Quaderni di birdwatching anno VIII - volume 16 - ottobre 2006

Girando per il mondo
Titolo

Magical islands: a trip to the Falklands through Chile
The Falkland Islands are an archipelago located in the South Atlantic Ocean, about 450 km from the coast of South America, 51-53 degrees latitude South. They include two larger islands, East and West Falklands, but much more interesting, from a birdwatcher's point of view, are the several smaller islands. Some of them are private property, and the owners host a limited number of tourists. Also, the best way to get to the Falklands is to take one of the weekly flights from Chile. For these reasons, it is essential to plan the trip carefully and make all the reservations well in advance. On the other hand, flying in from Chile offers the opportunity to spend a few days in this country, an interesting destination in its own right. The best time to visit is between October and March (summer in the Southern hemisphere), but it is better to avoid December and January, the most crowded months.


        "CARO VALERIO è tanto che non facciamo un viaggio importante insieme. Ti faccio una proposta indecente: cosa ne pensi delle Falkland? Si va?".

        E così, con una telefonata di Andrea avvenuta in una uggiosissima serata invernale, che è nato il nostro viaggio alla fine del mondo, alle Isole Falkland e cominciava a concretizzarsi quella che diverrà per entrambi un'esperienza assolutamente memorabile e difficilmente ripetibile.

I nomi delle specie di questo articolo sono indicati in inglese secondo Birds of the World (Clements, Ibis Publishing Company, 2000), oppure in italiano qualora inclusi nella check-list degli uccelli del paleartico occidentale (Sighele et al, QB n. 10, 2003).

Alcune delle numerose immagini sono osservabili in slide show (filmati QuickTime) che appaiono in una pagina diversa del browser, condensate in gruppi diversi: pelagic trip, Patagonia, e per le Falkland: pinguini, albatros, acquatici, passeriformi, ecc...


 PERCHÉ LE FALKLAND?

        Le Falkland si trovano nell'Oceano Atlantico tra il 51° e d il 53° grado di latitudine sud, 450 Km a nord-est della Terra del Fuoco e a circa 1200 Km dall'estremità settentrionale della Penisola Antartica, pertanto consentono di osservare molte tra le specie tipicamente antartiche senza dover necessariamente raggiungere il quinto continente. Certo gli scenari antartici sono ben altra cosa, ma le Falkland in questo senso sono un "antipasto" di tutto rispetto. Si tratta di un arcipelago di circa 420 isole, che complessivamente occupano una superficie di ca. 12000 Kmq (meno della metà della superficie della Sicilia). Le due isole maggiori, East e West Falkland, occupano la maggior parte della superficie e sono disposte specularmene a richiamare la forma di una farfalla.

        Nella loro checklist spiccano ben 11 specie di pinguini, tra nidificanti ed accidentali. Inoltre alle Falkland nidifica il 75% dell'intera popolazione mondiale di Albatro sopracciglio nero, lo Striated Caracara, uno dei rapaci più rari e localizzati al mondo, un'importante popolazione di Rockhopper Penguins, alcuni endemismi e molte specie di mammiferi marini. Vogliamo chiarire come questo viaggio probabilmente non sia indicato ai birdwatcher più "estremisti" dato lo scarso numero di specie esclusive di queste isole, ma più adatto al fotografo naturalista, e certamente imperdibile per tutti coloro che desiderino assistere a spettacoli naturali di valore assoluto in un modo spesso totalmente autonomo, e che li soddisferà nel più profondo dell'anima. Da questo punto di vista, le Falkland sono state più appaganti, almeno per noi, di quanto non lo siano state le Galapagos.

        Premessa fondamentale è che le aree di maggior interesse naturalistico sono le isole minori. Alcune di queste isole non sono accessibili ai turisti, perché sottoposte a vincoli di tutela integrale, e grande è stato il nostro disappunto per non aver potuto visitare Steeple Jason, isola situata all'estremità nord occidentale dell'arcipelago che ospita la più grande colonia al mondo di Albatro sopracciglio nero, oltre 120.000 coppie. Molte delle isole minori, invece, sono spesso di proprietà di un'unica famiglia, che integra la sua economia basata prevalentemente sull'allevamento delle pecore, ospitando un limitato numero di turisti.

        Siamo stati immensamente fortunati a poter usufruire da soli della cabin a Saunders Island, 6 posti letto disponibili e così da avere il "Neck" tutto per noi (cos'è il Neck? clicca qui o leggi con calma...), ma siamo stati ancor più fortunati ad essere stati ospitati nel "Virgin Hotel" di New Island, solo... 2 posti letto. Pensate, il proprietario dell'isola Tony Chater, nell'intera stagione primavera-estate 2004-2005, avrebbe concesso la visita a sole quattro persone, e due siamo stati noi, incredibile! L'aver programmato il viaggio con molto in anticipo si è rivelata una scelta vincente e questo episodio ne è la conferma.

        La preparazione dell'itinerario è stata lunga e laboriosa ed al tempo stesso entusiasmante, ma non particolarmente complessa. Entusiasmante perché via via che si acquisivano tutte le informazioni relative agli aspetti naturalistici delle Falkland ci si rendeva conto di quanto straordinario fosse, nelle previsioni, questo viaggio. Certo, quando ci si accinge ad effettuare un viaggio di tale importanza si è eccitatissimi e si fantastica su tutto quello che si spera di vedere, ma la cosa che ha reso questo viaggio irripetibile ed indimenticabile è proprio il fatto che la realtà ha superato di gran lunga ogni nostra più rosea previsione, quando abitualmente succede proprio il contrario.

        Acquisite pertanto le (pochissime!!!) guide disponibili, abbiamo messo giù un programma di massima individuando i siti che ci apparivano di maggior interesse. Abbiamo perciò pensato e deciso di costruire il "nostro viaggio", senza utilizzare alcun pacchetto precostruito. E' certamente stato impegnativo, ma non così come poteva apparire inizialmente. Le Falkland sono una meta lontana, ma comunque una meta che potremmo definire "europea". La parte più complicata era quella della programmazione degli spostamenti interni, tra le diverse isole, ma le opportunità offerte dalla rete ormai rendono semplice la realizzazione di ogni idea di viaggio.

        Di fatto, dopo che ci siamo resi conto che la nostra unica possibilità di raggiungere le Falkland era quella di volare con la Lan Chile, compagnia di bandiera cilena, e che i collegamenti dal Cile (Punta Arenas, Terra del Fuoco) con le isole erano solo settimanali, abbiamo cominciato a maturare l'idea di abbinare alle Falkland alcuni giorni di contorno in Cile. E che contorno! Documentandoci su internet siamo venuti a conoscenza della possibilità di effettuare, partendo da Valparaiso, uno tra i migliori pelagic trip al mondo; in seguito il programma prevedeva alcuni giorni nell'area del Parco Nazionale delle Torri del Paine, il parco più famoso del Cile e una brevissima puntata in Argentina per visitare il Parco Nazionale "Los Glaciares" con l'altrettanto famoso ghiacciaio Perito Moreno. Questa sarà l'ossatura del nostro viaggio, il pelagic trip, le Torri del Paine/Perito Moreno e... le Falkland. Non per volerci vantare, ma credo che non si potesse fare di meglio.

        Quando partire? Ovviamente il periodo più adatto è quello che va da ottobre a marzo, la primavera ed estate australe. Abbiamo a priori escluso i mesi climaticamente più favorevoli di dicembre e gennaio, quelli propriamente estivi, perché verosimilmente troppo... affollati, anche perché in concomitanza con le vacanze natalizie e di fine anno. Febbraio è certamente il mese in cui poter osservare le famiglie delle varie specie di pinguini e uccelli marini ed eventualmente assistere agli spettacolari involi dei giovani albatros. Noi abbiamo scelto il mese di novembre cercando di mediare le diverse esigenze, pensando che ci si potesse garantire la massima varietà dal punto di vista biologico ed etologico.



Imperial (King) Shag


Black-browed Albatross


Rockhopper Penguin


        Di fatto la gran parte delle specie erano impegnate in una febbrile attività riproduttiva. Gli albatros avevano già deposto, ma molte coppie, forse costituite da individui giovani, erano ancora impegnate nei corteggiamenti ed in alcuni casi sono stati osservati degli accoppiamenti. Gabbiani e sterne si accingevano alla deposizione. I cormorani trasportavano incessantemente alghe ai loro nidi e solo pochi di essi avevano già le uova; al contrario, tutti i pinguini erano in cova e alla fine del viaggio abbiamo assistito all'esplosione di nascite dei Gentoo Penguins a Sea Lion Island. La gran parte delle oche e delle anatre avevano al seguito i pulli. A Sea Lion Island era ancora presente qualche grande maschio di elefante marino che solitamente lascia le colonie subito dopo il periodo degli accoppiamenti, in ottobre.


Tempesta in arrivo a Pebble Island

        Anche le condizioni climatiche, non sempre favorevoli, non vi disturberanno. Trovarsi alle Falkland aggrediti da un ventaccio gelido, o sotto una pioggerellina insistente o avvolti da un improvviso nebbione contribuirà a rafforzare la grande suggestione dei luoghi, con i suoi suoni, gli incessanti richiami degli uccelli coloniali, e con i loro... odori, atmosfere alle quali siamo decisamente poco avvezzi e che difficilmente potremo dimenticare. In ogni caso, durante il viaggio alle Falkland, anche in piena estate, preparatevi ad una estrema variabilità climatica. I Falklanders usano dire che in un giorno è possibile avere tutte e quattro le stagioni, il tempo cambia realmente con una rapidità impressionante. Portate con voi una crema protettiva per il sole: l'aria è limpidissima e la pelle si ustiona molto facilmente, anche quasi in assenza di sole.

        Per l'organizzazione ci siamo appoggiati ad una agenzia delle Falkland (International Tour Travel) trovata attraverso il sito ufficiale del turismo (www.tourism.org.fk).Ovviamente non è nostro interesse fare pubblicità ad alcuno, ma sappiate che Sally Ellis, dell'International Tour Travel (ITT), si è dimostrata persona di grandissima affidabilità, esaudendo praticamente ogni nostra richiesta e rispondendo alle nostre innumerevoli email sempre molto cortesemente.

        Naturalmente il viaggio deve essere organizzato tutto ben prima, noi ci abbiamo pensato sei mesi prima! I pochi posti disponibili tendono ad esaurirsi molto velocemente (soprattutto nel periodo natalizio). Noi abbiamo avuto qualche difficoltà con i voli da Punta Arenas alle Falkland, e ci abbiamo pensato 4 mesi prima! C'è un solo volo settimanale e vi assicuriamo che da novembre a febbraio quei posti vanno a ruba. Alla partenza bisogna avere in mano tutte le prenotazioni, sia per i voli interni che per i pernottamenti. Un viaggio all'avventura sarebbe del tutto impensabile.

        Per la Patagonia si è preferito invece lasciare molto più margine all'organizzazione in loco. Abbiamo soltanto prenotato voli ed auto, attraverso i canali ordinari. Non abbiamo avuto nessun problema per i pernottamenti, anche non preventivamente prenotati, sia nei dintorni di Santiago e Valparaiso sia alle Torri del Paine. La prenotazione del pernottamento per le Torri si rende necessaria per chi volesse optare per il pernottamento all'interno del Parco, comunque estremamente caro. Sono pochi i posti disponibili e si rischia di non trovare alloggiamento senza la preventiva prenotazione. Anche i posti letto a Cerro Castillo, come si dirà più avanti, non sono tanti. Possiamo consigliarvi un'abitazione privata, da Margarita Cardenas Baez (margaritacb@hotmail.com): a prezzi bassissimi avrete una sistemazione bed & breakfast decente e confortevole. Nessun problema invece per Puerto Natales, ci sono parecchi alberghi disponibili anche se dovrete considerare almeno due ore di tragitto per raggiungere il parco.

        Quanto a Valparaiso, per il pelagic trip, abbiamo contattato l'Aconcagua Birding Trip (acobirdtrips@yahoo.com): Rodrigo ci ha organizzato un birding trip memorabile anche se forse un po' troppo costoso, ma alla fine ne è valsa la pena! A riguardo, forse questo è stato l'unico neo del viaggio, perché come poi ci si è resi conto, avremmo potuto e dovuto rivolgerci all'organizzazione, sicuramente più affidabile, Fantastico sur costituita dagli autori dell'indispensabile guida fotografica "Birds of Patagonia, Tierra del Fuego & Antarctic Peninsula - The Falkland Islands & South Georgia" (E. Couve & C. Vidal), che hanno costituito, ed è un esempio da imitare, un gruppo di birdwatcher-fotografi che organizza viaggi naturalistici e pubblica tra l'altro delle guide fotografiche molto ben fatte. Per saperne di più www.fantasticosur.com.

       Dunque... possiamo partire: dal Cile e dalla Patagonia alle Falkland, 5-30 novembre 2004.



Kelp Gulls & Dolphins Gulls a Carcass Island


        Ma incredibilmente l'avventura continua. Il destino ha voluto riservare ad uno di noi (Andrea), la piacevolissima e inaspettata possibilità di tornare nel magico arcipelago. L'ente del turismo (Falkland Islands Tourist Board) insieme ad altri sponsor, bandiva, ed è stato un evento assolutamente unico, un concorso fotografico al quale potevano accedere tutti coloro che avevano visitato le Falkland, nel corso della stagione ottobre 2004 marzo 2005, e che non fossero fotografi professionisti. Il vincitore assoluto del concorso avrebbe vinto il biglietto aereo A/R da Londra per le Falkland. La partecipazione al concorso, tutte le fasi di selezione delle dia e l'attesa dei risultati hanno determinato un legame emotivo fortissimo, come se il viaggio non si fosse ancora concluso... e quindi dopo alcuni mesi, finalmente il responso ufficiale... e la pianificazione di un nuovo viaggio, 10-30 gennaio 2006, Falkland again!

       Questo secondo viaggio ricalcherà per grosse linee quello precedente, purtroppo con l'esclusione di New Island, ma essendo stato effettuato in piena estate, se da un lato ha permesso di osservare le varie specie, soprattutto albatros e pinguini con i piccoli, dall'altro ha risentito di una maggiore presenza di turisti nelle isole, con qualche problema di carattere logistico. L'irripetibile magia del primo viaggio verrà rivissuta solo in parte, anche a causa delle non felici condizioni meteorologiche.

       Questo è l'elenco delle isole visitate nel corso dei due viaggi: Pebble, Saunders, New Island, Carcass, Sea Lion, West Point e Volunteer Point sulla costa orientale dell'East Falkland.

 IL VIAGGIO
 Il pelagic trip e la Patagonia cilena

        Il viaggio ha avuto inizio con il volo della Lan Chile che da Milano, via Madrid, ci ha portato a Santiago. Con Lan Chile abbiamo volato benissimo ed a prezzi ragionevoli (circa 1600 Euro, dall'Inghilterra invece il volo diretto sarebbe costato quasi 2500 Euro!!!). Da Santiago ci siamo recati a Valparaiso dove abbiamo fatto due pernottamenti per dedicare una giornata al memorabile pelagic trip oceanico. La costa di Valparaiso (Con Con, Quintero), ad un centinaio di chilometri da Santiago, offre certamente l'opportunità di un piacevole soggiorno nella zona marina e turistica più importante del Cile, ma anche quella di "ammirare" eco-mostri di dimensioni continentali! La costa è letteralmente massacrata dal cemento! Per noi che siamo abituati alle brutture della nostra isola, la Sicilia, è stato quasi un sollievo. C'è chi ha fatto di peggio!


Southern & Northern Giant Petrel juvv
clicca per uno slide show

        Il pelagic trip, effettuato con un potente motoscafo a circa 12 miglia dalla costa di fronte a Valparaiso, è stata una tappa certamente esaltante. Le osservazioni numerose, il contesto oceanico, la facile osservazione delle specie, ci hanno ampiamente ripagato di una spesa non proprio economicamente conveniente e di una buona dose di mal di mare (l'oceano calmo è pur sempre una brutta bestia!).

        Specie osservate: Humboldt Penguin, Buller's Albatross, Albatro sopracciglio nero, Ossifraga, Hall's Giant Petrel (Northern Giant Petrel), Southern Fulmar, White-chinned Petrel, Pink-footed Shearwater, Procellaria del Capo, Berta grigia, Uccello delle tempeste di Wilson, Peruvian Pelican, Peruvian Booby, Neotropic Cormorant, Guanay Cormorant, Red-legged Cormorant, Falaropo beccosottile, Zafferano meridionale, Gabbiano di Franklin, Brown-hooded Gull, South American Tern, Inca Tern, Sterna elegante.

        Il giorno dopo, partenza e di nuovo aeroporto: Santiago - Punta Arenas. L'impatto con la Patagonia è sconvolgente. Lo spazio, il tempo sono dilatati all'infinito. Una terra senza confini, senza orizzonti, senza limiti, soltanto vento e libertà. Il programma del viaggio aveva previsto una sosta patagonica. Un modo per spezzare il lunghissimo viaggio e per assaporare il piacere di un paesaggio memorabile: le Torri del Paine.

        Il Parco Nazionale delle Torri del Paine si trova a circa 250 Km a nord di Punta Arenas. Il parco è totalmente monopolizzato da questa enorme e sconvolgente scultura naturale. I picchi si levano nettamente, senza indugi, su per il cielo specchiandosi nei laghi morenici che costellano l'intero parco. La fauna, contrariamente alla dura asprezza dell'ambiente circostante, è ricca e si lascia osservare senza timori. Qui la natura è sovrana. Noi sinceramente ammettiamo di essere dei birdwatcher atipici, interessati maggiormente ad osservare bei paesaggi e ambienti con uccelli... piuttosto che solo uccelli. Pertanto ci siamo goduti alla grande la maestosità degli scenari senza "stressarci" nel contabilizzare le specie di uccelli osservate.


Parco Nazionale Torri del Paine
clicca per uno slide show

        Tra le immagini indimenticabili, le molte osservazioni di Andean Condor, purtroppo mai vicini, ma spesso con le Torri come sfondo. Sulla strada Cerro Castillo-Parco, abbiamo assistito alla scena di una pecora che cercava di impedire ad un condor di cibarsi del suo agnello morto. Osservati anche fino ad una quindicina di esemplari insieme, sia in Cile che in Argentina.

        Molte le specie di uccelli acquatici osservati all'interno del parco tra queste: Fenicottero del Cile, Great Grebe, Black-faced Ibis, Black-necked Swan, Coscoroba Swan, Ashy-headed Goose, Flying Steamerduck, Torrent Duck, Chiloe Wigeon, Spectacled Duck, Red Shoveler, Andean Duck, ecc. Scarsi i rapaci: Cinereous Harrier, Black-chested Buzzard-Eagle, Crested Caracara e Falco pellegrino della sottospecie cassinii.

        La sosta a Cerro Castillo, il paesino alle porte del parco, è stata un'esperienza assai positiva. Permanere nel parco ci avrebbe evitato l'incombenza degli spostamenti (Cerro Castillo è a circa un'ora di auto), ma ci avrebbe anche tolto l'incommensurabile piacere di rapportarci con questa piccola, meravigliosa comunità, aperta, di gente semplice sorridente, disponibile ed accogliente come è altrove ormai assai difficile trovare.

        La sosta alle Torri del Paine è durata cinque giorni, uno dei quali è stato dedicato al Perito Moreno, in Argentina. Soltanto... 300 Km ci separavano da questo indescrivibile monumento della Natura, non potevamo non dedicargli qualche ora del nostro viaggio.

        Le poche ore di contemplazione che vi abbiamo potuto dedicare, nonché le straordinarie grigliate di carne, hanno reso ampiamente giustizia di un viaggio non tanto agevole e con i suoi momenti di pura e dura avventura (inenarrabile l'esplosione di un pneumatico in pieno deserto patagonico!).

        Il rientro a Punta Arenas è avvenuto dopo una sosta a Puerto Natales, ad un centinaio di Km da Cerro Castillo. Una cena a base dell'ottimo salmone cileno è una ragione più che degna per pensare ad un pernottamento in questa tranquilla e gradevole cittadina marittima della Patagonia meridionale.

 Le Falkland

LA CHECK LIST COMPLETA DEL VIAGGIO ALLE FALKLAND
        Il mattino di nuovo in viaggio, in un paio di ore siamo rientrati all'aeroporto di Punta Arenas dal quale ci siamo imbarcati, sempre con Lan Chile, per le isole Falkland; dopo due ore di volo atterriamo all'aeroporto militare di Mount Pleasant, l'unico abilitato all'atterraggio dei Boeing, circa 45 minuti di auto dalla capitale Port Stanley.

        L'impatto con le Falkland è decisamente inquietante. La base militare con la forte presenza di mezzi e uomini armati, dà la sensazione, per un momento, di essere piombati nel cuore di un conflitto. Ma niente paura, appena fuori dall'aeroporto, la guerra scomparirà come d'incanto e verrete irrimediabilmente ed immediatamente rapiti da un sogno, dal sogno della natura delle Falkland!

        Gli spostamenti tra le isole sono stati assicurati da piccoli velivoli a turboelica da 9 posti della F.I.G.A.S. (Falkland Islands Government Air Service). Niente paura, si sono dimostrati certamente più sicuri di tanti MD 80 o Boeing 737!!! E poi volano davvero in qualunque condizione meteo (dote che, lo scoprirete, alle Falkland è indispensabile).



slide show pinguini


portfolio acquatici


portfolio albatri


 Pebble Island


Ossifraga - Southern Giant Petrel

        E' una delle più grandi isole minori e pertanto non può essere visitata a piedi. Vengono offerte in genere due escursioni in fuori strada nelle due differenti parti dell'isola guidate da Allan White, persona gradevolissima esperto naturalista fotografo, che gestisce insieme alla moglie il confortevole Pebble Lodge.

        E' una meta da non perdere. La gran varietà di ambienti si riflette nell'elevato numero di specie residenti, ben 42. Raggiungibili a piedi dal lodge, alcuni specchi d'acqua ospitano praticamente tutte le specie di uccelli acquatici delle Falkland.

        Un alto cordone dunale separa gli stagni dalla splendida Elephant Beach, la più estesa spiaggia dell'arcipelago, dalla bianchissima ed impalpabile sabbia. A Pebble è possibile osservare sino a 6 specie differenti di pinguini: oltre ad i quasi ubiquitari Magellanic, Gentoo e Rockhopper Penguins, è possibile osservare qualche isolato King Penguin associato ai Gentoo, alcuni individui di Macaroni Penguins, rarissimo alle Falkland, e eccezionalmente un individuo di Erected-crested Penguin, presente sia nel novembre 2004 che nel gennaio 2006.

        Altro punto di forza dell'isola è quello di poter avvicinare una bella colonia di Ossifraghe, opportunità che non si ripeterà in nessun altra isola.



Rockhopper Penguins a Pebble Island


 Saunders Island

        Dopo Pebble era prevista la "settimana totale", sette giorni, in autosufficienza, da soli, senza comunicazioni esterne, nessun estraneo, niente ristoranti, bar, mezzi di trasporto e di comunicazione, soltanto le nostre macchine fotografiche ed un paio di solidi scarponcini da trekking.


"The Neck" a Saunders Island


King Penguin


Albatro sopracciglio nero - Black-browed Albatross

        La prima sosta è stata a Saunders Island. L'isola che è di proprietà della famiglia Pole-Evans, è un interminabile documentario in diretta. Abbiamo optato per la sosta meno confortevole, ma di gran lunga più gratificante: la sosta al "Neck".

        Il "Neck" è una sottile lingua di terra che congiunge la parte est con la parte ovest dell'isola, a circa un'ora di fuoristrada dalla fattoria, tre giorni indimenticabili. La sistemazione è dignitosa, ma certo non delle più agevoli. Il cibo è possibile comprarlo dai Pole-Evans: troverete qualche scatoletta, cibo a lunga conservazione (non stupitevi se sarà scaduto, non c'è un grande commercio sull'isola), ma soprattutto dell'ottima carne fresca di agnello, uova e latte di loro produzione. The cabin, come è chiamato il prefabbricato in lamiera che funge da rifugio (da noi li usano per i terremotati!), impone un certo spirito di adattamento ma è più che adeguato allo scopo. Letti, cucina, bagno e, cosa più importante, stufa (il mese di novembre è ancora freddino, le minime possono arrivare anche a 5-6°), niente a che vedere con una sistemazione alberghiera, ma chi va alle Falkland non ci si reca di certo per contare le stelle degli alberghi!

        I tre giorni trascorsi al "Neck" sono stati di assoluta immersione nella natura. Il cordone di sabbia del Neck è punteggiato dalle molte colonie di Gentoo Penguins, ma soprattutto ospita una sparuta colonia di King Penguins, poco più di una ventina, con un buffissimo pullus. I declivi erbosi sono occupati dai Magellanic Penguins che scavano i loro nidi sotto terra. Sulla scogliera dapprima una numerosa colonia mista di Imperial Shags (King Cormorants) con Rockhopper Penguins e poi uno degli uccelli target del nostro viaggio, l'Albatro sopracciglio nero, spettacolare nei suoi incessanti voli, e tenero e coinvolgente nei corteggiamenti, con interminabili scambi di "coccole". Immancabili sulla spiaggia Pied Oystercatchers, Stercorari antartici, Dolphin Gulls e Zafferani meridionali.

        Per chi avesse voglia di fare una bella scarpinata fino alla punta più orientale, Elephant Point, potrà osservare, appunto, una colonia di elefanti marini. Per noi erano i primi e, di conseguenza, lo spettacolo è stato comunque molto emozionante. Avrete però occasione di osservare molto più agevolmente questi splendidi giganti del mare a Sea Lion Island e a Carcass Island. Quando Andrea è tornato nel gennaio 2006 la cabin del "Neck" non era disponibile ed è stato quindi ospitato in un'altra cabin, una baracca con soli 2 posti letto situata sul Mt. Rookery. La cabin è posta alle pendici di un'elevazione, il Mt. Rookery, e soli 150 m circa la separano dal ciglio della scogliera con le prime coppie di albatros. I quattro giorni trascorsi in questa sistemazione estrema, la cui struttura aveva resistito ad una impressionante tempesta notturna solo grazie alle funi a cui era ancorata, sono state quelli emotivamente più intensi del suo secondo viaggio. Il sentiero che segue la linea di costa è molto agevole, disseminato per oltre 1,5 Km da nidi di albatros con i piccoli. Alla fine si giunge ad una prateria erbosa degradante sul mare con una grande "rookery", colonia di Rockhopper Penguins, costituita da varie sub colonie, una delle quali mista con gli Imperial Shags. Più in basso gli spettacolari scalini granitici sono occupati da albatros, cormorani, e ancora Rockhopper Penguins. Questi gradoni sono assolutamente imperdibili.

        L'acqua che scende dalla collina forma innumerevoli cascatelle tra i gradoni di roccia frequentate assiduamente dai Rockhopper Penguins, che salgono e scendono dalla colonia, per bere e fare il bagno. Assolutamente fantastico; una delle mete più ricercate dai tanti fotografi naturalisti che vengono a Saunders. Come contorno, altre specie che comunemente verranno osservate anche in altre isole: White-tufted Grebe, Rock Shag, (Patagonian) Crested Duck, Falkland (Flightless) Steamerduck, Silver Teal, Turkey Vulture, Variable Buzzard (Red-backed Buzzard), Two-banded Plover, Dark-faced Ground-Tyrant, Austral Thrush (Falkland Thrush), Correndera Pipit (Falkland Pipit), Long-tailed Meadowlark, ecc.

 New Island North Nature Reserve

        Ai giorni dedicati al "Neck" sono seguiti altri tre giorni entrati di diritto nella nostra storia individuale: quelli trascorsi a New Island. New Island, di proprietà privata, è tutta una riserva naturale: quella del sud, di proprietà di un'organizzazione scientifica fondata dal Dr Ian J. Strange, autore tra l'altro di una buona guida sulla natura delle Falkland, e quella del nord, dei coniugi Chater.


La pista di atterraggio a New Island


Virgin Hotel a New Island


Striated Caracara

        L'accesso è molto problematico. Al sud si entra solo per scopi scientifici e di ricerca. Al nord, per scelta dei proprietari, vengono accettate solo un numero limitatissimo di persone. Non chiedeteci come abbiamo fatto a colpire Tony e Kim Chater e perché siamo stati tra i "prescelti" perché ci è ancora difficile comprenderlo. Tant'è, ci siamo riusciti, e così abbiamo avuto l'opportunità di vivere la più grande esperienza di viaggio della nostra vita!

        A New Island la sosta è ancora più dura che al "Neck". La cabin è più piccola ma confortevole, con un letto a castello ed un ambientino caldo ed accogliente. Tuttavia, il bagno è posto all'esterno e svegliarsi la notte è un'esperienza poco gradevole. L'isola ha poca acqua disponibile e noi ne siamo rimasti senza, per fortuna soltanto l'ultimo giorno. Non c'è possibilità di acquistare vettovagliamento per cui vi dovrete presentare sull'isola già con tutte le scorte necessarie. Tuttavia, l'esperienza vissuta sull'isola è stata magica e le difficoltà logistiche incontrate, comunque sempre ben sopportabili e mai estreme, sono del tutto irrilevanti rispetto al premio finale che vi aspetta.

        Molto comune sull'isola uno dei rapaci più rari al mondo: lo Striated Caracara, un uccello straordinario, estremamente curioso e che può anche intimidire. Non lasciate nulla a portata del suo becco e dei suoi artigli. La bellezza di New Island risiede nel suo paesaggio, scogliere terrificanti, strapiombi sul mare per 200 m, vento, cielo, nubi, nonché quella splendida sensazione di poter avere un'isola a disposizione e non essere disturbati da nessuno. Un'esperienza mistica. Le colonie di albatros ci hanno rapiti; una continua vorticosa danza di macchie bianche che costellano l'orizzonte: ecco ciò che vi compare affacciandovi sul terrazzamento naturale che vi conduce direttamente sulla sterminata colonia di albatro.

        L'isola è anche uno dei luoghi di nidificazione dello Slender-billed Prion. Interrogato da noi circa il numero di coppie di questa specie Tony ci ha risposto: "Qualche milione"!!! Di fatto il terreno è bucherellato da una infinità di piccoli cunicoli scavati dai prioni. Vederli nei pressi dei nidi è molto difficile, sono notturni e di giorno restano all'interno dei loro nidi. Noi abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una predazione diurna di un caracara, specie che probabilmente è in grado di localizzare con l'olfatto la presenza di adulti o pulcini nei nidi, che poi cattura scavando con gli artigli, e di alcuni stercorari su un povero prione che incautamente si avvicinava di giorno alla costa.

        A detta di Tony Chater i caracara sono in grado di cacciare anche di notte aspettando il rientro degli uccelli dal mare; la grande quantità di resti di prioni divorati testimonia quanto grande sia questa popolazione che è in stretta relazione con l'alta densità sia di caracara che di stercorari. A New Island nidificano altri uccelli marini che andrebbero ricercati con escursioni notturne quali la Berta grigia e il White chinned Petrel.

        New Island è anche il posto migliore (per noi è anche stato l'unico) per vedere una rumorosa colonia che staziona ai piedi di una ripida scogliera di otaria da pelliccia delle Falkland.

        Lasciamo New Island con un misto di nostalgia e godimento per la consapevolezza di aver vissuto una esperienza straordinaria, forse l'esperienza di viaggio più straordinaria della vita pur per dei navigati viaggiatori come noi.

 Carcass Island

        L'approdo successivo è stato l'Isola di Carcass. Anche qui un solo abitante, il proprietario, Rob McGill coadiuvato nella gestione del lodge da una simpatica coppia di cileni, la splendida cuoca Adella e suo marito Juan che hanno contribuito a rendere la nostra permanenza più che piacevole.


Cobb's Wren

        Il ritorno alla civiltà dopo sette giorni di immersione totale nella natura è stato gratificante anche perché abbiamo potuto riprendere a mangiare e lavarci decentemente.

        Anche se le passioni incommensurabili del Neck e di New Island sono oggettivamente irraggiungibili, Carcass è certamente un'isola che vale la pena visitare. Carcass è nota ai birdwatcher per la sua abbondanza di piccoli uccelli. L'assenza di gatti e ratti è un fattore determinante per la loro presenza. Non bisogna andare lontano; nel ben curato giardino del lodge possiamo osservare molto da vicino tutte le specie di piccoli passeriformi, su tutte il Cobb's Wren, specie endemica delle Falkland molto comune a Carcass, così come il Blackish Cinclodes (Tussock Bird), il Falkland Trush, il Canary-winged Finch e il Black-chinned Siskin.

        Qui a Carcass abbiamo localizzato il nido della poiana, e siamo stati bersaglio delle spettacolari picchiate da parte del candido maschio; le South American Terns erano già in procinto di nidificare nei pressi della splendida Leopard Beach (nell'isola c'è la colonia più importante dell'arcipelago, ma non tutti gli anni); da segnalare, inoltre, la presenza di numerosi Striated Caracaras, una enorme colonia monospecifica di Imperial Shags, varie colonie miste di Zafferani meridionali e di Dolphin Gulls, alcuni stagni con molte specie acquatiche ed una piccola colonia di elefanti marini.



Kelp Gulls in flight over Carcass Island: l'immagine di Andrea Ciaccio che ha vinto il 1° premio nella categoria Wildlife, e l'Overall Winner per tutte le categorie del concorso fotografico indetto per l'estate 2004-2005 dal Falkland Islands Tourist Board.


        A Carcass Andrea ha potuto assistere ad alcune scene, piuttosto cruente, che hanno avuto come protagonista lo Striated Caracara, il famigerato Johnny Rook (come viene chiamato dagli isolani), ad ulteriore conferma di quanto sia straordinario questo rapace. Mentre era intento a fotografare e osservare i cormorani e tutte le specie che gravitavano attorno alla grande colonia, Andrea si è accorto di un caracara che aveva letteralmente rapito e trascinato di peso all'esterno un grosso pulcino di cormorano, provocando un gran trambusto. Raggiunta una porzione di terreno libero, il caracara ha definitivamente bloccato il malcapitato pulcino per staccargli la testa in pochi secondi e cominciare a divorarlo insieme al suo compagno, che lo aveva immediatamente raggiunto. Assolutamente incuranti di Andrea, i due rapaci si sono alternati nel fare a pezzi il cormorano e portare il cibo al nido ai loro piccoli.

        Altra incredibile scena il giorno successivo, quando un caracara era intento a mangiare un grosso pulcino di Magellanic Penguin appena ucciso. Ad un tratto è arrivato molto basso un grande elicottero militare e Andrea ha intuito che qualcosa non andava: l'elicottero intendeva atterrare, ma non aveva idea di dove lo volesse fare esattamente. L'elicottero è atterrato a pochissimi metri, facendo volare lo zaino con l'attrezzatura fotografica (con successive imprecazioni), ma il caracara non si è mosso di un millimetro, non lasciando la sua preda e continuando a mangiare tranquillamente nonostante il frastuono dell'elicottero a pochi metri da lui. Fantastico Johnny Rook!



portfolio marini


portfolio rapaci-caradriformi


portfolio passeriformi


 West Point Island

        Da Carcass, solamente in estate (gennaio 2006), vengono effettuate delle escursione in barca per raggiungere la non lontana West Point Island. L'escursione merita di essere effettuata solo per la possibilità (ovvia) di osservare uccelli marini. Probabilmente sperare di trovare il mare calmo anche in piena estate è pura utopia, per cui bisogna adattarsi ad osservare gli uccelli in condizioni molto difficili, quasi proibitive per ottenere buone foto. Poche le specie identificate nel corso della traversata, una infinità di Slender-billed Prions, numerosi Common Diving Petrels, un Uccello delle tempeste di Wilson e gli immancabili albatros e cormorani.

        Molto belli i passaggi sotto le alte scogliere punteggiate di albatros, ma assolutamente deludente l'escursione sull'isola, che consente solo di osservare gli albatros e i Rockhopper Penguins che nidificano nel tussaco (Tussock Grass Poa (Parodiochloa) flagellata). Il tussaco è molto simile al nostro ampelodesma, ma molto più grande, raggiungendo anche i 3 metri di altezza. E' la pianta terrestre più importante delle Falkland, determinante per la sopravvivenza di moltissime altre specie, alle quali offre non solo riparo dal vento, e per la buona salute del suolo. L'introduzione del bestiame domestico ha praticamente causato la scomparsa quasi totale del tussaco, che sopravvive solo nei posti non raggiungibili da essi e in tutti quegli isolotti dove il bestiame non è stato immesso. In alcune isole il tussaco è stato ripiantato (Carcass, Sea Lion) o si stanno attuando programmi di piantumazione (New Island). Allucinante per le condizioni del mare il rientro a Carcass.

 Sea Lion Island


Sea Lion Island

        La penultima tappa è stata Sea Lion Island, naturalisticamente imperdibile ma forse la meno in sintonia con le altre visitate. L'isola è infatti una meta turistica rinomata, per quanto non sia minimamente possibile il paragone con il concetto di turistico di noi italiani.

        Il soggiorno in un lodge molto confortevole, la cospicua presenza di persone, qualche decina (cifra altissima per gli standard del nostro viaggio e delle Falkland in generale) ci hanno riportato ad una dimensione "civilizzata" che, non possiamo nasconderlo, al primo impatto abbiamo trovato persino fastidiosa! Naturalisticamente ciò che più attira sull'isola è la cospicua presenza di elefanti marini e la correlata stabile presenza nelle acque antistanti l'isola di una famiglia di orche dedita assiduamente alla caccia dei "puppies", i giovani elefanti marini. La straordinaria fortuna di poter assistere proprio sotto costa ad una di queste scene avrebbe già da sola ripagato l'intero viaggio. Tattica e strategia perfette, nonché la sincronia nello svolgimento dell'attacco dimostrano che le orche sono mammiferi dotati di grande intelligenza.

        Sull'isola nidificano Gentoo e Magellanic Penguins, petrelli giganti, Striated Caracaras e nei vari stagni svassi, nitticore e anatre di varie specie. Scenograficamente molto bella, anche se non vicinissima al lodge, una enorme colonia di Imperial Shags e Rockhopper Penguins. Sea Lion Islands ci ha anche regalato una chicca: quattro esemplari di Pittima dell'Hudson che, ci è stato riferito, costituiscono la seconda osservazione per l'isola. La tempesta di vento del giorno prima (50 nodi di vento teso e costante) era stata la causa di questo approdo accidentale. Non poteva mancare un sano momento di twitching per suggellare questo gran viaggio.

 Volunteer Point

        L'ultima tappa prima del rientro è stata Port Stanley la capitale, poco più di 2000 abitanti posta sull'isola orientale. Ci vogliono circa 3 di ore di fuoristrada per raggiungere la colonia di King Penguins, più di mille, di Volunteer Point. E' la colonia più numerosa delle Falkland molto coinvolgente per i suoi odori, rumori e colori che vi rapiranno, collocata nello splendido scenario di Volunteer Beach.



Volunteer Point


        Dopo ben 26 giorni di vagabondaggio al sud del mondo, purtroppo il rientro! Mai viaggio di ritorno fu più terribile. Ci siamo imbarcati su quell'Airbus 380 della Lan Chile senza parole, senza commenti ma, entrambi con un grosso, soffocante nodo in gola. Lasciavamo in quei posti la nostra anima ed il distacco è stato lacerante. Ce ne siamo accorti ancora per parecchi giorni dopo il rientro.

        Quella inebriante sensazione di essere in totale armonia con l'ambiente e con i suoi affascinanti abitanti sarà difficilmente ricreabile in un altro viaggio e il passare dalle meravigliose atmosfere delle scogliere spazzate dai venti con i suoi silenzi rotti solo dalle voci degli uccelli ai rumori, al caos della vita cittadina è stato a dir poco scioccante.

 Letture consigliate

  • A Field Guide to the Wildlife of the Falkland Islands and South Georgia - Ian Strange, 1992 [2004 reprint]. 188 pages, 16 col and 4 b/w plates, b/w photos, line illus. Harper Collins ed.
  • A Visitor's Guide to the Falkland Islands - D Summers Edition 2, 2005, 109 pages, col photos, illus, maps. Falkland Conservation
  • Birds and Mammals of the Antarctic, Subantarctic and Falkland Islands - Frank S Todd, 2004. 138 pages, colour photos. Ibis Publishing Company
  • Birds and Mammals of the Falkland Islands - Robin Woods and Anne Woods, 2006. 144 pages, 43 colour plates, colour photos, maps. Wild Guides
  • Birds of Patagonia, Tierra del Fuego and Antarctic Peninsula The Falkland Islands and South Georgia - E Couve and C Vidal, 2003. 656 pages, 200 col photos, distrib maps. Fantastico Sur
  • The Falkland Islands: Between the Wind and Sea - Kevin Schafer, 2003. 95 pages, col photos. Coach House Publications

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    2006, Quaderni di birdwatching

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