Quaderni di birdwatching anno IX - volume 17 - aprile 2007

Girando per il mondo

Titolo


        CUBA: la parola evoca immediatamente, nella mente del viaggiatore, vocaboli come Revoluciòn, Castro o Embargo, oppure più semplicemente Rhum, Caraibi o Belle fanciulle... Molto meno immediato è il collegamento con parole come Natura, Ambiente e Birdwatching; eppure, agli occhi del birder-viaggiatore, Cuba rivela un patrimonio naturale per molti versi inaspettato ed assolutamente appagante: sono sufficienti alcune ore all'interno di una delle numerose aree protette del paese per capire le eccezionali potenzialità dell'isola dal punto di vista naturalistico.


Fenicottero americano

        In molte zone si è conservato pressoché intatto il patrimonio forestale, ed anche lungo le coste, anche se sempre più minacciate dall'impatto del turismo balneare, sopravvivono ampie zone di lagune salmastre e litorali incontaminati.

        Per quanto riguarda l'avifauna, la presenza di numerose specie endemiche (sono ben 72 i taxa, tra specie e sottospecie, che si possono incontrare solo sull'isola), unitamente a quella di molte specie che giungono qui a svernare dal continente nordamericano, rendono estremamente "appetibile" l'organizzazione di un viaggio a scopo ornitologico.

        La relativa confidenza di molte specie, inoltre, offre la possibilità di buoni risultati sia per chi si cimenta con la fotografia naturalistica tradizionale che, come il sottoscritto, con il digiscoping.

        Se a tutto questo si aggiungono la cortesia e disponibilità della popolazione, nonché la piacevolissima possibilità di alternare binocolo e cannocchiale con bagni ed immersioni in acque cristalline, è facile capire come una vacanza a Cuba possa riservare emozioni impagabili.

        Stimolato da queste prospettive, insieme a Pier Luigi Beraudo e rispettive compagne, ho trascorso nel febbraio 2006 alcuni giorni sull'isola, visitandone la parte sud-occidentale, da L'Havana alla Penisole di Zapata, Ancòn e lungo costa fino a Cienfuegos e Trinidad.


 QUANDO ANDARE

        Il periodo migliore per il birdwatching è senza dubbio il periodo compreso tra il tardo autunno (novembre, fine della stagione delle piogge) e l'inizio della primavera (marzo): in questo periodo alle specie residenti si aggiungono parecchi migratori neartici, che compensano più che abbondantemente il numero (in effetti minimo) di specie che abbandonano Cuba in inverno per il Sud America. Inoltre, la mitezza dell'"inverno" cubano rende possibile effettuare escursioni durante tutto l'arco della giornata (cosa impensabile, durante l'estate, nelle ore centrali più calde) e permette di poter fare osservazioni anche all'interno delle aree paludose (invase nei mesi estivi da nugoli di minuscoli quanto affamatissimi "mosquitos").


 LOGISTICA

        Cuba è probabilmente uno dei paesi al mondo (e sicuramente il primo nel centro e sud america) più sicuri e più facilmente visitabili da un turista occidentale; per questo il modo migliore per apprezzarne appieno le bellezze è noleggiare un'auto (è meno costoso farlo direttamente dall'Italia) e soggiornare nelle "casas particulares", camere presso privati più che decorose e con prezzi decisamente modici.

        Girando in auto, però, occorre tenere sempre bene a mente che, poiché le autovetture sull'isola sono estremamente poche, le strade sono quasi sempre sconnesse e prive di segnaletica (come abbiamo riscontrato in più di una occasione), e frequentate più che altro da gente a piedi o in bicicletta, carretti trainati da cavalli ed altri veicoli più o meno originali; inoltre anche i distributori di benzina sono pochi e molto distanti tra loro.


 GLI AMBIENTI NATURALI

        In un paese dove non è scontato mettere insieme il pranzo con la cena, la salvaguardia dell'ambiente è comunque diventata una priorità nazionale: nonostante che molte aree siano state "sacrificate" al turismo (una delle principali fonti di reddito dell'economia cubana), moltissime altre sono diventate zone protette, valendo a Cuba importanti riconoscimenti internazionali.

        Durante il nostro soggiorno abbiamo visitato splendidi e ben conservati ambienti naturali, effettuando eccezionali osservazioni sia negli stagni e paludi lungo costa che nelle aree boschive nell'immediato entroterra.


 Le paludi salmastre


Martin pescatore americano

        Percorrendo le strade che portano ad alcune magnifiche spiagge, è facile imbattersi in canali, stagni e paludi circondati da mangrovie e salicornie, sovente piene di uccelli, e dove gli Ardeidi fanno la parte del leone: nello stesso specchio d'acqua si possono osservare insieme in caccia Aironi bianchi maggiori, Aironi azzurri, Aironi rossicci, Garzette nivee, Aironi tricolori, Aironi azzurri minori e Aironi guardabuoi.

        Immobili lungo le rive gli Aironi verdi aspettano le loro prede, mentre nell'acqua bassa si alimentano frenetici diverse specie di limicoli: ai residenti Corrieri vociferi, Corriere di Wilson, Piro piro semipalmato e Cavaliere collonero si affiancano alcuni svernanti nordamericani come Totani zampegialle maggiori, Totani zampegialle minori, Piro piro macchiati, Gambecchi americani e Corrieri semipalmati.

        Ibis bianchi (sia candidi adulti che giovani brunastri) sondano l'acqua con i loro lunghi becchi, mentre sono frequenti il Cormorano orecchiuto ed il Cormorano olivaceo. Un incontro comune in questo periodo, lungo i canali ed i mangrovieti, è quello con individui svernanti del grande Martin pescatore americano.

        Nelle aree immediatamente a ridosso degli stagni, tra i cespugli retrodunali, si possono osservare numerose specie di Passeriformi: onnipresenti sono il Mimo e la Gracula delle Grandi Antille, comuni anche il Merlo di Cuba, il Merlo spallerosse ed il Piuì di Cuba.


Laguna salmastra con Ardeidi



Garzetta nivea


Airone verde juv


Airone azzurro minore


Airone rossiccio morfismo bianco


Corriere vocifero


Ibis bianco juv e Cavaliere collonero


        Molte specie, come detto, sono proprie dell'avifauna nordamericana e vengono qui a svernare: è il caso delle Parule, dalle vivaci livree colorate che si aggirano irrequiete tra i rami come i nostri Silvidi. Tra le più frequenti la Parula gialla, quella di Cape May, quella delle palme, la Parula di prateria, la Parula golagialla e la splendida Parula bianconera, dal piumaggio zebrato e che ricorda, nel comportamento, i nostri rampichini.

        Tra i rapaci (anche se ora inclusi, come tutti gli avvoltoi del Nuovo Mondo, nell'Ordine dei Ciconiformi), un discorso a parte meritano gli Urubù collorosso: con la loro sagoma inconfondibile con le ali sollevate vistosamente a "V", sovente in gruppi di decine di individui, caratterizzano il paesaggio ovunque si volga lo sguardo all'orizzonte, sia nel centro di L'Havana che sopra le chiome degli alberi di una fitta foresta.

        Tra i Falconiformi veri e propri, la specie più comune è il Gheppio americano, mentre meno frequenti sono state le nostre osservazioni di Poiana codarossa, Poiana alilarghe, Caracara meridionale e Sparviere americano.



Parula golagialla


Urubù collorosso


 Le aree boschive


Ani beccoliscio

        Già nelle immediate vicinanze della costa, in stretta continuità con i mangrovieti, molti tratti sono coperti da una foresta di tipo secondario, con uno sviluppo verticale limitato ma estremamente rigoglioso a causa dell'elevata umidità costiera. Tipiche di questi ecosistemi sono le Bromeliacee, che si sviluppano direttamente sui rami principali di altri alberi, e la Palma cana, caratterizzata dal tronco liscio e biancastro.

        Come per tutti gli ambienti forestali, l'incontro con l'avifauna è sovente limitato a fugaci apparizioni ed a canti dalle più disparate tonalità, poco o nulla familiari alle orecchie del birder occidentale; per questo motivo, se si vogliono aumentare le chances di poter osservare le specie più tipiche e sovente elusive, è indispensabile potere usufruire dell'aiuto di una guida locale esperta.

        Tra le specie comunque più facilmente contattabili, tra le chiome più alte o nell'intrico dei cespugli più fitti, si possono annoverare il grande e chiassoso Cuculo lacertiero maggiore, la Civettina di Cuba dalle abitudini spiccatamente diurne, lo Smeraldo di Cuba, il più comune delle due specie di colibrì nidificanti, la Colomba coronabianca, l'Amazzone di Cuba e l'Ani beccoliscio. Tra i picchi, tutti di dimensioni medio-grandi, è facile l'incontro con il Picchio aurato, il Picchio di Cuba ed il Picchio delle Indie Occidentali.

        Numerose sono le specie di Passeriformi, e molte di queste si sono dimostrate piuttosto reattive al nostro "pishing": Vireo occhibianchi, Vireo di Cuba, Uccello gatto grigio, Codirosso americano, la magnifica Tanagra testastriata, Ciuffolotto di Cuba, Tordo zamperosse, Golagialla comune, Re dei tiranni stolido e molte altre ancora.



Civettina di Cuba


Smeraldo di Cuba


Picchio aurato


Tordo zamperosse


 IL PARCO NAZIONALE DELLA PENISOLA DI ZAPATA

        La Ciénaga di Zapata si estende per oltre 6.000 kmq nella parte meridionale della provincia di Matanzas; buona parte del suo territorio è costituita da paludi e boschi inondati periodicamente, che formano l'area umida più ricca di fauna e meglio conservata di tutti i Caraibi. Famosa ai più per la Baia dei Porci, luogo in cui nel 1961 le forze anticastriste tentarono uno sbarco finito tragicamente, dopo la rivoluzione è stata oggetto da parte del governo di un intenso programma di tutela ambientale, tanto da essere inserita nella lista delle Zone Umide di Importanza Internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, ed essere insignita del titolo di Riserva della Biosfera dell'Unesco.

        La creazione di diverse Stazioni Ecologiche, che si occupano dalla riproduzione in cattività del raro ed endemico Coccodrillo cubano alla conservazione dell'ittiofauna indigena, rende evidente agli occhi del visitatore quanto sentita sia la conservazione della natura unitamente allo sviluppo di un turismo sostenibile, di cui uno dei più convinti assertori è Oreste Martines, da tutti conosciuto come "Chino". Massimo conoscitore della fauna di Zapata, è promotore di numerose iniziative di educazione naturalistica tra la popolazione locale, oltre che guida espertissima per i birdwatcher, sempre più numerosi, che arrivano fin qui da ogni parte del mondo.

        Avendo avuto la fortuna di poterlo conoscere durante una sua recente visita in Italia, il "Chino" ci ha accompagnato in alcune escursioni all'interno del Parco, durante le quali abbiamo potuto effettuare ottime osservazioni in zone estremamente suggestive e ricchissime di avifauna.


 La salina


Nitticora violacea

        Gli oltre 20 km di strada sterrata che si addentrano in un dedalo di lagune salmastre sino alle antiche saline, offrono la possibilità di assistere ad entusiasmanti concentrazioni di uccelli acquatici: ogni dove si rivolga lo sguardo, è un susseguirsi di gruppi di rossissimi Fenicotteri americani, Folaghe americane, Marzaiole americane, Spatole rosa, Pellicani bruni e Tantali americani.

        Sulle lingue di terra si riposano stormi misti di incredibili Becchi a forbice americani, Sterne reali e Sterne maggiori, mentre le Nitticore violacee attendono con pazienza l'avvicinarsi di un' incauta preda. Il rapace più caratteristico è il Buteogallo comune, i cui enormi artigli testimoniano la sua specializzazione nel cibarsi di granchi delle mangrovie. Pure numerosi sono i Falchi pescatori, della chiara sottospecie caraibica ridgwayi.


 La Riserva Speciale di Santo Tomas


Zapata, Palma cana

        Questa eccezionale area paludosa, pressoché disabitata, è famosa per ospitare all'interno dei suoi infiniti canneti le tre specie endemiche più rare e minacciate di Cuba, scoperte e descritte solamente agli inizi del '900 dal naturalista spagnolo Fermin Cervera. Lo Scricciolo di Zapata, il Rallo di Zapata ed il Passero di Zapata sono specie "mitiche" per chi, come lo scrivente, da anni le conosce solo per averle viste descritte sui libri di ornitologia.

        E poco importa se, a causa del pochissimo tempo a disposizione, solamente della "Ferminia" (così è conosciuto dai locali lo Scricciolo di Zapata) abbiamo la ventura di udirne il canto: ci è sufficiente essere in questo luogo fantastico, insieme al "Chino" (che per primo, anni addietro, riuscì a fotografare il nido di questa specie), per sentirci completamente appagati...

        Anche del Porciglione reale, del Pardirallo e del Voltolino americano non abbiamo altro che i versi di richiamo, mentre siamo più fortunati con il Pollo sultano della Martinica e con la Jacana spinosa, di cui osserviamo alcuni individui, così come del Podilimbo, uno svasso di piccole dimensioni molto simile al nostro Tuffetto.


 La foresta

        Anche gli ambienti forestali, nella Penisola di Zapata, sono ben conservati e ricchi di avifauna, e la grande conoscenza del territorio della nostra guida ci ha permesso di poter osservare le specie più caratteristiche e localizzate. Un posto di rilievo lo merita il Todo di Cuba: il canto davvero molto particolare permette di localizzare questa specie dai colori brillanti eppure così mimetici nell'intrico del verde della vegetazione: estremamente confidente ed in perenne movimento tra i rami, sembra uscito direttamente da un cartone animato....


Trogone di Cuba

        Anche il Trogone di Cuba, altro endemismo ed uccello nazionale rappresentato su monete e banconote, unisce un canto inconfondibile ad un piumaggio dai colori sgargianti, per cui diventa non troppo difficile localizzarlo in bella mostra su qualche alto albero. Ben più complessa invece è la ricerca del Colibrì di Elena, che con i suoi 6 centimetri di lunghezza è il più piccolo rappresentante dell'avifauna mondiale. Anche lui endemico di Cuba e piuttosto raro e localizzato, ci piomba addosso all'improvviso come un grosso calabrone dai colori iridescenti per poi lanciare dalla cima di un ramo un canto più simile al ronzio di un'ape che al canto di un uccello, cui ben si addice il nome anglosassone di Bee Hummingbird.

        Negli stessi istanti, la fortuna ci vuole sorvolati dal passaggio di un vociante Sparviere di Cubai, rapace in pericolo di estinzione ed incontrato raramente anche dal nostro "Chino" che, nei giorni successivi, ci farà sapere di avere individuato proprio in quell'area un nuovo territorio occupato.

        Altre due specie endemiche e localizzate si vanno ad aggiungere alla nostra check list, e sono il Picchio di Fernandina, al centro di un recente programma di studio e monitoraggio, e la variopinta Tortora quaglia testazzurra, dalle abitudini terricole e che fatichiamo non poco a rintracciare nel fitto della foresta.

        Una moltitudine di Passeriformi, dal Piuì di Cuba al Pigliamoschini grigiazzurro al Tordo acquaiolo fornaio rendono interessante ogni albero o cespuglio su cui capita di puntare binocoli e cannocchiali, facendoci letteralmente trasalire ad ogni richiamo o frullo d'ali.



Todo di Cuba


Picchio di Fernandina


Un maggior numero di immagini si possono osservare in uno slide show (QuickTime)

cliccando qui


INDIRIZZI

Da non mancare, ovviamente, una visita di uno o più giorni al Parco Nazionale della Ciénaga di Zapata, con la guida esperta del "Chino" Oreste Martinez: chino@zapata.atenas.inf.cu - Carretera a Playa Larga, Km 26, Ciènaga de Zapata, Matanzas.
Per dormire e mangiare eccezionali aragoste e spezzatini di coccodrillo, rivolgersi a Enrique Rivas Fente, Playa Larga (Caleton); tel 045-987178 / 987354.

LETTURE CONSIGLIATE

Muovendosi per conto proprio, indispensabile e ricchissima di informazioni la Guida Routard de "Il Viaggiatore" routard@touringclub.it. Per il birdwatcher, è necessaria la guida "Birds of Cuba" di O.H.Garrido e A.Kirkconnell (Helm Field Guides): le tavole disegnate non sono di eccelsa qualità, ma testi e carte distributive sono precise e di grande aiuto.
In italiano, esiste il libretto "Cuba: piccola guida alla Natura dell'Isola" di M.Ravasini (Il Fadabbio Editore, Reggio Emilia).
Per la check list dei nomi in italiano, abbiamo seguito il "Repertorio italiano dei nomi degli uccelli - parte prima: Struthioniformes Psittaciformes" di C.Violani e F.Barbagli [Avocetta 2006, 30 (n.sp.): 5-65], "Una nuova check list per il Paleartico Occidentale" di M.Sighele et al. [QB 2003, 10] e "I nomi in lingua italiana degli uccelli di tutto il mondo" di R. Massa [Ed. Lybra Immagine, 2000].

INTERNET

Varie ed esaustive sono le informazioni di carattere generale che si possono raccogliere in rete su Cuba tramite un qualsiasi motore di ricerca: sono invece per ora molto pochi, e non molto approfonditi, i siti che riguardano nello specifico di natura ed avifauna.

CAMACDONALD.COM
BSC-EOC
BIRDLIFE
BIRDING CUBA

RINGRAZIAMENTI

Un grazie di cuore all'amico Oreste Martinez "Chino", per la cortesia e la disponibilità con cui ci accolti, sperando un giorno di poterci riabbracciare, ed un grazie particolare a Pier Luigi Beraudo, insostituibile compagno di viaggi, per la rilettura critica del testo ed alcune foto di ambiente.


BACK

2007, Quaderni di birdwatching

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.