Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 15 - aprile 2006

Approfondimenti
Titolo
di Maurizio Ravasini

Sex differences of Stone Curlew Burhinus oedicnemus
Some birds have become a legend among birdwatchers, either because they are very rare, or very elusive, or difficult to observe for any reason. Among these, the Stone Curlew certainly holds a relevant place. Sex differences in this species have always been controversial. Recent studies have pointed to a difference in wing coverts: in the male the white wing bar is generally more contrasted, both superiorly and inferiorly, whereas in the female it is less well defined. However, it is worth remembering that sometimes, due to individual variability, the discrimination remains impossible.


        DA SEMPRE il riconoscimento di specie con colorazione simile tra i sessi è stato oggetto di studi approfonditi o rappresenta un indice dell'esperienza di birdwatcher che hanno più esperienza o che hanno studiato più approfonditamente una data specie. Tuttavia ve ne sono alcune che, per la loro difficoltà di studio, per la scarsità degli effettivi o per il carattere particolarmente elusivo, possiedono uno "charme" esclusivo, che le rende appunto più attraente delle altre. Tra queste una delle più interessanti è senz'altro l'Occhione (Burhinus oedicnemus).


Occhione, maschio in cova, Torrente Parma, aprile 2003

         L'Occhione ha tutte le caratteristiche che ne fanno una "leggenda" tra gli appassionati di ornitologia; è una specie rara e localizzata dal comportamento particolarmente elusivo, di difficile reperibilità nel suo habitat (ambienti aperti con scarsa vegetazione), fattori che ne aumentano l'interesse ornitologico data la difficoltà di studio e la pochezza dei dati presenti nella bibliografia italiana.

        Tassonomicamente l'Occhione appartiene all'ordine dei Charadriiformes e alla famiglia dei Burhinidae. I Burinidi sono limicoli di medie o grandi dimensioni, caratterizzati da piumaggio altamente criptico, teste grosse e occhi enormi e da giunti tibio-tarsali rigonfi. Possono correre velocemente, ma la normale deambulazione avviene con una serie di passetti intervallati da numerose soste. In generale l'apparenza delle varie specie ricorda quella dei pivieri. La famiglia Burhinidae è suddivisa in due generi: Burhinus ed Esacus al quale appartengono le specie di maggiori dimensioni Esacus recurvirostris e Esacus magnirostris, talvolta considerate conspecifiche, distribuite nel subcontinente indiano, in Nuova Guinea e in Australia. I sessi sono di dimensioni simili, ma in alcune specie le femmine sono più piccole.

        Al genere Burhinus sono associate sette differenti specie: Burhinus oedicnemus, che con diverse sottospecie abita aree aperte, piatte ed aride, che includono zone semidesertiche sabbiose e rocciose, aree prative e cespugliose o aree agricole ben drenate ed arabili; B.o. oedicnemus è presente in Europa fino al Mar Caspio; B.o. distinctus è localizzato nelle Canarie occidentali, mentre B.o. insularum si trova esclusivamente nelle Canarie orientali; B.o. saharae è presente in nord Africa, nel nord Arabia, nel sudovest della Turchia, nel sud della Grecia e probabilmente nella maggioranza delle isole del Mediterraneo (la posizione tassonomica degli indd. delle isole non è certa - CORSO, 2005); B.o. harterti è presente a sud e ad est del Mar Caspio, mentre B.o. indicus si rinviene dal Pakistan allo Sri Lanka alla penisola di Burma.

        Tornando alla specie oggetto del nostro interesse, l'Occhione eurasiatico è facilmente riconoscibile per la taglia medio grande, per le parti superiori e il petto striati di marrone, per le zampe lunghe e forti, tipiche degli abitanti di habitat steppici ed aridi. La testa è voluminosa, con un grosso occhio giallo attorniato da due evidenti bande bianche, delle quali quella inferiore prosegue fin sulla fronte. Il volo è piuttosto lento, generalmente a breve distanza dal suolo. I battiti alari si presentano sicuri e profondi, anche se lenti. Le ali mostrano evidenti bande bicolori, diagnostiche e ben riconoscibili in volo. Corre velocemente sul terreno, ingobbito, col corpo basso e orizzontale, cercando di sfruttare al massimo la vegetazione presente, in modo da dissimularsi e scomparire alla vista. Si invola solo se costretto da un pericolo pressante, in genere percorre un breve tragitto e atterra tra vegetazione sparsa a circa trecento metri di distanza.

Occhione maschio in canto, Torrente Parma, aprile 2004
doppio clic per far partire il filmato

        Il riconoscimento del sesso in questa specie è stato da sempre controverso e a tutt'oggi non ci sono oggettivi elementi per una chiara separazione dei sessi sul campo. A volte risulta completamente impossibile riconoscere il sesso se si osserva un solo individuo o se non si ha il tempo di confrontare e "leggere" con calma alcuni particolari del piumaggio. Esiste una discreta variabilità negli individui e spesso, se sono in gruppo, è possibile notare tale differenza nei colori tra i vari individui. Tuttavia, con una buona esperienza di campo e con la possibilità di osservare una coppia sul territorio di riproduzione, in buone condizioni di luce e a distanza ragionevole, si riesce a discriminare il sesso con un'alta percentuale di certezza.

        Alcuni studi, soprattutto recenti, hanno messo a punto una tecnica per il riconoscimento dei sessi anche sul campo, per mezzo dell'osservazione del contrasto presente sulle copritrici alari (BIRD, 1933; GREEN & BOWDEN, 1986; BARROS, 1994; RAVASINI, 1995; VAUGHAN & VAUGHAN JENNINGS, 2005). Nel maschio la banda bianca presente sulle ali è ben delineata superiormente da una banda nera o scura ben evidente, spesso cospicua, e contrasta chiaramente con le copritrici mediane poste inferiormente che sono di colorazione grigio fulvo.

        Nella femmina la banda bianca è poco delineata superiormente da una banda marrone, spesso inesistente, mentre inferiormente si confonde, a volte, quasi senza contrasto con le sottostanti copritrici mediane. Spesso però le cose si complicano; la banda che delimita superiormente quella bianca è praticamente inesistente, mentre quella inferiore è chiaramente visibile, come si può notare nella foto qui sotto a sinistra.



Femmina sul greto, Fiume Taro, aprile 2002. Notare le due bande che delimitano la banda bianca pressoché inesistenti


Femmina adulta nei pressi del nido, Torrente Parma, maggio 2004. Notare lo spessore della banda inferiore scura


        Da sottolineare che non sempre è possibile effettuare un riconoscimento certo, in quanto le migliori possibilità vengono dalla presenza di individui adulti di almeno due anni d'età. Negli individui giovani infatti le bande non sono così chiaramente suddivise e si deve tenere nel dovuto conto la variabilità individuale. Le femmine adulte tendono ad avere la banda scura inferiore molto visibile (foto qui sopra a destra).

        A questo punto devono esser considerati altri particolari molto importanti, tralasciando il comportamento generale, perché spesso certi atteggiamenti possono essere interpretati emotivamente e in modo diverso dai ricercatori a seconda della loro esperienza. Osservando le coppie in riproduzione si possono ottenere altri elementi utili all'identificazione del sesso nella specie. Analizzando un filmato da me effettuato sul comportamento riproduttivo dell'Occhione, ho cercato di evidenziare alcuni particolar utili per la distinzione dei sessi.

        Nella foto qui sotto a sinistra che ritrae il tipico saluto con il collo arcuato (Archneck posture) risaltano nel maschio, la porzione della banda superiore (a sinistra) e un suo maggiore contrasto nel colore. La femmina presenta toni più opachi e scuri nel piumaggio. Il maschio è in genere di dimensioni leggermente maggiori, anche se questo particolare è di difficile comparazione.



Archneck posture, maschio a sinistra


Archneck posture, maschio a sinistra



Accoppiamento

        Anche nella coppia della foto di sopra a destra le cose non sono così chiare come negli enunciati. Il maschio è quello a sinistra, notare la colorazione più contrastata. La banda superiore della femmina è inesistente e la colorazione delle copritrici alari meno brillante. La femmina durante il corteggiamento risulta più pacata, quasi sottomessa.

        Chiaramente se si ha la possibilità e la fortuna di vedere un accoppiamento le cose sono meno problematiche. Tuttavia anche in questo fotogramma si devono notare importanti particolari. Il maschio mostra chiaramente una colorazione più chiara della femmina.

        Questo criterio, in associazione al contrasto delle bande alari, è stato analizzato e segnalato anche da tutti i fotografi o dagli studiosi che si sono occupati della specie.

        Mi rendo conto della difficoltà e della precarietà dei criteri da utilizzarsi, ma stiamo parlando di una specie che da sempre è un mito per tutti i birdwatcher.

RIASSUMENDO

  • È necessaria estrema attenzione ed accuratezza nell'osservazione dei particolari
  • Tenere nel dovuto conto la variabilità e la possibile età dei vari individui
  • Il maschio ha toni più brillanti e marcati, con la banda superiore scura di toni più marcati e di larghezza più cospicua in genere
  • La femmina mostra colorazione più scura e meno contrastata, in genere ha comportamenti più calmi

  • Bibliografia

  • Barros C., 1994. Contribution al Estudio de la Biologia y Ecologia del Alcaravan Burhinus oedicnemus en Espana. Madrid. Autonomous University of Madrid. Doctoral Thesis.
  • Bird,G., 1933. Some habits of the Stone Curlew. British Birds, 27:114-116.
  • Corso A., 2005. Avifauna di Sicilia. L'EPOS, Palermo.
  • Green R.E. & Bowden C.G.R., 1986. Field characters for ageing and sexing stone-curlews. British Birds, 79: 419-422.
  • Ravasini, M., 1995. Uccelli nidificanti nella Provincia di Parma. Ed.Tipolitotecnica, Sala Baganza.
  • Vaughan R. & Vaughan Jennings N., 2005. The Stone Curlew. Isabelline Books, Falmouth.

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    2006, Quaderni di birdwatching

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