Quaderni di birdwatching Anno VIII - volume 16 - ottobre 2006

Note dal campo
Titolo
di Gabriella Malusardi

Surprise duck
In July 2005, a female Wood Duck Aix sponsa was found in a woodpecker nesting cavity in a pine in the woods near San Vigilio di Marebbe (Alto Adige, Northern Italy). The Wood Duck is originally from North America, and the individual in San Vigilio was probably an escapee from a nearby restaurant which keeps some captive exotic birds. Surprisingly, in July 2006 the Wood Duck was found again in the same cavity.


        LUGLIO 2005. Sono in vacanza con la famiglia in Val Gardena, Alto Adige. Stiamo passeggiando nei pressi di San Vigilio di Marebbe - Parco di Fanes, dove nel 2004 abbiamo avuto la fortuna di avvistare ben 3 picchi neri sulla strada che conduce al rifugio Pederù.

        Per giocare con la nostra bimba Sofia di 5 anni e invogliarla a camminare, io e mio marito Gian cominciamo a cercare nel bosco di conifere che costeggia la strada i buchi fatti dai picchi, pur consapevoli che il periodo non sia dei migliori. Ad ogni buco trovato, grattiamo la base dell'albero che lo ospita, nella speranza che la cavità sia occupata da picchi o da qualche civetta capogrosso. Dopo diverse "grattate" infruttuose, Sofia comincia a dare segni di impazienza, anche perché si avvicina l'ora di pranzo.

        Tornando verso San Vigilio, dalla macchina scorgiamo un bel foro su di un pino proprio vicino alla strada e decidiamo di fare un ultimo tentativo; mio marito, ormai poco convinto, prende un ramo secco, gratta la base dell'albero e... SORPRESA! Dal buco spunta un uccello, ma non è una delle specie che ci saremmo aspettati: è un'anatra, una femmina di Anatra sposa (Aix sponsa, come più tardi identificheremo con l'aiuto del nostro amico Ilario), probabilmente scappata dal laghetto privato di un ristorante nelle vicinanze dove sono presenti alcune specie esotiche.

        Si tratta di un'anatra americana (in origine), che è solita nidificare, come i quattrocchi e gli smerghi, nelle cavità degli alberi.

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        LUGLIO 2006, siamo ritornati a S. Vigilio di Marebbe. Siamo qui poco dopo l'alba, visto che nei giorni precedenti si sono registrate temperature molto alte, e temiamo che con il gran caldo vedremmo poco o nulla.



        Ritroviamo il pino con il buco di picchio dal quale l'anno precedente era spuntata l'anatra, e io corro subito a grattare la base della pianta, speranzosa di ritrovare la nostra "amica", ma dopo un po' desisto, visto che non sbuca fuori nulla.

        Proseguiamo verso il rifugio Pederù in macchina, molto lentamente, sperando di avvistare qualche amico alato, poi, arrivati al rifugio all'incirca alle 7 della mattina, svegliamo Sofia che dormiva profondamente e facciamo colazione con dell'ottimo strudel. In mattinata ripetiamo il gioco di grattare i vari buchi di picchi trovati nel bosco, sempre senza successo. Per fortuna ci consolano cince, rampichini, luì e una coppia di aquile reali, che ci deliziano con le loro evoluzioni.

        Arriva l'ora di pranzo e decidiamo di andare a mangiare al ristorante che si affaccia sul laghetto, dal quale presumiamo provenisse l'anatra sposa dell'anno scorso. Ripassiamo davanti al pino dell'anatra e io insisto per dare un'ultima grattata; mio marito, ancora meno convinto dell'anno precedente, decide comunque di accontentarmi. "Tanto non esce nulla", mi dice.

        E invece eccola! Dal buco rispunta di nuovo proprio lei, la "nostra" Anatra sposa, che ci osserva incuriosita, si lascia fotografare da tutte le angolazioni, per poi ritirarsi nel "suo" buco.

        Felici dell'osservazione andiamo a mangiare, notando come sul laghetto, poco distante dal pino dove dimora la nostra amica, siano presenti alcuni maschi di anatra sposa.

        Nulla a questo punto può evitare a Gian di vantarsi che l'anatra esca solo grazie al suo "tocco magico".


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2006, Quaderni di birdwatching

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