Quaderni di birdwatching Anno VIII - volume 16 - ottobre 2006

Associazione EBN Italia
Titolo
di Luciano Ruggieri

        SEMBRA OVVIO CHE il birdwatching sia una attività da praticarsi a contatto con la Natura, quella scritta necessariamente con la "N" maiuscola. Nell'immaginario collettivo questo significa passeggiare con il binocolo al collo in un paesaggio quantomeno bucolico, selvaggio o incontaminato.

        Spesso la realtà del birdwatching praticato in Italia è, invece, un'altra. Fa parte del "rumore di fondo" che ognuno di noi vive con rassegnazione, spesso senza neanche accorgersi di quanto la Natura d'Italia sia devastata dall'uomo che, in spregio alle leggi in materia di tutela ambientale, compie reiterate alterazioni, a volte impercettibili, a volte sostanziali, del paesaggio.

        Sarà capitato a molti di voi di fare birdwatching su uno stradello di campagna e di trovare una discarica abusiva di materiali inerti, la lavatrice o il frigorifero abbandonati sul ciglio della strada o in un fosso, la carcassa di un'automobile bruciata in un campo, senza tanto meravigliarsene. Infatti, a questi "mali minori", in Italia, ci si è ampiamente assuefatti. Per non parlare delle antenne per telecomunicazioni che sono sorte su tutte le colline italiane con l'era della telefonia satellitare, e che assieme ai tralicci dell'alta tensione, costituiscono un altro sfregio, considerato "minore", al paesaggio italiano.

        E non dimentichiamo la nuova moda: quella degli impianti eolici, che garantiranno nei secoli a venire l'affrancamento energetico dal petrolio e che per ora sono lì solo a costellare le creste montuose dell'Appennino e delle principali isole. Ancora, l'abusivismo edilizio, che affligge come un cancro le coste dell'Italia peninsulare e che viene condonato due volte sì e una no.

        Ma passiamo ad alcuni esempi pratici. Tra le aree umide di maggiore rilievo in Sicilia troviamo i pantani Cuba e Longarini, nell'estremo lembo sud-orientale dell'isola, tra le province di Siracusa e Ragusa. Qui decine di migliaia di migratori sostano e si alimentano: Fenicotteri, limicoli, aironi, gabbiani e sterne, cicogne, anatre; inoltre nidificano alcune coppie di due delle anatre più rare e minacciate del globo: la Moretta tabaccata e l'Anatra marmorizzata. Da alcuni anni nell'area è tornato a farsi vedere anche il Pollo sultano, oggetto di un progetto di reintroduzione da parte dell'Istituto Nazionale Fauna Selvatica e della LIPU. I pantani sono protetti come SIC e ZPS (Sito Importanza Comunitaria e Zona Protezione Speciale), ma la caccia non è proibita del tutto: solo sino al 17 settembre, come stabilito dalla legge.


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Pantano Cuba - foto A. Corso

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Pantano Cuba - foto A. Corso


        Così all'imbrunire, tra discariche abusive e spazzatura ovunque, decine di bracconieri si recano sul posto, principalmente nelle notti di luna piena, e attuano una vera mattanza, soprattutto di specie protette o non cacciabili in questo periodo, uccidendo animali indifesi al buio (tra l'altro la caccia dopo il tramonto e prima dell'alba non è mai consentita dalla legge). Inoltre sono state rinvenute reti per l'uccellagione, usate per la cattura dei limicoli e di altri uccelli acquatici, per il mercato illegale del collezionismo (imbalsamazione, detenzione in cattività, ecc...).


Litorale Domizio - foto F. Vita

        Ci spostiamo di alcune centinaia di chilometri più a nord e arriviamo al Litorale Domizio, in provincia di Caserta. Qui la continua aggressione all'ambiente da parte dell'uomo è più evidente rispetto agli stagni Cuba e Longarini, perchè ci troviamo in un'area suburbana a pochi chilometri da Aversa e dalle aree urbane a forte densità abitativa di Caserta e Napoli.

        Nonostante tutto, la cosiddetta "bonifica del Volturno" offre ancora una certa attrattiva per l'avifauna grazie alla presenza di piccoli stagni e aree umide retrodunali relitte. Alcune aree, come le Vasche di Ischitella, create apposta illegalmente per esercitare il bracconaggio sulla selvaggina di passo, sono oggetto di progetti di riqualifica ambientale e ospitano una specie nidificante importante a livello europeo come la Pernice di mare.

        Anche qui, la Natura è soffocata dagli scarichi fognari, dai rifiuti industriali e urbani, dall'abusivismo edilizio e dalle innumerevoli attività ai margini della legalità che ognuno di noi può facilmente immaginare senza evocare necessariamente la parola camorra o mafia.

        Per favore: quando la prossima volta pensate al birdwatching come un'attività dei grandi spazi aperti incontaminati, dove si è a contatto con la Natura con la "N" maiuscola, ricordate che in Italia tutto questo accade molto raramente.

        E' allora importante che il birdwatcher diventi una sentinella privilegiata di queste manomissioni e alterazioni, perchè ha come oggetto della sua passione l'osservazione degli uccelli, indicatori di una certa qualità dell'ambiente. E' giusto che le attività illegali siano denunciate.

        Rimane da chiedersi: ma c'è qualcuno che ci presta ascolto?

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Litorale Domizio - foto F. Vita


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2006, Quaderni di birdwatching

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