Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 15 - aprile 2006

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Titolo
di Gianluca Serra

Let's save the Northern Bald Ibis in Syria
In 2002, the author, during an ongoing FAO/Italian Cooperation project, discovered the last colony of Northern Bald Ibis Geronticus eremita in Syria (the species was actually regarded as extinct from that country more than 70 years ago). In the years 2002-2004, he got some local people involved in an internationally acknowledged community-based conservation project and managed to have 14 chicks successfully fledged from the colony; however, only one of them returned from their wintering grounds. Now, with the help of BirdLife, the National Geographic Society and the Syrian First Lady, he is making the last-ditch effort to save this colony. He invites every interested birder to contact (see below) the local nomads he trained as birdguides, to go see these beautiful birds on the verge of extinction, and to discover the birding opportunities this part of the Syrian desert can offer.


        NEL 1989 l'ultima colonia di Ibis eremita Geronticus eremita conosciuta dell'Eurasia scompariva in Birecik (Turchia), lasciando una colonia di uccelli in semi-cattività. Sebbene la specie fosse stata data per estinta dalla Siria da circa 70 anni, le ricerche che ho avuto occasione di condurre nel deserto siriano con la partecipazione della comunità locale e grazie ad un progetto FAO/Cooperazione Italiana, hanno portato nel 2002 alla sorprendente scoperta di un drappello di sparuti ibis sopravvissuti, composto da 7 adulti per un totale di 3 coppie nidificanti.

        Durante le successive tre stagioni riproduttive (2002-2004), gli uccelli sono stati protetti da una pittoresca armata Brancaleone, da me diretta e composta da nomadi beduini e cacciatori dell'oasi di Palmira, che ho addestrato nel corso del tempo come guide di birdwatching. Questa esperienza di "community-based conservation" ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale, come per esempio al Congresso Mondiale di Conservazione della IUCN a Bangkok nel 2004.

        Parecchi gruppi di bracconieri del golfo sono stati fermati durante quegli anni e alcuni perfino denunciati. Nonostante questo un adulto è stato ucciso nel 2003 dai bracconieri, mentre un altro adulto non è ritornato dai quartieri di svernamento nel 2005. Nel corso delle tre stagioni riproduttive si sono involati con successo 14 pulli, ma purtroppo solo uno di essi ha fatto ritorno alla colonia l'anno successivo, fatto che ha messo drammaticamente in luce la priorità di conservazione per questa colonia: ovvero l'urgenza di determinare la rotta migratoria e i territori di svernamento, al fine di identificare le cause del mancato ritorno dei giovani ibis.

         In effetti, il comportamento migratorio è proprio il fatto che distingueva, e ancora distingue la razza orientale dell'Ibis eremita da quella occidentale, che ancora sopravvive in Marocco. I dati storici degli ultimi 170 anni sembrano indicare come zona di svernamento più probabile il corno d'Africa e tutto il bacino del Mar Rosso. Un vecchio nomade del deserto siriano ci ha detto una volta che la sua tribù si tramanda la conoscenza della località di svernamento degli ibis: una zona particolare delle montagne dello Yemen, nome a tutt'oggi usato da questa gente per indicare un posto remoto.

        Purtroppo nel corso del periodo 2003-2005 i tentativi di cattura e marcatura satellitare sono falliti a causa della situazione politica regionale costantemente in ebollizione, della fine del progetto della Cooperazione Italiana (2004) e delle conseguenti difficoltà burocratico-istituzionali che sono insorte. Così mi sono ritrovato impantanato insieme a BirdLife Middle East e alla RSPB in un intricato ginepraio di natura politica: ovvero in quel "lavoro sporco" che costituisce una componente inevitabile ed essenziale di qualsiasi impresa di conservazione della Natura.

        Ed ecco quindi sopraggiungere l'annus horribilis: la stagione riproduttiva 2005, durante la quale le autorità locali siriane hanno deciso di fare da sole, rifiutando la nostra assistenza, con risultati disastrosi: si è avuto un grave disturbo antropico alla colonia e tutti e 4 i pulli involati dalle 2 coppie rimaste sono morti.

        Un mese fa solo 4 uccelli sono tornati sulla rupe rossa del deserto di Palmira. Nel frattempo BirdLife è riuscita ad ottenere le autorizzazioni per procedere alla marcatura satellitare, anche grazie ad una mostra fotografica organizzata a Damasco nel febbraio scorso, mentre io sono finalmente riuscito ad avvicinare la First Lady siriana per ottenere protezione, oltre ad ottenere fondi dalla National Geographic Society.

        Tutto finalmente sembra pronto per il tentativo, in extremis, di salvare questa colonia unica al mondo: in realtà, ci vorrebbe giusto un miracolo..., ma siamo determinati senz'altro a provarci. Anzi, incoraggio tutti i birdwatcher italiani che volessero venire a vedere lo spettacolo affascinante di questi animali ad un passo dalla estinzione, di contattare le due guide locali da me addestrate nell'ambito del progetto, e di informarsi circa le opportunità di birdwatching in Siria.


sito web
BIRDWATCHING IN SIRIA
le guide
Ahmed Jeber Abdallah
Adeeb al Assad

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2006, Quaderni di birdwatching

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