Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 15 - aprile 2006

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di Armando Gariboldi

     UNA GUIDA AL BIRDWATCHING IN ITALIA pensata e scritta da birder italiani soprattutto per i loro colleghi stranieri. E' il primo, evidente obiettivo di questa guida agile e moderna che segna un'importante apertura del nostro Paese verso il mondo internazionale del BW, rilanciandone l'immagine, sotto questo punto di vista, per troppi anni sottovalutata. Peraltro questo libro è anche un atto d'amore verso l'Italia e la sua splendida biodiversità, che invoglia anche i lettori italiani a leggerlo ed usarlo.

     Si tratta infatti di un lavoro essenziale, senza troppi fronzoli (e quindi senza foto e rigorosamente in b/n) ma ricchissimo di informazioni utili per le osservazioni sul campo. Anche il formato e la copertina morbida (impreziosita da un disegno di Marco Preziosi) lo rendono comodo da infilare nello zaino o nelle tasche del giaccone.

     Dopo tre capitoli introduttivi sull'importanza e la variabilità biogeografia dell'avifauna italiana (comprese le specie e sottospecie endemiche) e sul significato del BW nel Bel Paese, gli autori dedicano un'ampia prima parte del libro (ben 53 pagine) alle specie di uccelli più importanti presenti in Italia. Qui l'approccio è quello del birder puro e forse anche un po' del twitcher. Nel senso che vengono per lo più privilegiate le specie rare, le accidentali, le endemiche e in genere quelle che hanno areali ristretti e per le quali può valere la pena fare un viaggio nel nostro Paese, includendo anche alcune specie esotiche introdotte (es. Panuro golacenerina). Non vengono invece considerate le specie abbondanti, ma per le quali l'Italia riveste un ruolo fondamentale a livello di popolazione paleartica: insomma la Bigia padovana è tra le specie ritenute interessanti mentre la Nitticora o il Fraticello non rientrano nella categoria.

     Peraltro ognuna delle 119 specie più importanti viene descritta in modo molto sintetico ma efficace, riportandone lo status e la distribuzione in Europa e in Italia, le stime quantitative della popolazione nazionale, gli habitat e i siti, approfonditi successivamente, dove poterla osservare.

     La seconda e più corposa parte del libro è appunto dedicata alla descrizione di circa 100 siti (ma in realtà sono quasi 140 i luoghi segnalati), valutati come gli "hot-spots" del BW in Italia. Ogni sito è presentato tramite una scheda da due a quattro pagine che riporta le specie osservabili (sia quelle ritenute importanti sia le "altre"), i periodi migliori per la visita e tutte le informazioni utili per arrivarci. A tal fine risultano preziose e spesso molto dettagliate le pur schematiche cartine appositamente realizzate. Piuttosto lascia un po' perplessi l'uniformità di spazio dedicato ad aree molto diverse tra loro e con livelli di importanza altrettanto differenti. Per esempio dedicare due pagine a delle ex-cave allagate di poche decine di ettari e solo quattro all'intero delta del Po veneto è un evidente squilibrio, seppur probabilmente legato ad esigenze editoriali.

     Chiude il libro una sempre utile check-list delle specie ornitiche italiane e della loro fenologia.

     Nel complesso si tratta di un lavoro ben fatto e di indubbia utilità, che potrà (speriamo) aprire la strada ad una nuova generazione di guide dedicate al BW e soprattutto sostenere ed incrementare il numero di birdwatcher, italiani e stranieri, in giro con il binocolo per le contrade del nostro Paese.





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2006, Quaderni di birdwatching

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