Quaderni di birdwatching anno IX - volume 18 - ottobre 2007

Articolo originale

Titolo
Il Golfo di Catania con l'Etna sullo sfondo, foto di Andrea Ciaccio


Seabirds in the Gulf of Catania
Located about halfway along the Eastern coast of Sicily, the Gulf of Catania represents a perfect guideline for migrating seabirds, therefore it is of exceptional ornithological interest. Of course, pelagic trips are the best way to observe seabirds; therefore, the local "knot" of EBN Italia has organized several pelagic trips in the past years, and plan to repeat the very rewarding experience at least once or twice a year. The author lists the most interesting species that are possible (although not always likely) sightings during these pelagic trips, including several species of gulls, shearwaters, skuas etc.


        SITUATO A METÀ DELLA COSTA ORIENTALE SICILIANA, il Golfo di Catania è un'area eccezionale dal punto di vista ornitologico per la possibilità di osservare, nei periodi adatti, una gran varietà di specie di uccelli. Guardando una qualsivoglia cartina della Sicilia, si nota immediatamente come gli 80 Km di costa tra Messina e Catania siano quasi perfettamente disposti in senso Nord - Sud: una linea-guida quasi perfetta per tutti gli uccelli marini in migrazione.

        Antistante la città di Catania si apre un golfo poco pronunciato che si chiude circa 25 Km più a sud con Punta Castelluccio, in provincia di Siracusa. All'interno di questo golfo sfociano due importanti fiumi: il Simeto, il più lungo della Sicilia, ed il San Leonardo. Entrambi, ma soprattutto il primo, fungono da richiamo per una diversificata ed abbondante avifauna che frequenta, prevalentemente nei mesi invernali, non solo le foci, ma anche la piana di Catania ed il vicino invaso di Lentini, che, essendo lontano solo una dozzina di chilometri dal mare, può essere considerato anch'esso un sito costiero. Frapposta tra la foce del Simeto e l'invaso di Lentini vi è una grande discarica di rifiuti che ospita decine di migliaia di laridi di varie specie.


Sula - foto di Maurizio Azzolini

        Senza correre il rischio di essere smentiti, si può tranquillamente affermare che questa sia l'area con le più grosse concentrazioni di laridi della Sicilia e tra le più importanti d'Italia relativamente ad alcune specie.

        I punti più favorevoli per l'osservazione degli uccelli dalla costa sono soprattutto il porto di Catania e la foce del torrente Acquicella, che lo delimita a sud, e la foce del Simeto. Ma il modo più gratificante, divertente, entusiasmante, elettrizzante... di osservare berte, sule, gabbiani e stercorari è certamente effettuando quello che ai birdwatcher è noto come pelagic o coastal trip, foraggiando dalla scia della barca resti di pesce, il cosiddetto "chum", con lo scopo di richiamare il maggior numero di uccelli marini.

 PELAGIC TRIP


foto di Andrea Ciaccio


foto di Amelia Roccella


foto di Amelia Roccella

        L'idea del pelagic trip per noi è nata nel dicembre del 2003, allorché in occasione della visita in Sicilia di alcuni soci di EBN Italia, decidemmo, come nodo catanese, di organizzare il primo pelagic trip nel mare di Catania.

        L'esperienza è stata tanto positiva, nonostante alcuni errori più che giustificabili, che all'appuntamento con i successivi pelagic trip nessuno del nodo catanese ha mai voluto mancare. In seguito, infatti, ne abbiamo organizzato almeno uno in inverno ed un altro ad inizio primavera, nei quali abbiamo sempre effettuato belle osservazioni di specie altrimenti impossibili da contattare in modo così ravvicinato dalla costa, come sule e stercorari.

        Il primo passo per organizzare il pelagic è stato quello di cercare una persona che avesse un'imbarcazione adatta ad un costo accessibile a tutti. Siamo stati fortunati nel conoscere il signor Antonino Smeraldi, possessore di una barca che può accogliere sino ad otto passeggeri, che contattiamo sempre ben in anticipo per essere certi della disponibilità e al cui insindacabile giudizio ci rimettiamo nella valutazione delle condizioni del mare. Nel caso di richieste di partecipazione al trip da parte di più di 8 persone, il signor Smeraldi si è prodigato per procurarci una seconda imbarcazione.

        Avuta la certezza di effettuare l'escursione in mare, si passa alla seconda fase, quella di raccolta del materiale da usare come pastura. In occasione del primo trip, il 28.12.2003, abbiamo utilizzato scarti di pescheria e pane, ma ci siamo resi conto sul campo, anzi... in mare, che i resti di pesce, pur essendo decisamente attraenti per gli uccelli, si dissolvono in acqua troppo rapidamente scendendo in profondità; il pane invece viene adocchiato dai soli gabbiani comuni e dopo un po' anche loro non vi prestano alcun interesse.

        Memore di un pelagic trip molto bello effettuato nel 2000 dalla cittadina di Wollongong, sulla costa sud orientale dell'Australia, nel quale vidi utilizzare come pastura carne macinata e scarti vari di macelleria, che richiamavano albatri, gabbiani e sterne in abbondanza, abbiamo deciso di provare ad usarli anche a Catania.

        Il risultato è stato decisamente entusiasmante; gli scarti di macelleria sono facilmente reperibili e in abbondanza, spesso gratuitamente; possono rimanere sigillati in buste di plastica anche per qualche giorno, sono quasi inodori e, soprattutto, il grasso ha due caratteristiche determinanti: in acqua galleggia ed è di colore bianco, visibilissimo, scatenando autentiche frenesie alimentari.

        Per utilizzare al meglio la quantità di scarti disponibile ed evitare di dover gettare grossi brandelli di grasso che difficilmente possono venire ingeriti dagli uccelli, questi vanno sminuzzati anche per essere certi di avere pastura per tutta la durata del trip.

        Abbiamo effettuato 5 coastal trip da Catania nelle seguenti date: 28.12.2003, 28.03.2004, 17.10.2004, 13.03.2005, 21.01.2007. Le partenze avvengono intorno alle 8,30 dal porticciolo di Ognina, a nord della città, per raggiungere il tratto di mare antistante la foce del Simeto circa 20 Km a sud. L'intera navigazione, che avviene a velocità moderata, si conclude dopo circa 4 ore. Il trip del 21.01.2007 (che abbiamo organizzato anche come segno di ospitalità nei confronti di Maurizio Azzolini) è stato certamente il più entusiasmante, con osservazioni ravvicinatissime di Sule, Gabbiano tridattilo e Stercorario mezzano, e con ottime condizioni meteo.

        Certamente quando si parla di pelagic trip il pensiero vola, è il caso di dire, ai mari dell'emisfero australe: alla Nuova Zelanda, all'Australia, al Cile, al Sud Africa, mari che ospitano un gran numero di specie pelagiche e soprattutto le più spettacolari, cioè gli albatri; eppure anche qui nel Mediterraneo, facendo le dovute proporzioni, è possibile togliersi qualche soddisfazione.

        Quali specie è possibile osservare nel Golfo di Catania e quali sono i periodi più favorevoli per effettuare un coastal trip? Ovviamente il periodo migliore è quello che va da inizio dicembre a tutto febbraio, quando nel golfo sono presenti le massime concentrazioni di svernanti e si hanno le maggiori probabilità di osservare specie che solitamente si possono vedere da grandi distanze, quali berte, sule e stercorari. In queste condizioni, per gli appassionati di fotografia un pelagic trip a Catania è assolutamente imperdibile.

        Ecco quindi un elenco delle specie maggiormente degne di menzione tra quelle potenzialmente osservabili a Catania, con qualche cenno sul loro status.


Stercorario mezzano - foto di Maurizio Azzolini

 LE SPECIE PELAGICHE DEL GOLFO DI CATANIA

Berta maggiore Calonectris diomedea. Comunissima, facilmente osservabile dalla foce del Simeto, ma contattata solo nei trip di marzo. Svernante molto rara in Sicilia.
Berta grigia Puffinus griseus. 1 ind. portato alla locale sez. LIPU di Catania a metà anni '80. Segnalazione non riportata in letteratura per la mancanza di dati certi.
Berta balearica Puffinus mauretanicus. 1 ind. il 28.03.2004. Segnalata per la foce del Simeto, 1 ind. il 12.02.1995 (CORSO, 2005).
Berta minore Puffinus yelkouan. Migratrice svernante molto scarsa; eccezionale l'osservazione di circa 3.000 indd. il 22.1.1984 alla foce del Simeto. Osservata con 1-2 individui durante quasi tutti i trip.
Berta di Bulwer Bulweria bulwerii. Accidentale. 1 ind. alla foce del Simeto il 9.3.1991, 2a segnalazione italiana (A.Corso & A.Ciaccio).


Berta minore - foto di Maurizio Azzolini


Berta maggiore - foto di Andrea Ciaccio


Berta minore - foto di Andrea Ciaccio

Uccello delle tempeste Hydrobates pelagicus. Noto per l'area, ma mai osservato personalmente né dalla costa né durante i coastal trip.
Sula Morus bassanus. Il Golfo di Catania è certamente tra le aree più favorevoli in Italia dove osservare le Sule, in effetti sempre incontrate durante i coastal trip, con individui di tutte le età. Concentrazioni sino a circa 80 indd. osservati a pesca alla foce del Simeto (CORSO, 2005). L'incontro con le Sule durante il trip è altamente spettacolare: gli uccelli che seguono la scia spesso sorvolano la barca a pochissimi metri d'altezza o la seguono lateralmente volando bassi sull'acqua.
Pellicano comune Pelecanus onocratalus. Un tempo di passo irregolare, oggi specie accidentale. 1 ind. recuperato ferito nel porto di Catania il 4.11.1997 (CORSO, 2005).
Stercorario mezzano Stercorarius pomarinus. Specie relativamente facile da osservare in inverno nel Golfo di Catania ed in particolar modo dalla foce del Simeto, una delle località più importanti a livello nazionale. Spesso osservata con più individui nel corso dei pelagic trip, con osservazioni molto ravvicinate che suscitano sempre grande eccitazione in tutti i partecipanti.
Labbo Stercorarius parasiticus. Specie decisamente più rara della precedente, che si osserva regolarmente soprattutto alla foce del Simeto. Pochissimi contatti durante i trip.
Labbo codalunga Stercorarius longicaudus. Specie accidentale in Sicilia con meno di 10 segnalazioni. Di queste, 4 riguardano il Golfo di Catania: 1 giovane catturato il 29.10.1931, conservato nella collezione Orlando; 1 giovane catturato nel marzo 1969, in collezione Priolo; 1 ad. il 22.3.1998 ed 1 giovane il 21.10.1998 entrambi alla foce del Simeto (CORSO, 2005).
Stercorario maggiore Stercorarius skua. Stranamente, una sola recente osservazione: 1 ind. il 14.12.1996 alla foce del Simeto. Di fatto si tratta di specie molto scarsa, ma regolare in Sicilia, con circa 35 segnalazione note (CORSO, 2005).


Sula juv - foto di Andrea Ciaccio


Labbo - foto di Andrea Ciaccio


Stercorario mezzano - foto di Andrea Ciaccio


Stercorario mezzano - foto di Andrea Ciaccio


Stercorario mezzano - foto di Andrea Ciaccio


Stercorario mezzano - foto di Andrea Ciaccio


Stercorario mezzano e Zafferano - foto di Maurizio Azzolini


Stercorario mezzano - foto di Maurizio Azzolini

Gabbiano corallino Larus melanocephalus. Incontrato regolarmente durante i trip, ma in un numero limitatissimo di individui. Specie molto più comune nel settore sud-orientale e meridionale della Sicilia.
Gabbiano comune Larus ridibundus. Il Golfo di Catania è una delle aree più importanti in Italia per lo svernamento di questa specie, con concentrazioni di alcune decine di migliaia di individui.
Gabbiano roseo Larus genei. Occasionalmente contattato durante i trip. Molto raro come svernante nel Golfo di Catania, ma piuttosto comune in migrazione nella tarda estate lungo la costa. Il sito più adatto, la foce del Simeto, è troppo disturbato per consentire una presenza regolare di questa specie in inverno.
Gabbiano corso Larus audouinii. Specie piuttosto rara nel Golfo di Catania, decisamente più facile da osservare nella Sicilia sud orientale. Contattata comunque, nei coastal trip.
Gavina Larus canus. Svernante molto scarso ma regolare, più volte osservato alla foce del Simeto, ma mai durante i coastal trip.
Zafferano Larus fuscus. Il Golfo di Catania ospita la più importante popolazione svernante italiana di questa specie, in forte incremento negli ultimi 10 anni, difficilmente valutabile in quanto in continuo spostamento tra la costa, le discariche dell'interno ed il Lago di Lentini, ma certamente in un numero non inferiore ai 3.000 indd. Abbondante con decine di individui di tutte le età al seguito delle nostre imbarcazioni, dimostrando particolare aggressività nei confronti di altre specie; intermedius/graellsii sono le sottospecie più frequenti.
Zafferano siberiano Larus (fuscus) heuglini. Accidentale. Dopo la prima segnalazione per l'Italia del 9.2.2001 alla discarica di Lentini, sono note alcune segnalazioni invernali alla foce del Simeto, relativamente a pochissimi individui nell'inverno 2003-2004 (CORSO, 2005).
Gabbiano reale nordico Larus argentatus. Accidentale. Solo 3 segnalazioni siciliane, tra queste quella di 1 giovane alla foce del Simeto il 10.1.2004 (CORSO, 2005).
Gabbiano reale Larus michahellis. Comune in ogni periodo dell'anno; numeroso al seguito della barca, con individui di ogni età.
Gabbiano reale pontico Larus cachinnans. Nonostante il Lago di Lentini rappresenti l'area più importante in Italia per questa specie, con un massimo di 800 indd. nel gennaio 2002, questo gabbiano è piuttosto raro sulla costa, con poche decine di individui alla foce del Simeto in inverno (CORSO, 2005). Con certezza solo 1 durante il pelagic trip del 28.12.2003.
Mugnaiaccio Larus marinus. Accidentale. Solo 3 segnalazioni siciliane di cui 2 effettuate alla foce dell'Acquicella, porto di Catania, il 2.12.1998 ed il 10.11.1999.
Gabbiano glauco Larus hyperboreus. Una sola segnalazione da confermare alla foce del Simeto l'8.12.1999, quando l'osservazione di 1 giovane 1st W è durata pochissimi secondi, non sufficienti a fugare ogni dubbio sulla corretta identificazione. Si tratterebbe della prima segnalazione siciliana.
Gabbiano tridattilo Rissa tridactyla. Pochissime osservazioni invernali, sempre di individui giovani, effettuate alla foce del Simeto ed al porto di Catania. 1 giovane osservato vicinissimo alla barca durante il pelagic trip del 21.1.2007.
Sterna maggiore Sterna caspia. Specie relativamente comune nel corso delle migrazioni, soprattutto in quella autunnale e occasionale in inverno. Mai osservata durante i pelagic trip.
Sterna di Rüppell Sterna bengalensis. Accidentale. 1 ind. alla foce del Simeto in uno stormo di 20 Beccapesci il 30.6.1984. Sono meno di dieci le segnalazioni siciliane (CORSO, 2005).
Beccapesci Sterna sandvicensis. Migratore e svernante comune con raggruppamenti anche di oltre 200 indd. Segue la barca durante il trip raccogliendo piccoli brandelli di carne, prestando molta attenzione a non farsi cleptoparassitare dagli altri gabbiani.
Sterna comune Sterna hirundo. Specie molto scarsa durante le migrazioni, ovunque in Sicilia. 1 osservata nel trip del 28.3.2004.
Sterna codalunga Sterna paradisea. 1 ind. alla foce del Simeto il 24.7.1973. Specie accidentale in Sicilia, solo 4 segnalazioni note (CORSO, 2005).
Gazza marina Alca torda - Pulcinella di mare Fratercula artica. Accidentali nell'area. Uno stormo di alcidi non identificato osservato alla foce del Simeto nei primi anni '80.
Uria Uria aalge. L'unica segnalazione siciliana, la nona per l'Italia, riguarda 10 indd. in sosta nel mare di fronte la foce del Simeto il 22.3.1998 (CORSO, 2005).



Gabbiano comune - foto di Angelo Scuderi


Gabbiano corallino - foto di Maurizio Azzolini


Gabbiano corso - foto di Andrea Ciaccio


Gabbiano tridattilo - foto di Maurizio Azzolini


Gabbiano tridattilo - foto di Andrea Ciaccio


Gabbiano reale - foto di Andrea Ciaccio


Zafferano - foto di Andrea Ciaccio


Beccapesci - foto di Maurizio Azzolini


Beccapesci - foto di Andrea Ciaccio


LETTURE CONSIGLIATE

  • CIACCIO A. & PRIOLO A., 1997: Avifauna della foce del Simeto, del lago di Lentini e delle zone umide adiacenti (Sicilia, Italia). Naturalista sicil., Palermo.
  • CORSO A., 2005: Avifauna di Sicilia. Epos, Palermo.
  • IAPICHINO C. & MASSA B., 1989: The Birds of Sicily. BOU.

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    2007, Quaderni di birdwatching

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