Quaderni di birdwatching Anno VIII - volume 15 - aprile 2006

Girando per il mondo

Titolo
Albatro testabianca - White-capped Albatross


Birding trip to New Zealand
A trip to New Zealand is every birdwatcher's dream come true. The author is a very well known birder and nature photographer and makes the most of the New Zealand trip he took in November 2005: he visited several hotspots, such as the Miranda Shorebird Center, the Arhoa Island Ecological Centre, the Motuara Island and many more. He observed (and in several cases also filmed) an impressive total of 150 species, among which White-capped Albatross, Kiwi, Sharp-tailed and Pectoral sandpiper, and the almost mythical Black Stilt.


        INIZIA L'AVVENTURA con una sveglia antelucana. Io e Barbara partiamo in aereo da Bologna il 15 novembre 2005 alle 6.55, sosta a Fiumicino da dove decolliamo alle 12.00 per Singapore, con la Singapore Airlines. Arrivo a Singapore alle 6.00, ora locale del 16/11, e nuova partenza per Auckland alle 8.00, stessa compagnia, con arrivo alla destinazione finale alle 23.50, ora locale (12 ore di differenza di fuso con l'Italia), dopo 12 ore di volo.

        17/11/2005 - Vengo svegliato alle 6.00 dal canto del Merlo, una delle numerose specie europee insediatisi grazie ai coloni inglesi nell'800. Fuori dalla portafinestra Storno in canto e Tortora macchiata. Dopo colazione parto velocemente per la mia prima destinazione, il Miranda Shorebird Centre, riserva gestita da un gruppo di ornitologi locali, ma soprattutto famosissima tappa per osservare i limicoli [sito web].

        Corro sulle autostrade e riesco anche a sbagliare strada, facendo una strada secondaria stile Bombay, in mezzo a coltivazioni e soprattutto pascoli ricchi di bestiame, e arrivo in una valle con una pianura interamente a pascolo. Osservo Tordi bottacci, Merli e Verdoni, Passeri e Cardellini ovunque. Riesco ad osservare anche 5 individui di Albanella australiana. Più che un'albanella è un falco di palude, sia nella pesantezza della sagoma che nel metodo di caccia, molto vario e che a volte assomiglia a quello della Poiana. In un pratone immenso vedo la prima specie del limicolo che sto cercando, la Pavoncella mascherata, sottospecie della Nuova Zelanda, riconoscibile dalla sottospecie nominale australiana per la calotta nera della testa più larga e per la banda nera che dalla nuca scende lateralmente quasi sul petto.

        Due coppie di Casarche del Paradiso litigano tra loro: i maschi si danno dei colpi con il giunto carpale e tentano di beccarsi sul collo. Poi Gazza australiana, Allodole dappertutto, in canto come ai vecchi tempi in pianura a Parma; vedo la Rondine benvenuta, simile alla nostra, ma con la soffusione rossastra che arriva al centro del petto; quindi Calandro australe, Maina comune e Pollo sultano della Nuova Zelanda detto Pukeko, che pascola come un gallinone nel prato.

        Arrivo finalmente al mare e alla riserva, destinazione del viaggio. Appena imboccata la strada, seguendo il cartello indicatore, ai lati della stessa vedo una laguna retrodunale, con dune formate da conchiglie e sassi, piena di uccelli. Sono presenti un centinaio di Cavalieri testabianca, anche nelle tipiche liti territoriali e riesco a filmare un accoppiamento con parata annessa, uguale al nostro ma con la voce leggermente diversa, più rauca e spessa nell'emissione.

        Il centro durante gli orari di apertura ha personale a disposizione, una buona sala didattica sull'ambiente, la fauna e sulla migrazione dei limicoli. Riparto per il primo giro lungo la costa e, seguendo le informazioni dello staff del centro, mi metto in cerca del Beccostorto.

        Lungo la costa, che ricorda le coste nordiche, osservo le Beccacce di mare dell'Isola del Sud, un'enormità, e le Beccacce di mare variabili, poi Piovanelli maggiori e Pittime minori, gli individui nidificanti in Siberia. Mi fermo al confine della riserva, alla foce di un piccolo rio, e scopro una bellissima colonia di Sterne frontebianca: sono molto ciarliere e in fase di insediamento. Nella colonia vi sono anche alcune coppie di Gabbiano di Buller.

        Cerco il mio target e lo scorgo piuttosto lontano, ma sono già contento perchè mi era stato detto che era difficile da osservare. Mi siedo sulla riva a filmare le sterne e dopo circa 15 minuti un gruppetto di Beccostorti viene a posarsi a pochi metri da me: sono in visibilio, si mettono anche a fare il bagno e riesco a filmarli in tutte le salse. Alcuni individui mi vengono addirittura sotto i piedi guardandomi dal basso verso l'alto con i loro occhietti furbi.


Beccostorto - Wrybill
doppio clic per far partire il filmato

        18/11/2005 Miranda Shorebird Center - Miranda è situata alla base del Firth of Thames, un'insenatura che durante la bassa marea scopre un'area di 8500 ettari di basso fondale limoso, un vero e proprio paradiso per i limicoli migratori, sia dall'emisfero nord che dall'Isola del Sud o dall'Australia. I due terzi della popolazione di Beccostorto passa l'inverno in quest'area.

        Nelle lagune ci sono 12 Alzavole grigie e dei Cavalieri testabianca. Arrivano un centinaio di Piovanelli maggiori e una ventina di Beccostorto. Poi piccoli limicoli tra cui 8 Piro piro siberiano e un Piro piro pettorale, un Voltapietre e un Piro piro vagabondo.


Piro piro siberiano e pettorale - Sharp-tailed & Pectoral Sandpiper


Penisola di Coromandel

        Parto alla volta della penisola del Coromandel dove visito il parco litoraneo. Il posto è sensazionale, dune altissime, spiaggioni infiniti e foresta primigenia. Prima tappa lungo la spiaggia, dove incontro subito una coppia di Beccacce variabili completamente nere che si stanno corteggiando. Cammino per circa un chilometro lungo la riva, specie target il Piviere della Nuova Zelanda. Dopo circa un quarto d'ora vedo una sagoma che corre lungo la spiaggia: è lui, una coppia in riproduzione che mi ostenta davanti. Giungono a pochi passi e la femmina mi sforna una pantomima dell'ala rotta con le onde del mare come sfondo. Sono in visibilio e filmo metri di pellicola.


Piviere della Nuova Zelanda - Red-breasted Dotterel

        Poco più avanti, alla fine della spiaggia, è presente un'area recintata (con reti di plastica e cartelli) che difende una colonia di Beccacce variabili e di Pivieri della Nuova Zelanda dall'attacco dei predatori terrestri importati (furetto, donnola, ermellino, riccio). Trovo anche un piccolo stormo di Rondini benvenute. Torno sui miei passi e imbocco il sentiero del bosco per cercare altre specie: tra la difficoltà della giungla aggiungo alla lista Piccione della Nuova Zelanda, Tui, Rosella comune, Coda a ventaglio fuligginoso, Balia della Nuova Zelanda e Cuculo smeraldino.

        Più tardi, una coppia di Anatra nera del Pacifico si fa filmare in tutte le salse. Sessanta specie osservate e trentasei filmate, la lista sale.

        19/11/2005 Auckland, destinazione Muruwai - Mi alzo all'alba e in un baleno, vista la smania e la giornata meravigliosa, sono a Muruwai, grazioso paese adagiato su una costa in pendio sull'oceano e con spiagge incredibili. Osservo le onde lunghe dell'oceano che si sta ritirando e che formano un susseguirsi da 'Lezioni di piano'. La colonia di Sule australiane è ben protetta ed attrezzata, con terrazze transennate che ti portano a pochi metri dagli uccelli in riproduzione. Ci sono anche due maschi di Zigolo giallo con imbeccata, ma lo spettacolo vero consiste nelle centinaia di sule che vanno e vengono dalla colonia, volano, si inseguono, litigano tra loro, fanno il bagno in mare, sfiorano le onde che nel frattempo si sono ingrossate. Nei nidi ci sono pulli di circa 10 giorni, grossi pupazzi bianchi che ricordano dinosauri col sedere grosso.


Muruwai: colonia di Sula australiana - Australian Gannet


Costa di Muruwai

        Nell'area delle falesie nidificano anche alcune coppie di Sterne frontebianca e Gabbiani beccorosso. A metà mattinata, dopo due ore piene di riprese torno sui miei passi e osservo ancora diverse coppie di Pavoncelle mascherate al pascolo, con pecore e bovini, in prati dai fiori multicolori simili ai nostri pascoli di montagna. Mi dirigo verso il porto di Gulf Harbour e trovo un lodge bellissimo in posizione strategica, con balcone e vista sull'oceano, da dove osservo Zafferano meridionale e Cormorano!

        Nel pomeriggio vado a fare birdwatching nel Parco Regionale di Shakespeare Bay, meta frequentata dai cittadini di Auckland che non possono permettersi la barca. Ci sono due spiagge molto belle e frequentate, anche se l'acqua gelida non invita al bagno, e un sentiero di circa 5 chilometri passa in un bosco spontaneo con vegetazione autoctona. Nei prati osservo le 'gallinone blu' ovunque: i Polli sultani sono confidentissimi e molto numerosi. Filmo anche un adulto che porta al pullo una Quaglia bruna che, sventrata, viene divisa. Il bosco offre scorci bellissimi e la luce che penetra tra le fronde rende il tutto molto esotico.

        20/11/2005 Tiritiri matangi - Mi aspetto grandi cose da quest'isola santuario in cui sono state immesse tutte specie rare e in pericolo. Ha un'estensione di soli 210 ettari, è famosa per essere priva di predatori e, appunto, perché ospita quasi tutte le specie di uccelli endemici a rischio d'estinzione. A partire dal 1984, centinaia di volontari hanno ripiantato 250.000 alberi autoctoni per favorire la ricrescita di un ecosistema tipico, distrutto dalle passate coltivazioni umane. Per arrivarci bisogna prendere il traghetto che fa spola o dal porto di Auckland o da quello di Gulfport. Fullers Ferry effettua le corse nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica, da Auckland alle 9.00 del mattino e da Gulf Harbour alle 9.45. Le prenotazioni sono obbligatorie e possono essere effettuate al numero 09-367-9111.

        Si parte con un battello pieno di gente e mentre navighiamo osservo i miei primi 12 Pinguini blu. Posati sul mare e da lontano ricordano le strolaghe con una silhouette da gazze marine, con la testa prominente rispetto al corpo.

        L'isola è veramente piena di uccelli, una meraviglia per un appassionato. Dopo che siamo sbarcati, i rangers ci raccontano la storia, le particolarità e le regole da seguire; le guide raccolgono i gruppi, ma io mi defilo e giro solitario. Dopo pochi minuti, nello stagnetto, trovo una coppia di Anatra bruna della Nuova Zelanda, rara specie in pericolo, che si lascia osservare da vicino con i pulli e, colpo di fortuna, osservo il rallide più difficile da vedere, la Schiribilla fuligginosa, una schiribilla molto scura. Sulle piante un Testabianca è in canto tra le foglie, mentre Tui, Uccello campanello della Nuova Zelanda e Calleide caruncolato si fanno ammirare agevolmente mentre succhiano il nettare, sporcandosi la fronte con il polline giallo delle piante.


Tui - Tui


Calleide caruncolato - Saddleback


Uccello campanello della Nuova Zelanda - New Zealand Bellbird


Testabianca - Whitehead

        La barca lascia l'isola alle 16.00 e, dopo la migrazione degli ospiti, nell'isola torna il silenzio, rotto solo dal canto delle varie specie di uccelli, un vero paradiso. Questo è il periodo migliore per il fotografo; gli uccelli difficili da osservare escono come per incanto, all'imbrunire si può assistere dal molo al rientro degli adulti di Pinguino blu e durante la notte si può effettuare un' escursione per osservare il Kiwi.

        21/11/2005 Wangaparahoa peninsula - Parto con il primo traghetto, ma mi sono alzato all'alba per fare un altro giro fruttuoso con la telecamera nel parco di Shakespeare. Tornato sull'isola maggiore, mi dirigo alla prossima destinazione, l'isola privata di Arhoa, famosa per la popolazione di Kiwi facilmente osservabile e per l'altro rallide endemico non volatore, il Weka. Nei laghi artificiali si possono osservare nutriti gruppi di Germani reali e di Cigni neri. Arrivo in tarda mattinata.


Weka - Weka

        Mi reco all'Arhoa Island Ecological Centre (Greg and Gay Blunden, Private Box 541, Kerikeri) e dopo avere prenotato un bungalow mi reco lungo il sentiero che si snoda lungo le rive di una laguna interna, piena di limicoli. Un migliaio circa di Pittime minori, diversi Pivieri dorati del Pacifico, Gambecchi collorosso, due Gambecchi siberiani. Nelle aree a prato con contorno di bassi cespugli è relativamente facile osservare e fotografare il Weka, buffo rallide attero, grosso come una gallinella. Ma il clou della visita è l'uscita notturna, alla ricerca del Kiwi. Un'ora dopo il tramonto, Greg ci dota di torce (sono in compagnia di due inglesi e tre anziane birder australiane molto simpatiche) e ci accompagna nel 'bush'. E' una notte velata, ma la luna rischiara abbastanza il percorso, d'un tratto il grido lacera il silenzio, rotto da una miriade di insetti chiacchieroni. E' il nostro target, ci accovacciamo in silenzio, e, dopo circa 15 minuti, appare sul sentiero; essendo territoriale è abbastanza metodico. Emozione alle stelle, sembra sondare il terreno con il becco, come un ricercatore d'acqua con lo stecco di legno.

        Quando mi è vicino accendo il faretto della telecamera e lo filmo per alcuni secondi, cioè quanto mi è consentito, essendo sprovvisto del permesso di filmarlo che rilascia il Dipartimento Nazionale della Conservazione! Nuvole scure eclissano la luna così risulta più difficile localizzarlo, nonostante le torce; dopo alcuni altri tentativi torniamo ai bungalow esprimendoci le relative emozioni, felici di avere avuto un'altra occasione di vedere questo arcaico uccello!

        22/11/2005 Hauraki Gulf - Parto di buon'ora e mi dirigo alla città di Sandspit, dove mi imbarcherò per il primo 'boat trip' per gli uccelli pelagici, altra specialità della Nuova Zelanda. Arrivo in un baleno e con molte aspettative. Lo skipper è molto simpatico e sembra competente, la barca non è grandissima, sono in compagnia di 6 neozelandesi, 4 inglesi, due canadesi e un giapponese. Usciamo dal porto nella Baia delle Isole, il panorama è emozionante e mi ricorda le riprese mostrate dalle televisioni di mezzo mondo in occasione delle regate della World Cup. Gli uccelli cominciano a vedersi dopo circa mezz'ora, ma il tempo peggiora e inizia a piovere, una pioggerellina densa che ti bagna in un attimo. Ci ritiriamo nella parte coperta e mi consolo con il binocolo.

        Le tre ore di regata sotto la pioggia ci regalano comunque Petrello aligrandi, Petrello di Cook, Petrello di Pycroft, Prione tortora, Procellaria grigia, Procellaria nera, Berta piedicarnicini, Berta di Buller, Berta vagabonda, Berta minore fosca, Uccello delle tempeste fregata, Petrello tuffatore comune e un bellissimo adulto di Albatro testagrigia, di non facile osservazione.

        Ritorno in porto con lo stomaco un pochino in subbuglio e dopo un lauto pasto a base di pesce e crostacei, conchiglie e le cozze verdi, mi rimetto in macchina verso sud, destinazione Miranda Shorebirds Centre.

        23/11/2005 Miranda Shorebird Centre - Mattinata meravigliosa, mi alzo all'alba e dopo pochi minuti sono pronto per l'ennesima uscita; la bassa marea ha già attirato lontano i limicoli, ma nella laguna ci sono ancora i due piro piro, 7 siberiani e un pettorale, molti Cavalieri testabianca e alcuni ibridi con il Cavaliere nero, un gruppo di 25 Mestoloni australiani e una Casarca del Paradiso. Sono in compagnia di 4 inglesi e due ornitologi neozelandesi. Attendendo l'alta marea, verso le 10.00 arrivano i limicoli, sono una moltitudine, ma si posano molto lontani. Ci raggiungono un gruppo di americani e un gruppo di neozelandesi: siamo una striscia di cannocchiali puntati verso il largo. Con la telecamera osservo per primo un Piro piro del Terek, c'è visibilio e tengo alto il nome del birdwatching italiano con questo exploit che mi fa gioire. Al ritorno degli uccelli nella laguna, scandagliando pazientemente i vari individui, io e un limicologo neozelandese individuiamo una Pittima di Hudson, molto rara anche per loro.

        Mattinata meravigliosa, quindi. Nel primo pomeriggio viaggio verso Rotorua, stazione termale famosa anche per il lago e per gli uccelli presenti. Vi arrivo in serata sotto una pioggia incredibile, mi precipito all'Hotel Plaza, con sosta alle splendide 'terme Polinesiane', dove in piccole piscine pseudonaturali all'aperto si può fare del buon birdwatching immersi nell'acqua calda.

        24/11/2005 Rotorua - Il mio albergo è a fronte lago e vi è una immensa colonia di entrambe le specie di gabbiani: Gabbiano beccorosso e Gabbiano di Buller, con al largo diverse coppie di Gabbiano di Kelp su isolotti. L'atmosfera è da girone dell'inferno, le colonie sono infatti nell'area meno disturbata del lago, dove fuoriescono le sorgenti termali. Nella nebbia dell'alba osservo e filmo per un'ora l'andirivieni dei genitori e il comportamento sociale piuttosto complesso dei laridi.

        Più tardi faccio una passeggiata lungo il sentiero natura che si sviluppa nell'area 'infernale' di Sulphur Bay; oltre alle fumarole e ai 'bollitori' con acqua gorgogliante, osservo piccoli gruppi di Pavoncelle mascherate, Cavalieri testabianca, una coppia di Colino della California, Fringuello in canto, Polli sultani ovunque. A un certo momento attira la mia attenzione un limicolo che non dovrebbe esserci, un Piviere della Nuova Zelanda sulla riva del lago, osservazione molto rara a sentire gli ornitologi che ho poi conosciuto. Sono rimasto d'accordo che manderò il fotogramma per la loro COI. In una piccola baia incontro una piccola colonia di Marangone minore bianco e nero e Marangone minore nero. Osservabili da distanza ravvicinata anche gli Svassi della Nuova Zelanda: una coppia adulta si fa vedere nella piccola baia della colonia, spesso in associazione a Cigno nero e Morette neozelandesi.

        Nella tarda mattinata il tempo si guasta, così decido di muovermi verso sud, per un'altra specie target: l'Anatra Blu o Anatra dei monti della Nuova Zelanda, uno strano mestolone dai colori bluastri e che abita i torrenti di montagna ricchi di rapide e cascatelle. La destinazione è il Lago Waikaremoana, nella Rainbow Montain, nel Parco Nazionale Urewera.


Anatra dei monti della Nuova Zelanda - Blue Duck


Foresta autoctona di Rainbow Mountain

        Raggiunto il fiume Hopuruahine, parcheggio dopo il ponte e... mi cade il binocolo nel fiume. A distanza vedo due sagome che si alzano dalle rocce e atterrano in una piccola insenatura della foce di un piccolo ruscello. Cammino spedito con il cuore in gola e con la telecamera che mi gonfia la spalla, poi, dopo circa 500 metri, vedo la coppia che sguazza nella pozza formata dal ruscello prima di immettersi nel fiume più grande. Sono abbastanza confidenti e si divertono ad andare sott'acqua alla maniera delle anatre di superficie.

        Arrivo al Lago Taupo, famosa località di villeggiatura estiva e mi reco nel piccolo porto della cittadina di Tokaano, dove tra le rive ricche di Tifa e Phragmites sp. riesco ad osservare un'altra specie dal rinvenimento difficoltoso, il Forapaglie codone punteggiato. Per attirarlo è possibile utilizzare lo sfregamento prodotto da una bottiglia di plastica, anche se si vede per poco tempo. E' specie alquanto elusiva. Dopo altri chilometri in macchina, a sera avanzata, mi fermo in un piccolo villaggio di montagna, Puthaia. Sembra di essere in un villaggio di frontiera western, nessuno in giro e un'unica strada centrale.

        25/11/2005 Puthaia - Dopo una buona colazione mattutina, mi rimetto in automobile per la prossima meta: Mount Bruce Reserve. E' questo uno dei posti più importanti per la tutela e la riproduzione delle specie in pericolo d'estinzione della Nuova Zelanda. Un largo giro in una di queste foreste mi frutta altre specie endemiche, come il Kakariri fronte gialla, il Kokako e l'Uccello di maglia della Nuova Zelanda, il Kaka, il Rampichino bruno della Nuova Zelanda, il Takahe. Un ranger contattato mi fa vedere un laghetto dove viene allevata la rarissima Alzavola di Campbell, presente solamente nell'isola di Campbell.


        Lasciamo questo tempio della conservazione e ci dirigiamo verso Wellington, la capitale, dove prenderemo il traghetto per l'Isola del Sud. In alcuni campi bordati da filari di alberi maestosi, osservo un piccolo gruppo di Corvi, mi ricordano le lande desolate della pianura in inverno, hanno importato anche questa specie! La capitale è una città marinara molto moderna e molto caratteristica. Prenotati i posti sul traghetto, visito il Museo Te Papa, molto interessante, e dopo aver mangiato un piatto di coquillage in un ristorante trendy da 'Zing', finalmente si parte per Picton. Il paesaggio è maestoso ed è reso ancora più suggestivo dalle nuvole basse in arrivo dall'oceano e che rendono la luce del tramonto incredibile. Comincia a piovere e numerosi arcobaleni ci accompagnano nella traversata. In mezzo al canale tra le due isole il mare si ingrossa e l'arrivo al porto di Picton avviene col buio.

        La traversata mi regala comunque nuove specie: Albatro di Buller, Albatro cauto, Berta piedicarnicini, Berta grigia, Berta minore fosca, Berta vagabonda, Procellaria di Westland, Procellaria del Capo, Prione beccolargo, oltre a numerose Sule australiane e un gruppo di delfini non identificati.

        26/11/2005 Picton - Mattinata piovosa con forti rovesci. Alle 1.30 spiraglio tra le nuvole e schiarite in arrivo. Parto per la regata alla volta dell'isola di Motuara, riserva speciale per specie endemiche. Il tour ci porterà anche nelle zone più interessanti del Marlborough, una serie di insenature e isole che ricordano delle falangi sbriciolate. La vegetazione originaria la fa da padrona e il posto è molto suggestivo. Pochi gli abitanti, sono presenti soprattutto piccoli cottage per turisti o seconde case. Il tempo piano piano migliora e cominciano anche le osservazioni. Un assembramento di varie specie di uccelli ci preannuncia da lontano il primo gruppo di Dusky Dolphin che cacciano in un'area non distante da riva e con poca profondità. Il gruppo di delfini è accompagnato da una pattuglia aerea formata da un centinaio di Berte vagabonde, da Sule australiane e da una quindicina di Zafferani meridionali. I delfini fanno a gara con la barca e si lasciano osservare a pochi metri, come pure le berte che si riposano sull'acqua leggermente ondulata.


Itinerario dell'escursione in barca tra Picton
e la Riserva dell'Isola di Motuara

        Seconda tappa una piccola scogliera dove risiede una piccola colonia di Cormorani macchiati, dai vistosi abiti nuziali e abbastanza confidenti. Nel successivo tragitto verso l'isola di Motuara, abbiamo la fortuna di osservare un Cormorano reale, specie endemica del Marlborough.

        L'isola di Motuara è un'altra riserva speciale per le specie endemiche, completamente derattizzata e liberata dai predatori terrestri, un altro santuario da non perdere. La vegetazione è simile, ma più giovane che a Tiritiri Matangi. La visione dalla torretta costruita sulla punta più alta è incredibile; di piccole dimensioni, è visitabile solamente lungo un sentiero che si inerpica dal molo alla punta più alta, passando attraverso una galleria continua di specie arboree tipiche della Nuova Zelanda. A pochi metri dal molo si possono osservare, in cassette nido artificiali, pulcini di Pinguino blu minore che guardano con curiosità i turisti.

        27/11/2005 Picton - Mattinata incredibile con pioggia e freddo, questa perturbazione inusuale non accenna a passare. Mi metto in auto per la nuova destinazione, Kaikoura, passando per ambienti a pascolo. Lungo la costa sono diversi i punti (come Ohau Point) dove è possibile osservare le colonie di Otarie.


Corriere dai due collari - Double-banded Plover

        Successivamente andiamo al Whales and Dolphin Encounters per prenotare la gita di domani e all'Albatross Encounter per la gita di dopodomani. Dopo cena, una ulteriore uscita serale lungo la spiaggia mi regala la prima specie target dell'area, il Corriere dai due collari. Ne trovo 4 coppie su un tratto di spiaggia di circa 600 metri. Frequentano la parte più elevata della spiaggia, ricca di piccoli ciottoli levigati dall'azione delle onde.

        28/11/2005 Kaikoura - Levata antelucana, per andare all'appuntamento con la barca per il 'boat trip' alla ricerca dei Capodogli. Kaikoura è infatti diventata una meta rinomata dagli appassionati di tutto il mondo per l'osservazione delle balene, dei Capodogli in particolare. L'organizzazione è molto ben congeniata e nell'attesa dell'imbarco viene fatto vedere un filmato sulla storia, sull'ambiente e sulle specie che gravitano nell'area. Partiamo finalmente con un catamarano; fuori dall'insenatura del piccolo porto, in mare aperto, le onde sono lunghe e alte 4 metri di media, si balla la samba.

        Lungo la tratta per il primo incontro osservo tre tipi di albatri: Albatro di Gibson, reale del nord e cauto. Poi il primo capodoglio: si esce dalle cabine solo per osservare l'iperossigenazione di questo gigante del mare prima della sua immersione profonda alla ricerca del cibo. Questi individui vengono localizzati dall'apparecchio sonar e dal microfono subacqueo della nave, poi una rapida corsa a 30 nodi e l'incontro. Il secondo individuo è più grosso e vicinissimo, ci regala un'immersione con la vista della coda. Complessivamente osserviamo 4 Capodogli, un gruppo di Otarie in pesca al largo e, tra gli uccelli, Prione tortora, Procellaria del Capo, Procellaria di Westland.


Albatro di Gibson - Gibson's Wandering Albatross

        29/11/2005 Kaikoura - Giornata ventosa ma soleggiata, il mare sembra meno mosso di ieri. Partiamo per l'Albatross Encounter, sulla barca siamo in 7 più il capitano: un cinese, due olandesi, un inglese, una neozelandese e noi due italiani. La prima tratta di mare viene percorsa a velocità sostenuta e dopo 20 minuti appaiono i primi uccelli; il tempo si è imbruttito di colpo e un vento gelido risolleva le onde, si balla anche oggi.

        Quando la barca si ferma, inizia la ressa degli arrivi per mangiare quella poltiglia maleodorante messa a disposizione dal capitano; vengono vicinissimi alla barca, ed è emozionante avere a un metro la faccia curiosa di un albatro.

        La check-list del giro è più che buona: 3 Albatri di Gibson, 2 Albatri degli Antipodi, 1 Albatro reale del sud, 1 Albatro dai sopraccigli neri, 2 Albatri cauti, 12 Albatri testabianca, 18 Ossifraghe di Hall, 15 Procellarie di Westland, 3 Procellarie mentobianco, 1 Procellaria grigia, 1 Procellaria del Capo, 600 Berte di Hutton, 1 Berta di Buller, 2 Berte codacorta, 1 Labbo, 1 Pinguino blu minore, 122 Gabbiani beccorosso, 45 Zafferani meridionali e alcune otarie.

        Nel pomeriggio ripartiamo verso sud e a sera arriviamo nella città di Geraldine.

        30/11/2005 Geraldine-Twizel - Da Geraldine proseguiamo verso sud-ovest e passiamo in una zona collinare ricca di pascoli; dopo la risalita della valle di un fiume che ricorda uno scorcio britannico, oltrepassiamo un valico quasi 'appenninico' e ci ritroviamo sul set del film 'Il signore degli anelli'. Sullo sfondo il Lago Tekapo e come cortina le Alpi neozelandesi, panorami mozzafiato. Stiamo andando verso il Lago McGregor, famoso per l'ornitofauna presente. Il lago è una finestra blu scuro che riflette i ghiacciai della catena alpina; in una breve escursione vedo Cigno nero (4 coppie), Casarca del Paradiso, 46 Folaghe (la sottospecie australiana), un centinaio di Morette neozelandesi, 44 Mestoloni con diverse coppie o gruppi in corteggiamento, 22 Alzavole grigie e una coppia di Svasso maggiore (sottospecie australasiana).

        Proseguiamo il viaggio e costeggiamo per un po' questo immenso lago artificiale che ha distrutto buona parte dell'habitat naturale del Cavaliere nero. L'acqua ha uno strano colore azzurro, lattiginoso e la quantità d'acqua che fuoriesce dalle dighe nei vari canali per le centrali è enorme. Arriviamo al piccolo paese di Twizel, la patria del Cavaliere nero, specie a lungo sognata sui libri e divorata nei pochi documentari che lo ritraggono: è sempre stato un mio sogno poterlo osservare.

        La lunga e bellissima passeggiata montana sotto il ghiacciaio, in un ambiente tipicamente alpino, mi frutta una nuova specie, lo Scricciolo di roccia, oltre al Rampichino bruno e al Gerigone della Nuova Zelanda. Nelle zone cespugliose sono comuni gli Organetti. Quasi ai bordi del ghiacciaio ho la sorpresa di vedere, anche se da lontano, un piccolo gruppo di Kea indaffarati alla ricerca del cibo. Al ritorno scandaglio la golena del fiume, ma trovo solo Beccacce di mare dell'Isola del Sud e Cavalieri testabianca oltre ai Gabbiani di Buller. Alle 18.30 sono nuovamente al Lago Poaka dove incontro solamente le stesse specie della mattina, niente Cavaliere nero. Deluso e sfiduciato torno al motel.

        01/12/2005 Twizel-Dunedin - Vicino alla città di Twizel c'è il centro d'allevamento del Cavaliere nero, gestito dal Dipartimento Nazionale della Conservazione della Natura. Alle 9.00 siamo in visita. Da un capanno con vetri si vedono, anche se a distanza, le voliere d'allevamento delle coppie riproduttive e le voliere per l'allevamento dei pulli. Il progetto consiste attualmente in dieci coppie riproduttive che producono una media di circa 50 pulli/anno, che, dopo essere cresciuti sufficientemente, sono liberati nelle aree idonee. I giovani di Cavaliere nero vengono inanellati con anelli colorati in modo da riconoscerli dai giovani di Cavaliere testabianca e dagli ibridi tra le due specie. La popolazione attuale del Cavaliere nero conta, secondo stime di agosto 2005, 160 individui complessivi, 10 coppie nidificanti e produttive presenti in natura, 10 coppie nidificanti in cattività. I pericoli maggiori provengono attualmente dalla presenza di mammiferi predatori, che catturano gli adulti in cova.

        Dopo l'esauriente visita guidata al centro e prima di partire per la tappa che mi porterà a Dunedin, faccio l'ultimo tentativo al Lago Taupo per il Cavaliere nero. Nel primo lago filmo da vicino una coppia di Mestolone australiano, poi vado al secondo con il cuore in gola. Mi avvicino nascosto tra i cespugli della riva e finalmente lo vedo, il "Nero" o il Kaki, come lo chiamano i nativi. Mi avvicino circospetto, ma si lascia osservare e filmare abbondantemente. E' in compagnia di un soggetto ibrido. La voce è diversa da quella dei nostri cavalieri, mentre il comportamento li ricorda. Contentissimo di questo colpo di fortuna risalgo in macchina, direzione Dunedin.


Cavaliere nero - Black Stilt
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        La strada segue la valle di un fiume dove dighe artificiali formano ampi laghi. D'improvviso vedo movimento in cielo e fermatomi riesco a sbinocolare un Falco della Nuova Zelanda che attacca un gruppo di piccoli uccelli. Ricorda molto un Pellegrino, ma con i movimenti di un Lodolaio. Scompare dietro una cortina di alberi. Un'altra sosta prima della costa mi regala la visione ravvicinata di un'Albanella australiana. Lungo la costa, sosta obbligata a Shag Point, dove oltre ad osservare una nuova colonia di Otarie è presente una colonia di Cormorano macchiato e diverse coppie di Cormorano di Stewart.


Mappa dell'area di Dunedin con le baie dei Pinguini

        02/12/2005 Dunedin-Auckland - Mi alzo all'alba alla ricerca del Pinguino degli Antipodi. Mi reco alla baia di Penguin Beach dove, dopo una discesa avventurosa, mi nascondo tra gli scogli e attendo. Il tempo è terribile, con un vento forte e teso, fa freddo. Sono le ultime ore, alle 13.00 ho l'aereo per Auckland.

        Il tempo trascorre e le uniche osservazioni che faccio sono quelle di un gruppo di Pinguini degli Antipodi che giocano nel mare, tra gli scogli, abbastanza lontano, ma tanto mi basta, è specie difficile e molto schiva.

        Piove e ritorno al motel per fare la valigia e successivamente mi avvio un po' sconsolato per la mancanza di altri giorni e per potere visitare la parte meridionale dell'Isola del Sud, il Fiordland e tutta la parte occidentale: sarà per un prossimo viaggio, chi si accontenta gode. Viaggio aereo con nuvole e arrivo a Auckland.

        03-4/12/2005 Auckland - Giornata di riposo, con visita della città di Auckland: la Torre (terrificanti i vetri della terrazza chiusa che ti mostrano la strada sotto i tuoi piedi, da vertigini), il Museo (molto bello) e spettacolo Maori con esibizione e relativo coro di guerra, reso famoso dagli All Blacks; per finire entriamo al Kelly Tarlton Aquarium con relativa visita antartica in gatto delle nevi con colonia di pinguini.

        Il viaggio è concluso, si torna a casa.


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2006, Quaderni di birdwatching

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