Quaderni di birdwatching anno IX - volume 18 - ottobre 2007

Girando per il mondo

Titolo


        CONIUGARE BIRDWATCHING e semplice vacanza non è mai stato impresa facile. Ma negli ultimi anni, grazie ai miglioramenti delle infrastrutture e alla maggiore sensibilità nei confronti dell'ecoturismo, è possibile fondere i due interessi senza (o quasi) compromessi.

        La Malesia è uno dei luoghi dove questo è possibile. Occupata per il 70% del territorio da una giungla vecchia di più di 130 milioni di anni, ospita una straordinaria varietà di piante e animali, con un totale di 742 specie di uccelli.

        Grazie anche ad una storia e a una cultura affascinanti non è stato particolarmente difficile sceglierla come meta delle mie vacanze estive.

        Ho optato per la Malesia peninsulare, la cosiddetta West Malaysia, organizzando una permanenza di 15 giorni da dividere tra birdwatching (7 giorni) e riposo (altrettanti). Per questi ultimi e per il soggiorno a Kuala Lumpur mi sono appoggiato al Tour Operator Amo l'Oriente.

        Per quanto riguarda il birdwatching, invece, grazie ai consigli di Mauro Bailo ho preso contatti con Kingfisher Tour, un birding tour operator con sede a Kuala Lumpur gestito con estrema professionalità da Dennis Yong e Mano Tharmalingam, probabilmente le due più esperte guide naturalistiche malesi. Mano era disponibile ad accompagnare me e la mia compagna per 5 giorni poiché Dennis era già impegnato altrove.

        Dopo aver escluso a malincuore il parco del Taman Negara per motivi di tempo, ho proposto a Mano un escursione di 3 giorni a Fraser's Hill e di un solo giorno al parco nazionale di Kuala Selangor. Il resto del viaggio l'avrei diviso tra la città di Kuala Lumpur e l'isola di Tioman, considerata una meta interessante anche per il birdwatching.

        Dopo un intenso scambio di e-mail per definire gli ultimi dettagli giunge finalmente il giorno della partenza.

  1°-2°-3° giorno: Kuala Lumpur-Fraser's Hill

        Partenza da Roma con volo Malaysia Airlines e dopo 12 ore di viaggio atterriamo finalmente al modernissimo aeroporto di Kuala Lumpur (KLIA), considerato uno dei migliori del mondo.

        Ad attenderci Mano Tharmalingam, un malese di mezza età di origini indiane, riconoscibile immediatamente non solo per il cartello che recava scritto il mio cognome, ma anche per il suo Swarovski 10x40, appeso al collo. Tra tutti gli astanti era l'unico. Afferrati i nostri bagagli e caricatili sull'auto la guida partiva deciso alla volta della nostra prima vera destinazione: Fraser's Hill, a tre ore di macchina dall'aeroporto. I giorni a disposizione non erano tanti, e Mano appariva piuttosto eccitato e deciso a farci vedere più specie possibili. Al contrario noi stavamo subendo l'effetto jet-lag in modo evidente e l'unica cosa che mi teneva sveglio era l'eccitazione per ciò che avrei eventualmente osservato nei giorni a venire. Ma non ho dovuto aspettare molto per rendermi conto che ero arrivato in Malesia.

        Dopo appena un paio di km sulla E6 in direzione Kuala Lumpur, Mano frena bruscamente e accosta: su un albero della foresta che costeggia l'autostrada un' Aquila serpentaria asiatica (Crested Serpent-Eagle) faceva bella mostra di sé, e non molto lontano 2 Falchetti coscenere (Black-thighed Falconet) erano intenti a pulirsi le piume.

        Sul prato alcune Tortore zebrate (Zebra Dove) e alcune Cornacchie delle case (House Crow), specie piuttosto comuni, e lungo il percorso un Airone rosso passava in volo sopra le nostre teste.


La piazzetta di Fraser's Hill

        La strada si snodava lungo un percorso suggestivo e nell'ultimo tratto piuttosto tortuoso; infatti Fraser's Hill si trova a 1300 m di altezza.

        La località prende il nome da uno dei personaggi più pittoreschi della storia coloniale, James Louis Fraser, un avventuriero e cacciatore inglese che ai primi del '900 calcava i sentieri della zona, si dice commerciando stagno, ma che misteriosamente scomparve nel nulla.

        Nel 1910 il reverendo Ferguson-Davie, alla ricerca di Fraser, che non trovò, scoprì invece le potenzialità della zona come posto di villeggiatura e persuase le autorità malesi a sviluppare il luogo in questo senso.

        Oggi Fraser's Hill è un grazioso paesino di montagna in stile coloniale interrotto qua e là da villette moderne che si fondono tuttavia armoniosamente con il paesaggio, anche se alcuni imminenti progetti edilizi minacciano di deturparlo per sempre. Si raggiunge lungo una strada a senso alternato che s'inerpica per 8 lunghi chilometri.

        Bukit Fraser, come lo chiamano i locali, è soprattutto famoso fra i birdwatcher di tutto il mondo per la sua spettacolare avifauna e certamente è uno dei migliori luoghi per l'osservazione degli uccelli in tutta l'Asia. Sono state registrate più di 250 specie, alcune delle quali, cosiddette 'Endemici delle isole della Sonda' sono di particolare interesse poiché minacciate di estinzione.

        Nel viaggio verso Fraser's Hill si passa obbligatoriamente presso il famoso The Gap, una resthouse in stile inglese, che gode di una splendida vista sulla foresta circostante con possibilità di avvistamenti interessanti.

        Lungo la ripida strada in salita abbiamo avvistato il nostro primo e unico Rondone arboricolo dai mustacchi (Whiskered Treeswift) e alcune Salangane lucenti (Glossy Swiftlet). Arrivati in paese, mentre Maria Teresa cedeva alla stanchezza e si rifugiava nella camera dell'Hotel Shanhzan Inn in cui alloggiavamo, io e la guida ci siamo diretti lungo una delle strade che si dipartono dalla piazzetta centrale del villaggio.


Rondine del Pacifico

        Nonostante la fatica sono riuscito ad osservare Rondine del Pacifico (Pacific Swallow), Barbuto ciuffoflammeo (Fire-tufted Barbet), Averla cuculo di Giava (Javan Cuckoo-shrike), Bulbul ventregiallo (Yellow-vented Bulbul), Bulbul di Charlotte o ventrecannella (Buff-vented Bulbul), Bulbul di McClelland (Mountain Bulbul), Pigliamosche sopracciglirossicci (Rufous-browed Flycatcher), l'onnipresente Gazza Dayal (Oriental Magpie-Robin), una specie residente simile alla nostra gazza, Garrulo sghignazzante capocastano (Chestnut-capped Laughingthrush), anch'esso piuttosto comune e appariscente, Sibia codalunga (Long-tailed Sibia), inconfondibile specie strettamente montana, Cincia sultana (Sultan Tit) con la caratteristica cresta gialla e non molto comune, il caratteristico Cacciaragni striato (Streaked Spiderhunter) dal lungo becco ricurvo, Occhialino di Everett (Everett's White-eye), Oriolo nerocremisi (Black-and-crimson Oriole), la cui nidificazione in Malesia fu accertata solo nel 2001 proprio a Fraser's Hill.

        Il primo giorno si chiude quindi in bellezza e con la prima cena a base di piatti sconosciuti, dove la stanchezza e l'appetito facevano a gara per predominare. Sono riuscito a soddisfare entrambi quella sera... a tempi debiti.

        La mattina seguente il cielo era cupo, con nuvoloni che minacciosi avvolgevano le colline; l'aria era umida, ma la presenza di alcune vivaci Nettarinia golanera (Black-throated Sunbird) e di Cacciaragni striati proprio davanti all'hotel sembrava essere di preludio ad una giornata promettente. Parcheggiata l'auto ai margini della strada, ci siamo diretti verso uno spiazzo erboso con moschea, antistante l'imbocco di uno dei tanti sentieri che attraversano le foreste di Fraser's Hill: The Hemmant Trail.Questo è uno dei migliori percorsi locali per il birdwatching. Lungo solo 1 km, permette osservazioni di specie con areale riproduttivo limitato come il Garrulo scricciolo pigmeo (Pygmy Wren-Babbler) il cui nome rende pienamente giustizia delle sue caratteristiche morfologiche, dal comportamento furtivo e dal richiamo simile ad un sibilo, facilmente riconoscibile.

        Ma le emozioni più forti le ho vissute prima di imboccare il sentiero, assistendo ad uno dei fenomeni più elettrizzanti in cui mi sia mai capitato di imbattermi: il cosiddetto 'bird wave'; si tratta della comparsa simultanea di gruppi di uccelli di specie diverse in un momento e luogo prima del tutto quieti.

        La situazione è ansiogena, poiché trovarsi di fronte ad una varietà ornitica così significativa crea una certa 'frenesia identificativa', anche perché il fenomeno svanisce con la stessa rapidità con cui si è manifestato. Anche la guida appariva in difficoltà, per quanto abituato, e solo insieme siamo riusciti ad identificare più specie possibili, tra le quali il vistoso ma rapido Picchio muratore blu (Blue Nuthatch), il Picchio Nucagialla maggiore (Greater Yellownape), il Picchio baio (Bay woodpecker), la variopinta Mesia guanceargento (Silver-eared Mesia). Ma la vera chicca è stata una Civetta nana dal collare (Collared Owlet), difficile da avvistare; prima l'abbiamo udita grazie alla caratteristica emissione di 3-4 suoni simili a quello di una sirena, con effetto ventriloquo per il movimento della testa da un lato all'altro, poi l'abbiamo avvicinata col richiamo registrato.

        Il pomeriggio siamo stati bloccati tutto il giorno in albergo da una pioggia insistente.

        Il giorno successivo birdwatching lungo la Telekom Loop, che, come suggerisce il nome, contorna un collina e riconduce al punto di partenza. A parte lo stupore nel vedere una miriade di Salangane lucenti, nidificanti in un garage, che andavano e venivano dai nidi, siamo riusciti ad osservare tra gli altri il Picchio alicremisi (Crimson-winged Woodpecker), il fiammeggiante Minivet scarlatto (Scarlet Minivet), il mimetico Verdino aliazzurre (Blue-winged Leafbird).

        La mattinata è poi proseguita alle Jeriau waterfalls alla ricerca del mitico (e endemico) Tordo fischiatore di Malesia (Malayan Whistling-Thrush) cercato invano dopo un faticoso saliscendi su un sentiero che costeggiava un torrente e dopo aver chiesto ad alcuni locali se l'avessero visto di recente. La specie sembra negli ultimi tempi diventata particolarmente elusiva e molti birders ormai ritornano da Fraser's Hill senza averlo nel loro carnet.

        Ma l'osservazione di altre spettacolari specie come il Codaventaglio golabianca (White-throated Fantail) e il Garrulo sghignazzante caponocciola (Chestnut-crowned Laughingthrush) hanno ampiamente mitigato la delusione per il mancato avvistamento del Tordo fischiatore.

        La mattinata del terzo giorno è stata trascorsa percorrendo parzialmente a piedi la strada asfaltata che dalla località detta The Gap sale verso Fraser's Hill.

        Tha Gap è un posto dove molti uccelli di pianura si sovrappongono a quelli di montagna ed è considerato un must per coloro che vengono a fare birdwatching in Malesia. Si potrebbe pigramente fare osservazioni dal giardino posteriore della deliziosa guest house in stile coloniale che è un po' il simbolo dell'area. L'hotel era immerso in un'atmosfera irreale e stranamente vuoto, ma Mano mi spiegò che il periodo non era ottimale per il birdwatching, che inoltre la resthouse non emana più il fascino retrò dei tempi migliori e che quindi i birders tendono a disertarla rispetto al passato. Effettivamente la zona non ha prodotto avvistamenti significativi, ma non posso non sottolineare la tremenda potenzialità dell'area, con una vegetazione fitta e altamente diversificata. Tuttavia abbiamo osservato Ducula dorsobruno (Mountain Imperial-Pigeon) volare alto sulla canopy della foresta, la Rondine panciarossiccia (Rufous-bellied Swallow), quest'ultima particolarmente interessante poiché recentemente 'splittata' dalla Rondine striolata e di non facile osservazione.


Barbuto baffidorati

        A piedi lungo la strada che saliva verso Fraser's Hill, mentre le vocalizzazioni e gli stridii dei Gibboni facevano da sfondo sonoro e l'umidità della foresta ci impregnava gli abiti, il richiamo del Trogone pettoarancio (Orange-breasted Trogon) catturava la nostra attenzione. Poco lontano un Barbuto baffidorati (Gold-whiskered Barbet) metteva in mostra i vivaci colori del capo e il grosso becco scuro, mentre un Drongo codaracchetta maggiore (Greater Racket-tailed Drongo) si esibiva in vocalismi sgraziati.

        The Bishop's Trail a Fraser's Hill è uno di quei posti che non dimenticherò facilmente, non solo per le sanguisughe che hanno pasteggiato sulle nostre stanche caviglie, per l'angosciante oscurità e la tortuosità del sentiero particolarmente sdrucciolevole, ma anche per l'emozione della ricerca e dell'avvistamento di una delle specie più elusive, il Brachiptero (o alacorta) minore (Lesser Shortwing) richiamato e giunto a soli 3 metri da noi!. E' un uccelletto piccolo ma infinitamente grazioso, e solo il puntatore laser mi ha permesso di avvistarlo.

        Emersi dall'oscurità della foresta come da un grosso utero primordiale anche la luce fievole del pomeriggio appariva di conforto. Tra le ombre della sera incipiente la vista del Picchio Nucagialla minore (Lesser Yellownape), del Picchio alicremisi (Crimson-winged Woodpecker) e della Gazza verde (Green Magpie) hanno allietato il nostro ritorno.

  4° giorno: Fraser's Hill-Kuala Selangor

        La meta di oggi si trova sulla costa occidentale della Malesia, a 70 km da Kuala Lumpur e a circa 2,30 ore di auto da Fraser's. Durante la discesa verso the Gap, nella bruma mattutina ancora un regalo di questa splendida zona: un Trogone testarossa (Red-headed Trogon) scorto tra la vegetazione lussureggiante.

        Dopo esserci fermati presso alcune cave che ci hanno permesso di osservare Averla codalunga (Long-tailed Shrike), Calandro delle risaie (Paddyfield Pipit), raggiungiamo finalmente l'albergo De Palma Inn a Kuala Selangor; questa è una piccola cittadina capitale dell'omonimo distretto amministrativo, situata alla foce del fiume Selangor e in prossimità di un parco naturale di 260 ettari di mangrovie e foresta secondaria che attrae ogni anno migliaia di visitatori. Dopo un pasto veloce Mano ci ha fatto da guida attraverso la agevole rete di sentieri e lungo il ponte ligneo tra le Avicennie.


Martin pescatore dal collare

        L'avifauna è caratterizzata in particolare da uccelli di zone umide, tra i quali Airone cenerino (Gray Heron), Airone striato (Striated Heron), Gallinella pettobianco (White-breasted Waterhen), il chiassoso Martin pescatore dal collare (Collared Kingfisher). Mentre sulla passatoia di legno osservo il mio primo appariscente Malcoa panciacastana, un inaspettato Drongo cenerino (Ashy Drongo) fa capolino tra i rami di una pianta.

        Devo lottare con il sole cocente e un nugolo di formiche rosse che, facendosi strada tra scarpe e pantaloni, come corpi speciali ben addestrati, si infiltrano e colpiscono a tradimento. Combattuto tra istinto di fuga e passione, resisto stoicamente e il sacrificio mi frutta Picchio Dorsoflammeo (Common Flameback) e Picchio sultano (Greater Flameback) sulla stesso albero, che sembrano rincorrersi con movimento di ascensione a spirale.

        Alcuni Nibbi bramini (Brahminy Kite), bassi sulle nostre teste, accompagnano la nostra uscita dal parco, al cui bar dell'entrata quattro dispettosi Presbiti dalla cresta (Silvered leaf monkey) sottraggono alcuni pacchetti di patatine davanti all'esterrefatto proprietario.

        Alla sera cena a base di pesce presso un ristorante cinese del luogo. Il conto veramente irrisorio mi ha fatto pensare a quanto avremmo speso in Italia per un pasto del genere!

        Ma Mano aveva nel cilindro una sorpresa inaspettata. Davanti a un succulento piatto di gamberoni sentenzia "This evening we will look for Buffy Fish-Owl. It will not be easy". Sapevo che il Gufo pescatore della Malesia era una specie residente nei dintorni e la sua decisione non poteva che essere accolta con entusiasmo. Armati di pila ci siamo recati all'ingresso del parco ed abbiamo iniziato ad illuminare a giorno piante e pali senza successo. Ma proprio prima di andarcene udiamo un frullo d'ali e scorgiamo un'ombra che si posa su un palo. E' lui! Il Gufo pescatore della Malesia (Buffy Fish Owl). Ci fissa giustamente infastidito e dopo averlo ammirato ancora per pochi secondi ci allontaniamo. Mi giro d'istinto verso il posatoio ma la notte, per lui amica protettrice, l'aveva ormai inghiottito.

  5° giorno: Kuala Selangor-Kuala Lumpur

        Prima di concludere a Kuala Lumpur il nostro tour guidato, la mattina seguente, dopo essere scampato a un'aggressione da parte di un Macaco cinomolgo (stavo osservando i piccoli su una palma), Mano ci ha condotto alle risaie di Sekinchan a 30 km da Kuala Selangor, una calamita per migratori soprattutto però tra settembre e marzo. Martin pescatore golabianca (White-throated Kingfisher), Martin pescatore becco di cicogna (Stork-billed Kingfisher), Spizaeto variabile (Changeable Hawk-Eagle) tra gli 'highlights' prima di penetrare nella foresta di palude di torba ai margini delle risaie.


Sekinchan: ponte sul fiume Tengi


Sekinchan: birdwatching nella foresta di palude

        Dopo aver attraversato il traballante ponte sul fiume Tengi, i sinistri fruscii della foresta si fondevano con gli scricchiolii dei nostri passi sul mal delimitato sentiero che l'attraversava. I sensi allenati dai precedenti giorni di osservazione nella giungla mi permettevano di individuare rapidamente gli uccelli quasi in simultanea con la guida: ad esempio tra gli altri l'enorme Bucero rinoceronte (Rhinoceros Hornbill) in volo, la Nettarinia guancerubino (Ruby-cheeked Sunbird), lo Shama groppabianca (White-rumped Shama).

        Usciti dalla foresta con una lista decisamente ricca, lungo la strada del ritorno a Kuala Selangor, un Tarabusino cannella (Cinnamon Bittern), ritto e immobile in un fossato, non sembrava affatto disturbato dalla nostra presenza e da quella di un pescatore che poco lontano era intento a procurasi il cibo quotidiano.

        Nel tardo pomeriggio siamo giunti nella caotica Kuala Lumpur (KL). Denominata "una ruggente tigre asiatica", la città ha raggiunto un incredibile sviluppo nel giro di poco più di un centinaio di anni.

        Abbiamo trascorso tre giorni nella capitale, che merita una visita al parco degli uccelli per l'interessante varietà di specie asiatiche, e un tour storico-culturale per la ricchezza dei suoi palazzi e della sua storia; quindi abbiamo raggiunto l'ultima meta del nostro viaggio: l'isola di Tioman.

  8°-14° giorno: Pulau Tioman

        L'isola di Tioman, 100 km quadrati di montagne e foreste, presso la costa orientale della Malesia, è facilmente raggiungibile con un volo di circa un'ora da KL. Definita dal Times negli anni '70 una tra le dieci più belle isole del mondo, ha acquisito popolarità tra i turisti dopo che vi fu girato il film 'South Pacific'.

        Non mi sembra sia stata particolarmente sfruttata turisticamente. La sola strada facilmente percorribile con i mezzi è quella che dall'aeroporto conduceva al nostro albergo, il Berjaya Tioman Beach Goft & Spa Resort, l'unico a livello internazionale. L'isola è coperta da una fitta vegetazione e presenta una check list di 139 specie di uccelli. E'nota tra i birders per il roost di due specie di Fregate, che al tramonto si radunano sull'isolotto di Rengis appena di fronte all'albergo: La Fregata dell'Isola di Christmas (Christmas Island Frigatebird) e la Fregata ariel (Lesser Frigatebird), che con centinaia di individui hanno dato spettacolo una sera sotto una pioggia insistente mentre su una barca presa a nolo compivamo il periplo dell'isolotto. Le poche Sterne nucanera (Black-naped Tern) sfrattate si erano posate su alcuni scogli, mentre due Garzette sacre morfismo scuro (Pacific Reef-Heron) passavano in volo.

        L'albergo ospita una zona paludosa gestita da zio Tom, un malese di origini cinesi dalla lunga barba bianca, pronto a dare informazioni sugli animali che la popolano. A parte i lunghi varani, splendido lo spettacolo di un enorme Aquila di mare panciabianca (White-bellied Sea-Eagle) su un albero prospiciente il laghetto. E' possibile avvistare anche la Ducula bianca e nera (Pied Imperial-Pigeon), il Corvo beccogrosso (Large-billed Crow) e l'onnipresente Maina comune (Common Myna).


Corvo beccogrosso


Maina comune


Airone bianco intermedio


Nettarinia dorsoliva

        Ma il momento più emozionante l'ho vissuto con l'avvistamento sul campo da golf di un ardeide che in un primo momento avevo pensato fosse un airone bianco maggiore ma che ad un'analisi più approfondita si è rivelato essere un Airone bianco intermedio (Intermediate Egret), soddisfazione ancora più grande quando mi sono accorto che mancava dalla check list dell'isola! Primo avvistamento per Tioman quindi, già segnalato al prof. Sodhi curatore della lista.

        Tra cibi (troppo) speziati, insolazione da digiscoping, relax e qualche altro avvistamento interessante come Iora verde (Green Iora), Munia groppabianca (White-rumped Munia), Colomba verde collorosa (Pink-necked Pigeon), Nettarinia dorsoliva (Olive-backed Sunbird), il tempo è trascorso veloce, troppo in fretta per un paese così ricco di animali e di immense foreste di salgariana memoria.


        Oltre a 140 specie avvistate, resta soprattutto il ricordo di un viaggio affascinante, un mix tra popoli dove la tolleranza etnica è costume civile, tra sapori e odori acri della vita quotidiana, tra giungla e sudore, tra gioia e delusione.


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2007, Quaderni di birdwatching

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