Quaderni di birdwatching anno IX - volume 18 - ottobre 2007

Girando per il mondo

Titolo
Lagoa Branca


Azores
Located in the middle of the Atlantic Ocean, the Azores are the place in the Western Palearctic where it is easiest to find North American vagrants. Of course, the species one can find depend on individual luck, but mostly on the weather (Atlantic storms carry birds from America to the coast of the Azores). Usually, September is the best month for waders, October for songbirds, whereas November through February is the best period for gulls and ducks.


        LE AZZORRE SONO SICURAMENTE IL POSTO MIGLIORE, nel Paleartico occidentale, dove osservare gli accidentali di origine neartica. Queste isole di origine vulcanica, infatti, per la loro posizione in pieno Oceano Atlantico, quasi a metà strada tra l'Europa e l'America del nord, sono direttamente investite dalle perturbazioni atlantiche che catturano e spingono i migratori americani verso le coste europee; molto spesso, le prime coste che questi uccelli trovano sono proprio quelle delle Azzorre.

        La qualità e la quantità di specie americane che si possono osservare su queste isole dipende, come al solito, dalla fortuna, ma si può dire che un certo numero di specie compaia annualmente in modo regolare, molto spesso addirittura svernando nella località di "approdo". Alcune specie, come il Piro piro macchiato o la Marzaiola americana, per citarne solo due, sono certamente più comuni e regolari dei corrispettivi "europei".

        La presenza degli "americani", come già detto, è direttamente correlata alle perturbazioni atlantiche, sebbene questo fattore valga di più per le specie non strettamente legate agli ambienti umidi, specialmente i passeriformi; ad esempio, negli autunni del 2005 e del 2006 sono state osservate una ventina di specie di passeriformi americani oltre ad altre specie non acquatiche!


Lagoa Funda

        Ad ogni modo, almeno per quanto riguarda anatidi, limicoli e acquatici in generale, un viaggio alle Azzorre di sicuro non delude mai!

        Probabilmente l'unico svantaggio di un viaggio su queste isole in autunno ed inverno è il maltempo: alle Azzorre, infatti, piove quasi sempre, con nebbia e freddo regolarmente alle alte quote, spesso accompagnati da un forte vento che può impedire persino di utilizzare il binocolo a causa della pioggia che arriva sulle lenti quasi orizzontalmente! Di conseguenza le Azzorre probabilmente non sono il posto migliore dove fotografare gli uccelli.

        Il maltempo, che comunque rimane il segreto dell'abbondanza di specie rare alle Azzorre, è molto spesso causa dell'annullamento delle comunicazioni aeree fra le varie isole (ricordo che da ottobre a primavera inoltrata non esiste servizio di traghetto navale fra le isole). Di questo bisogna tenere conto visitando l'arcipelago: se s'intende fare scalo in più isole, è bene prevedere un buon margine di giorni di modo che si possa sopperire ai frequenti annullamenti dei voli interni.

        Durante il mio recente soggiorno alle Azzorre, dal 28 settembre al 9 ottobre 2006, ho visitato tre delle nove isole principali che compongono l'arcipelago, cioè Sao Miguel, Terceira e Flores, in modo da avere le maggiori chances, nel breve tempo a mia disposizione, di osservare il maggior numero possibile di specie rare/accidentali.

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  SAO MIGUEL

        È l'isola principale dell'arcipelago, la più grande e densamente popolata (circa 350.000 abitanti); la costa, prevalentemente rocciosa, è spesso interrotta da piccole spiagge; l'interno, lungo la costa, con pochi coltivi e molti terrazzamenti, è per lo più votata al pascolo, mentre l'interno vero e proprio è caratterizzato da colline e montagne ancora piuttosto boscose, in alcuni tratti tuttora con la vegetazione naturale. Fra questi alti e scoscesi monti si trovano anche numerosi laghi d'alta quota, alcuni dei quali molto importanti per gli uccelli acquatici accidentali.

        Su Sao Miguel sono rimasto quattro giorni, in modo tale da poter esplorare con cura più volte le migliori località per gli uccelli, in particolar modo la costa, con le sue numerose insenature con piccole spiagge popolate da gabbiani e limicoli.

        Fra le specie tipiche delle coste, oltre all'onnipresente VOLTAPIETRE, il CHIURLO PICCOLO era decisamente frequente. Molto produttive le foci dei piccoli ruscelli che scendono dalle montagne, spesso ritrovo di gabbiani, sterne, limicoli e ardeidi. In una di queste, nei pressi di Povoacao, ho osservato la ssp. americana dell'AIRONE BIANCO MAGGIORE (Casmerodius albus egretta), caratterizzata da zampe completamente nere, ed il mio primo PIRO PIRO MACCHIATO (Actitis macularia).

        Piuttosto frequenti erano la STERNA COMUNE, i GABBIANI REALI DELL'ATLANTICO (Larus michahellis atlantis) e gli ZAFFERANI. La BERTA MAGGIORE è il procellariforme più abbondante (50.000 coppie solo a Sao Miguel) ed in effetti ne ho osservate concentrazioni notevoli tutti i giorni, specialmente lungo la costa a Mosteiros (circa 50-100 indd. al minuto!), dove ho anche osservato una decina di BERTE MINORI ATLANTICHE, due BERTE MINORI FOSCHE e almeno due STERNE DI DOUGALL fra le centinaia di Sterne comuni.

        Lungo la costa e nelle zone coltivate e pascolate dell'interno era piuttosto frequente, ma poco confidente, il CANARINO (Serinus canaria). Comuni o abbondanti nelle zone interne più vegetate erano il PETTIROSSO, il MERLO dell'endemica ssp. azorensis, ed il FRINGUELLO dell'endemica ssp. moreletti, mentre ubiquitaria in tutta l'isola era l'onnipresente BALLERINA GIALLA dell'endemica ssp. patriciae.



Fringuello Fringilla c. moreletti


Canarino Serinus canaria


Twin Lakes

        Il PASSERO DOMESTICO, diffuso, non era la specie più comune. Piuttosto comune dovunque sull'isola, a volte con gruppi di 5-6 individui in caccia insieme, è l'endemica POIANA ssp. rotschildi (unico rapace diurno dell'arcipelago).

        Una delle località più belle dell'isola, e anche fra le più produttive dal punto di vista del birder, è la zona di SETE CICADES con i suoi famosi "Twin Lakes" (doppi laghi), Lagoa Azul e Lagoa Verde.

        Questi laghi ospitano regolarmente in autunno/inverno varie specie di anatre americane e, spesso, limicoli, ardeidi e folaghe; io vi ho potuto osservare "solo" una femmina/maschio eclissale(?) di MARZAIOLA AMERICANA (Anas discors), probabilmente perché troppo presto nella stagione. L'unico vero migratore europeo osservato è stato il CULBIANCO della ssp. islandese leucorhoa.

        Altro lago molto importante per gli uccelli accidentali è la LAGOA DA FURNAS, situata nei pressi dell'omonima cittadina. Il lago, circondato come al solito da alte pareti scoscese e fittamente boscate ospita alcune "caldere" vulcaniche utilizzate dai locali per cuocere la carne per i turisti(!) ed una bellissima chiesa abbandonata, molto suggestiva.

        Anche questo lago ospita regolarmente anatidi, limicoli ed altri acquatici americani; io vi ho potuto osservare una piuttosto precoce FOLAGA AMERICANA (Fulica americana) insieme a cinque Folaghe euroasiatiche, nonché un AIRONE BIANCO MAGGIORE ssp. egretta, probabilmente lo stesso osservato nella vicina Povoacao il giorno prima.

        A Furnas è anche presente un bellissimo parco cittadino privato con numerosi laghetti e ruscelli ed un fittissimo bosco di tipo "primigenio". Dal "nostro" punto di vista, però, il posto è importante solo per la presenza, oramai da tre anni, di un maschio di ANATRA SPOSA (Ayx sponsa) ritenuto selvatico. In effetti, è l'unica anatra presente con le ali non tarpate.



Marzaiola americana Anas discors


Anatra sposa Ayx sponsa


Folaga americana Fulica americana


Ciuffolotto delle Azzorre Pyrrhula murina

        Le Azzorre hanno una sola specie endemica, sebbene ancora non riconosciuta da tutti gli autori, il CIUFFOLOTTO DELLE AZZORRE (Pyrrhula murina); questa specie, che si differenzia dal "nostro" Ciuffolotto per l'assenza di rosso nelle parti inferiori nel maschio e per il groppone grigiastro in entrambi i sessi, è molto raro, presente con meno di 200 individui solo nei boschi meglio conservati della Serra de Tronqueira.

        La vegetazione, in questa zona, è letteralmente lussureggiante, con fittissimi boschi di conifere ed un impenetrabile sottobosco, spesso ricco di fiori; sembra quasi di essere in una foresta tropicale sudamericana, grazie alla pioggia pressoché continua e alla nebbia eternamente presente. Nelle zone non alberate, al contrario, sembra quasi di trovarsi nella tundra artica rocciosa, in un ambiente fatto di muschi, licheni, arbusti nani e piccoli acquitrini.

        Tornando ai CIUFFOLOTTI DELLE AZZORRE, non è per niente facile osservarli, più facile è udirne il caratteristico richiamo, più acuto e lamentoso rispetto al nostro Ciuffolotto. Tuttavia, imitandone il richiamo col fischio, non è difficile farne avvicinare qualcuno; in questo modo ne ho osservati almeno otto individui differenti, fra i quali alcuni giovani e adulti.

        Un capitolo a parte meritano i gabbiani; oltre a molte specie nordamericane che vi svernano quasi annualmente con qualche individuo, ma che di solito arrivano non prima di novembre, la specie più comune è il GABBIANO REALE DELL'ATLANTICO (Larus michahellis atlantis). Questa sottospecie è molto caratteristica in tutti i piumaggi, e a mio parere meriterebbe un altro status, almeno per quanto riguarda la popolazione delle Azzorre, piuttosto differente da quelle delle altre isole della Macaronesia (Canarie, Madeira). Per colorazione, infatti, specialmente nei piumaggi giovanili e d'immaturo, la specie è molto più simile ai laridi americani o allo Zafferano meridionale (Larus dominicanus) e non mi meraviglierei che fra qualche anno questo taxon fosse elevato al rango di specie buona.



Gabbiano reale Larus m. atlantis


Gabbiano reale Larus m. atlantis


Gabbiano reale Larus m. atlantis

        In particolare, giovani e primo inverno sono caratterizzati da una colorazione generale molto scura, sia inferiormente sia superiormente: la testa appare quasi "incappucciata", le copritrici maggiori sono scure alla base e le parti inferiori sono molto scure e uniformemente screziate; inoltre, le squame delle zampe, anteriormente, presentano delle chiazze scure, unico laride "europeo" a presentare questo carattere.

        Il caratteristico cappuccio scuro, mai così accentuato nelle altre popolazioni delle Canarie e di Madeira, si mantiene in tutti i piumaggi successivi, da fine settembre a dicembre/gennaio. In volo, i giovani/immaturi sono ancora più caratteristici: si notano la quasi totale assenza di finestra chiara alle primarie interne e le timoniere quasi completamente nere tranne le due coppie più esterne.

        Oltre ai Gabbiani reali dell'Atlantico, piuttosto frequenti erano gli ZAFFERANI, specialmente ssp. intermedius, ma anche diversi graellsii, riconoscibili anche per l'attivo stadio di muta degli adulti/subadulti. Osservato anche un MUGNAIACCIO, dal piumaggio ancora completo da giovane.

  TERCEIRA

        Quest'isola, di medie dimensioni, è famosa fra i birder perché ospita una piccola zona umida costiera, alla periferia sud della città di Praia da Vitoria, che è ritenuta non a torto il posto migliore nell'intero Paleartico occidentale per osservare i limicoli (e non solo) americani: Cabo de Praia Quarry.


Cabo de Praia Quarry

        Come si evince dalle foto, la località non è certo amena da un punto di vista paesaggistico e, purtroppo, è in pericolo a causa della costruzione di strutture portuali. Se i lavori proseguiranno con l'attuale velocità, si pensa che nel giro di due-tre anni l'intera area sarà distrutta.

         Recentissime notizie, peraltro da confermare, sembrano essere più confortanti, con i lavori d'interramento che sembrano essersi fermati e addirittura un progetto di costituire un'oasi di protezione e studio della migrazione.

        Su Terceira sono rimasto tre giorni, quasi interamente spesi a studiare i limicoli nordamericani (anche perché nell'interno ha sempre piovuto, con nebbia fitta...).

        Il ricordo del primo momento in cui sono giunto sul posto (dopo infinite ricerche, poiché le strade sono state tutte chiuse per i lavori portuali) è ancora vivido nella mia memoria: dopo poco più di mezz'ora avevo osservato 12 specie di limicoli americani (oltre ad altre otto specie "europee"), fra le quali alcune vere rarità persino per le Azzorre! Purtroppo le avverse condizioni meteo (come al solito) e la relativa inaccessibilità del posto (ci si arriva solo a piedi e se ci si avvicina troppo si fa volare via tutto) non permette di scattare delle buone foto con la reflex tradizionale. Molto meglio col digiscoping, col quale si possono fare veramente delle belle foto ravvicinate.

        Alla fine dei tre giorni, la lista delle specie osservate è stata davvero sorprendente, ben al di là delle mie attese (e con qualche assenza inaspettata!):

PIVIERE AMERICANO (Pluvialis dominica): cinque individui
CORRIERE SEMIPALMATO (Charadrius semipalmatus): 1 primo inverno
TOTANO ZAMPEGIALLE MAGGIORE (Tringa melanoleuca): 1 primo inverno
TOTANO ZAMPEGIALLE MINORE (Tringa flavipes): almeno 3 primo inverno
PIRO-PIRO MACCHIATO (Actitis macularia): almeno 3 primo inverno
PIRO-PIRO PETTORALE (Calidris melanotos): almeno 3 juv
PIRO-PIRO DI BONAPARTE (Calidris fuscicollis): 1 adulto in muta verso l'abito invernale
PIRO-PIRO OCCIDENTALE (Calidris mauri): 1 juv
GAMBECCHIO SEMIPALMATO (Calidris pusilla): 1 juv
GAMBECCHIO AMERICANO (Calidris minutilla): 1 juv
LIMNODROMO PETTOROSSICCIO (Limnodromus scolopaceus): 2 juv
LIMNODROMO PETTOROSSICCIO MINORE (Limnodromus griseus): 1 juv

        Fra le altre specie, notevole presenza di VOLTAPIETRE (max circa 130 indd.), PIOVANELLI TRIDATTILI (max circa 100 indd.), PIOVANELLO MAGGIORE, PIOVANELLO, PIOVANELLO PANCIANERA, PIVIERESSA, PITTIMA REALE, CHIURLO PICCOLO, FRATINO (max circa 90 indd.), COMBATTENTE e CORRIERE GROSSO. Numerose le Sterne comuni ed i Gabbiani comuni e reali atlantis.

        L'ultimo giorno alle Azzorre, di ritorno dall'isola di Flores, ho avuto la possibilità di passare un altro pomeriggio in zona, osservandovi oltre a molti dei limicoli precedentemente elencati, anche un'OCA COLOMBACCIO PANCIACHIARA (Branta bernicla hrota) ed almeno una STERNA DI DOUGALL.

        Lungo la costa a nord di Praia da Vitoria ho anche osservato un individuo di CHIURLO PICCOLO ssp. hudsonicus, sottospecie americana del nostro phaeopus caratterizzata dall'assenza di bianco dal groppone e sottoala, entrambi barrati di scuro su fondo fulviccio e dal richiamo alquanto differente.

        Fra le altre, poche, specie osservate sull'isola, da ricordare almeno tre individui di ASTRILDE COMUNE (Estrilda astrild), specie introdotta naturalizzata, numerosi CANARINI, FRINGUELLI ssp. moreletti, Merlo ssp. azorensis, GABBIANI REALI ssp. atlantis, ed un secondo giovane di MUGNAIACCIO.

  FLORES (ovvero: il paradiso terrestre)

        Durante la mia vita di birder ho avuto la fortuna di visitare, nel Paleartico occidentale, gran parte dell'Europa, buona parte del Nord Africa e alcuni paesi del Medio Oriente; tuttavia, FLORES per me rimane uno dei posti più belli che io abbia mai visto.

        L'isola è in gran parte disabitata, con i pochi piccoli centri urbani disposti lungo le poche pianure della costa. Tutto il resto dell'isola è caratterizzato dalla presenza di aspre montagne dalle pareti quasi verticali, da dove scendono numerose cascate lungo tutta la costa, e da altipiani a tundra/brughiera/gineprai e pochi pascoli alle alte quote; qui si aprono numerosi valloni e crateri occupati da grandi e profondi laghi e da piccoli ruscelli i quali, arrivati lungo la costa, diventano dei bei torrenti.

        I boschi sono pochi e localizzati, di conifere in alta quota e di latifoglie (alloro, mogano ed altro) altrove. Flores, come il nome stesso ci dice, nel periodo giusto è un'autentica distesa fiorita, ma in autunno purtroppo sono poche le tracce rimaste della fioritura.

        A Flores, letteralmente tutto può accadere... Flores, infatti, è l'ultimo lembo di terra europea a occidente; più in là c'è solo il continente americano. È strano pensare all'esistenza del "mito" di Capo Nord nella concezione comune, mentre invece un posto così meraviglioso ("Capo Ovest"?) viene quasi totalmente ignorato. Ma in fondo è meglio così, è bene che ci vada solo chi è realmente interessato, anche perché le infrastrutture turistiche sono quasi del tutto assenti.

        Su Flores sono essenzialmente tre le migliori località per osservare gli accidentali: Ponta Delgada, Faja Grande/Fajazinha e le lagoas di montagna (Lagoa Branca, Lagoa Rasa e Lagoa Seca in particolare).


Ponta Delgada


Corriere semipalmato Charadrius semipalmatus

        Ponta Delgada è la punta nord dell'isola, proprio di fronte all'isola di Corvo, ed è un ottimo punto d'arrivo per gli accidentali americani e non solo; l'abbondante presenza di pascoli con muretti a secco e cespugli/arbusti fa sì che sia relativamente facile individuare le specie "strane".

        Particolarmente produttiva è la zona del vecchio campo da calcio e i campi adiacenti, area che regolarmente ospita qualche rarità. Durante il mio soggiorno vi ho osservato due CORRIERI SEMIPALMATI (Charadrius semipalmatus).

        Altra notevole presenza, a pochi metri dai Corrieri, ma in ambiente del tutto differente (erba alta), un PIRO PIRO CODALUNGA (Bartramia longicauda), presente nell'area già da una settimana, si è rivelato specie molto più difficile da osservare bene rispetto a quanto pensassi.

        Gradite sorprese, l'ultimo giorno, tre OCHE ZAMPEROSEE (terza segnalazione per le Azzorre) ed una femmina di MONACHELLA (prima segnalazione per le Azzorre).

        Fra i cespugli ed i muretti a secco, Fringuelli, Merli, Canarini, Capinere e Ballerine gialle erano abbondanti e piuttosto confidenti, grazie forse anche all'assenza di predatori diurni e notturni (Flores e Corvo sono le uniche due isole delle Azzorre senza rapaci nidificanti), così come molto comune ed evidente era il CONIGLIO SELVATICO. In mare, al solito, molto numerose le Berte maggiori.

        Faja Grande è il vero e proprio "Capo Ovest" del continente europeo; qui, infatti, ci si trova nel punto più occidentale del nostro continente. L'ambiente è spettacolare, con il piccolo, caratteristico, paesino immerso in un ambiente realmente bucolico fatto di piccoli campi coltivati alternati a pascoli, incolti, cespugli e alberi da frutto, separati da muretti a secco di pietra lavica, a due passi dal mare e con alle spalle una ripidissima parete verticale con tante piccole cascate che arrivano al mare in piccoli torrenti.

        Quest'ambiente così variegato è un vero e proprio paradiso per i passeriformi accidentali; qui, infatti, oltre che nel simile ambiente della vicina isola di Corvo, è stata osservata la gran parte delle rarità non acquatiche dell'intero arcipelago, comprese numerose prime per il Paleartico occidentale. Ovviamente, la presenza di queste specie è legata alla successione delle perturbazioni che si formano nell'Atlantico vicino alla costa americana.

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Faja Grande

        A Faja Grande si può alloggiare alla piccola e caratteristica pensioncina l'Argonauta, gestita da... un italiano di Bologna(!), Pierluigi, e mangiare al piccolo ristorantino all'inizio del paesino gestito da... un altro italiano!! Ambiente e possibilità simili si hanno nell'adiacente Fajazinha, distante meno di 1 Km da Faja Grande. Nei piccoli porticcioli, sono molto comuni, oltre ai Gabbiani reali ssp. atlantis, anche il Chiurlo piccolo, l'onnipresente VOLTAPIETRE e le STERNE COMUNI.

        Infine, l'ultima parte dell'isola da visitare è forse la più bella perla dell'intero arcipelago delle Azzorre: i laghi vulcanici di montagna. Si tratta di nove grandi laghi (lagoa) principali e di pochi altri di piccolissime dimensioni (trascurabili per gli uccelli). Fra questi, il principale per importanza è senza dubbio la LAGOA BRANCA. Si tratta di un grande cratere vulcanico, largo circa 1, 5 Km, che comprende da una lato l'omonima lagoa ed il resto del cratere occupato da un'incredibile miscuglio di acquitrini, ruscelli, marcite, muschi umidi e quant'altro, assolutamente impossibile da esplorare a piedi (si affonda fino alla vita se ci si prova ad entrare), regno incontrastato del BECCACCINO, nidificante, e dei limicoli accidentali.

        Il tutto è circondato da un'incredibile, bellissima, fantastica distesa di bassi e contorti ginepri affondati in enormi ammassi di muschi giganti, spessi a volte 30-40 cm, ambiente perennemente gocciolante d'acqua e immerso nella nebbia umida, dove spessissimo si aprono piccoli corsi d'acqua (che poi vanno a formare le cascate di cui sopra). Insomma, un posto che almeno una volta nella vita bisogna assolutamente visitare!


Regolo Regulus r. inermis


Totano zampegialle minore Tringa flavipes

        Per quanto riguarda gli uccelli, Lagoa Branca è famosa per la facilità con la quale si può osservare l'ANATRA NERA AMERICANA (Anas rubripes). Questa specie, migratrice alle Azzorre, nel tempo è diventata così regolare che ha deciso di nidificare con 1-2 coppie; purtroppo, alcuni nuovi nati si sono accoppiati con Germani reali e così il rapporto ibridi/soggetti puri attualmente è di 10/2.

        Oltre all'Anatra nera americana, questa lagoa ospita spesso altre specie di anatre di origine neartica, perlopiù in inverno; io vi ho potuto osservare solo un maschio di ALZAVOLA AMERICANA (Anas carolinensis).

        I limicoli sono scarsi ma spesso molto interessanti, sebbene spesso neanche con il cannocchiale si riesca a identificare la specie, a causa della notevole distanza del lago dalla strada. Lagoa Branca è anche il luogo nell'intero Paleartico occidentale dove osservare più facilmente l'AIRONE AZZURRO MAGGIORE (Ardea herodias), spesso presente con 1-2 esemplari. Io ne ho osservato solo uno, ma sapevo che in zona ne erano presenti altri due. Fra i ginepri intorno alle lagoas, numerosi sono i Fringuelli, i Merli e le Capinere, mentre abbondante è l'endemico REGOLO ssp. inermis.

        L'altra lagoa importante per gli uccelli è la LAGOA RASA. Qui ho osservato la STERNA MAGGIORE (rarissima accidentale alle Azzorre), oltre a gabbiani vari. Tuttavia la potenzialità di questa lagoa per gli accidentali (specialmente anatidi e limicoli) è molto alta. Nei pressi vi è anche una piccolissima discarica, nascosta da due collinette artificiali, che ospitava, oltre a Gabbiani reali atlantis e Zafferani, anche un incredibile TOTANO ZAMPEGIALLE MINORE, a caccia di insetti fra i sacchi di spazzatura.

        In realtà, tutte le lagoas, tranne quelle più profonde e senza sponde, sono potenziali hotspot per gli accidentali e vanno accuratamente e ripetutamente esplorate, poiché a Flores, più che nelle altre isole dell'arcipelago, ogni ambiente può essere quello giusto.

  ALTRE ISOLE

        Fra le altre isole dell'arcipelago da me non visitate, le migliori dal punto di vista delle osservazioni sono senza dubbio CORVO e PICO, ma bisogna comunque tener presente che qualunque isola può regalare osservazioni interessanti.

        CORVO è stata scoperta ornitologicamente solo da due-tre anni, quando un birder britannico ha potuto osservare a fine ottobre del 2005 una quantità di specie neartiche (per lo più passeriformi) davvero incredibile, con molte specie nuove per il Paleartico occidentale. La cosa si è ripetuta più o meno l'anno successivo, così che non è azzardato dire che l'isola sia il luogo migliore nella nostra regione biogeografica dove osservare le specie neartiche non legate agli ambienti umidi. Purtroppo, raggiungere l'isola è davvero una lotteria, in quanto vi è solo una minuscola pista d'atterraggio per piccoli velivoli ma il fortissimo ed incostante vento che spira rende i collegamenti quasi impossibili, specie in autunno ed inverno.

        Di conseguenza, se, spesso, scendere sull'isola è difficile, può essere anche più difficile lasciarla, a volte anche dopo molti giorni di ritardo.. Inoltre, sull'isola vi è per adesso solo una piccola località privata dove dormire e i posti sono, quindi, limitati. Non esiste, ovviamente, nessun servizio di noleggio auto (ma non ce ne sarebbe neanche bisogno, in realtà, data l'orografia del territorio), pertanto l'isola si gira esclusivamente a piedi col rischio continuo (anzi, con la certezza) di rimanere inzuppati d'acqua per gli acquazzoni quasi giornalieri.

  IN CONCLUSIONE

        Le Azzorre meritano senz'altro almeno una visita nella carriera di un birder seriamente interessato alle specie rare, sia per quantità sia per qualità di specie. Io vi ho osservato, alla fine del viaggio, 18 specie buone ed altre due sottospecie di uccelli americani (sebbene alcune di queste le avessi già osservate in altri viaggi in Europa), e posso dire di essere solo nella media, poiché, se si ha la fortuna di visitarle al momento giusto, queste cifre possono anche salire di parecchio.

        Ovviamente, bisogna anche decidere quale sia il momento più adatto per visitarle secondo i gusti personali: ad esempio, settembre è il mese dei limicoli, ottobre quello dei passeriformi/vari, da novembre a febbraio quello degli anatidi e dei laridi, pertanto il "carniere" alla fine del viaggio può anche essere molto differente secondo il periodo. RESTA FERMO, tuttavia, che queste isole sicuramente regaleranno un'abbuffata di rarità che difficilmente si potrà scordare per tutto il resto della vita da birder.

        PS: e non dimenticatevi impermeabile, ombrello e... il cannocchiale per fare digiscoping!

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Flores


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