Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 16 - ottobre 2006

Girando per il mondo
Titolo
di Andrea Nicoli e Silvio Bassi

Birding at the borders of the Western Palearctic
Birding in remote areas at the borders of a certain region offers the opportunity to observe endemic species, but also increases the chances to find rare vagrants form other regions. This article is the first in a series in which the authors aim at giving an overview of the most interesting species that can be found visiting the borders of the Western Palearctic. They also give useful suggestions about organizing birding trips in these areas. They start with South-Eastern Russia (Volgograd, Astrakhan, Republic of Kalmikia) and the Canary Islands (Tenerife, Fuerteventura).


        VIAGGIARE AI CONFINI DEL PALEARTICO OCCIDENTALE. Non è il titolo di un film ma quello che capita sempre più di frequente al birdwatcher italiano.

        La tendenza a visitare aree remote e di difficile accesso per fare birdwatching raccoglie in sé diverse sfumature della passione dell'osservazione degli uccelli in natura, quella di viaggiare alla ricerca di specie nuove che non possono mai essere ragionevolmente osservate nel proprio paese, e quella di sfruttare la possibilità di registrare nello stesso viaggio specie accidentali per la stessa regione Paleartica.

        Si tratta pertanto di un birding di confine: non soltanto l'interesse rimane alto per la presenza di particolari regionalismi o endemismi, ma l'esplorazione delle aree di confine della nostra regione biogeografica può offrire la rarità assoluta, il migratore irregolare o evidenziare l'eventuale colonizzazione di nuove specie.

        Inoltre l'osservazione in natura di specie mai viste in precedenza è di grande utilità per il birder attento in quanto permette di studiare sul campo quei particolari del piumaggio o di jizz che costituiscono un'ottima e insostituibile esperienza per identificare specie potenzialmente accidentali in Italia, che sono state già osservate sul campo, proprio in un precedente viaggio.

        Il Paleartico occidentale è un'ecozona che comprende un territorio vastissimo: tutta l'Europa fino agli Urali, il Medio Oriente fino all'Iraq, il Nord Africa e gli arcipelaghi isolati del Nord Atlantico con ecoregioni climatiche che spaziano dalla fascia boreale a quella desertica attraverso le regioni temperate e mediterranea. Quest'area abbraccia circa 1100 specie differenti che rappresentano peraltro una piccola quota dell'avifauna complessivamente nota a livello mondiale, il 12%.

Limite settentrionale
- Isole Svalbard
- Terra di Francesco Giuseppe
- Novaja Zemjla
- Jan Mayen
- Bjørnøya
- Islanda
- Isole Faroe

Limite occidentale
- Azzorre
- Arcipelago di Madera
- Isole Canarie
- Isole di Capo Verde
Limite africano
- limite tracciato da 21° N (Algeria, Egitto, parte della Mauritania, Marocco, parte del Niger, Tunisia e Sahara occidentale)
- Catena del Tibesti (Ciad), tra 21° N e 19° N
- Banc d'Arguin (Mauritania)

Limite medio orientale
- limite tracciato da 27.5° N (Israele, Giordania, Kuwait, Libano, parte dell'Arabia Saudita e Siria)

Limite orientale
- Urali
- Kazakistan a occidente del fiume Ural
- Caucaso

        Se si volesse quindi cogliere l'essenza di questa immensa regione, quali specie ornitiche bisognerebbe osservare? L'elenco vi sorprenderà perchè le specie endemiche con distribuzione puntiforme del Paleartico occidentale sono venti e precisamente: Picchio muratore algerino, Picchio muratore corso, Gallo delle nevi del Caspio, Gallo delle nevi del Caucaso, Colomba del lauro, Colomba di Bolle, Colomba di Madera, Pispola di Berthelot, Canarino, Friguello delle Canarie, Allodola di Razo, Regolo delle Canarie, Fiorrancino di Madera, Crociere di Scozia, Rondone unicolore, Saltimpalo delle Canarie, Bigia di Cipro, Monachella di Cipro, Cannaiola di Capo Verde e Passera di Capo Verde. Si tratta di specie con areali distributivi localizzati e con l'unica eccezione dei due picchi muratori della Bigia e della Monachella di Cipro, tutte le altre specie sono specie limitanee, che si trovano solo ai confini della regione paleartica occidentale.

        L'intento di questo e dei prossimi articoli, è quello di dare alcune brevi informazioni sulla logistica e sulle possibilità di birding delle località di confine del Paleartico occidentale riservandoci di poter indirizzare il lettore a più dettagliati hotspot nei numeri di Quaderni di birdwatching già pubblicati o che seguiranno.

 Russia sud orientale: Astrakan, Volgograd, Steppa dei Calmucchi

        La regione della Russia sud orientale che gravita intorno al Volga ed al suo delta comprende i governatorati di Volgograd e Astrakan e la Repubblica dei Calmucchi. La città di Astrakan è posta all'inizio del delta vero e proprio, uno dei più estesi del mondo con i suoi 6500 km2. Anche intorno a Volgograd, che si snoda sul fiume 400 chilometri a monte del delta, abbondano le zone umide.

        Nella Repubblica dei Calmucchi si trovano immense distese di steppa. Interessanti zone di steppa, coltivate o selvagge, si trovano anche presso le città di Astrakan e Volgograd. Tutti questi ambienti rivestono un grande interesse dal punto di vista del birdwatching. Non sono presenti specie endemiche, ma il fatto di trovarsi sul confine verso est del Paleartico occidentale fa sì che sia possibile osservare molte specie asiatiche che nel resto dell'Europa sono solo di comparsa rara o accidentale.

MAP


Aquila delle steppe Aquila nipalensis
foto di Paolo Casali


Zona di steppa coltivata presso il fiume Don ad ovest di Volgograd. Nonostante l'intervento dell'uomo è possibile osservare specie tipiche della steppa (come gli alaudidi) anche in questi ambienti


Volgograd: una delle numerose zone umide all'interno della città

        Specie osservabili - La check-list completa sarebbe molto lunga per cui ci limiteremo a citare le specie potenzialmente interessanti per il birdwatcher italiano. Ecco un elenco che non fa distinzione tra i differenti ambienti presenti frequentati dalle specie (principalmente zone umide e steppa): Pellicano riccio (Pelecanus crispus), Aquila delle steppe (Aquila nipalensis), Sacro (Falco cherrug), Damigella della Numidia (Anthropoides virgo), Pernice di mare orientale (Glareola nordmanni), Gabbiano di Pallas (Larus ichthyaetus), Gruccione egiziano (Merops persicus), Calandra siberiana (Melanocorypha leucoptera), Calandra nera (Melanocorypha yeltoniensis), Cannaiola di Jerdon (Acrocephalus agricola), Sterpazzola nana (Sylvia nana), Occhiocotto di Menetries (Sylvia mystacea), Storno roseo (Pastor roseus), Zigolo testaaranciata (Emberiza bruniceps).

        Durante il periodo di migrazione, soprattutto nel mese di ottobre, è inoltre possibile osservare la rara Gru siberiana (Grus leucogeranus). Sono inoltre regolari Piro piro del Terek (Xenus cinereus), Cutrettola testagialla orientale (Motacilla citreola), Usignolo maggiore (Luscinia luscinia), Pigliamosche pettirosso (Ficedula parva), ecc. Più rara è la Pavoncella codabianca (Vanellus leucurus).

        Logistica - Per il viaggiatore occidentale risulta abbastanza difficoltoso visitare questi luoghi con un viaggio "fai da te". Infatti è tutt'ora richiesto il visto di ingresso, per ottenere il quale ci si scontra con una burocrazia lenta e macchinosa. Per ottenere un visto turistico è necessario indicare il domicilio per tutto il periodo del soggiorno. L'albergo (o struttura simile) in cui si sceglie di alloggiare ha a disposizione (o dovrebbe avere) un certo numero di moduli che attestano il domicilio e che servono per ottenere il visto. Purtroppo le strutture ricettive in quest'area sono poche e ancora meno i turisti che necessitano di visto, per cui a volte i moduli non ci sono...

        A complicare il tutto vanno aggiunte le difficoltà di comunicazione (l'inglese è poco diffuso). Per questo è consigliabile affidarsi ad un'agenzia esperta in viaggi per la Russia, facendo ben presente le vostre esigenze di alloggio e di spostamenti.

        Astrakan è la base di partenza più indicata per visitare la zona del Delta, che ospita una popolazione ornitica più numerosa rispetto alle zone umide presso Volgograd. Ciò non toglie che anche presso quest'ultima città sia possibile effettuare osservazioni interessanti. La Steppa dei Calmucchi può essere raggiunta indifferentemente da una delle due città. Per gli spostamenti un fattore da tenere presente è la grande distanza che separa le zone da visitare. Questo anche tenendo conto dello stato delle strade che non permette velocità elevate.

        Per la zona del Delta del Volga (che è riserva naturale) si possono ottenere i permessi di visita e prenotare una sistemazione scrivendo per tempo ai seguenti indirizzi: National Biosphere Riserve of Astrakhan, Nabereshnaja r., Zarew Street 119 - RU-414021 Astrakhan; Commission of Ecology and Natural Resources of the Administrative District of Astrakhan, Bakinskaja Street 113 - RU-414000 Astrakhan.

        Quando andare - Il clima è continentale con inverni molto freddi (-20/-30°C) ed estati caldissime (fino a 40°C). Il periodo migliore per visitare questa regione va da metà aprile a metà giugno. Più avanti nella stagione le zanzare possono creare seri problemi. In ottobre, invece, si hanno le maggiori possibilità di osservare la Gru siberiana.

 Le Isole Canarie: Tenerife e Fuerteventura

        Le Canarie sono situate nell'Oceano Atlantico a nord del Tropico del Cancro. Appartengono politicamente alla Spagna e, di conseguenza, la lingua ufficiale è lo spagnolo (anche se l'inglese è parlato quasi ovunque) e la moneta corrente è l'Euro. Le isole principali sono sette: Gran Canaria, Tenerife, La Palma, Gomera, Hierro, Lanzarote e Fuerteventura. Quest'ultima è l'isola più orientale e dista 90 km dalla costa africana (di fronte al Sahara Occidentale). Da un punto di vista biogeografico appartengono alla regione della Macaronesia, che comprende anche gli arcipelaghi delle Azzorre, Capo Verde, Madera e Isole Selvagge (Salvages Islands).

        Date le diversità morfologiche e di clima, le isole presentano caratteristiche differenti. Pertanto chi volesse osservare tutte le specie ornitiche tipiche di questo arcipelago dovrà visitare almeno due differenti ambienti: le foreste di conifere e lauro di Tenerife e le zone desertiche di Fuerteventura.

 Fuerteventura

        E' l'isola più vicina al continente africano ed assomiglia molto di più a quest'ultimo che non alle altre isole dell'arcipelago (sia per le caratteristiche morfologiche che per la flora e la fauna). Il rilievo più alto (Pico de Jandia) è alto solo 807 m. Le precipitazioni sono scarse ed il paesaggio è desertico.

        Specie osservabili - In questo caso l'elenco degli uccelli endemici è presto fatto: Saltimpalo della Canarie (Saxicola dacotiae), ma si tratta di una vera "specialità" del posto, visto che il suo areale è ristretto a questa isola. Sono inoltre presenti: Rondone unicolore (Apus unicolor) e Pispola di Berthelot (Anthus bertheloti).

        Un altro motivo di interesse è la presenza di specie principalmente nord africane: Falcone di Barberia (Falco pelegrinoides), Pernice sarda (Alectoris barbara), Ubara (Chlamydotis ondulata), Corrione biondo (Cursorius cursor), Ganga (Pterocles orientalis), Calandrina (Calandrella rufescens), Cinciarella africana (Cyanistes teneriffae) e Trombettiere (Rhodopechys githaginea).

        Logistica - Dato che le specie endemiche (saltimpalo, rondone e pispola) sono visibili e diffuse in tutta l'isola, è consigliabile scegliere una sistemazione presso una zona che ospiti le specie tipiche degli ambienti desertici. A questo scopo si può alloggiare in un albergo nella zona di Costa Calma, che è situata sulla costa sud orientale, all'inizio della Penisola di Jandia. In questo modo si avrà la possibilità di esplorare metodicamente la zona desertica alle spalle di Costa Calma per contattare le specie più elusive.

        Quando andare - Tutte le specie citate (ad eccezione del Rondone unicolore, la cui popolazione è principalmente migratrice) sono residenti ed osservabili in ogni periodo dell'anno. Per maggiori informazioni sugli hotspot di Fuerteventura consigliamo l'articolo su Quaderni di birdwatching n. 9.

 Tenerife

        Si trova nella metà occidentale delle Canarie e dista circa 300 km dall'Africa. E' la più estesa delle isole dell'arcipelago. Il Pico del Teide, con i suoi 3718 m (la montagna più alta della Spagna) domina l'intera isola e ne influenza il clima favorendo le precipitazioni e permettendo lo sviluppo della vegetazione arborea.


Las Lajas, noto hotspot per il Fringuello delle Canarie ed altri uccelli endemici a Tenerife


Fringuello delle Canarie Fringilla teydea e Canarino Serinus canaria
foto di Maurizio Sighele

        Specie osservabili - Su Tenerife è possibile osservare tutte le specie endemiche di questo arcipelago con esclusione del Saltimpalo delle Canarie, che è confinato a Fuerteventura. La lista comprende infatti: Colomba di Bolle (Columba bollii), Colomba del lauro (Columba junoniae), Regolo delle Canarie (Regulus teneriffae), Luì piccolo delle Canarie (Phylloscopus canariensis), Fringuello delle Canarie (Fringilla teydea). Considerando gli endemici della Macaronesia possiamo aggiungere: Rondone unicolore (Apus unicolor), Pispola di Berthelot (Anthus bertheloti), Canarino (Serinus canaria).

        Per quanto riguarda gli uccelli pelagici, sono nidificanti la Berta di Bulwer (Bulweria bulwerii), la Berta minore fosca (Puffinus assimilis) e l'Uccello delle tempeste di Castro (Oceanodroma castro).

        La Cinciarella africana è presente e diffusa, non è difficile incontrare la Pernice sarda, mentre molto scarsi o localizzati sono Falcone di Barberia, Calandrina e Trombettiere.

        Logistica - La rete stradale è ben sviluppata e permette di raggiungere agevolmente tutte le zone interessanti dal punto di vista del birdwatching. Per questo è sufficiente soggiornare in un'unica località. E' consigliabile scegliere un albergo nella zona turistica sud-occidentale (Playa de las Americas - Los Cristianos), dove vi è un'ampia scelta sulla sistemazione e per il noleggio di una vettura. Da queste località è possibile in una sola giornata effettuare un'escursione che permette di osservare tutti gli endemismi presenti.

        Dal porto di Los Cristianos, inoltre, partono i traghetti per La Gomera. La traversata offre la possibilità di osservare gli uccelli pelagici. Purtroppo le navi in servizio attualmente sono molto veloci e impiegano da 40 minuti ad un'ora per raggiungere La Gomera e questo riduce le possibilità di fare buone osservazioni (le vecchie navi della compagnia Fred Olsen, citate in molti trip report degli scorsi anni, erano più lente e permettevano una visione migliore del mare).

        Quando andare - Gli eccelli endemici (ad eccezione del Rondone unicolore) sono tutti residenti e possono essere osservati durante tutto l'anno. L'Uccello delle tempeste di Castro nidifica sulle piccole isole chiamate Roques de Anaga ed è presente dalla fine di settembre a metà febbraio. Il periodo migliore per osservarlo è a metà ottobre.

        Come curiosità citiamo che da Tenerife è possibile raggiungere l'arcipelago delle Salvages Islands in 17/20 ore di navigazione. Questo è un sito di nidificazione dell'Uccello delle tempeste facciabianca (Pelagodroma marina) ed offre la possibilità di osservarlo "a colpo sicuro".



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2006, Quaderni di birdwatching

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