds of Prey: 29-48).
Sì, ma non solo. Perchè da un analogo studio di Bunce e coll. emerge che le due aquile anatraie sono maggiormente imparentate con una specie indiana, l'Aquila nera Ichtinaetus malayensis, e che pertanto a tutte e quattro (clanga, pomarina, occipitalis e malayensis) dovrebbe essere attribuito il genere Ichtinaetus (Blyth, 1843) che ha precedenza tassonomica su Lophaetus (Kaup, 1847).

Premuda G. & Baghino L., 2004: La migrazione autunnale dell'Aquila minore Hieraaetus pennatus, attraverso la Penisola italiana. Riv ital Orn, 74: 125-138.

Gli autori analizzano la fenologia dell'Aquila minore in Italia ante la spettacolare invasione migratoria del 2004, raccogliendo molti dati inediti dalla lista EBN Italia, riassunti per esteso in appendice (ben 44). Interessante il riscontro di un'invasione di Aquile minori anche nell'autunno del 1985 ricostruito da dati provenienti dalla Liguria, Toscana e dallo Stretto di Messina.

Newson S., Ekins G., Hughes B., Russell I., Sellers R., 2005: Separation of North Atlantic and Continental Cormorants. BirdingWorld, 18: 107-112.
Millington R., 2005: Identification of NorthAtlantic and Continental Cormorants. Birding World, 18: 112-123.

Due sono le forme di Cormorano nidificanti in Europa: il P. c. carbo, che nidifica sulle coste dell'Atlantico, e il P. c. sinensis, che nidifica su albero, preferibilmente in acque interne dell'Europa centro-meridionale. Dal punto di vista genetico, le due forme dimostrano lo stesso livello di divergenza evolutiva evidenziabile tra la Cornacchia nera e quella grigia (considerate specie distinte dalla British Ornithological Union, ma non dalla AERC) e la loro posizione tassonomica rimane dunque incerta. Il vecchio mito (cfr Peterson et al.) che la forma atlantica in piumaggio riproduttivo, presenti parti bianche sul collo molto estese e evidenti, viene sfatato: i due articoli dimostrano che le due forme possono essere identificate con relativa certezza in base alla forma della testa e in particolare dell'angolo della tasca golare, cioè di quella parte nuda di color giallo tra la mandibola inferiore e la gola.

Londei T., 2005: Ripetuta nidificazione di Taccola Corvus monedula all'interno di lampioni in funzione. Riv ital Orn, 74: 155-158.

Curiosa scelta del sito di nidificazione per delle Taccole milanesi: degli alti lampioni a forma di fungo situati nel Parco Lambro.

Vietti M., 2005: Il giardino dei profumi - fiori, foglie e frutti capaci di regalare aromi ed emozioni. Calderini, Bologna – VI + 122 pagine, illustrato. € 12,50.

L'ultima novità 'fiorita' de Il Sole 24 ORE Edagricole, che recentemente ha sfornato numerosi titoli per i giardinieri, racconta la vasta gamma esistente di piante profumate, per realizzare un giardino non solo da vedere ma da "respirare". Questo libro di Mario Vietti è un testo piacevole, di facile lettura, che aiuta il lettore a conoscere, e scegliere poi, i fiori e le piante capaci di regalare profumi e aromi inconfondibili, in grado di provocare emozioni ed evocare sensazioni e ricordi. Infatti un giardino è molto più attraente se arricchito da essenze profumate che spandono aromi nell'ambiente. Nell'immensa varietà di specie del mondo vegetale tra arboree, arbustive ed erbacee, è possibile individuare un gran numero di piante che emanano profumi tenui, delicati o forti. Il volume descrive, come in un'enciclopedia, alcune tra le piante più profumate, coltivabili nei nostri giardini o in casa, ed alcuni progetti realizzati in parte con piante profumate. Questi ultimi servono da esempio per una corretta progettazione di giardini e terrazzi, alternando le varie essenze in base alla consistenza del fogliame e all'epoca di fioritura. Un vademecum in grado di rendere la vostra piccola "oasi verde" più affascinante, gradevole e ricca di nuovi profumi.

Lombroso L. & Pareschi S., 2005: Terrazzi e balconi - Insoliti e fioriti con poca spesa e senza fatica. Calderini, Bologna – 96 pagine, 215 illustrazioni. € 10,90.

Una bella pubblicazione, curata da due giornaliste note nel mondo del giardinaggio divulgativo, che offre una selezione di idee rapide e pratiche nate dall'esperienza della redazione del mensile Giardinaggio. Si tratta di un utile vademecum ricco di suggerimenti per organizzare al meglio l'angolo verde di casa, risparmiando tempo, soldi e fatica. Un manuale, di taglio moderno e divulgativo, che illustra trucchi ingegnosi per far da sé con immagini step-by-step e i disegni delle fasi di lavoro; regala preziosi consigli per realizzare con facilità fioriere o composizioni personalizzate; aiuta a scegliere il vaso giusto, e le piante, considerando l'utilità pratica dei contenitori ma anche il ruolo estetico per armonizzare l'arredo. Utilissime poi le "Pagine blu", poste in fondo al libro, che riassumono i suggerimenti pratici da seguire stagione per stagione con il trovapiante, ovvero elenchi e tabelle per cercare le specie più giuste. Insomma, tutti i segreti per dare maggior fascino alla vostra casa. Una guida che piacerà sicuramente ai giardinieri "metropolitani" che amano sfruttare balconi e terrazzi come ambienti della casa, con nuovi colori, profumi e allegria.



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2005, Quaderni di birdwatching

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