Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 15 - aprile 2006

Segnalazioni
a cura di Fausta Lui, Silvio Bassi, Maurizio Sighele, Luciano Ruggieri

In questa rubrica ci proponiamo di segnalare articoli apparsi su riviste di birdwatching e di ornitologia che pensiamo possono interessare il birdwatcher italiano, o perché trattano dell'avifauna italiana e europea, o perché scritti da connazionali, o che sono comunque di argomento generale. Inoltre, alcune pubblicazioni "di contorno" al mondo del birdwaching.


Boano G., Cucco M., Pavia M. & Rubolini D. (a cura di), 2005: Atti XIII Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 29 (speciale): 220 pp.

Gli Atti del XIII C.I.O. comprendono gli estratti di circa una quarantina di comunicazioni e di un centinaio di poster. Tra questi solo una piccolissima percentuale riguarda l'identificazione sul campo: Gabbiano reale, pontico e nordico (M. Passarella, p. 153), le sottospecie di Sterpazzolina (M. Brambilla, p. 154) e Larus f. heuglini (A. Corso & O. Janni, p. 155).

Sascor R., 2005: Itinerari bw. I Prati d'Armentara: un'escursione sulle tracce del Picchio tridattilo. Picus, 31 (2): 113-121.

Dopo la monografia dedicata alle Valli di Mirandola pubblicata qualche numero fa, Picus continua la serie degli itinerari di birdwatching con un articolo dedicato ai Prati d'Armentara (Val Badia), più breve della monografia precedente, ma ugualmente molto completo. L'autore illustra infatti un itinerario, percorribile in giornata, descrivendone anche aspetti geologici e botanici, ma naturalmente con un occhio di riguardo per l'avifauna: innanzitutto per il Picchio tridattilo, menzionato nel titolo, ma anche per Picchio nero, Civetta capogrosso, Civetta nana e altre specie di grande interesse. Vengono presentati inoltre riferimenti cartografici e recapiti telefonici utili. L'articolo è corredato da una serie di spettacolari foto di autori vari.

Dinetti M., 2005: La gestione dei dormitori problematici di Storno Sturnus vulgaris nella città di Pisa: sperimentazione di tecniche innovative. Picus, 31 (2): 95-102.

Questo articolo descrive le tecniche utilizzate nella città di Pisa per la dispersione di un dormitorio cittadino di Storni. L'uso di "distress calls" e rumori di petardi ha avuto successo solo nei primi anni, mentre in seguito gli Storni allontanati ritornavano dopo pochi giorni. Si è quindi passati all'utilizzo dell'aria compressa, che si è dimostrata efficace nel primo anno di appicazione; questo studio tuttavia si è interrotto dopo tale periodo, e risulta quindi non conclusivo sull'efficacia a lungo termine di questa tecnica. Infatti, la resistenza degli Storni alle tecniche di dissuasione è probabilmente imputabile a fattori non facilmente eliminabili, quali l'assenza di dormitori alternativi e altri fattori di disturbo, ad esempio la caccia in ambienti immediatamente circostanti la città.

Brunelli M., Calvario E., Corbi F., Roma S. & Sarrocco S., 2004: Lo svernamento degli uccelli acquatici nel Lazio, 1993-2004. Alula, 11 (1-2): 3-85.

La maggior parte del numero 11 di Alula è occupata da questo articolo che tratta ampiamente dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti nella regione Lazio, in un recente periodo di dodici anni. Le specie censite in questi anni sono 103, di cui 10 aufughe. Sono elencati tutti i dati bruti, sia complessivi per la regione che sito per sito nei diversi anni; inoltre, per tutte le specie non aufughe, è commentato l'andamento delle fluttuazioni di consistenza.

Giagnoni R. & Canepa P., 2005: Accertata nidificazione dell'Edredone Somateria mollissima nel golfo di La Spezia, sito più meridionale dell'areale riproduttivo europeo. Rivista italiana di Ornitologia, 75 (1): 55-58.

Gli autori riportano per la prima volta la nidificazione dell'Edredone nel Golfo di La Spezia nel maggio del 2003 (cinque nidiate) e successivamente nel 2004 (4 nidiate). La nidificazione avviene in un contesto tutt'altro che ottimale ed è verosimile che diversi fattori abbiano contribuito al fenomeno, tra cui la presenza di stabilimenti di miticoltura e di un gruppo stabile di soggetti estivanti da almeno 15 anni.

Garant D. et al., 2005: Evolution driven by differential dispersal within a wild bird population. Nature, 433: 60.

L'articolo riguarda l'applicazione della teoria dell'evoluzione ad una popolazione di Cinciallegre (Parus major) nella contea inglese dell'Oxfordshire, in un periodo di 36 anni (1965-2000). Conformemente alla teoria la divergenza della popolazione locale dovrebbe dipendere dal bilancio fra l'effetto diversificante della selezione e l'effetto omogeneizzante del flusso genetico. I dati sperimentali hanno dimostrato che il flusso genetico all'interno della popolazione studiata non è omogeneo, che la differenziazione evolutiva può essere rapida e che può avvenire su scale spaziali sorprendentemente piccole. Tali risultati hanno importanti implicazioni sulla scala dell'adattamento e della speciazione e sfidano il trattamento solito della dispersione come forza opposta alla differenziazione evolutiva.

Kenward B. et al., 2005: Tool manufacture by naive juvenile crows. Nature, 433: 121.

I corvi della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides) sono i più prolifici utilizzatori ed inventori di utensili tra gli uccelli. Nella breve comunicazione a Nature gli autori descrivono l'uso di rami da parte di esemplari di questa specie per estrarre semi nascosti in un contenitore ed ipotizzano che tale abilità sia un'esperienza istintiva.

Cattadori I. et al., 2005: Parasites and climate synchronize red grouse populations. Nature, 433: 737.

Gli autori hanno esaminato l'ipotesi che nel sistema naturale della Pernice di Scozia (Lagopus lagopus scoticus) il suo parassita gastrointestinale (Trichostrongylus tenius), un nematode nato per giocare un ruolo rilevante nella riduzione della fecondità e nella destabilizzazione delle popolazioni di questo uccello ed il clima portino la popolazione aviaria della specie a fluttuazioni sincrone in abbondanza. Non è chiaro se il clima influenzi la fecondità degli individui o se invece l'influenza sia indiretta, attraverso l'alimentazione ed i nemici naturali, ma il modello testato ha mostrato una sua validità nelle condizioni di studio.

Pelleroni A. et al., 2005: Prey plumage adaption against falcon attack. Nature, 434: 973.

I ricercatori hanno potuto con questo studio determinare che, tra i molti piumaggi mostrati dal piccione domestico (Columba livia), solo uno conferisce un chiaro vantaggio di sopravvivenza durante gli attacchi del suo più veloce predatore, il Falco pellegrino (Falco peregrinus). Per lo studio sono state usate osservazioni quantitative sul campo (campione pari a 1485 attacchi da parte di 5 falchi pellegrini). Il fenotipo di piumaggio conosciuto come "variante selvatica", cioè quello blu-grigio ma con groppone bianco tra la base della coda ed il dorso, ha dimostrato un vantaggio selettivo su tutti gli altri durante lo studio. Questo dimostra che, anche se il polimorfismo nel piumaggio del piccione domestico persiste, la pressione predatoria dei falchi può portare ad un accrescimento della popolazione relativa al fenotipo del piccione selvatico, che per l'appunto è stato quello cui ha portato l'evoluzione tramite la selezione naturale.

Lincoln T., 2005: Cue for kin. Nature, 434: 1080.

E' frequente in natura il fenomeno per cui, se un individuo non riesce a riprodursi, almeno aiuta altri esemplari a lui geneticamente collegati nelle cure parentali. Un tale comportamento interessante è come l' "aiutante" può riconoscere le coppie che sono imparentate con lui. I Codibugnoli (Aegithalos caudatus) adulti tentano di accoppiarsi e riprodursi tutti gli anni, ma molti non hanno successo a causa dell'alto tasso di predazione su uova e nidiacei. I parenti senza figli possono quindi volgersi ad aiutare i loro congiunti nell'allevamento della prole, ciò che ha senso ma richiede in termini evolutivi una forma di riconoscimento. I Codibugnoli non hanno grandi vocalizzazioni, ma hanno un richiamo caratteristico di contatto, una specie di "churr". Lo studio di Sharp e colleghi (Nature 2005: 434, 1127-1130) ha dimostrato che il riconoscimento del richiamo dei genitori è in larga parte appreso durante la crescita e non è innato; una percentuale di errore esiste, naturalmente (6%), ma la dinamica dell'apprendimento è stata dimostrata.

Sol D. et. al., 2005: Smart settlers. Proc. R. Soc. Lond. B. doi: 10.1098/ rspb. 2005 3099.

Gli uccelli con cervello più grande è meno probabile che volino a sud per l'inverno, come è stato mostrato dallo studio in questione, che ha riguardato le abitudini di 134 specie. Ciò supporta la teoria che la migrazione si è evoluta in uccelli non abbastanza intelligenti da sopravvivere in un clima freddo. Daniel Sol, dell' Università Autonoma di Barcellona, ed i suoi colleghi hanno analizzato i dati esistenti relativi agli uccelli che vivono nelle regioni temperate di Europa continentale, Scandinavia e Russia occidentale. In aggiunta alla scoperta che gli uccelli non migratori hanno cervelli più grandi relativamente alla loro massa corporea rispetto alle specie migratrici i ricercatori hanno anche riscontrato che gli uccelli stanziali, come il Merlo (Turdus merula), sono più flessibili nelle loro abitudini alimentari.

Gariboldi A., 2006: Solo per i tuoi occhi. Parchi e Riserve: n° 1, marzo/aprile 2006: 53-61.

Nell'ultimo numero di Parchi e Riserve si parla a lungo di birdwatching. Inizia, infatti, una carrellata di siti sul "dove e quando osservare gli uccelli in Italia", partendo dal nord Italia. Alla rivista viene anche allegata una carta del birdwatching preparata con la collaborazione di EBN Italia e LIPU.

Asferico: n° 20, dicembre 2005.

Asferico giunge al n° 20 rinforzando la sua qualità come periodico di fotografia naturalistica edito dall'AFNI. Tre gli articoli principali che raccontano con testi e immagini tre angoli di Slovenia, Italia (Appennino Tosco-Emiliano) e Francia. completano questa uscita alcuni pezzi di fotografia naturalistica. sito web.

Ecologia urbana: n° 1, 2005.

Il rilancio della rivista Ecologia Urbana si è concretizzato, anche grazie al coinvolgimento delle Edizioni Belvedere. L'attenzione viene focalizzata sul tema della biodiversità urbana: animali e piante che vivono nelle città, habitat urbani nelle caratteristiche biologiche ed ecologiche, e gli aspetti gestionali che li legano alla società umana. Il progetto editoriale prevede i temi "classici" di zoologia, ornitologia, entomologia, erpetologia e botanica, ma anche gli aspetti applicativi quali arboricoltura e forestazione urbana, progettazione e gestione di aree verdi e reti ecologiche, opere di mitigazione degli impatti delle infrastrutture, gestione e aspetti sanitari delle specie "problematiche", ecc. La seconda parte della rivista è dedicata al "Forum", aperto a 360° verso tutte le tematiche di ecologia urbana: città sostenibile, Agende 21 Locali, bioarchitettura, pianificazione urbanistica, territorio, problemi urbani quali inquinamento, traffico, rifiuti ed energia, attività di educazione ambientale, animali domestici, aspetti sociali, iniziative di enti, istituti, società e associazioni. sito web.



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2006, Quaderni di birdwatching

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