Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 15 - aprile 2006

Note dal campo

Titolo
ambiente di nidificazione del Lodolaio


Hobbies in the wheat
In Maremma (Central Italy), several pairs of Hobbies Falco subbuteo breed in a range of just a few kilometres: long lines of Oaks overlook endless wheat fields, and one pair of Hobbies nests in each one of those Oaks. Beginning in early July, the author witnessed the birds breeding behaviors: hunting (Common Swift Apus apus was the favorite prey); territorial fights with a Honey Buzzard Pernis apivorus; hatching and fledging of the juveniles. The young, fully confident, were still present in the area in mid-September.


        CON GLI OCCHI STANCHI, incollati al binocolo ormai da un'ora, seguo nel cielo le evoluzioni di un Lodolaio. Chi ha avuto la fortuna di ammirarlo in caccia o nei voli di corteggiamento, non può non essere rimasto affascinato da questo piccolo rapace, agile nel volo e aggraziato nelle forme, modellato per esibirsi in voli eleganti e potenti all'inseguimento di altrettanti acrobatici volatori. Può avvistare una libellula a più di 200 metri, picchiare su un uccello ad oltre 130 km/h, prendere al volo i chirotteri nella scarsa luce dell'imbrunire; ha un repertorio così vasto ed imprevedibile che ogni scena di caccia suscita sorpresa ed ammirazione.


maschio al posatoio

        Pur essendo della stessa taglia di un Gheppio, 40 cm di lunghezza, con un'apertura alare di 85-90 cm per la femmina, con una coda piuttosto corta che gli conferisce una sagoma più compatta, in volo il lodolaio ricorda maggiormente  un  Pellegrino dal quale se ne distingue per la costruzione più leggera e le ali più slanciate. Come per gli altri falchi, il maschio è più piccolo della femmina, anche se la differenza è difficile da apprezzare in natura. È un piacere puro osservarlo, vederlo partire rapido, con volo radente, sui campi gialli di stoppie, schivare invisibili ostacoli, prendere quota con decisi battiti d'ala che lo spingono ad altezze vertiginose per culminare in picchiate mozzafiato.

        Quando è la metà di agosto, nella Maremma laziale i Lodolai sono ancora alle prese con la prole. Questa zona è caratterizzata da sterminate distese di grano attraversate da residui filari di grosse querce dove il piccolo falco nidifica, in un paesaggio monotono che si ripete per chilometri fino alle prime colline dell'interno. In questo territorio all'apparenza insignificante, piatto e povero di vegetazione, i Lodolai riescono a nidificare con diverse coppie nel raggio di pochi chilometri, ognuna sulla sua quercia maestosa da cui dominare l'infinita distesa di spighe.

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maschio al posatoio


pullus al nido


femmina in prossimità del nido


giovane da poco involato

        Lo stò osservando già da un po' col cannocchiale; ha fatto il suo dovere di genitore, è appena tornato dalla caccia ed ha consegnato alla femmina il pasto per la famiglia. Ho riconosciuto nella vittima le lunghe remiganti del Rondone comune, che sembra essere la preda prediletta da queste parti. L'evoluzione ha fatto dei rondoni dei volatori incredibili, capaci di un volo lineare che supera i 50 km/h, oltre i 100 km/h in picchiata, in grado di inseguire sciami di insetti che veleggiano nelle calde correnti termiche estive fino oltre 2000 metri. Queste caratteristiche non sono sufficienti ad i Rondoni per rimanere al sicuro dagli attacchi del Lodolaio, che riesce ad associare alla potenza tipica dei falchi un'agilità sorprendente e la capacità di improvvise accelerazioni alternate a sinuosi movimenti aerei.

        Intanto, tutto intorno, continua la raccolta dei pomodori. Trattori e camion tagliano di continuo i campi dove decine di schiene curve, in un misto di polvere e sudore, raccolgono il frutto di una stagione di lavoro. Questo non sembra però disturbare il falco che ha messo su casa ad un centinaio di metri da questo trambusto; appare tranquillo, per nulla impaurito dall'improvvisa invasione di uomini. Penso ai giorni della mietitura, con la femmina intenta nella cova che assiste al passaggio veloce di un mostro meccanico capace di inghiottire in pochi minuti quintali di grano, cambiando in un batter d'occhio il paesaggio circostante. Ma non deve averla turbata più di tanto se ha deciso di rimanere, e tornare ogni anno, resistendo agli eventi che si sono susseguiti nel tempo, portando la presenza degli uomini sempre più vicina.

        La femmina ora è posata su un ramo secco che sporge al di sotto del nido. Ha sfamato i piccoli sminuzzando pazientemente la preda consegnata dal maschio; ha lasciato il poco spazio a disposizione dei tre pulcini, che crescono velocemente. Tra un po' potrà lasciarli incustoditi anche per lunghi periodi, per andare a cacciare, assopire il tenero istinto di madre e soddisfare la frenesia del cacciatore. Il vecchio nido di Cornacchia, ben nascosto nella parte più alta e centrale della chioma di un grosso rovere, consente di controllare il paesaggio circostante per chilometri.

        Provo a lasciare la strada per cercare riparo all'ombra di una quercia maestosa dal lato opposto del campo. Subito il verso acuto del maschio si fà sentire, e lo scorgo intento a spiumare proprio sull'albero che ho scelto per ristorarmi. La vittima è ancora una volta un Rondone comune: le piume nere scendono lentamente sul terreno sospinte da una leggera brezza marina, le ali con le lunghe remiganti sono quasi intatte, ancora unite dalle esili ossa dello sterno, tipico resto della predazione dei falchi.

        Mi concede di ammirarlo a distanza ravvicinata. La candida macchia sulla guancia su cui spicca il mustacchio, il sopracciglio bianco e la pesante gocciolatura del petto, quell'insolito colore rosso ruggine dei calzoni, le lunghe ali che superano la coda. Poi improvvisamente si stacca dal suo posatoio lasciando cadere quel poco che rimane del pasto. Il grigio ardesia delle parti superiori contrasta decisamente con i campi inariditi; ha un volo sicuro, fatto di scatti e traiettorie decise, che lo distinguono dagli altri piccoli falchi che appaiono in genere meno potenti. Con pochi battiti d'ala acquista velocità, un volo basso e rapido che genera lo scompiglio tra le Allodole.

        Continuerà così fin verso la fine di agosto, quando i giovani si disperderanno ed inizieranno i movimenti pre-migratori, che continueranno per tutto settembre. Poi, anche gli ultimi Lodolai partiranno, schivando le prime fucilate che rovesceranno il loro ruolo da cacciatori a bersagli. Ci rivedremo a maggio, quando inizieranno le scorribande dei Lodolai appena arrivati dall'Africa che, in cerca di una nuova casa, cercheranno di rubare i nidi a Gazze e Cornacchie.



resti di Rondone comune predato


borre


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TACCUINO

1 luglio 2004: Sono attratto dai versi di un Lodolaio, difende il territorio da un Falco pecchiaiolo che attraversa il campo dove il falchetto si è insediato. Il grano è ormai maturo. Quest'anno le piogge abbondanti hanno fatto crescere un muro compatto di spighe sorvolato con insistenza dalle Albanelle minori.
17 luglio 2004: Adulti entrambi a caccia, ma la femmina non si allontana dalla zona del nido. Il maschio si alterna al nido per permettere alla femmina brevi voli. È iniziata la mietitura anche di questo campo, uno degli ultimi.
31 luglio 2004: Sbircio col cannocchiale nel nido. Immerso nella chioma della quercia intravedo la testa bianca di un pulcino.
7 agosto 2004: Noto che maschio e femmina imbeccano al mattino circa ogni ora i 3 giovani di circa 20 giorni.
13 agosto 2004: La coppia controlla il nido stazionando sulla quercia dal lato opposto del campo. Si riposano spesso nei pressi, soprattutto nelle ore centrali del giorno.
17 agosto 2004: È in corso la raccolta pomodori. I giovani hanno circa 30 giorni. Gli adulti si posano spesso a terra (forse cacciano insetti?). Nei pressi del nido gli acuti ed insistenti versi della femmina mettono in allarme i giovani che rispondono con un lamentoso richiamo. Ascolto da vicino alcuni versi sommessi del maschio in riposo: scopro a sorpresa una grande variabilità sonora.
21 agosto 2004: Versi di giovani nei pressi del nido. Ripetono insistentemente con tono più basso e lamentoso il tipico verso d'allarme degli adulti, una monosillabe secca e breve, nota dominante nel repertorio dei Lodolai.
11 settembre 2004: Raccolgo le misure relative all'habitat di nidificazione. Sento i giovani ancora in zona che emettono richiami; sono molto vociferi e confidenti.


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