Quaderni di birdwatching anno IX - volume 18 - ottobre 2007

Girando per il mondo

Titolo
di Paolo Pavan e Alessandra Locarno


        CI SIAMO SPOSATI IL 9 GIUGNO 2007 e, considerato il periodo favorevole, abbiamo pensato di andare in viaggio di nozze nella mitica Islanda. Vista la circostanza abbiamo pensato di ridurre al minimo gli inconvenienti e quindi ci siamo fatti organizzare il viaggio da Island Tours, a cui abbiamo dato indicazioni sull'itinerario e sui giorni da trascorrere nelle zone da noi scelte.

        Siamo partiti da informazioni raccolte sulle guide e su vari siti in rete. I prezzi sono consultabili in rete. Bisogna considerare che al prezzo base, al netto di eventuali sconti, vanno aggiunte tasse aeroportuali ed altro per un aumento del 10-20%. Noi nutriamo interesse per tutti gli aspetti della natura, quindi il nostro non è stato un viaggio unicamente dedicato al birdwatching bensì all'osservazione della natura a tutto campo; includiamo perciò in questo resoconto anche aspetti che possono essere di interesse generale o degli accompagnatori non interessati agli uccelli.

  INFO GENERALI

        Documenti. Per i cittadini UE basta la Carta di identità valida.

        Moneta. 1 € = 83 kr. In pratica: da Corone a Euro: togliere due zeri e aggiungere qualcosa. Da Euro a Corone aggiungere due zeri e togliere qualcosa.

        Guide. Iceland Road Atlas, Ed Stöng. In Inglese. Ci è stato inviato insieme a biglietti e voucher dalla Island Tours. È un librone di quasi 600 pagine, ordinato per zone del paese e per numeri delle strade. Non è per nulla intuitivo nella consultazione. Tuttavia presenta in ogni pagina una mappa 1:10.000 dei tratti stradali trattati che può essere molto utile. Vi si trovano inoltre fotografie dei vari posti che possono ispirare e pubblicità che possono servire. Non sappiamo quale sia la via per averla. Si può provare presso l'editore. Islanda the Rough Guide, Ed. A. Vallardi € 22. In italiano. Utile. Contiene informazioni generali e notizie storiche.

        Guide ornitologiche. Abbiamo consultato alcune guide ornitologiche che però non ci sono state di grande utilità. Infatti, forse per non fare torti a nessuno, mettono molte località sullo stesso piano senza ordinarle per importanza. In tutti gli hotel esiste una piccola biblioteca. In qualche posto abbiamo trovato guide di uccelli ma anche queste non ci hanno aiutato molto. Abbiamo poi consultato alcuni resoconti di viaggi ornitologici in rete. Abbiamo trovato per lo più viaggi effettuati in epoche diverse o di durata differente, alcuni veramente notevoli come Historique des mises á jour du site oppure Compte-rendu d'un circuit ornithologique (in francese). Siamo comunque riusciti ad avere un'idea dei siti più importanti da visitare.


        Carte. Island. Ferdakort. 1:500.000. Questa carta è nella scala più comoda, ed è stata quella che abbiamo utilizzato di più. Ci è stata fornita da Island Tours. Comprende un libretto con un buon indice alfabetico delle località. Pensiamo si possa trovare sul posto. Islanda. Eurocart. Grandi carte stradali 1:750.000. Studio F.M.B. Acquistata in Italia prima di programmare il viaggio. La scala è troppo grande. Abbiamo usato l'altra per viaggiare. Tuttavia in un riquadro vi sono due mappe interessanti dei laghi Mývatn e Þingvallatn. Abbiamo poi usato carte e mappe varie raccolte negli alberghi dove esiste sempre una bacheca di materiale informativo, oppure ricevute negli uffici informazione.

        Alloggio. Tutti gli alberghi in cui abbiamo alloggiato ci sono sembrati di livello uniforme e buono. Essenziali ma completi nei servizi e molto puliti. Persone asciutte ma cortesi ed efficienti. Quasi ovunque telefono e televisione in camera. Abbiamo pagato in anticipo ma ci è sembrato che i prezzi fossero uniformi attorno alle 12.500 kr/notte per la doppia. Se ci si vuole servire delle fattorie: farmholidays.is. Non le abbiamo trovate particolarmente economiche, infatti ci è sembrato, nella fattoria in cui siamo stati, che alloggio e prezzi fossero identici a quelli degli alberghi. Non sappiamo niente dei camping o di sistemazioni diverse.

        Telefonia. Ci siamo sempre fatti telefonare sul telefonino dall'Italia per comodità. Il segnale sul portatile non sempre è disponibile se si è lontani dai centri abitati.

        Auto. Abbiamo optato per la formula del fly and drive, senz'altro la più usata e anche la più comoda. Esiste ampia offerta di mezzi di ogni tipo. Dopo esserci informati presso amici già stati in Islanda, ed essendo in due, abbiamo scelto la macchina più piccola possibile ma con 5 porte, il che è comodissimo per caricare-scaricare il materiale. Ci hanno dato alla Hertz una Toyota Yaris 5 porte con 34.800 km. È piccola, non eccessivamente comoda ma ha svolto egregiamente il suo duro lavoro e ci ha portato ovunque. A nostro avviso non è necessario usare un fuoristrada. Le tariffe delle varie compagnie si possono trovare in rete.

        Al costo giornaliero indicato bisogna aggiungere la SCDW cioè una diminuzione o abolizione della franchigia sui danni; una diaria per eventuali altri conducenti oltre al titolare; un'assicurazione sulla franchigia per il furto, forse superflua in un paese come l'Islanda. Queste spese accessorie sono state per noi 11.491 kr. IVA inclusa (24.50%).

        Auto più grandi e fuoristrada costano il doppio o il triplo e consumano molto di più. Abbiamo avuto notizia di persone che con i fuoristrada hanno osato più del necessario. Operazioni di recupero in zone disagiate sono difficili e costose. Se si ha poco tempo del resto non è possibile esplorare più di tanto.

        Per noleggiare l'auto bisogna avere una Carta di credito il cui numero viene lasciato come cauzione. Normalmente viene programmato il trasferimento dall'aeroporto di Keflavìk in autobus (Flybus) a Reykjavìk dove si noleggiano le auto. Conviene invece insistere per avere l'auto già in aeroporto, cosa molto più pratica.

        Strade. Notizie sulle strade e su come si guida si possono leggere su tutte le guide che riportano anche i cartelli più comuni e la traduzione delle scritte che sono solo in lingua locale. I cartelli stradali indicano la destinazione, la distanza in chilometri e il numero della strada, che è l'elemento più importante. È necessaria estrema cautela. Le strade sono strette, quasi sempre su terrapieni o strapiombi, senza protezioni. Non sono ammessi errori né distrazioni. I limiti di velocità sono bassi, ma distanze anche notevoli si percorrono agevolmente perché non c'è traffico. Con il limite di 90 km/ora in un'ora si fanno 90 km effettivi. In pratica si va più veloci che non da noi. E poi è anche bene prendere le cose con calma, una volta tanto.

        Nel pianificare l'itinerario del viaggio è pressoché obbligatorio prevedere il giro circolare di tutta l'isola visto che la stessa non può essere attraversata se non in piena estate e soltanto con convogli di fuoristrada autogestiti o, più propriamente, guidati da locali. Si tratta comunque di avventure motoristiche più che naturalistiche. Il solo giro dell'Islanda con la strada principale (N1) è di 1.100 km a cui vanno aggiunte le deviazioni varie. Si tratta quindi di una sorta di corsa contro il tempo. A meno che non si disponga di un mese intero. Bisogna quindi limitarsi a visitare alcuni luoghi tralasciandone altri, senza fare troppi esperimenti che si risolverebbero molto facilmente in una inutile perdita di tempo. Indicheremo località che a nostro giudizio sono da vedere e altre da tralasciare.

        Pieni di carburante. Il paese è ben servito. In tutti i centri di interesse vi è almeno un distributore. N1 impone l'acquisto di una carta da 3.000 o 5.000 kr che si trova presso il distributore stesso. Con quella si va alla pompa. Le istruzioni sono in islandese. Vi sono delle rappresentazioni grafiche ma poco chiare. Teoricamente se non si sfrutta tutta la carta dovrebbe rimanere un credito. Dopo la sparizione di quasi 1.000 kr residue insieme alla carta ingoiata dalla macchina, abbiamo scelto di evitare accuratamente questo fornitore e di servirci di Olìs dove si può pagare in contanti self service o servito (0.50 kr in più). Si può pagare anche con la carta di credito, in via automatica. Ma abbiamo preferito evitare il rischio di vedercela mangiare dalle macchinette. Bisogna comunque prestare attenzione specialmente se si hanno macchine che consumano molto. Le distanze che si percorrono sono spesso notevoli e quindi conviene sempre tenere il pieno.

        Cibo. Questa è la nota dolente per noi italiani ogni volta che ci allontaniamo verso nord. I supermercati sono nulla in confronto ai nostri. Noi ci siamo serviti da Bonus. I ristoranti da noi frequentati sono stati assolutamente uniformi nei prezzi e scarsi nelle cibarie. Con la formula Bed & Breakfast conviene approfittare dell'abbondanza mattutina, anche perché l'arietta fresca fa venir fame. Nel primo pomeriggio fare uno spuntino con quanto acquistato nel supermercato. Farsi un secondo caldo alla sera. Con eventuale integrazione sempre attingendo alle riserve. E tenere duro fino al rientro in madrepatria.

        Osservazioni ornitologiche e riprese. Gli uccelli non mancano di certo e vi accompagnano quasi ovunque durante il viaggio. Le specie in totale non sono molte ma alcune sono pressoché esclusive ed interessanti. Bisogna tenere presente che molti uccelli sono più confidenti in zone antropizzate essendo ivi abituati alla presenza dell'uomo. Conviene quindi approfittare di tali occasioni appena si presentano risparmiandosi così la fatica di rincorrerli per il resto del viaggio. Nel diario abbiamo indicato le specie più significative dei luoghi visitati senza citare continuamente quelle che sono una costante. Nell'elenco delle specie abbiamo dato indicazione sulla frequenza e sui luoghi dove gli uccelli sono più confidenti e quindi dove conviene fotografarli o riprenderli.


Questo articolo comprende anche 4 clip che raccontano ancor meglio questo viaggio.
Si tratta di filmati QuickTime che compaiono in una pagina diversa del browser, sempre la stessa, cliccando sulle 4 immagini qui sotto.


Islanda: Moretta arlecchino [2'16"]


Islanda: le scogliere [2'04"]


Islanda: anatidi, strolaghe e altri acquatici [2'54"]


Islanda: (non solo) ghiaccio [2'53"]

        Sicurezza. A noi il paese è sembrato estremamente sicuro. Abbiamo lasciato spesso auto e bagagli incustoditi senza danno. Comunque le normali precauzioni non guastano, specialmente nei periodi di maggior afflusso turistico.

        Fuso orario. In Islanda due ore meno rispetto all'ora legale in Italia. Il sole, nel periodo considerato, scompare sotto l'orizzonte solo nelle ore centrali della notte che, quando è più scura, equivale a una giornata nuvolosa da noi. È bene comunque non approfittare esageratamente della visibilità alterando il ritmo sonno-veglia.

        Secondo noi conviene uscire dopo il breakfast delle 8, stare in giro tutto il giorno. Coricarsi alle 21-22. Per chi non avesse bisogno di molte ore di sonno, farsi un giro alle 6 di mattina. Questa ultima soluzione è anche un valido espediente per fotografi che avessero al seguito persone che soffrono un po' la loro folle passione. Basta preparare gli attrezzi la sera prima e uscire presto di soppiatto avendo a disposizione un paio d'ore di bella luce, uccelli che cantano e sono tranquilli e disposti a farsi ritrarre.

        Meteorologia. Abbiamo trovato brutto tempo solamente per i primi due giorni.. Non si è mai trattato comunque di piogge torrenziali. Sulle coste occidentali dell'isola sono comuni le piogge tipiche delle coste dell'Atlantico esposte a ovest con scrosci fini che bagnano poco, seguite da periodi di tregua durante i quali il vento asciuga. Procedendo verso est e sud il tempo è in genere migliore. Non abbiamo mai incontrato freddo intenso. Le temperature sono andate da 7 a 19°C. Il vento, se forte, può essere fastidioso.

        Abbigliamento. Nelle giornate calde e soleggiate si possono fare escursioni in maglietta a maniche corte e pantaloni corti. Se piove e tira vento sulle coste l'abbigliamento ideale è costituito da maglieria intima calda e leggera, a strati, un pile più grosso, una giacca imbottita meglio se impermeabile tipo Gore Tex, pantaloni impermeabili non esageratamente pesanti. Per le calzature, gli stivali in gomma non servono a meno che non si voglia di proposito andare in zone umide. Il terreno generalmente di roccia vulcanica è permeabile e quindi asciutto. Conviene comunque portare un paio di scarpe pesanti o scarponcini leggeri che proteggano le caviglie e impermeabili per la pioggia, con suola antisdrucciolio, più scarpe normali. Nelle fattorie è richiesto di lasciare le scarpe all'ingresso e di muoversi all'interno delle strutture ricettive in ciabatte.


  DIARIO GIORNALIERO

        Martedì 12 giugno 2007. 1° giorno. Partenza da Aeroporto Milano Linate - Reykjavìk (aeroporto di Keflavìk) via Parigi. Milano Linate 09.35 Paris CDG 11.05 spuntino a bordo. Durata 1.30 ore Air France Paris CDG 14.15 Reykjavìk Kefkavìk 15.45 pranzo a bordo. Durata 3.30 ore. Islandair Reykjavìk Meteo: 13°C soleggiato, poche nuvole, vento assente.

        All'aeroporto di Keflavìk cambio di valuta alla banca interna. 1000 € = corone 82.950. Commissione corone 450. Dall'aeroporto di Keflavìk si arriva a Reykjavìk (65 km) con la 41 entrare in città con l'asse viario centrale Mikrablaut. Punto di riferimento ben visibile è una chiesa dal campanile appuntito che si trova indicata sulle mappe della città. Passiamo subito in un supermercato Bonus la cui pubblicità si trova sulle guide. Spendiamo 4200 kr acquistando un po' di cibo che ci sarebbe servito in viaggio. Andiamo quindi all'Hotel Loftleidir della catena Icelandair Hotels (icehotels.is) situato praticamente a ridosso dell'aeroporto di Reykjavìk città. Breakfast dalle 6.00. Cena dalle 18.00.

        Subito dopo usciamo per la cena. Seguendo le indicazioni della guida Islanda The Rough Guide, cerchiamo Prir Frakkar, in Baldursgata e, invece che in grazioso ristorantino in stile francese, ci troviamo in una pizzeria gestita da simpatica gente di colore. Assonnati dopo una ventina di ore di veglia e affamati esordiamo con questo tipico piatto locale... 2 pizze ben farcite, buone ma piccanti e 1 birra 4.585 kr. Torniamo in albergo e dormiamo bene visto che di notte i voli sono sospesi.

        Note: A Reykjavìk per i fotografi naturalisti le cose importanti sono: andare subito al laghetto al centro della città se si vogliono fotografare in primo piano Cigno selvatico, Oca selvatica, Zafferano, Moretta ed altri anatidi eventualmente presenti e molto confidenti. Per tutti: per trovare ristoranti e negozi percorrere l'asse principale e cioè le vie Austurstraeti e Laugavegur nella parte più centrale e qualche diramazione scelta al momento. Qui ci sono praticamente tutti i locali e i negozi più importanti. È il primo ed unico posto dove avete libertà di scelta. Più avanti nel viaggio vi dovrete accontentare di quello che c'è. Cartoline e francobolli si acquistano, oltre che alle Poste, nei negozi di souvenir e si impostano facilmente ovunque. Arrivano subito in Italia.

        Mercoledì 13 giugno 2007. 2° giorno. Da Reykjavìk a Hellissandur. Totale km del giorno 281. Distanza Reykjavìk - Hellissandur diretta: 204 km. Meteo: 9-11°C. Nuvole basse. A tratti pioggia fine, poco vento. Si esce dalla capitale e si prende la 1 direzione nord. Dopo Grundarhverfi, a Saurbaer conviene prendere un tunnel sottomarino che fa risparmiare circa 70 km e 1 ora. Pedaggio all'uscita: 900 kr.

        Dopo Borgarnes i primi Cigni selvatici, specie che si mostrerà pressoché ovunque per tutto il viaggio, anche se in genere poco confidenti. All'inizio della penisola di Snaefellsnes, in un torrente vicino alla strada e ad alcune costruzioni, le prime Morette arlecchino, che si fanno osservare da una ventina di metri. Per noi rappresentano la specie più bella del viaggio. In questa stagione si vedono le coppie o gruppi di maschi e femmine. A stagione inoltrata i maschi vanno verso il mare e rimangono le femmine con i giovani. In questo tratto abbiamo visto da vicino una volpe artica, che in estate è marrone scuro.

        Ad Anarstapi si va fino a un parcheggio vicino ad una strana costruzione tipo monumento in sassi. Nei prati intorno c'è una delle numerose e chiassose colonie di Sterna codalunga. Si va verso il mare stando sulla destra e si arriva ad alcune interessanti scogliere dove nidificano Fulmaro, Gabbiano tridattilo, Uria. In mare edredoni con i piccoli. Non conviene andare oltre le prime scogliere. Possibilità di belle foto. Hellnar e Malarrif, riportate sulle guide sono da tralasciare. Sullo sterrato troviamo dei lavori in corso con ruspe e autocarri che spargono e spianano terra e sassi probabilmente per preparare il fondo per un allargamento della strada e sua asfaltatura. Iniziamo a mettere a dura prova la Yaris.

        Proseguendo verso Hellissandur, in corrispondenza della vista verso mare di due pinnacoli rocciosi c'è uno spiazzo con un parcheggio e l'indicazione Svalþfa - Pufbjarg. Da qui parte un sentiero che in 10 minuti porta alle scogliere. Rinunciamo per il peggiorare del tempo, riproponendoci di tornare il giorno seguente. Essendo passata la pioggia, siamo andati a Öndverđarnes, senza peraltro arrivare ai fari, e ne vale la pena. Dopo 3 km dalla strada principale si trova una bellissima piccola spiaggia dalla sabbia con riflessi dorati. Qui abbiamo osservato un immaturo di Strolaga maggiore e un bellissimo stormo di Edredoni che si tuffavano. Interessanti pozze si trovano tra Hellissandur, Rif, Ólafsvìk. Falaropo beccosottile che si incontrerà spesso. I porti sono interessanti per gli stormi di gabbiani (numerosi Gabbiano d'Islanda, qualche Gabbiano glauco più i soliti).

        Ólafsvìk è un posto rinomato per le escursioni in cerca di cetacei che noi non abbiamo mai fatto per pigrizia. C'è un cartello ben evidente al proposito nella zona del porto per i contatti del caso. Abbiamo quindi preso alloggio all'Hotel Edda Hellissandur.

        Breakfast dalle 8.00 all'Hotel Edda Hellissandur, unico luogo di ristoro della città (sulle guide c'è un altro ristorante che non abbiamo trovato) dove consumiamo anche due cene. Prima cena piatto unico di pesce per due 3.100 kr, 1 birra 650 kr. Seconda cena piatto di carne per due 3.700. Razioni scarse e quindi ricorso alle provviste Bonus.

        Giovedì 14 giugno 2007. 3° giorno. Hellissandur e dintorni. Totale del giorno km 283. Meteo: 10-14°C. Nuvoloso al mattino con piogge fini, vento. Bello nel pomeriggio, vento in calo. Pieno di benzina: 2.806 kr, Litri 22.5.

        Dopo aver guardato nelle pozze lungo la strada e ai porti, andiamo in esplorazione a Stykkishólmur dove ci imbarcheremo il giorno seguente. Alle porte della cittadina, in un prato rasato di fresco una coppia di Beccaccino in parata. Di fronte al porto c'è una collina su cui ci arrampichiamo arrivando a pochi metri da 3 giovani di Corvo imperiale. Volendo tornare al luogo trascurato il giorno precedente (Svalþfa - Pufbjarg) senza rifare lo sterrato e volendo vedere qualche paesaggio diverso, dopo Olafsvik in direzione Stykkisholmur, abbiamo preso la 54 (la 570 era chiusa), valichiamo su sterrato le alture della penisola e torniamo sul percorso del giorno precedente.

        In un laghetto dopo l'incrocio con indicazione Mettnar: Strolaga minore. In direzione Midhus in pochi minuti si arriva in un luogo grazioso con una fattoria con prati dove pascolano Pittima reale Chiurlo piccolo, Tordo sassello, Pispola, Piviere dorato. Andiamo quindi alle scogliere presso i pinnacoli rocciosi (Svalþfa - Pufbjarg) e ne vale veramente la pena. Uria, Uria di Brunnich, Marangone dal ciuffo. Ottimo per fotografie.

        Nota. Riteniamo sia inutile stare due giorni a Hellissandur. Se il tempo è favorevole, e uscendo da Reykjavìk si procede visitando solo i luoghi da noi indicati come importanti senza distrarsi lungo il percorso, quanto descritto precedentemente si può fare in una giornata. Si risparmia così un giorno.

        Venerdì 15 giugno 2007. 4° giorno. Da Hellissandur a Flókalandur con fermata sull'isola di Flatey. Totale del giorno 77 km Meteo: 9-11°C. Pioggia battente, quindi piogge fini intermittenti. Vento a volte forte.

        Partiamo da Hellissandur sotto pioggia battente che però cessa vicino alla città di imbarco, e cioè Stykkishólmur, dove arriviamo dopo 70 km in 1 ora. Alle 9.00 parte il traghetto che ci sbarcherà sulla sponda opposta del Breiđafjrđur. Abbiamo deciso però di approfittare della possibilità di fare una sosta intermedia all'isola di Flatey, molto interessante. Il traghetto non è molto grande, può contenere un numero limitato di automobili e quindi è necessario prenotare prima di partire da casa.

        Stykkishólmur 9.00 Flatey 10.30 / Flatey 16.30 Flokkalandur 17.30. Si hanno cioè 6 ore di permanenza sull'isola. Se si vuole andare senza auto e si vuole tornare a Stykkisholmur c'è un traghetto che passa per Flatey alle 13.30. In questo caso la sosta dura 3 ore. Abbiamo visto imbarcare anche a Flokkalundur al nostro arrivo, alle 17.30. Quindi presumibilmente un traghetto parte da Flatey per Stikkisholmur anche la sera. La cosa da tenere presente è che l'auto non può sbarcare a Flatey. Basta dirlo alla partenza e il personale ve la farà trovare a destinazione, a Flokkalundur, chiusa a chiave.


Uria nera Cepphus grylle


Pulcinella di mare Fratercula arctica

        Troviamo tempo brutto per tutto il viaggio e anche durante la sosta a Flatey. Per lo più piogge sottili ma noiose e vento, anche se non forte. Temperatura non insopportabile ma disagevole. Comunque ci saranno intervalli senz'acqua. Il guaio è che a Flatey non esistono capanni coperti di osservazione né altri ripari validi. Se proprio le cose si mettono per il peggio, l'unica soluzione è di trovare riparo nell'unico hotel. Cosa che hanno fatto praticamente tutti tranne noi. Sull'isola si respira un'aria un po' di altri tempi e si hanno incontri ravvicinati ottimi per foto con: Pettegola, Beccaccino, Tordo sassello, Pispola, Beccaccia di mare, Falaropo beccosottile, Edredone, Uria nera, Pulcinella di mare, Zigolo delle nevi, Corriere grosso.

        Appena arrivati conviene superare la massa degli sbarcati e lanciarsi immediatamente verso il ristorante, superarlo, procedere lungo la sponda nord dell'isola e arrivare dove c'è un segnale di divieto di transito. In questa stagione la zona di nidificazione principale è interdetta. Sedendosi qui, se già non ci sono, arriveranno a posarsi preso di voi i Pulcinella di mare e le Urie nere. Senza disturbarli, con cautela si possono avvicinare fino a pochi metri con ottimi primi piani. Poi arriverà la gente e allora vi sposterete. Noi siamo andati alla chiesa che vale la pena di vedere per la sua semplicità e le pitture. Poi ci siamo spostati verso la sponda sud. Attorno a mezzogiorno c'è la bassa marea. A riva, in mezzo alle alghe di colore rossastro abbiamo notato un uccello che ben si mimetizzava: il rarissimo Falaropo beccolargo!

        Pur essendo rimasti a più di 30 metri immobili, luccello, dopo circa un solo minuto se ne è andato, probabilmente perché voleva farlo. Peccato. Ma l'abbiamo comunque visto in livrea nuziale. Ci siamo poi annoiati dovendo stare immobili per il maltempo. Ma abbiamo potuto vedere benissimo, fotografare e filmare le specie sopra citate. Ci siamo quindi imbarcati. Arrivati a Brjanslaekur abbiamo recuperato l'auto e in pochi minuti verso Est siamo arrivati all'Hotel Flokkalandur che è proprio sulla strada.

        Breakfast dalle 8.00. Proprio davanti all'Hotel sbocca nel Vatsnfjordur un piccolo fiume. Un gruppo di Morette arlecchino staziona in prossimità della foce e risale il torrente nel primo tratto, fino a un bel pinnacolo per nutrirsi. Se si usa cautela, si possono fare ottime osservazioni e foto. Dopo cena, oppure meglio al mattino presto per la luce, conviene percorrere la costa verso est per i primi chilometri. Se il tempo è favorevole vi sono scorci molto belli. Oche selvatiche, Cigni selvatici. Smergo minore.

        Sabato 16 giugno 2007. 5° giorno. Escursione a Latrabjarg. Totale del giorno 230 km. Meteo: 11-13°C. Nubi alte stratificate. Quindi soleggiato.

        Prendiamo in direzione di Brejdavik. Attraversiamo la penisola, spostandoci sul lato nord della stessa. Dall'altro lato del Patreksfjordur vediamo la cittadina omonima. Arriviamo ad una bellissima zona di dune di sabbia su cui è stato ricavato un aeroporto. Questo sito presenta comunque ampie aree intatte e ci fermiamo ad ammirare le dune e la caratteristica vegetazione. Proseguiamo quindi con cautela su uno sterrato a strapiombo sul mare. Si va in salita per un gran tratto. Arrivati in alto ci attraversa in volo un maschio di Pernice bianca. Vediamo anche uno Zigolo delle nevi. Ci godiamo quindi la vista di bellissime ed ampie spiagge. Arriviamo poi al faro di Latrabjarg dove si parcheggia.


Latrabjarg

        Qui avremo incontri ravvicinati con Pulcinella di mare e Gazza marina. Bisogna però avere l'accortezza di arrivare presto, prima della massa. Le osservazioni di tutti gli uccelli marini che nidificano sull'interminabile scogliera che ha qui inizio si fanno al meglio nei primi 100 metri. Noi abbiamo camminato lungo la scogliera per circa 2 km più che altro per sgranchirci le gambe dopo tanta auto fatta e ancor più a venire. Ma il meglio è proprio all'inizio. Non conviene prendere subito il sentiero che sale. È meglio avvicinarsi in orizzontale alla scogliera dove sono appollaiati pochi, ma ottimi da vedere e confidentissimi, esemplari delle due specie dette. Poi arriva la gente e c'è sempre qualcuno che esagera e li fa fuggire.

        Poco più in alto si arriva in vista di una rientranza sulle cui pareti sono appollaiati Gabbiani tridattili, Fulmari, Urie, Urie di Brunnich, Gazze marine. Muovendosi con attenzione lungo i sentieri che le costeggiano si può godere di una visione fantastica. Spostandosi poco più in alto si possono vedere gli uccelli che ritornano in volo lungo la scogliera e i Labbi che li insidiano. Ottimo per foto di uccelli in volo. Quindi ritorno a Flokalundur.

        Prezzi cene: Piatto unico di pesce 2.100 Kr. Birra Gull 600 kr Hamburger 600 kr. Piatto unico di carne. 2.750. Presso L'hotel c'è un distributore della N1. Si fa il pieno solo con tessera prepagata. Abbiamo messo 3.000 kr.

        Domenica 17 giugno 2007. 6° giorno. Da Flokkalandur a Hvammstangi. Diretto 260 km. Totale del giorno 367 km. Meteo: 12-15°C. Sereno, vento assente.

        Prendiamo la 60 fino a Burdardalur. I primi chilometri sono favolosi, come già detto. Per 40 km sterrato compatto senza incontrare una sola auto! Coppie di Oche selvatiche e Cigni selvatici con i piccoli in piumino ma già capaci di sgambettare al seguito dei genitori. Fino al km 50 bei fiordi. Una Volpe artica ci attraversa la strada. Poi paesaggio monotono. A 90 e 95 km belle zone umide con moltissimi Cigni selvatici. Dopo Lauga al km 173 sul fiume Faskrud Piovanelli violetti abbastanza confidenti. Gli unici del viaggio. Dopo Bodardalur prendiamo la 59, e in mezzo alla nebbia attraversiamo un paesaggio strano con la vegetazione erbacea che forma una serie di cuscinetti a perdita d'occhio, andiamo verso il Hrutafjordur. Appena arrivati a livello del mare, troviamo alcuni piccoli specchi d'acqua e vediamo una Volpoca che, appena ci fermiamo vola un centinaio di metri più distante.

        Prendiamo quindi la 61 e poi la 1 in direzione Laugarbakki Hvammstangi. Quivi arrivati decidiamo di andare ad esplorare la penisola di Vatnes. Prendiamo la 711. Ad un certo punto, lato mare, c'è un parcheggio con un cartello che parla di foche. Ma è sbiadito al punto da risultare indecifrabile. Scendiamo e andiamo fino all'acqua senza vedere nulla. Inutile perdervi tempo. Poco prima della punta ci fermiamo a fotografare una Pittima reale. Una Pernice bianca si fa vedere a lato strada per volare subito più in là. Dopo la punta della penisola si ha un bellissimo scorcio su una immensa spiaggia nera. Al di là del primo braccio di acqua vediamo una macchia giallo-sporca. Sono foche! Un branco di un centinaio di esemplari. Per vederle da vicino, senza disturbarle nemmeno volendo, si arriva all'Ostello Osar, si gira, si torna indietro di 300 metri, si imbocca una stradina sterrata verso valle che porta a un parcheggio con una sorta di belvedere di legno. Si trascura questo e ci si incammina verso il basso lungo una recinzione, la si supera, si scende per un sentiero fino all'acqua. Piovanello pancianera. Si percorre un sentierino tra dune basse. Non bisogna assolutamente lasciarlo per non disturbare gli uccelli eventualmente nidificanti in questo momento e per non calpestare la delicata vegetazione. Si arriva quindi comodamente di fronte al branco di foche che si ammirano da un centinaio di metri, tale è la distanza del braccio di acqua che le separa dalla terraferma.

        Facciamo tutto il giro della penisola e torniamo verso Hvammstangi. Qualche chilometro prima troviamo la fattoria Gauksmyri (tel. 451-2927). È una grande fattoria accanto alla quale è stato costruito l'alloggio. Praticamente nuovo. Bagno nuovissimo ma con doccia fissa alta 2 metri e lavabo piccolissimo con ripiano che impedisce di lavarsi la faccia se non sbattendoci contro o bagnando per terra. Comunque sistemazione bella. Colazione alle 8 ottima. Cena a base di carne, contorno, molto buona ma cara. 2.950 a piatto. Birra 650 kr.

        Lunedì 18 giugno 2007. 7° giorno. Da Hvammstangy a Myvatn. Totale del giorno 410 km. Meteo: 10-7-18°C. Bello. Vento assente.

        Prendiamo la 1 verso Blonduos. Qui, sui prati cittadini rasati di fresco Oche selvatiche con pulcini confidenti. Dopo la città si risale una bella ed ampia valle rimanendo a lungo vicino al fiume. Numerose Oche selvatiche. Al km 64 Svasso cornuto, Falaropo beccosottile. Al km 71 coppia di cigno selvatici con piccoli in piumino. Coppia di Svasso cornuto. Al km 82 Zigolo delle nevi. Al km 101 a destra colonia di Cigni selvatici. Dopo il km 150 si scende lungo una bellissima valle. Non vi sono uccelli ma scorci di paesaggio favolosi. Ad un certo punto, sulla sinistra, si può scattare una foto da cartolina con fiume in primo piano, prati verdi e fattoria azzurra, montagne con picchi appuntiti sullo sfondo.

        Arrivati ad Akureyri facciamo la spesa al Bonus (1030 kr). Girando il fondo del fiordo, si arriva ad un belvedere che dà sulla città. Gavina. Al km 238, lago Ljosavatn, coppia di Strolaghe maggiori in abito nuziale. Decidiamo di allungare la strada e di andare a Husavik per la 845.

        Prima di questa caratteristica cittadina da cui partono rinomate escursioni per l'avvistamento dei Cetacei, osserviamo alcuni piccoli laghetti dall'acqua calda e vaporosa. Fischioni, Svasso cornuto. Torniamo indietro, prendiamo la 1 e andiamo verso il Lago Myvatn dove, a Skutustadir, abbiamo il nostro prossimo hotel. Superate alcune alture, appena si arriva al fiume Laxà, osserviamo alcune Morette arlecchino. Si possono vedere meglio dalla sponda sinistra. Ma notiamo che sono molto diffidenti. Sulle guide questo posto è indicato come il migliore per questa specie. Per nostra esperienza è invece il peggiore. Prima dell'hotel vediamo i nostri primi Quattrocchi d'Islanda sul lago.

        Arriviamo quindi all'Hotel Gìgur che dà proprio sul lago. Bella sistemazione. L'acqua calda è sulfurea e puzza di uovo marcio. Ma se non si è esageratamente schizzinosi la si sopporta. Prima di cena facciamo un giro nei dintorni su percorso obbligato che si snoda tra piccoli pseudocrateri originati dall'emissione di gas in ambiente umido.

        Pensavamo di essere in anticipo con la stagione e invece facciamo subito conoscenza con le torme dei famigerati moscerini da cui il lago prende il nome. È una cosa impossibile da descrivere. Nonostante il vento, sciamano a milioni. Di buono c'è che non pungono. Ma, come i nostri, si danno dannatamente da fare per entrarci negli occhi. All'albergo vendono per 550 kr le apposite retine di protezione. Ne possiamo fare comunque a meno. Anche perché a volte gli insetti sembrano sparire nel nulla.

        Cena prima sera: due porzioni di Codfish più una birra totale 4.544 kr. Piatto con ottima presentazione, buono ma porzioni da fame, cioè da sacchetto della Bonus opportunamente tirato fuori dal baule della macchina...

        Martedì 19 giugno 2007. 8° giorno. Dintorni di Myvatn. Krafla. Dettifoss. Asbyrgi. Totale del giorno 274 km. Meteo: 8-18°C. Bello. Vento assente.


Quattrocchi d'Islanda Bucephala islandica

        Al mattino presto al Lago Myvatn. Canapiglia, Alzavola, Moretta codona, Svasso collorosso, Quattrocchi d'Islanda, Falaropo beccosottile. Tutte queste specie si possono vedere dalla terrazza dell'hotel. Molto facile fotografare poco dopo l'albergo, direzione ovest, piccolo sterrato adiacente il lago.

        Alle rapide del Laxà: Quattrocchi d'Islanda, Moretta arlecchino, Smergo minore, il meno diffidente di tutti. Pieno con 3.000 kr, 25,47 litri di fronte all'albergo.

        Quindi costeggiamo la sponda est del lago fino a Reykjahlid dove vediamo, oltre al resto, due Organetti artici, gli unici del viaggio. Prendiamo poi la 1 verso est e siamo subito affascinati dal vapore, già osservato dall'hotel in lontananza, di un impianto di sfruttamento dell'energia geotermica. Non è il caso di fermarsi, come abbiamo fatto noi, perché c'è di molto meglio dopo.

        Infatti dopo una salita, si scende e si vede una zona interessantissima dai colori fantastici con pozze di fango ribollente e cumuli di terra sbuffanti. Qui vale la pena davvero di fermarsi. Quindi andiamo verso Krafla per la 863. Passiamo in mezzo a una grossa stazione geotermica, saliamo, pieghiamo verso destra ed arriviamo ad un piazzale da cui si vede la struttura. Torniamo indietro e scendiamo sulla destra verso un parcheggio con due baracche. Di fronte abbiamo una montagnetta. Vale la pena di perdere circa un'ora a girarle attorno. Meglio in senso orario. Prima si incontrano campi di lava recenti su cui la vegetazione pioniera si sta insediando, quindi si sale su due cimette da cui si gode di una spettacolare vista a 360° su eruzioni recenti di lava nerissima. Infine si scende verso due pozze di acqua turchese con sbuffi vari.

        Andiamo ancora sulla 1 verso Dettifoss dove ci attende la famosa cascata. Troviamo prima la F862 percorribile solo da fuoristrada. Ma è meglio, per questioni di luce, prendere la 864. Si tratta di uno sterrato rognoso, con il fondo a lamiera ondulata e polverosissimo. Il paesaggio circostante è lunare. Per non disfare la macchina e la schiena bisogna lanciarsi e trovare, tra i 60 e gli 80 km/ora la velocità alla quale si sentono meno le vibrazioni che sono comunque assai noiose. Ma il peggio è dato dalla polvere. Nonostante avessimo chiuso tutto ermeticamente e fermato l'ingresso di aria dall'esterno, alla fine ci siamo trovati il cruscotto e il resto coperti da un velo impalpabile che era penetrato dappertutto. Conviene sempre sugli sterrati chiudere gli strumenti ottici in sacchetti o almeno coprirli. La cascata di Dettifos è splendida. Conviene anche risalire il fiume per 1.4 km su un sentiero tormentato ma facile per arrivare all'altra cascata più a monte di Seljafoss. Diversa ma anch'essa molto bella. Totale 1 ora andata ritorno. In questa valle abbiamo visto i primi Stercorari maggiori. Non vediamo il Girifalco, specie che non abbiamo mai visto. È dato anche per la zona di Krafla. Probabilmente in questo periodo della nidificazione è molto elusivo. Più avanti nella stagione vengono riportati giovani e adulti assieme.

        Tornando sulla 864, invece di rifare la strada dell'andata, considerato anche il numero di auto che si erano recate alle cascate, e volendo impolverarci un po' meno, abbiamo deciso di andare verso Asbyrgi. La strada è sempre sterrata, abbastanza lunga, ma ci è sembrata migliore. Dopo Asbyrgi vi sono interessanti pareti rocciose. Abbiamo preso quindi la 85 per tornare a Husavik e poi al Myvatn. A Skulagurdur abbiamo avuto la bella sorpresa di vedere e seguire per un bel pezzo un Gufo di palude in caccia.

        Abbiamo poi pensato di fare un poker di cascate andando verso Akureyri per la 1 fino alla cascata di Godafoss che ci eravamo dimenticati di visitare il giorno precedente. Ci è costata una breve deviazione durante la quale abbiamo visto un maschio di Smeriglio volarci davanti. Per inciso durante queste passeggiate, con il cielo limpido, ci siamo scottati! Quindi chi ha la pelle delicata è meglio si porti una crema. Tornando, sulle alture ancora in vista della cascata, un altro Gufo di palude e uno Smeriglio che attaccava un Labbo.

        Tornati all'Hotel al lago Myvatn abbiamo deciso di cenare all'albergo di fronte al Gigur e cioè il Sel - Hotel - Myvatn gestito da due tipi originali. Buffet menu abbastanza ricco, anche se è bene scegliere roba non troppo pesante. In due 7.000 kr più 1 birra 600 kr. Ma almeno abbiamo mangiato a volontà dopo tanti patimenti.

        Mercoledì 20 giugno 2007. 9° giorno. Dal Lago Myvatn a Breiđdalsvìk. Totale del giorno:387 km. Meteo: 13-19°C. Bello, caldo.

        Dal lago abbiamo rifatto la strada del giorno precedente fino alla deviazione per Dettyfoss. Abbiamo proseguito quindi sulla 1 in direzione sud-est. Dapprima paesaggio lunare, poi si sale e si arriva ad una sorta di altipiano dove riprende la vegetazione. Da qui fino alla valle dello Jokulldalur si possono incontrare le Oche zamperosee che non vedremo più oltre. Le stesse sono visibili, anche se non in numeri grandi, a lato strada, con la prole. In qualche caso discretamente confidenti. Abbiamo anche fatto una deviazione sulla 901 che porta alla 907 ma lo sconsigliamo. Non porta da nessuna parte. Dalla letteratura sembra che si posano vedere molte Oche zamperosee addentrandosi all'interno. Ma non abbiamo potuto farlo per questione di tempo. Quindi la strada è estremamente monotona e vale la pena di farla in fretta sino al mare dove si percorrono dei bei fiordi peraltro senza particolari da segnalare.

        Arrivati a Breidalsvik proseguiamo fino all'Hotel Stadarborg (+354 475 6760 - stradaborg.is) che è fuori dalla piccola cittadina, in direzione di Egilsstadir. È un hotel non di nuova costruzione tuttavia lindo, con un bagno funzionale e finalmente un bel lavabo grande, una doccia con scroscio abbondante; gestore cortese, personale sudamericano che fa sentire la sua influenza sulla cucina e sul breakfast. Siamo gli unici ospiti per quella notte. Per un piatto unico, con due tocchi di pesce impanato, il più abbondante del viaggio a cena spendiamo 2.900 kr a testa più 550 per una birretta.

        La colazione del mattino seguente sarà la migliore del viaggio. Fatevi una fetta di pane con qualche sottile fetta di una specie di tomina di zola con sopra la marmellata di mirtilli.

        Attorno a Breidalsvik vi sono alcune pozze dove vediamo Piovanello pancianera da vicino, Falaropo beccosottile, Piviere dorato, Pittima reale, Pettegola, Chiurlo piccolo, Tordo sassello. C'è anche una piccola colonia sparsa e ben difesa di Gabbiano comune. Risalendo la valle Breidalur per qualche chilometro numerose oche.

        Nota. Siamo arrivati a Breidalsvik alle 13.30 in largo anticipo rispetto al previsto. Volendo è possibile saltare questa tappa.

        Giovedì 21 giugno 2007. 10° giorno. Da Breidalsvik a Hofn, Gerdi. Totale del giorno 380 km. Meteo: 13-15°C. parzialmente nuvoloso. Poco vento.

        Dopo 70 km da Breidalsvik, a Djupivogur c'è il traghetto per l'isola di Papey dove nidificano i Pulcinella di mare. La partenza è alle 13.00. Prezzo 4.000 kr. Durata del viaggio 4 ore di cui 2 sull'isola. Sarebbe interessante ma siamo troppo in anticipo e proseguiamo. Arrivati a Alftafjordur vediamo una coppia di Volpoche con 11 piccoli. Dai libri sembra che la nidificazione di questa specie sia un fatto molto raro. Lungo la strada belle pozze. A Hvalnes, durante una piccola sosta vediamo due Sule. Dopo 175 dalla partenza, inclusa qualche piccola deviazione, arriviamo a Hofn dove troviamo una colonia si Sterne codalunga e vediamo in mare una Strolaga minore. Ci rechiamo all'ufficio informazioni per sapere dov'è l'hotel per la sera e ci viene data una utile cartina della zona.

        Poiché il tragitto è stato corto e siamo in anticipo, decidiamo di iniziare ad esplorare il settore dei grandi ghiacciai. Proseguiamo quindi oltre, verso ovest. Si incontra la vallata dell'Hoffellsjokull, la prima bellissima lingua glaciale. Si prende la 984, ci si inoltra su uno sterrato, si trova un cancello che va aperto e chiuso ad ogni passaggio, si guada un piccolo torrente. Il fondo tiene bene. Bisogna valutare quanta acqua c'è. Con circa 15 cm siamo passati bene. Anche perché mentre ci pensavamo su è passata un'altra berlina.

        Si arriva quindi in cima a una morena frontale che chiude un fantastico lago nel quale si tuffa il fronte glaciale. Eravamo soli e la sensazione è stata fantastica. Tornati sulla 1 più avanti si trova l'indicazione Svinafell. Non entrare. Privato e chiuso. Più avanti abbiamo preso la 986 indicazione Raudabell. Si arriva ad uno scorcio di fattoria con dietro il ghiacciaio. Giocando di tele si può imbastire una foto fintamente drammatica poiché verosimilmente saranno i prati della fattoria ad inseguire il ghiacciaio piuttosto che il contrario. Non si prosegue. Labbi vicini. Più avanti Hlmur.

        Abbiamo poi preso la F 985 senza accorgerci della "F"... È uno sterrato lunghissimo (16 km) stretto, con tratti in forte pendenza fatti in prima, con curve e dossi ciechi. Abbiamo incontrato qualche fuoristrada che tornava. Ci guardavano strabuzzando gli occhi. La stradaccia porta a Joklasel, albergo in quota, base per escursioni a piedi e motorizzate sui ghiacciai. Ci siamo accorti al ritorno, dopo altri sguardi stralunati e una richiesta se avevamo bisogno di aiuto che la strada era F cioè solo per fuoristrada! Da evitare anche con tale veicolo. Tanto tempo perso, pericoloso. Inutile. A Hofn pieno 2567 kr. 20,60 litri.

        Siamo quindi andati a Gerdi una decina di chilometri prima dello Jokulsarlon, Gasthaus Sudursveit. Camera decente, pulita come al solito. Cena e colazione modeste. Cena solito piattino 5.000 in due.

        Venerdì 22 giugno 2007. 11° giorno. Da Gerdi a Vik. Totale del giorno: 273 km. Meteo: 13-18°C. Parzialmente nuvoloso. Vento forte.


Strolaga minore Gavia stellata

        Dopo pochi chilometri verso est in un piccolo laghetto a destra vediamo una magnifica coppia di Strolaghe minori. Più avanti un altro individuo. Arriviamo quindi al Lago Jokulsarlon dove si protende il ghiacciaio Breidamerkurjokull. È il luogo turistico per eccellenza. Quello del turismo fracassone. Infatti vi sono dei mezzi anfibi in grado di trasportare una trentina di persone a cui viene fornito un giubbetto salvagente in mezzo agli iceberg che galleggiano nel lago. Altri natanti più piccoli scorazzano rumorosamente in questa meraviglia della natura che comunque resta tale.

        Uno Zigolo delle nevi gorgheggia sulla punta di un iceberg alto e aguzzo. Gli Edredoni vengono fotografati in mezzo ai ghiacci. Un Piviere dorato passeggia tra la gente. Una colonia di Sterne si aggiunge al chiasso. Una foca se la cava bene nel trambusto. Lo spettacolo è comunque grandioso.

        Quindi, più avanti, imbocchiamo uno sterrato che in poco ci porta al Lago Breidarlon del ghiacciaio Fjallsjokull. Il più bel posto che abbiamo visto! Gente zero o poca, un ghiacciaio che si frammenta alla fine con strutture che ricalcano quelle del basalto colonnare. Una sorta di matitoni bianchi aguzzi affastellati strettamente gli uni agli altri. Veramente uno spettacolo da non mancare! Sazi di quanto visto e forse per non confondere i ricordi non abbiamo tentato altri avvicinamenti ai ghiacciai incontrati in seguito.

        La ben nota Skaftafell non ci ha riservato un granché, se non il fare un salto frettoloso a vedere la calotta glaciale del Oraefajokull. Qui c'è un campeggio e un locale tipo bar ristorante. Forse per chi ha tempo ci sono escursioni a piedi molto interessanti. Ma noi dobbiamo correre, correre intorno all'Islanda. Prima di Oraefi c'è un'indicazione di una strada per Ingolshofdi dove nidificano i Pulcinella di mare. Ma è solo per fuoristrada. Sulle guide si parla anche di escursioni guidate. Andiamo oltre. Più avanti, se non per i numerosi stercorari, il paesaggio è monotono e non vale la pena di soffermarsi. Meglio tirare dritto fino a Nupsstadur che si incontra dopo aver aggirato il maestoso massiccio del Lomagnupur.

        C'è una piccola zona agricola, alcune casupole con i tetti di terra e una piccola chiesetta sbilenca. Sul retro della chiesetta vi sono poche piccole tombe. Il luogo è molto raccolto e meditabondo. Qui le migliori riprese di Tordo sassello. Zafferani al pascolo sui prati in sfalcio. Da vedere. Segue quindi un interminabile paesaggio monotono di campi lavici da fare di corsa. Poi una ridente vallata coltivata. Niente altro fino a Vik.

        Dopo Vik prendere la 215 in direzione est verso mare. Si arriva al cospetto di alcuni pinnacoli e di una rocca con basalto colonnare che si presta a belle foto e una piccola colonia di Pulcinella di mare una decina di metri in alto. C'è anche una specie di grossa caverna in cui ripararsi se c'è un vento molto forte come è capitato a noi. Si è su una spiaggia di sassolini neri e levigatissimi.

        Ma il pezzo forte della zona è la rocca di Dyrholaey a cui si arriva prendendo la 218. Dall'1.6 al 25.6 l'accesso è assolutamente sbarrato causa nidificazione. L'abbiamo mancato per 3 giorni! Anche qui Pulcinella di mare e altri uccelli marini. Ci siamo consolati con alcune Pittime e relativi pulli proprio all'ingresso.

        A Vik abbiamo dormito all'Hotel Höfđabrekka, Myrdalur 871 (tel. 487-1208) che si trova fuori città, un paio di chilometri a est. Struttura ricettiva molto grande, moderna, bella, con laghetti attorno. Tordo sassello, Ballerina bianca tra i piedi. Alzavola. Cena buffet abbondante 1 birra totale 6.950 kr. Breakfast alle 8.

        Sabato 23 giugno 2007. 12° giorno. Da Vik a Gullfoss, Geyser, Lago Þingvallatn, Reykjavìk Totale del giorno 312 km. Meteo 15-18°C bello.

        Uscendo da Vik si ammira la bellissima calotta del Myrdaljokull. Abbiamo preso la 249 e siamo andati a vedere la cascata di Seljalandfoss. Eravamo in controluce. Quindi poco favorevole per le foto. Ma è comunque bella. Ci si può passare dietro. Ma è meglio lasciare che siano gli altri a bagnarsi. Si sale lungo i costoni laterali e si può riprendere lo scroscio dell'acqua con le persone dentro avendo le dimensioni reali del fenomeno. La deviazione prende pochissimo tempo. Quindi via sparati sino a Gullfoss. Anche questa cascata è impressionante. Non l'abbiamo goduta appieno perché c'era un vento che ci buttava a terra. Poi a Geysir. Partiti alle 8.30 vi arriviamo a mezzogiorno. Il geyser è veramente da vedere. Butta ogni 10-15 minuti. Vale la pena di osservarlo da vicino e poi da lontano. Idem per foto o meglio film. Il tutto prende un'ora.

        Quindi al Lago Þingvallatn a vedere la famosa faglia di cui parlano tutte le guide. Appena arrivati vediamo una coppia di Smeriglio. Dentro la spaccatura hanno fatto una stradina che rovina un po' l'incanto. Ma vale comunque la pena. Idem per la prima parte del lago. Arrivati all'Hotel Valholl si prosegue sulla sponda occidentale per un centinaio di metri su una stradina che poi finisce. In un piccolo laghetto due bellissime Strolaghe minori. Quindi a Reykjavìk dove alloggiamo di nuovo all'Hotel dell'aeroporto cittadino che ci ha ospitato la prima notte. Carburante 3.100.

        Domenica 24 giugno 2007 13° giorno. Da Reykjavìk all'aeroporto internazionale di Keflavìk. Ritorno in Italia Totale del giorno: 71 km. Meteo: 12°C. bello Vento assente.

        Avendo un po' di tempo decidiamo di vedere la penisola sulla punta della quale c'è l'aeroporto. Prendiamo la 42. Andiamo al lago Kleifarvatn. Ma è deserto. Anche il paesaggio, forse dopo ciò che abbiamo visto prima non ci dice niente. Andiamo quindi a Grindavik su uno sterrato noioso. Quindi giriamo attorno alla laguna blu che non si vede. Si vede la centrale che la alimenta. Si intravedono le strutture termali ma non la laguna propriamente detta. Forse vale la pena di farci un bagno. Ma all'andata non avevamo tempo da perdere, adesso dobbiamo partire.

        Poi prendiamo al 44 verso Hafnir. Sulla 425 per Hafnaberg dove c'è una zona umida costiera interessante ma al momento popolata solo da gabbiani. Facciamo l'ultimo pieno prima di riconsegnare l'auto (2246 kr; 17,39 litri) alla Olìs di Keflavìk. Sulla parte a mare della cittadina zone umide interessanti in cui frettolosamente notiamo vari gabbiani, Edredoni, Piviere dorato, Pettegola, in città Storni.

        Alla fine il contachilometri parziale misura 3406 chilometri. All'aeroporto di Keflavìk stessa banca interna della partenza cambiate 13.850 kr = 160 €.

        Nota. A meno che non si voglia andare alla laguna blu ci sembra inutile fare tutto questo giro.

        Ritorno in Italia: Reykyavik Keflavìk 13.15 Copenhagen 18.15 Durata 3.00 ore. Spuntino a bordo. Copenaghen 20.40 Linate 22.40. Cibo e bevande in vendita a bordo. Bagagli dopo 10 minuti.

        Nota finale. Probabilmente, risparmiando i due giorni come prima indicato, sarebbe interessante passare un giorno sulla penisola attorno a Isafjorđur e un altro a Vestmannaeyjar dove c'è una enorme colonia di Pulcinella di mare.


  CHECK-LIST

        Abbiamo visto un totale di 60 specie.

  • Gavia immer. Strolaga maggiore. Great Northern Diver. Vista 2 volte. Il 2° giorno a Ondverdarnes. Al lago Ljosavatn il 7° giorno.
  • Gavia stellata. Strolaga minore. Red-throated Diver. Il 3° giorno a Mettnar. Il 10° giorno a Hofn. L'11° giorno da Gerdi al lago Jokulsarlon. Il 12° giorno al Lago Þingvallatn.
  • Podiceps auritus. Svasso cornuto. Slavonian Grebe. 7° giorno dopo Blonduos e nei laghetti prima di Husavik. Al lago Myvatn.
  • Fulmarus glacialis. Fulmaro. Northern Fulmar. Comune.
  • Morus bassanus. Sula. Northern Gannet. 2 individui in volo sul mare il 10° giorno a Havalnes.
  • Phalacrocorax carbo. Cormorano. Great Cormorant. Visto nei fiordi della costa ovest.
  • Phalacrocorax aristotelis. Marangone dal ciuffo. Shag. Visto nei fiordi della costa ovest
  • Cygnus cygnus. Cigno selvatico. Whooper Swan. Comune, numeroso, si osserva ovunque. Raramente confidente.
  • Anser brachyrhynchus. Oca zamperosee. Pink-footed Goose. Non comune, osservata solo il 9° giorno nel tragitto tra il Lago Myvatn a Breiđdalsvìk. Una coppia con piccoli era confidente.
  • Anser anser. Oca selvatica. Greylag Goose. Molto comune. Osservabile ovunque. A volte confidente.
  • Tadorna tadorna. Volpoca. Common Shelduck. Rara. Osservata due volte. Il 7° giorno presso il Hrutafjordur e il 10° giorno a Alftafjordur coppia con 11 piccoli.
  • Anas penelope. Fischione. Wigeon. Visto il 7° giorno nei laghetti caldi prima di Husavik.
  • Anas strepera. Canapiglia. Gadwall. Vista l'8° giorno al lago Myvatn.
  • Anas crecca. Alzavola. Common Teal. Vista al lago Myvatn 8° giorno. Anche una l'11° giorno su uno specchio d'acqua vicino all'Hotel Höfđabrekka, Myrdalur.
  • Anas platyrhynchos. Germano reale. Mallard. Comune.
  • Aythya fuligula. Moretta. Tufted Duck. Comune.
  • Aythya marila. Moretta grigia. Greater Scaup. Comune sul lago Myvatn.
  • Somateria mollissima. Edredone. Common Eider. Comune. L'anatra più numerosa.
  • Clangula hyemalis. Moretta codona. Long- tailed Duck. Vista al lago Myvatn.
  • Histrionicus histrionicus. Moretta arlecchino. Arlequin Duck. Vista diverse volte. Sempre discretamente confidente. Vedi diario giornaliero.
  • Bucephala islandica. Quattrocchi d'Islanda. Barrow's Goldeneye. Visto al lago Myvatn e sul fiume Laxà.
  • Mergus serrator. Smergo minore. Red-breasted Merganser. Visto più volte anche se scarso numericamente.
  • Falco columbarius. Smeriglio. Merlin. Visto due volte nei dintorni della cascata di Godafoss (8° giorno) e il 12° giorno al Lago Þingvallatn.
  • Lagopus lagopus. Pernice bianca. Ptarmigan. Vista due volte. Il 5° giorno andando a Latrabjarg; il 6° giorno andando a Hvammstangi.
  • Haematopus ostralegus. Beccaccia di mare. Oystercatcher. Comune, confidente.
  • Charadrius hyaticula.Corriere grosso. Ringed Plover. Ubiquitario in piccoli numeri, confidente.
  • Pluvialis apricaria. Piviere dorato. Golden Plover. Comune, spesso osservabile da corta distanza.
  • Calidris maritima. Piovanello violetto. Purple Sandpiper. Visto una sola volta, una decina di individui, il 6° giorno dopo Lauga al km 173 sul fiume Faskrud.
  • Calidris alpina. Piovanello pancianera. Dunlin. 6° giorno, penisola di Vatnes; 9° giorno attorno a Breidalsvik, confidenti.
  • Gallinago gallinago. Beccaccino. Common Snipe. Comune, a volte confidente.
  • Limosa limosa. Pittima reale. Black-tailed Godwit. Comune, a volte confidente.
  • Numenius phaeopus. Chiurlo piccolo. Whimbrel. Comune, a volte confidente.
  • Tringa totanus. Pettegola. Common Redshank. Comune, a volte confidente.
  • Phalaropus lobatus. Falaropo beccosottile. Red-necked Phalarope. Visto più volte, confidente.
  • Phalaropus fulicarius. Falaropo beccolargo. Grey Phalarope. Visto una sola volta sull'isola di Flatey il 4° giorno.
  • Stercorarius parasiticus. Labbo. Arctic Skua. Comune, a volte confidente.
  • Catharacta skua. Stercorario maggiore. Great Skua. Visto più volte sulla costa sud.
  • Larus ridibundus. Gabbiano comune. Black-headed Gull. Comune anche se in numeri scarsi.
  • Larus canus. Gavina. Common Gull. Visto più volte nei porti.
  • Larus fuscus. Zafferano. Black-backed Gull. Comune.
  • Larus argentatus. Gabbiano reale nordico. Herring Gull. Comune.
  • Larus glaucoides. Gabbiano d'Islanda. Iceland gull. Poco comune. Da ricercare tra gli stormi di gabbiani nei porti.
  • Larus hyperboreus. Gabbiano glauco. Glaucous Gull. Comune nei porti.
  • Larus marinus. Mugnaiaccio. Great Black.backed Gull. Comune.
  • Rissa tridactyla. Gabbiano tridattilo. Kittiwake. Comune nelle colonie sulle scogliere.
  • Sterna paradisaea. Sterna codalunga. Arctic Tern. Comune, presente in numerose colonie.
  • Uria aalge. Uria. Guillemot. Comune sulle scogliere occidentali.
  • Uria lomvia. Uria di Brunnich. Brunnich's guillemot. Vista sulle scogliere occidentali.
  • Alca torda. Gazza marina. Razorbill. Molto ben visibile a Latrabjarg 5° giorno.
  • Cepphus grylle. Uria nera. Black guillemot. Vista molto da vicino a Flatey. Non comune altrove.
  • Fratercula arctica. Pulcinella di mare. Puffin. 4° giorno a Flatey; 5° giorno Latrabjarg; 11° giorno dintorni di Vik.
  • Asio flammeus. Gufo di palude. Short-eared Owl. Visto due volte in volo: 8° giorno a Skulagurdur e nei dintorni della cascata Godafoss.
  • Anthus pratensis. Pispola. Meadow Pipit. Comune, a volte confidente.
  • Motacilla alba. Ballerina bianca. White Wagtail. Comune, a volte confidente.
  • Oenanthe oenanthe. Culbianco. Northern Wheatrear. Comune in numeri scarsi.
  • Turdus iliacus. Tordo sassello. Redwing. Comune, a volte confidente.
  • Corvus corax. Corvo imperiale. Raven. Comune.
  • Sturnus vulgaris. Storno. Starling. Osservato più volte, singoli individui. Praticamente sempre in città.
  • Carduelis hornemanni. Organetto artico. Arctic Redpoll. Osservato una sola volta, due individui, 8° giorno Reykjahlid sul lago Myvatn.
  • Plectrophenax nivalis. Zigolo delle nevi. Snow Bunting. Osservato diverse volte, confidente.


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    2007, Quaderni di birdwatching

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