Quaderni di birdwatching Anno IX - volume 18 - ottobre 2007

Parliamo di...
Titolo
di Luciano Ruggieri & Franco Trave

A meaning for the "Big Day"
Long-term surveys are extremely important in ornithology, and they contribute to decisions about land management and conservation measures. In this work, the authors attempt a statistical analysis on some data drawn from the Italian "Big Day", the birding marathon which has been held every year since 2001, in late April-early May. Of course the Big Day is not primarily intended with research purposes, and those presented here are just preliminary data, but hopefully a more complete analysis will be possible in the future, especially if more teams taking part in the event will ensure a more complete coverage of the country.


        L'IMPORTANZA DI EFFETTUARE RICERCHE sull'avifauna tramite serie di rilevamenti per lunghi periodi di tempo è notevolissima. Infatti, queste ricerche sono importante fonte di conoscenza per studi di popolazione, gestione del territorio e per avviare misure conservazionistiche a livello di specie e di habitat.

        Attualmente, le più comuni tecniche di monitoraggio possono essere divise in due grandi gruppi: i modelli che si basano sugli indici di abbondanza (point-counts, transetti e altro) e quelli che valutano la presenza/assenza di una determinata specie per calcolarne la densità relativa (ROSENSTOCK et al., 2002; VERNER, 1985).

        Il più importante censimento dell'avifauna su scala continentale tutt'ora in corso è quello condotto durante il Christmas Bird Count, un tradizionale appuntamento che coinvolge negli Stati Uniti decine di migliaia di persone e che ha avuto origine il 25 dicembre dell'anno 1900!

        E' interessante notare che tutti gli appassionati che partecipano al Christmas Bird Count non lo fanno per scopi di ricerca, ma spinti da un impegno puramente amatoriale. Ciò nonostante, i dati del Christmas Bird Count sono una fonte rilevante di informazioni sia per la comunità scientifica (ROOT, 1988; BUTCHER et al., 1990) che per analizzare trend di singole specie di particolare valore conservazionistico (HAGAN, 1993).

        In questo studio vengono presentati i dati preliminari di un'indagine statistica effettuata sull'annuale maratona del birdwatching (alias Big Day o 24 ore) organizzata da EBN Italia negli anni dal 2001 al 2007. Si tratta di una gara amatoriale a squadre che ha lo scopo di rilevare il maggior numero di specie di uccelli nell'arco di 24 ore di un singolo giorno. Il regolamento della gara prevede che una data specie sia conteggiabile solo se rilevata dalla maggioranza dei componenti della squadra, sia al canto che per osservazione diretta.

        Si tratta di un rilevamento di presenza/assenza della specie senza vincoli territoriali se non quelli rappresentati dai confini politici del territorio italiano. Questo tipo di metodo di rilevamento si presta a indagini statistiche di ricchezza relativa in comunità ornitiche (CHAO et al., 2006) e per la prima volta ne viene valutata la rilevanza nel contesto nazionale italiano.

        La gara è organizzata annualmente in primavera in date comprese tra l'ultima settimana di aprile e la prima decade di maggio. Per uniformità di indagine, dall'analisi sono stati esclusi i dati provenienti dal primo anno di gara, perché relativi a una scarsa partecipazione; tutti i grafici si riferiscono, quindi, agli anni 2002-2007.

        I dati analizzati sono stati circa 7900, riferiti a 68 check-list che hanno segnalato cumulativamente 286 differenti specie di uccelli; se si considera solo l'Italia settentrionale le specie segnalate sono 258; mentre per il Centro-Sud, Sicilia compresa, il numero scende a 232.

        Restando nel confronto geografico, le 286 specie sono così ripartite: 204 segnalate su tutto il territorio; 54 specie sono state rilevate solo al Nord e le restanti 28 solo al Centro-Sud. La differenza fra i valori del Nord e del Centro Sud è più apparente che reale ed è causata da una carente prospezione del territorio, per la scarsa partecipazione alla gara di squadre del Centro-Sud e per la totale mancanza di dati provenienti dalla Sardegna.

        Nella tabella che segue (Tab. I) sono riportati i dati globali e le segnalazioni cumulative suddivise per anno e per ripartizione geografica.

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Tab. I - Riassunto risultati cumulativi delle maratone di birdwatching


        Il numero cumulativo delle specie è un indice che riflette la biodiversità ornitologica in un certo territorio. Si tratta di una informazione unica nel suo genere che non può essere ottenuta dalle tecniche convenzionali di censimento, o mettendo insieme le informazioni provenienti dalla rete di stazioni d'inanellamento sul territorio.

        Segnalare 151 specie in un giorno (record nazionale per una singola squadra stabilito il 12/05/2002 in Friuli Venezia Giulia) o, cumulativamente, 245 specie in un giorno (nell'edizione 2005) è un risultato che non può essere trascurato, se si pensa che la check-list dell'avifauna italiana è appena superiore a 500 specie, accidentali compresi.

        Purtroppo la scarsità dei dati in generale (soltanto 6 anni) e la loro carenza in certe aree del territorio nazionale non permettono di fare analisi di tendenza dei valori cumulativi, che sarebbero utili per far luce su aspetti inediti del complesso fenomeno della biodiversità.

        Tuttavia i dati relativi all'Italia settentrionale sembrano idonei per fare analisi di questo tipo; infatti, l'andamento del numero di specie segnalate, in relazione alle squadre partecipanti, confermerebbe una raggiunta saturazione del numero totale di specie. E' auspicabile che il livello di partecipazione delle squadre settentrionali continui con regolarità nei prossimi anni, in modo da disporre di dati comparabili e quindi analizzabili statisticamente.

        Anche per quanto riguarda la singola specie, le gare di birdwatching danno utili informazioni. Ci si trova di fronte, però, a dati particolari, del tipo presenza/assenza, condizionati dal numero di partecipanti; per questa ragione è stato necessario procedere ad una "normalizzazione" dei dati.

        Le analisi non trattano direttamente il numero di segnalazioni di una specie, bensì la sua frequenza di segnalazione, definita come rapporto fra il numero di squadre che ha segnalato la specie e il numero totale di squadre in competizione.

        La frequenza di segnalazione è riportata in termini percentuali e perciò varia da 0%, per la specie mai segnalata, a 100%, per la specie segnalata da tutte le squadre. Nelle analisi statistiche si fa riferimento invece all'indice di frequenza, ovvero la frequenza di segnalazione normalizzata all'unità.

        La frequenza di segnalazione è legata alla presenza della specie cui si riferisce, ma anche al suo grado di diffusione e abbondanza nel territorio; infatti, un maggior numero di individui, oltre che la facilità di identificazione e le capacità dei birder, aumenta la possibilità di segnalazione. E' necessario sottolineare che questo parametro non misura il grado di diffusione e/o abbondanza di una specie, ma è un suo indice rappresentativo di carattere qualitativo.

        L'analisi della frequenza di segnalazione evidenzia che sono solo 8 le specie sempre segnalate nelle 68 check-list durante i 6 anni di indagine: folaga, rondone, tortora dal collare, merlo, cinciallegra, cardellino, fringuello, gazza. Per contro, non sono mai state segnalate specie regolarmente nidificanti sul territorio italiano (gipeto, capovaccaio, gallo cedrone, francolino di monte, pernice sarda, gallina prataiola, beccaccia, picchio tridattilo, venturone alpino, cinciarella algerina, bengalino) che sono però a distribuzione localizzata o presenti in aree di difficile prospezione.

        L'analisi delle check-list di gara, inoltre, permette di confrontare nei 6 anni gli indici di frequenza delle singole specie e di analizzare come variano nel tempo.

        Nei grafici che seguono sono riportati due esempi di specie con andamento di frequenza rispettivamente in crescita e in diminuzione.

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Figg. 1-2 - Due esempi di andamento di frequenza di segnalazione di limicoli: pantana e piovanello pancianera

        La pendenza della retta di regressione è il gradiente medio della frequenza di segnalazione. Per le specie stanziali il gradiente è correlabile direttamente alla popolazione e quindi può rifletterne l'incremento o la riduzione. Per le specie migratrici, invece, il valore del gradiente può anche risentire del calendario migratorio, quindi della tendenza all'anticipo o al ritardo del passaggio, della partenza o dell'arrivo della specie. Nasce spontanea la domanda se la data di svolgimento delle gare possa aver alterato i risultati delle analisi, poiché la data delle gare non è stata la stessa nel corso degli anni, seppur variata entro un periodo assai ristretto (circa 15 giorni).

        Certamente la data di svolgimento della gara ha un impatto sulle segnalazioni dei migratori, ma per quanto riguarda il gradiente medio questo non è vero, o, meglio, non in modo significativo. Il gradiente medio, infatti, è una grandezza tendenziale e il calendario di gara è stato spostato, anno per anno, in modo aleatorio, all'interno del periodo canonico.

        La valutazione del gradiente medio della segnalazione è stata eseguita per tutte le specie annotate nelle check-list; successivamente è stata anche effettuata una graduatoria per identificare le specie mostranti i gradienti più rilevanti, positivi e negativi.

        Nelle tabelle seguenti sono riportate le specie che mostrano un gradiente della frequenza di segnalazione superiore (in assoluto) al 5% all'anno (Tab. II, Tab. III).

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Tab. II & Tab. III - Le specie che mostrano il maggior gradiente di segnalazioni, in crescita a sinistra e in diminuzione a destra

        Poiché l'analisi è limitata ad un lasso di tempo ancora piuttosto breve, l'andamento tendenziale di molte delle specie indicate non raggiunge significatività statistica, ma è puramente indicativo. Infatti, l'incremento o il decremento percentuale può essere influenzato dall'area di gara, dalle condizioni meteorologiche, dalla difficoltà di prospezione dell'habitat e anche dalla contattabilità della specie stessa.

        In questo contesto sono state selezionate alcune specie di non-passeriformi, facili da contattare e ad ampia distribuzione nel territorio, e su di esse è stata eseguita un'analisi statistica di correlazione lineare fra l'indice di frequenza e un indice calcolato come rapporto tra il totale delle specie osservate quell'anno [Tab. I] e un valore di riferimento, fissato a 286 (il valore cumulativo delle specie osservate finora).

        Da questa analisi si evince che solo particolari casi presentano dati con buona significatività statistica e quindi non condizionati da fattori contingenti. Tra queste specie, ci sono il fischione (R=-0,956, P-Value=0,0027) e la sterna zampenere (R=-0,9568, P-Value=0,00275), che mostrano gradienti tendenziali negativi; e il nibbio reale (R=+0,955, P-Value=0,0029), che invece mostra una tendenza all'incremento.




Figg. 3-4-5: Andamento dell'indice di frequenza di alcune specie aventi dati statisticamente significativi (fischione, sterna zampenere, nibbio reale)

        Dare un significato a questi dati del tutto preliminari è azzardato e al di fuori degli scopi di questo lavoro. Riteniamo che questo possa essere oggetto di un'analisi più approfondita nei prossimi anni, soprattutto se la copertura del territorio risultasse più uniforme e costante.

        Auspichiamo che monitoraggi di questo genere, anche in occasione di eventi che non abbiano obbiettivi dichiaratamente scientifici e di ricerca, possano essere d'aiuto per la conservazione dell'avifauna, indicando possibili aspetti di dinamica di popolazione che risulterebbero difficilmente valutabili in altro modo, se non monitorando, nello specifico, singole popolazioni.


BIBLIOGRAFIA

  • BUTCHER G.S., FULLER M.R,. MCALLISTER L.S, GEISSLER P.H., 1990: An Evaluation of the Christmas Bird Count for Monitoring Population Trends of Selected Species. Wildlife Society Bulletin 18, 2: 129-134.
  • CHAO A., SHEN T-J., HWANG W-H., 2006: Application of Laplace's boundary-model approximations to estimates species and shared species richness. Australian & New Zealand Journal of Statistics 48, 2: 117-128.
  • HAGAN J.M. III, 1993: Decline of the Rufous-sided Towhee in the eastern United States. The Auk 110, 4: 863-874.
  • ROSENSTOCK S.S., ANDERSON D.R., GIESEN K.M., LEUKERING T., CARTER M.F., 2002: Landbird Counting Techniques: Current Pratictise and an Alternative. The Auk 119, 1: 46-53.
  • ROOT T., 1988: Atlas of Wintering North American Birds: An Analysis of Christmas Bird Count Data. The University of Chicago Press.
  • VERNER J., 1985: Assessment of counting techniques. Curr. Ornithol. 2: 247-302.

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    2007, Quaderni di birdwatching

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