Quaderni di birdwatching Anno VIII - volume 16 - ottobre 2006

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Searching for Wallcreepers in the Gran Paradiso National Park
It is not unusual, while hiking in the mountains of the Gran Paradiso National Park (North-Western Italy), to get a brief glimpse of the ruby-red wings of a Wallcreeper (Tichodroma muraria). However, it is much more difficult to be able to observe this wonderful bird with some ease. In early July 2006, the author managed to find a pair of Wallcreepers going back and forth from their nest, thus he could follow their movements for several hours: a birder's lifetime experience.


        QUALCHE ANNO FA, un sondaggio fatto da una rivista inglese di birdwatching dichiarava il Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) uno dei "cinquanta uccelli top del pianeta", cioè fra quelli che più scatenano l'immaginazione e il desiderio di osservazione per la loro rarità, per la loro bellezza, per le difficoltà da superare per raggiungerli, per gli ambienti spettacolari in cui vivono e che rappresentano un po' gli "incontri della vita" per qualunque birdwatcher.

        Fra questi 50 Top Birds il Picchio muraiolo era in buona compagnia di altri uccelli "mitici" come l'Arpia, il Becco a scarpa, l'Aquila di mare di Steller, lo Spoon-billed Sandpiper, il Quetzal, l'Ibisbill, il Chiurlottello e tanti altri: purtroppo tutti o quasi abitano in continenti e terre lontane. Il Picchio muraiolo era l'unico uccello nidificante regolare in Europa. Infatti questo meraviglioso, raro e unico uccello vive e nidifica nelle Alpi in genere oltre i 2000-2200 m nutrendosi di insetti e ragni che raccoglie con il suo lungo, sottile becco curvo frugando infaticabilmente ogni fessura nelle pareti rocciose su cui si arrampica alla maniera dei picchi.

        Frequentando da sempre i sentieri in quota del Parco del Gran Paradiso, più volte (più o meno una ventina ) avevo osservato il Picchio muraiolo in varie situazioni: mentre si arrampicava sulle rocce o quando volava fra le pietraie simile a una farfalla dalle meravigliose ali rosse carminio. Erano quasi sempre fugaci e casuali incontri di pochi attimi di intensa emozione destinata a lasciare poi lo spazio al desiderio inappagato di poterlo riosservare a sazietà, con calma, senza l'ansia bruciante di quando sai che hai solo pochi secondi per osservare qualcosa che sparirà dalla tua vita chissà fino a quando.


Il sito del nido

        Luglio è il mese in cui concentrare gli sforzi di ricerca in quanto, se si ha la fortuna di vederlo, è molto probabile trovarlo impegnato nell'attività di allevamento dei giovani. Non è facile perchè anche quando lo si vede con l'imbeccata è facilissimo perderlo di vista fra le miriadi di rocce, spigoli, gole che impediscono di osservarlo bene; ma una possibilità è il fermarsi sul posto e aspettare sperando di essere su una sua rotta abituale di avvicinamento al nido; in quel fortunato caso paradossalmente inizia il difficile... in quanto il suo andirivieni fornisce, è vero, la direzione da seguire, ma per un umano a piedi l'avvicinamento su pendii ripidi e sassosi il più delle volte è una frustrante missione impossibile.

        Si può pertanto immaginare quale sia stata la mia emozione quando il 16 luglio 2006 sono riuscito ad arrivare nei pressi di un nido attivo di Picchio muraiolo!

        Era da diversi anni che salendo il sentiero che in Valsavaranche, si dirige verso il Pianoro del Nivolet mi capitava saltuariamente di vedere il Picchio muraiolo volare radente le rocce: e quest'anno agli inizi di luglio ero già in zona con la speranza di vederlo. Mi ero appostato fra le rocce a picco sul torrente, scrutando ogni possibile anfratto nella parete rocciosa e ogni uccello che svolazzava nell'area (Rondini montane, Codirossi spazzacamino, Zigoli muciatti, etc.) fino a quando con le sue ali illuminate dal sole si materializzò sopra di me, nascosto da massi e pendenze insuperabili.

        Il 16 luglio, di mattina presto ero già in attesa e aspettavo con il cuore in gola il momento in cui avrei visto le sue ali rosse: passano solo pochi minuti ed ecco che il maschio passa con l'imbeccata e scompare dietro un grosso masso: è la conferma che ero vicino al nido. Dietro un grosso diedro di roccia i due adulti si muovevano indaffarati e quasi incuranti della mia presenza.

        Iniziava così una delle mie più belle ed emozionanti esperienze di birdwatching: diverse ore di osservazione della coppia mentre accudisce i piccoli al nido, posto in una profonda e larga fessura nella roccia con doppia entrata dal basso e dall'alto. I piccoli erano già grandi e quasi pronti all'involo: i genitori, richiamandoli con un flebile "pigolio", li stimolavano con l'imbeccata ad uscire dal nido. La femmina si muoveva sempre nei dintorni e man mano che catturava piccoli insetti li portava direttamente ai piccoli, mentre il maschio, stupendo nel suo piumaggio più scuro, volava più lontano per tornare dopo circa 10-15 minuti con il becco pieno di insetti, farfalline, ragni. La femmina ogni due tre visite al nido raccoglieva i sacchi fecali e li portava lontano.

        Fra fotografie, video e binocolo sono così volate molte ore in compagnia del "mitico" Picchio muraiolo, appagando così finalmente il mio desiderio dopo annose e lunghe ricerche.


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2006, Quaderni di birdwatching

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