Quaderni di birdwatching anno IX - volume 17 - aprile 2007

Girando per il mondo

Titolo


        DOPO L'ENTUSIASMANTE ESPERIENZA fatta nel nostro primo viaggio in Egitto a Sharm El Sheikh nel 2004, siamo riusciti finalmente, nonostante le notizie più allarmanti sulla vicina guerra in Libano, ad organizzare il nostro sospirato viaggio in quello che possiamo definire "l'altro Egitto", l'ultima frontiera del Mar Rosso. Questa zona che da Queseir arriva a Berenice e quindi a Bir Shalateyn, ci ha offerto la possibilità di una vacanza isolata dal mondo moderno, immersi in una natura splendida costituita da un continuo alternarsi di lunghe spiagge di sabbia bianca, baie bellissime, lambite da un mare trasparente che si affaccia su una barriera corallina completamente incontaminata, e da lagune dai colori indimenticabili.


clicca per ingrandire

        Non si può inoltre trascurare l'entroterra misterioso e affascinante, caratterizzato da sporadici alberi di acacia, che occupano antichi wadi e tratti di deserto pietroso, un deserto da sogno con tratti di mangrovie che colonizzano la riva del mare. Una delle esperienze più entusiasmanti che si possono vivere sul Mar Rosso è sicuramente quella di fare snorkeling, ma noi abbiamo dedicato poco tempo a questa attività perché attratti soprattutto dal mondo alato.

        Per organizzare il nostro viaggio abbiamo scelto uno dei tour operator che opera in zona, utilizzando un volo charter e un soggiorno in un villaggio situato a 17 Km da Queseir, 100 Km da Safaga e 64 Km dall'aeroporto di Marsa Alam. La scelta di questo tipo di struttura è in un certo senso obbligatoria, perché lungo la costa esistono solo alberghi nella forma tipica del "villaggio", isolati dal mondo, che si affacciano sulle baie più belle, ma completamente circondati dal deserto.

        Il clima è stato naturalmente sempre bello, con temperature che hanno sfiorato i 40° C. Il caldo è comunque reso sopportabile dal basso tasso di umidità e da un bel venticello che spira durante tutta la giornata; le piogge sono rarissime. Il paesaggio è quindi completamente desertico e le uniche aree di verde con alberi fioriti si trovano nei villaggi turistici. Per le nostre escursioni abbiamo utilizzato una vettura affittata a Queseir, che ci ha permesso di organizzare i nostri itinerari e di poterci soffermare nei luoghi per noi più interessanti. Va precisato che in questa zona non è molto facile incontrare turisti "fai da te"; infatti, le escursioni sono normalmente organizzate dai villaggi, con pullman o con taxi.



Corvo collobruno

        Per noi l'esperienza è stata molto positiva, oserei dire indimenticabile; dopo alcuni timori iniziali, dovuti a false o imprecise informazioni che ci sono state fornite dal referente del nostro stesso tour operator, e forti invece dei report letti prima di partire che testimoniavano bellissimi viaggi di appassionati di birdwatching, abbiamo percorso indisturbati le strade ampie e deserte, che ci hanno condotto alle nostre mete preferite.

        L'uso della macchina ci ha anche permesso in molte occasioni di venire a contatto con la popolazione locale, che, soprattutto nei luoghi lontani dal turismo di massa, si è sempre dimostrata gentile e molto accogliente.

        Anche la polizia e i militari che si incontrano nei numerosi posti di blocco lungo le strade e all'entrata di ogni villaggio, dove è d'obbligo fermarsi, sono sempre stati disponibili e alla richiesta della nostra nazionalità ci hanno salutato con espressioni simpatiche e divertenti, quali "Italia uno" o "campioni del mondo".

        Il costo del viaggio è stato di € 1.550 per il soggiorno, € 300 per l'affitto macchina (una Hyunday di media cilindrata) dalla compagnia Spider Limousine a Queseir (tel. 0105892969: Ashraf). Il costo della benzina è irrisorio, circa 0.20 € al litro.

        Siamo partiti il 31 agosto 2006 alle ore 17.00 da Milano Malpensa-2 con volo GJ 1968 Eurofly e siamo arrivati all'aeroporto di Marsa Alam alle 22.30; l'Egitto è un'ora avanti rispetto all'ora solare italiana. Il transfer organizzato dal tour operator ci ha poi portato al villaggio Helioland, che si trova 47 Km a Nord dell'aeroporto, dove siamo arrivati alle 23.30 circa. Le osservazioni sono state effettuate nel villaggio, al mangrovieto a sud di Safaga, al mangrovieto di Hamata, a Bir Shalateyn, a Luxor e naturalmente lungo la costa del Mar Rosso.

  VILLAGGIO

        Il villaggio dove abbiamo alloggiato è completamente immerso nel verde, con prati, siepi di hibiscus, ficus benjamina, palme ed acacie. Durante la settimana di soggiorno abbiamo osservato sia passeriformi in migrazione: Cutrettole (ssp. flava), Pigliamosche, Culbianco, Luì grosso, Bigiarella, Bigia grossa, Averla piccola, Upupa; sia uccelli residenti: Falco pellegrino, Tortora delle palme, Monachella testabianca e Corvo collobruno.

  MANGROVIETO A SUD DI SAFAGA


Airone schistaceo juv

        Circa 15 Km a sud di Safaga si incontra, lungo la strada, una piccola area di mangrovie, zona protetta, come del resto tutti i mangrovieti della costa sud del Mar Rosso. Vi si può accedere da una sterrata che si incontra alla fine delle mangrovie (lato nord).

        Qui abbiamo osservato: Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone guardabuoi, Airone schistaceo (molti i giovani), Airone rosso, Airone cenerino, Spatola, Falco pescatore, Gheppio, Falco unicolore, Corriere di Leschenault, Beccaccino, Piro piro culbianco, Chiurlo, Pettegola, Upupa, Rondine, Calandrella, Culbianco isabellino, Luì grosso, Averla piccola, Averla cenerina e Corvo collobruno. Gli Aironi schistacei osservati durante il viaggio erano quasi tutti bianchi (in percentuale circa il 98%), ne abbiamo visti solo due in morfismo scuro.

        Lungo la strada, da Safaga a Queseir, posati a terra sulla spiaggia in riva al mare: Gabbiano roseo, Gabbiano dal collare (Larus hemprichii, forse più conosciuto come Gabbiano fuligginoso), Sterna di Rüppell, Sterna maggiore e 4 Sterne di Berge (ssp. velox); ai bordi della strada Grandule coronata e Calandrella.



Falco pescatore


Falco unicolore


Sterna di Rüppell


Sterna di Berge


  MANGROVIETO DI HAMATA


Mangrovie

                Il 4 settembre partiamo alle 5.00 per Bir Shalateyn, che dista circa 350 Km dal nostro villaggio. Shalateyn è praticamente l'ultima città ai confini con il Sudan; è sede del più importante mercato di dromedari d'Egitto ed è l'inizio della vera Africa. Qui arrivano i sudanesi con dromedari ed altri prodotti per scambiarli con merce non reperibile nel loro paese; si incontrano antiche tribù sudanesi come i Rashald, dalle tipiche vesti color viola, i Bishari e gli Abadba.

        Alla prima luce dell'alba, verso le 6.00, dopo aver percorso metà strada, siamo arrivati in prossimità del Wadi El Gimal, dove abbiamo visto ai bordi della strada 2 Lanari (ssp. tanypterus) e su un'acacia poco distante, 6 Tortore orientali (ssp. arabica). Proseguendo per ulteriori circa 60 Km si arriva a Hamata.

        Il mangrovieto di Hamata si trova 100 Km a sud di Marsa Alam ed è il più grosso della costa sud del Mar Rosso egiziano, la miglior località dove osservare, a fine settembre, il Droma. Vediamo Airone striato, Airone schistaceo, Falco unicolore, Falco pescatore, Droma (154 individui), Chiurlo piccolo, Chiurlo maggiore, Piro piro boschereccio, Pantana, Gabbiano occhibianchi, Gabbiano dal collare e Sterna zampenere.


Droma


Droma



Gabbiano occhibianchi


Gabbiano dal collare


        Proseguiamo il viaggio verso sud e superiamo la città di Berenice, circa 90 Km da Bir Shalateyn: da ora in poi solo deserto e piccoli avamposti militari. Sulla strada incontriamo Allodola beccocurvo ed in prossimità dell'ennesimo posto di blocco alcune Cappellacce. Circa 15 Km dopo Berenice una sorpresa: ai bordi della strada incontriamo una carcassa di dromedario su cui si alimenta un Avvoltoio orecchiuto.


Avvoltoio orecchiuto


  BIR Shalateyn


Capovaccaio

        Alle 11.00 arriviamo finalmente a Bir Shalateyn; superato il posto di blocco, incontriamo lungo la strada 4 Grandule coronate. Ci dirigiamo verso il mercato dei dromedari. Il paesaggio è ancora incontaminato e non ancora intaccato dal turismo, così che il folclore locale e la cultura popolare sono rimasti ancora invariati nei secoli; è come andare alla scoperta dell'Africa in territorio ancora egiziano.

        Vicino agli accampamenti beduini ci sono alcuni dromedari morti e quindi è facile vedere, accanto alle carcasse, gli uccelli necrofagi: Grifone, Capovaccaio e Avvoltoio orecchiuto; comune anche il Corvo collobruno.

        La perlustrazione nel deserto di Bir Shalateyn ha permesso inoltre di osservare: Tortora delle palme, Canapino di Upcher, Culbianco isabellino, Averla maggiore beccopallido e Averla capirossa. Alle 14.00 lasciamo Bir Shalateyn e prendiamo la strada del ritorno. Le località di mare che incontriamo sono bellissime e la tentazione di bagnarci è molto forte (l'acqua è a 25° C).


Dromedari

  LUXOR

        Il 6 settembre partiamo all'alba dal villaggio (5.00) per Luxor. Non è possibile raggiungere la città di Luxor viaggiando da soli; bisogna recarsi a Safaga da dove, alle ore 7.00 e alle 9.00, parte un convoglio composto da militari, che fa da scorta ai turisti per tutti i 220 Km di strada da percorrere. Il nostro convoglio era composto da circa 60 automezzi tra pullman e furgoni, noi eravamo quasi gli unici con una macchina a noleggio. A circa metà strada, verso le ore 9.00, facciamo una sosta obbligata di circa 30 minuti, dove incontriamo donne e bambini beduini che sfoggiano i loro costumi per farsi fotografare.


Tortora delle palme

        Riprendiamo la marcia e arriviamo a Qena verso le 10.00, mancano ancora 60 Km a Luxor. Il convoglio continua la marcia a velocità sostenuta nonostante l'attraversamento dei primi centri abitati. Sulla destra costeggiamo un corso d'acqua e notiamo che ogni ponte è presidiato da gente armata. Sui fili della luce si comincia a vedere qualche Nibbio bianco e Martin pescatore bianconero, ma non ci si può fermare.

        Alle 11.00 finisce il calvario, si arriva a Luxor, una delle località archeologiche più importanti dell'Egitto; la città della Valle dei Re e delle Regine, dei colossi di Memnon e del tempio di Karnak. Qui termina il convoglio. Abbiamo a disposizione 7 ore prima di ritornare verso Safaga, il convoglio riparte alle ore 18.00. Costeggiamo con la macchina la riva orientale del Nilo, verso sud, in direzione Assuan, fino al ponte che porta alla Valle dei Re.

        In questo tratto osserviamo Sgarza ciuffetto, Airone guardabuoi, le prime Garzette del viaggio, Nibbio bruno, Nibbio bianco, Gheppio, Gallinella d'acqua, Cavaliere d'Italia, Pavoncella armata, Mignattino alibianche, Tortora delle palme, Martin pescatore bianconero, Gruccione verde minore, Upupa, Rondine, Bulbul comune e Averla maggiore beccopallido. Gli uccelli più comuni sono Nibbio bianco, Martin pescatore bianconero, Gruccione verde minore.

        Decidiamo di visitare la Valle dei Re; fa molto caldo, la temperatura è di circa 40° C, ci caliamo in due tombe e quindi ritorniamo sulla sponda orientale del Nilo. Improvvisamente al bordo sinistro della strada, vedo un Occhione del Senegal; quasi incredulo prendo la macchina fotografica e scatto qualche foto. Ormai è arrivata l'ora del rientro e ci portiamo al punto di ritrovo della carovana. Arriviamo al villaggio alle 23.00.



Nibbio bianco


Martin pescatore bianconero


Gruccione verde minore


Occhione del Senegal


        Il 7 settembre, ultimo giorno di soggiorno, prima di consegnare l'automobile, decidiamo di visitare la spiaggia delle tartarughe o del dugongo di Ras Abu Dabab. Questa spiaggia privata, che dista dal nostro villaggio circa 80 Km, è veramente bella e la barriera corallina è facilmente raggiungibile a nuoto; ci siamo fermati soltanto due ore, nel pomeriggio ci aspettava l'aereo per il ritorno a casa. Purtroppo non siamo riusciti a vedere nè il dugongo nè le tartarughe, solo splendidi fondali e centinaia di pesci variopinti.

        La nostra breve vacanza è ormai al termine, ma portiamo via con noi oltre ai bei ricordi e alle esperienze indimenticabili una notevole nostalgia per questo paese dove la vita scorre ancora con una sacra immobilità che né il turismo né il progresso sembrano poter alterare.

        Alle 15.30 abbiamo raggiunto l'aeroporto di Marsa Alam e siamo partiti alla volta dell'Italia con volo charter della Livingston, arrivo all'aeroporto di Malpensa-2 alle ore 22.30.



RINGRAZIAMENTI

Grazie ad Andrea Corso, Ottavio Janni e Andrea Nicoli per l'aiuto nell'identificazione di alcune specie.


BACK

2007, Quaderni di birdwatching

Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale senza consenso scritto.