Quaderni di birdwatching Anno VII - volume 14 - ottobre 2005

Approfondimenti

Titolo
foto di Marco Mastrorilli


A close-up of the ghost of open spaces: the Nightjar Caprimulgus europaeus
The Nightjar Caprimulgus europaeus is listed as declining by Birdlife (Moderate decline), and is included in the Red List of threatened and endangered birds nesting in Italy. Only occasionally it has been reported as wintering in our country, namely in Sicily. Favourite nesting habitats are open, uncoltivated spaces, river beds and young, open woods. This article provides identification characters and describes various aspects of the Nightjar etology: feeding, nesting, flight, vocalizations.


        "Ugualmente varia è l'indole degli uccelli, soprattutto in relazione al cibo. Sono chiamati succiacapre uccelli dall'aspetto di un merlo abbastanza grande, predatori notturni; durante il giorno sono privi di vista. Entrano negli ovili dei pastori e si attaccano volando alle mammelle delle capre per succhiarne il latte; dopo questa violenza la mammella si secca e le capre, che sono state munte in questo modo, diventano cieche".

        Con queste parole PLINIO, illustra nella celebre "Historia naturalis" il Succiacapre; in realtà questa concezione che lo indica come un uccello che munge le capre è di origine aristotelica, ma il filosofo-naturalista greco al contrario di Plinio, non riteneva affatto che il Succiacapre avesse conseguenze negative per la salute della capra. Oggi in Europa il curioso nome "succiacapre" è rimasto incollato a questo uccello anche in altre lingue, come ad esempio: Chotacabras (in spagnolo), Ziegenmelker (in tedesco). Il volo sfarfallante, il canto insistente sono tra i più emozionanti aspetti di questo abbraccio con il fantasma degli incolti: il Succiacapre.

 Status e distribuzione

        Il Succiacapre Caprimulgus europaeus appartiene all'ordine dei Caprimulgiformi, è un uccello dalle abitudini crepuscolari e notturne e manifesta un aspetto e delle abitudini davvero esclusive tra gli uccelli continentali. Nel Paleartico occidentale vivono 4 sottospecie ed in Italia ve ne sono 2 (Caprimulgus e. europaeus, Caprimulgus e. meridionalis) presenti entrambi con una sovrapposizione di areale nella regione settentrionale della penisola.


tavola di Claudia Donati

        Secondo CLEERE & NURNEY (2002) questa simpatria in Italia avviene in prevalenza in Pianura Padana, anche se lo studio della distribuzione di queste due sottospecie è davvero poco approfondita. ARRIGONI DEGLI ODDI (1929) riteneva prevalente nel Nord Italia la sottospecie nominale mentre CRAMP (1985) suggerisce invece la necessità di studi più approfonditi. Il Succiacapre è distribuito in Europa sino alla Scandinavia ove raggiunge i 63°- 64° Lat. Nord e mostra una notevole plasticità, sapendo adattarsi sia a habitat nordici che mediterranei.

        E' un migratore regolare, ma in Italia, in qualche caso sporadico, ha svernato in Sicilia (CORSO, 2005) ed in Toscana. Tra le ricatture ricordiamo un individuo catturato a Miragolo di Zogno (La Passata, M.Schiavi, com. pers.) nel settembre 1996 e ripreso in Germania nel 1999. Qualche anno prima, un Succiacapre inanellato in Polonia (luglio 1971) fu ripreso in Toscana nell'aprile 1975.

        Questo uccello crepuscolare è ritenuta una specie in declino come dimostrano i vari gradi di tutela qui elencati:

  • BIRDLIFE lo classifica come SPEC 2 (Declining, Moderate decline);
  • è inserito nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia, e classificata come "a più basso rischio". Il valore nazionale attribuito al Succiacapre è 44,6 (BRICHETTI & GARIBOLDI, 1997).

            La contrazione dei suoi habitat elettivi lo indicano in decremento, tuttavia si tratta di un uccello elusivo, poco studiato ed in molte zone potrebbe essere sottostimato. Proprio per una mancanza di informazioni per molte aree la stima proposta per la specie oscilla tra 290.000 e 830.000 coppie (CLEERE & NURNEY, 2002).

     Identificazione

            Il Succiacapre è uno degli uccelli più strani e particolari ma riconoscerlo non è difficile. I suoi comportamenti ed il canto sono peculiari ed agevolano il riconoscimento, anche in condizioni di osservazione difficile. Le dimensioni sono affini a quelle di un Merlo con peso che oscilla tra i 45 ed i 95 grammi. La postura su posatoio ed il volo sono inconfondibili: quando è posato il Succiacapre, che ha zampe corte, resta "accovacciato" sul terreno con un baricentro centrale, che permette una facile identificazione anche di un individuo posato in ombra o al crepuscolo.

            Il piumaggio ha una colorazione criptica ma il dimorfismo sessuale è evidente. E' caratterizzato nei maschi dalla presenza su alcune remiganti e sulle timoniere più esterne di vistose macchie bianche, visibili anche in volo. Le femmine, viceversa, conservano il piumaggio mimetico ma privo del colore bianco presente nei loro partner. Le primarie hanno una forma allungata, un vessillo ristretto ed una colorazione più uniforme mentre le secondarie (più larghe) mostrano delle barrature più regolari. Le copritrici denotano una vermicolatura molto evidente simile a quella che si riscontra in alcune timoniere e persino sul vertice.



  • Succiacapre posato
    foto di Miguel Rouco


    Coda di un maschio di Succiacapre con estremità delle timoniere bianche (individuo a cui è stata applicata una trasmittente) - foto di Roberto Toffoli


            Le penne della coda infatti evidenziano colori e disegni differenti tra loro. Le due timoniere centrali sono molto diverse dalle altre, il colore è grigiastro ma non uniforme, poiché sono presenti vermicolature che digradano di intensità dal rachide verso la lamina esterna. Passando verso l'esterno le timoniere assumono un colore simile a quello del corpo e delle ali (più brune) e nel caso del maschio le due penne di ogni lato della coda mostrano due ocelli bianchi vistosi. Il becco è piccolo e corto ma quando apre la bocca il Succiacapre mostra un'apertura boccale davvero impressionante. In prossimità del becco sono presenti piccole piume modificate, simili a barbigli induriti che sono utilizzati dal Succiacapre per catturare piccoli insetti in volo. L'utilità di questa apertura boccale così ampia è legata alla necessità di dover catturare in volo il maggior numero di insetti. Il palato è molto morbido ed umido, quasi appiccicoso, ed una volta ingerito l'insetto è inghiottito con movimenti interni del palato.

            Gli occhi, infine, sono simili per posizione a quelli della Beccaccia che infatti sfrutta anch'essa un piumaggio mimetico e la medesima strategia difensiva. I Succiacapre, quindi, hanno gli occhi disposti ai lati della testa avendo così una visione panoramica molto estesa che permette loro di vedere alle spalle eventuali predatori.



    Primaria di Succiacapre - foto di Tea Sala


    Remiganti e timoniere di Succiacapre - foto di Marco Mastrorilli


     Habitat

            Il Succiacapre gode di un'ampia distribuzione in Europa ma colonizza esclusivamente i siti che rispondono a requisiti ben definiti. L'associazione inglese RSPB ha redatto un documento che propone i modelli ideali per l'habitat del Succiacapre (BURGESS et al.,1990) evidenziando l'importanza degli spazi aperti con alberi radi, la presenza di arbusti e l'importanza dei prati sfalciati. In questo documento si evidenziava il problema delle basse temperature (e la presenza del vento) che certamente è più rilevante in aree non mediterranee ma costituisce comunque una condizione che minaccia l'espansione di questo uccello crepuscolare.

            Durante la stagione riproduttiva nel nostro Paese si riproduce in pianura, collina e si spinge sino a nidificare su versanti ben esposti e secchi dei rilievi prealpini ed appenninici superando persino i 1.000 m s.l.m. In alcune occasioni, le zone suburbane possono essere colonizzate da qualche coppia isolata (nidi a Crema, Bergamo, Milano, Napoli, Roma, ...). La gariga, gli incolti, le pinete dei litorali, calanchi e i greti dei fiumi sono habitat ideali per la riproduzione. I Succiacapre non amano gli spazi forestali chiusi ed in Europa (Gran Bretagna, Austria, Scozia) sono in grande aumento le popolazioni che si insediano nei giovani impianti di conifere. WICHMANN (2004), in Austria, ha saputo dimostrare che possono sussistere relazioni tra le dimensioni e l'altezza dei tronchi (quindi l'età delle piante) e la densità di coppie di Succiacapre, con una preferenza per le aree forestali giovani. Le zone investite da forti incendi originano una vegetazione che per diversi anni può ospitare il Succiacapre, almeno sino a quando i boschi non diventano troppo maturi e asfittici.



    Habitat del Succiacapre: spazi aperti tra le pinete dei litorali
    foto di Marco Mastrorilli


    Habitat del Succiacapre: ecosistema ripariale fiume Brembo (BG)
    foto di Marco Mastrorilli


     Dieta e relazioni interspecifiche

            Il Succiacapre è un uccello insettivoro che si alimenta in volo catturando insetti (maggiolini, falene, zanzare e moscerini), come fanno i Chirotteri, ma la sua dieta è varia e gli insetti li può predare anche sul terreno, sulle rocce e persino sui tronchi,specie quando la cura dei nidiacei lo induce a cercare prede più grandi.

            Nella sua dieta si ritrovano una gran varietà di insetti: Ortotteri, Lepidotteri, Ditteri, Imenotteri e talvolta arriva a predare persino Aracnidi. Poiché sosta spesso sul terreno, rimane vittima di attacchi di Mustelidi, volpi e può essere ucciso anche da civette, gufi, allocchi e rapaci diurni. Interessante sono i fenomeni di mobbing subiti dai Succiacapre durante le proprie battute di caccia ad opera di Assioli e Civette ed in bibliografia si segnalano anche disturbi da parte di Chirotteri. A parte il mobbing, il Succiacapre è predato con regolarità anche da rapaci diurni e notturni: nella dieta di allocchi, barbagianni, civette e gufi reali si rinvengono episodi occasionali di cattura di alcuni Succiacapre, ma questa predazione è probabilmente sottostimata.

     Il volo del Succiacapre

            Chi ha visto volare un Succiacapre conosce la magia di queste acrobazie aeree; questo uccello, spesso, esce all'improvviso dalla boscaglia o dagli arbusti per incantarci con evoluzioni che esprimono pattern territoriali ben definiti. Nell'ambito delle nostre uscite e valutando i riferimenti bibliografici esistenti abbiamo selezionato alcune tipologie di volo tipici della specie.


    Succiacapre in volo - foto di Jan Sevcik

  • Volo territoriale del maschio
  • Volo per foraggiamento
  • Volo di spostamento diurno
  • Volo per spostamento notturno

            Volo territoriale del maschio

            Nel periodo riproduttivo è facile distinguere il maschio durante il volo nuziale: i brevi battiti d'ala sono intervallati dal classico churring e dall'applauso. Il maschio, durante questi voli esibisce le macchie bianche presenti sulle ali e sulla coda e mantiene un volo caratteristico, con le ali a V. In questo periodo una delle peculiarità di questo volo è che il Succiacapre, soprattutto dove le densità sono elevate, manifesta una forte territorialità e difende il proprio home range girando intorno all'intruso.

            Volo per foraggiamento

            Per alimentarsi il Succiacapre, se non è disturbato, si alza in volo dal posatoio e si muove compiendo evoluzioni molto irregolari con un volo sfarfallante costituito da virate, planate e cambi improvvisi di direzione. Questi movimenti molto irregolari sono affini per certi aspetti al volo dei chirotteri, molto efficaci poiché permettono la caccia al volo degli insetti. Il foraggiamento trova il suo momento di massima efficacia al crepuscolo con un calo durante la notte. In presenza della luna piena, come rilevato da MARTIN (1990) e JETZ et al. (2003), i Succiacapre sono più attivi sia come foraggiamento sia come attività vocale e di volo.

            Volo di spostamento diurno

            Durante il giorno frequentando gli ecosistemi frequentati dai Succiacapre è possibile imbattersi in questo volatile, il quale fino all'ultimo confida nel mimetismo prima di involarsi. Questi movimenti sono brevi, talvolta brevissimi comunque caratterizzati da voli battuti, lenti e brevi planate che portano al posatoio, spesso posto a poche decine di metri dal precedente punto d'involo. Comunque la preferenza è sempre orientata a posatoi in zona d'ombra, poiché il metabolismo dei Succiacapre (INGELS et al., 1984) è molto particolare e soffrono molto le condizioni estreme di calore e freddo. Nel primo caso, l'esposizione troppo prolungata ai raggi solari può produrre un deficit nella traspirazione e proprio per questo motivo gli adulti cercano zone ombrose e proteggono i piccoli dai raggi solari diretti con le proprie ali. In presenza di pioggia, se i nidiacei sono molto piccoli, le femmine di Succiacapre possono "covare" i pulli per evitare che disperdano calore.

            Volo di spostamento notturno

            I Succiacapre per raggiungere uno spazio ricco di prede possono fare spostamenti di 1.000 - 1.500 m all'interno di un ecosistema, come ha rilevato Roberto Toffoli nel Cuneese; sono stati documentati movimenti migratori di soggetti singoli o piccoli gruppi.


  •  Il canto

            Probabilmente è il volatile europeo dotato del canto più curioso. Qui riportiamo alcuni canti registrati in provincia di Bergamo e che costituiscono il repertorio vocale classico del Succiacapre. Il canto classico definito churring è un ritmico trillo che sembra non interrompersi mai. Se stimolato con il playback il Succiacapre oltre ad avvicinarsi e mostrarsi in volo, canta a lungo anche al termine delle emissioni. Costituisce il canto classico che si ode anche a grande distanza ed inoltre come mostrato da REBBECK et al. (2001) può divenire un fattore discriminante per il riconoscimento degli individui. Molto facile da udire è il canto del maschio, che generalmente è emesso al termine del churring e costituisce prima e durante il periodo riproduttivo un segnale forte di territorialità. Spesso viene emesso quando il Succiacapre sta per posarsi dopo il volo di spostamento.

            Abbiamo osservato che nel periodo post-riproduttivo, prima della migrazione, i maschi presenti sono meno vociferi, e preferiscono esibire in modo limitato il churring e con un numero maggiore di vocalizzazioni singole. L'applauso è il "clou" dell'esibizione dei Succiacapre, la spettacolarità è prodotta da colpi d'ala, veri schiocchi esclusivi che sono generati in volo; spesso si rilevano quando il Succiacapre è in volo in una zona esposta; dalle nostre osservazioni si denota che è praticato quando il Succiacapre non è troppo vicino al terreno.

            Infine, vi proponiamo un canto molto particolare: un'emissione vocale impiegata, come segnalato da DEL HOYO et al. (1999), come strumento estremo di difesa dalla femmina, che oltre a produrre questo rumore particolare allarga le ali e tende a gonfiare il piumaggio concedendo all'intruso una sorta di aspetto terrifico, simile a quello dei gufi. Una difesa estrema della femmina... che si ode anche in pieno giorno se ci si avvicina nei pressi di una nidiata.

    vocalizzazioni di Succiacapre
    canto classico del maschio

    registrazione
    M. Mastrorilli
    canto del maschio

    registrazione
    M. Mastrorilli & C. Crespi
    applauso

    registrazione
    M. Mastrorilli & C. Crespi
    femmina al nido

    registrazione
    M. Mastrorilli

     La stagione riproduttiva e la scelta del nido


    Nido di Succiacapre - foto di Claudio Crespi

            Il Succiacapre si riproduce al suo arrivo dopo una lunga migrazione; generalmente il maschio precede sul posto con un leggero anticipo la femmina. Dopo aver selezionato un sito idoneo, la coppia nidifica sul terreno nudo selezionando generalmente nelle seguenti tipologie di siti:

  • ai margini di ammassi di legna, materiale di deposito alluvionale, ecc.
  • ai margini di in incolti erbacei
  • ai margini di arbusteti
  • zone calanchive

            Sono sempre apprezzate da questi uccelli le ondulazioni del terreno ed ancor più avvallamenti asciutti (quali canali di scolo in secca, ripe e zone con frane e dissesti idrogeologici recenti, aree recentemente incendiate, ...) purché ricoperti di vegetazione non troppo fitta. In aree ove queste tipologie di nidificazioni sono frequenti e le prede abbondanti i Succiacapre possono riprodursi anche con molte coppie ravvicinate, autentiche colonie con nidi anche ravvicinati.

            Le covate possono essere singole o doppie, le uova solitamente sono 1 o 2, di colore criptico. La predazione sulle uova può essere molto elevata da parte di Corvidi, Laridi, Mustelidi, volpi, cinghiali e ricci.



  • Succiacapre al nido con pulli - foto di Jim Bohdal


    Imbeccata - foto di Jim Bohdal


     La territorialità

            In Italia lo studio del Succiacapre è stato sinora trascurato nonostante esistano metodologie ben definite (Sierro, 1981) e la ricerca sul campo sia davvero affascinante. In Inghilterra proprio in questi anni si stanno svolgendo censimenti che stanno regalando risultati di grande interesse. Il Succiacapre nel Regno Unito è in ripresa (mentre è in calo in Irlanda) ed i censimenti sono condotti con grande attenzione, merito di un vasto numero di appassionati ed ornitologi che collaborano a questa iniziativa promossa dal BTO. Pensate che grazie ad un progetto specifico, Nightjar Survey 2004, si conosce esattamente il numero di maschi presenti in Gran Bretagna che nel 2004 erano 4132 con il picco di 781 maschi cantori nell'Hampshire!

            Mentre all'estero sono documentate densità molto elevate comprese tra le 5 e le 20 coppie per kmq (per spazi limitati) in Italia i rilievi hanno prodotto densità inferiori, ma è probabile che in alcune aree localizzate si possano raggiungere densità elevate anche nel nostro Paese. In Piemonte, Toffoli, nell'ambito della sua interessante ricerca, affidandosi a radioline applicate alle code di alcuni maschi di Succiacapre è riuscito a definire l'ampiezza dei territori difesi da un maschio che possono essere pari a qualche decina di ettari ma in altre occasioni, più ridotti. Nondimeno la telemetria consente di definire al meglio le tipologie di ambiente scelte per il foraggiamento.



    Succiacapre al quale è stata applicata una trasmittente
    foto di Roberto Toffoli


    Pullus di Succiacapre
    foto di Marco Mastrorilli


            Per censire una popolazione di Succiacapre si può impiegare il metodo del playback. Tecnicamente, rispetto alle uscite per censire Strigiformi, bisogna apportare alcune modifiche, negli orari (sempre un'oretta prima del tramonto sino a un'ora dopo del medesimo) e nei periodi (a seconda della covata si può cominciare a fine maggio, nel sud, e a giugno nel nord e proseguire anche sino a fine luglio). Dopo la prima decina di giorni di agosto si ha un forte decremento delle risposte. E' fondamentale ricordare che i Succiacapre durante le nostre uscite notturne stanno difendendo un territorio e si stanno alimentando, pertanto è importante usare il playback con moderazione e solo per ricerche che giustifichino il disturbo.


    Ringraziamenti

    La realizzazione di questo articolo è stato possibile solo grazie al contributo di amici fotografi ed ornitologi che ci hanno permesso di arricchire il nostro articolo con informazioni di grande interesse. Grazie a Pierandrea Brichetti, Roberto Toffoli, Maffeo Schiavi, Maurizio Fraissinet, gli amici inglesi della mailing list Oxon Birds. Per le fotografie e il disegno: Jim Bohdal, Jan Sevcik, Roberto Toffoli, Tea Sala, Claudia Donati, Miguel Rouco.



    Bibliografia

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  • Brichetti P. & Gariboldi A., 1997. Un <<valore>> per le specie nidificanti. In Brichetti P. & Gariboldi A. Manuale pratico di Ornitologia. Edagricole, Bologna: 300-309.
  • Burgess N., Evans C. & Sorensen J.,1990: Heathland management for Nightjars. RSPB Conservation Review, 4: 32-35.
  • Cleere N. & Nurney D., 1998: Nightjars. A guide to Nightjars and related Nightbirds. Pica Press, pp.317.
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  • Ingels J., Heinribot J. & De Jong B.J., 1984: Vulnerability of Eggs and Young of the Blackish Nightjar (Caprimulgusn igrescensi) in Suriname. Auk, 101:388-391.
  • Jetz W., Steffen J. & Linsenmair K.E., 2003: Effects of light and prey availability on nocturnal, lunar and seasonal activity of tropical nightjars. Oikos, 103: 627-639.
  • Martin G., 1990: Birds by night. T & AD Poyser. London, pp.227.
  • Plinio, 1983 (ried.): Storia Naturale, Vol. II. Einaudi, Torino.
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  • Sierro A., 1991: Écologie de l'Engoulevent, Caprimulgus europaeus, en Valais (Alpes Suisse): biotopes, répartition spatiale et protection. Nos Oiseaux, 41(4): 209 - 235.
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    2005, Quaderni di birdwatching

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