Quaderni di birdwatching anno IX - volume 17 - aprile 2007

Girando per il mondo
Titolo
di Marco Sozzi e Andrea Nicoli

Birding at the borders of the Western Palearctic
Birding in remote areas at the borders of a certain region offers the opportunity to observe endemic species, but also increases the chances to find rare vagrants form other regions. This article is the second in a series in which the authors aim at giving an overview of the most interesting species that can be found visiting the borders of the Western Palearctic. They also give useful suggestions about organizing birding trips in these areas.


        ECCO IL SECONDO CAPITOLO della "guida rapida" ad uso dei birders che decidono di tralasciare (per un breve periodo, ovviamente...) le mete presso casa ed i sentieri conosciuti per ampliare gli orizzonti ornitologici. Di seguito non troverete itinerari dettagliati e check list complete, ma dei semplici suggerimenti che potranno indirizzare la ricerca di nuove emozioni e nuove specie all'interno del Paleartico occidentale.

        Questa volta verranno trattati due luoghi che hanno di sicuro caratteristiche opposte: l'Arcipelago di Capo Verde e le Isole Svalbard. Per la tassonomia si fa riferimento alla check list di Clements (2000) e dell'AERC (Bird taxa in Western Palearctic region - 15th draft). Per i nomi italiani al Repertorio italiano dei nomi degli uccelli del mondo (Avocetta 30, 2006) e alla Check list del paleartico occidentale (QB 10, 2003).

 Arcipelago di CAPO VERDE - Isole di SAL e BOAVISTA

        Compreso tra il Tropico de Cancro e l'Equatore, l'arcipelago di Capo Verde è situato fra il 22° e il 25° meridiano di longitudine ovest e fra il 15° e il 17° parallelo di latitudine nord, all'altezza del Senegal e dei Caraibi. L'arcipelago è formato da 10 isole, 9 delle quali abitate, e da 8 isolotti per una superficie totale di 4033 Kmq; le isole sono i punti più elevati ed emergenti di una vasta piattaforma vulcanica sottomarina. Nonostante siano accomunate dalla stessa origine vulcanica, le isole sono molto diverse fra loro, offrendo un'antologia di scenari tropicali e desertici come dieci piccoli mondi a parte. Lo spirare degli alisei divide le isole in Barlaventos (sopravento) - di cui fanno parte Sal e Boavista - e Sotaventos (sottovento).

        L'Isola di Sal appare come una lunga lingua di terra secca, bruna, dall'aspetto desolato, coperta da qualche Acacia e radi cespugli, traforata di saline e circondata da un oceano blu. Assenti le montagne, la superficie è leggermente increspata dalle sagome di piccoli vulcani spenti.

        Boavista è l'isola più tropicale di Capo Verde: palme da dattero e da cocco, dune sahariane e spiagge coralline, fertili oasi e acque limpide, boschetti di acacie e villaggi colorati si alternano nel giro di pochi chilometri, con paesaggi stupefacenti. Visitando l'interno ci si trova fra le immense dune del deserto di Viana, un Sahara in miniatura con tanto di piccole oasi. E' relativamente pianeggiante, con basse ondulazioni che culminano al Pico di Estancia. La vegetazione è costituita soprattutto da palme da dattero e acacie, il clima è secco, privo di umidità, grazie all'influsso dei venti sahariani. Paradiso della natura, Boavista è senz'altro la più interessante e la più ricca delle tre isole (le altre sono Sal e Maio) inserite nel piano di protezione ambientale dell'università di Las Palmas (Canarie). Tale progetto, denominato Caboverde Natura 2000, è finalizzato alla tutela della biodiversità, ed è stato istituito anche per la presenza dell'ultima popolazione dell'Atlantico orientale di Fregata magnifica.

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        Specie osservabili - Nell'arcipelago di Capo Verde sono presenti le seguenti specie endemiche: Berta maggiore di Capo Verde (Calonectris edwardsii), Rondone di Capo Verde (Apus alexandi), Allodola di Razo (Alauda razae), Cannaiola di Capo Verde (Acrocephalus brevipennis) e Passera di Capo Verde (Passer iagoensis). Inoltre il Petrello di Fea (Pterodroma feae) nidifica principalmente in questo arcipelago.

        In aggiunta, oltre alla già citata Fregata magnifica (Fregata magnificens), sono degne di nota: Berta minore fosca (Puffinus assimilis boydi), da alcuni ritenuta specie a parte (Cape Verde Little Shearwater), Uccello delle tempeste facciabianca (Pelagodroma marina), Uccello delle tempeste di Castro (Oceanodroma castro), Sula fosca (Sula leucogaster), Fetonte (Phaethon aethereus), Corrione biondo (Cursorius cursor), Martin pescatore testagrigia (Halcyon leucocephala), Allodola passero testanera (Eremopterix nigriceps), Allodola del deserto minore (Ammomanes cincturus), Allodola beccocurvo (Alaemon alaudipes).

        Vale la pena di ricordare anche alcune sottospecie che sono ritenute, da parte di alcuni autori, specie distinte: Ardea purpurea bournei (Cape Verde Purple Heron), Falco tinnunculus alexandri (Alexander Kestrel), Falco tinnunculus neglectus (Neglected Kestrel), ecc. Inoltre è regolare la presenza di accidentali americani, soprattutto limicoli.

        Limitandosi a visitare le isole di Sal e Boavista non si avrà però la possibilità di osservare la Cannaiola di Capo Verde (solo nell'Isola di Santiago), il Martin pescatore testagrigia (Isole di Sotavento) e l'Allodola di Razo. Quest'ultima è presente con una popolazione inferiore ai 100 individui solo sulla piccola Isola di Razo (7 chilometri quadrati) situata tra le isole di Sao Nicolao e Santa Luzia.

        Logistica - La soluzione più economica è acquistare un pacchetto compreso di volo e sistemazione in hotel. Poiché Capo Verde è un arcipelago in rapidissima crescita turistica, conviene informarsi al momento in cui si programma il viaggio sui collegamenti e le tariffe migliori. I collegamenti sono effettuati da voli charter con partenze da varie città d'Italia. Attualmente i voli sono diretti a Sal, sede dell'unico aeroporto internazionale. Qui è possibile trovare le coincidenze (tramite TACV Cabo Verde Airlines) per le altre isole. Esiste anche un servizio di traghetti. In futuro anche su Boavista sarà disponibile un aeroporto in grado di accogliere voli internazionali.

        Sull'Isola di Sal sono concentrati i villaggi turistici mentre su Boavista si possono trovare ancora hotel a conduzione familiare. Per gli spostamenti a Sal si può affittare un taxi; il perimetro dell'isola è limitato a 216 Km e le strade sono abbastanza percorribili. Su Boavista si consiglia di affittare un automezzo 4x4 con autista, dato che le strade sono più simili a piste. Inoltre nella parte centrale dell'isola sono presenti fenomeni magnetici che non permettono la ricezione da parte dei telefoni cellulari e questo, in caso di emergenza, potrebbe comportare situazioni di pericolo. La lingua parlata nell'arcipelago è il portoghese ma è diffusa la conoscenza dell'italiano.

        Quando andare - Il rischio più grande (e anche quello più probabile) è di trovare giornate di vento intenso. Quando ciò accade è difficoltoso praticare ogni tipo di attività all'aperto. Solitamente la primavera viene considerata la stagione meno soggetta a questo fenomeno. Comunque, come per tutte le manifestazioni atmosferiche, non è possibile fare previsioni certe.

 Isole SVALBARD

        Le Isole Svalbard si trovano molto più a nord di quanto la maggior parte delle persone non pensi. L'arcipelago, che fa parte della Norvegia, è situato all'incirca a metà strada tra Tromsø e il Polo Nord. L'isola maggiore è Spitsbergen, vasta poco meno di 40.000 km quadrati (l'intero arcipelago copre un'area di 62.000 km quadrati). Il nome Svalbard significa "costa fredda" infatti circa il 60% delle isole dell'arcipelago sono coperte dai ghiacci. Il paesaggio è costituito per buona parte da imponenti fiordi, maestose montagne, ghiacciai e ghiacci alla deriva, che giustificano la scelta del nome.

        Durante il periodo che va da giugno a settembre la temperatura media è intorno a 5°. La luce del sole è presente durante tutta la giornata. Le precipitazioni sono scarse, ma permangono nebbia e nubi soprattutto in stagione non avanzata; il vento è sempre freddo. Anche nella stagione avanzata, nella parte settentrione dell'Isola Spitsbergen, vi sono aree coperte da neve. Pur essendovi rare precipitazioni, il terreno è solitamente bagnato a causa della neve che si scioglie.

MAPMAP


Gazza marina minore Alle alle - foto di Gianni Conca


Falaropo beccolargo Phalaropus fulicarius - foto di Gianni Conca

        Specie osservabili - Senza tralasciare qualche possibile accidentale che si è spinto fino a tale latitudine trasportato da un'inattesa tempesta meteorologica, le specie interessanti sono quelle presenti per il breve ma intenso periodo di riproduzione. La lista delle specie è limitata, ma il numero di individui è impressionante.

        Le Alche sono presenti con tutte le specie del paleartico (compresa l'Uria di Brünnich Uria aalge). La più diffusa è la Gazza marina minore (Alle alle) presente con estese colonie di nidificazione. Per le oche si possono citare Oca facciabianca (Branta leucopsis), Oca zamperosee (Anser brachyrhynchus) e Oca colombaccio ssp. hrota (Branta bernicla hrota).

        Molto interessanti i gabbiani: Gabbiano eburneo (Pagophila eburnea), Gabbiano d'Islanda (Larus glaucoides), Gabbiano glauco (Larus hyperboreus). Inoltre: Re degli Edredoni (Somateria spectabilis), Falaropo beccolargo (Phalaropus fulicarius).

        Uno degli spettacoli più affascinanti è di sicuro l'avvistamento di milioni di uccelli marini che pescano sotto le lingue dei ghiacciai alte decine di metri.

        Logistica - Voli SAS dall' Italia via Oslo, Tromsø con arrivo a Longyearbyen (nell'Isola Spitsbergen). L'unica possibilità di visitare il territorio da soli è di affittare una vettura e percorrere l'unica strada esistente, che forma una T e si snoda per circa 20 km. Tale distanza è sufficiente per compiere ottime osservazioni.

        E' vietato infatti uscire a piedi dalla città (se non accompagnati da una guida armata) per la possibilità di incontrare un orso bianco. Tale evento è molto improbabile in giugno/luglio (quando gli orsi si sono spostati molto più a nord), ma la regola vale tutto l'anno. Per affittare l'auto c'è una sola agenzia. Non è richiesto nessun tipo di documento ed è sufficiente compilare un modulo, dato che è da scartare a priori la possibilità di allontanarsi dall'isola con la vettura.

        In aggiunta è consigliabile effettuare una crociera su una motonave che circumnaviga l'arcipelago. Esiste la possibilità di fare il giro intero dell'isola in 10 giorni o metà giro in 5 giorni, arrivando fino all'80° parallelo.

        Quando andare - I mesi di giugno e luglio sono da preferirsi, sia dal punto di vista climatico che per effettuare le migliori osservazioni ornitologiche.



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2007, Quaderni di birdwatching

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