Quaderni di birdwatching anno IX - volume 18 - ottobre 2007

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foto di Valerio Di Carlo


Snowfinch Day
Snowfinches can live at high elevation all year round. Since 2003, the Campo Imperatore High Elevation Ornithological Station has been conducting a specific study project on the Snowfinch. The location of the Station (2,200 m a.s.l. on the Gran Sasso, Central Italy, where 200 to 300 Snowfinch pairs breed) allows a constant monitoring of the species. On June 30, 2007, the second edition of the "Snowfinch Day" was held, with the endorsement of several ornithological associations and the participation of several nature lovers, birdwatchers and researchers from all over Italy.


        LO SNOWFINCH DAY è un'iniziativa nata per far conoscere un piccolo passeriforme che ha fatto delle vette alpine e subalpine dell'Europa meridionale il proprio habitat d'elezione: tra le specie meno note e più affascinanti dell'avifauna Italiana, il Fringuello alpino (Montifringilla nivalis) è uno dei pochi animali che riesce a vivere tutto l'anno in alta montagna.

        Questa specie tende a colonizzare gli insediamenti umani presenti in alta montagna ed in periodo riproduttivo occupa volentieri le cavità presenti negli edifici; ecologicamente può essere considerata la controparte alpina della Passera europea (Passer domesticus). Tipica dell'ecosistema alpino è presente in Italia con due popolazioni ben separate, quella alpina e quella appenninica, stimata in 3.000-6.000 coppie (BOANO, 1993).



Fringuello alpino, juv, Campo Imperatore, agosto 2006
foto di Adriano De Faveri


Fringuello alpino, Campo Imperatore, aprile 2006
foto di Adriano De Faveri


Fringuello alpino, juv, Campo Imperatore, luglio 2005
foto di Eliseo Strinella


Fringuello alpino, juv, Campo Imperatore, agosto 2006
foto di Adriano De Faveri


        La maggiore continuità ambientale presente sulla catena alpina, consente una diffusione più omogenea della specie, mentre nell'Appennino Centrale è maggiormente localizzata e legata ai massicci montuosi dell'Abruzzo e delle Marche al di sopra dei 2000 metri. Nel 1996 è stato stimato che sul massiccio del Gran Sasso fossero presenti 200-300 coppie (Bernoni, com.pers.), che costituiscono il nucleo più importante dell'intero Appennino Centrale.

        La capacità di vivere in condizioni climatiche estreme, colloca il Fringuello alpino al primo posto tra le specie europee che riescono a nidificare alle più basse temperature (HEININGER, 1991). In inverno può compiere erratismi verticali dovuti al clima, ma tendenzialmente è presente in alta montagna presso le aree turistiche frequentate dall'uomo (rifugi), che visita regolarmente per la ricerca di cibo, soprattutto scarti di natura antropica.

        La dieta del Fringuello alpino è molto varia (insetti, semi, sostanze vegetali, rifiuti alimentari) e si adatta alle risorse trofiche che man mano gli si presentano nell'arco delle stagioni. Questo suo stupefacente sfruttamento di ogni risorsa alimentare disponibile in alta quota è segno di adattamento a condizioni climatiche e ambientali sfavorevoli e variabili.

        La presenza del Fringuello alpino lungo la catena appenninica ha un elevato interesse biogeografico, in quanto la specie rappresenta un elemento relittuale rimasto confinato sulle vette dei massicci in seguito alle alterne vicissitudini climatiche dovute alle glaciazioni plio-pleistoceniche. Proprio tali caratteristiche biogeografiche ed ecologiche, rendono il Fringuello alpino una delle dieci specie animali maggiormente minacciate dall'effetto serra (WWF, 1992). Gli ecosistemi alpini ed appenninici sono oggi tra quelli più in pericolo, perché l'innalzamento della temperatura prevista non sarà uniforme, ma colpirà in maniera maggiore le aree a quote e/o a latitudini elevate. Le specie presenti in tali ambienti, ad essi fortemente adattate, non hanno in genere molti territori dove riprodursi.

        Le specie montane sono tra le più a rischio per il riscaldamento globale, che tende a relegarle in fasce altimetriche sempre più elevate, cosicché il loro habitat viene progressivamente ridotto a frammenti sulle cime delle montagne. Il cambiamento climatico provoca una riduzione dell'habitat disponibile, che in Appennino è già abbastanza ridotto e frammentato, in quanto non sono molti i rilievi che hanno una superficie estesa al di sopra dei 1800 m. Proprio per il suo adattamento a vivere in alta quota, il Fringuello alpino è considerato un importante indicatore dello stato di conservazione degli ecosistemi montani, i quali rappresentano insostituibili risorse di biodiversità.



Fringuello alpino, Campo Imperatore, aprile 2006
foto di Maurizio Sighele


Fringuello alpino, juvv, Campo Imperatore, luglio 2007
foto di Maurizio Passacantando


        Dal 2003 la Stazione Ornitologica d'Alta Quota di Campo Imperatore ha avviato un progetto di studio specifico sul Fringuello alpino; la sua posizione strategica a quota 2200 m slm permette un monitoraggio continuo della specie nell'intero arco anno, fondamentale per verificare eventuali variazioni sulla dinamica del nucleo presente sul massiccio del Gran Sasso.

        Dal 2006 le attività della stazione di Campo Imperatore vengono garantite dal Corpo Forestale dello Stato - Ufficio territoriale per la biordiversità di L'Aquila, in sinergia con il servizio ricerche scientifiche dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Ad oggi nell'area nel territorio del Parco sono stati inanellati circa 500 individui di Fringuello alpino (alcuni anche con anelli colorati), che rappresentano l'unica realtà di studio in ambito nazionale per questa specie.

        L'attività principale svolta nell'ambito del "Progetto Fringuello alpino" è l'inanellamento a scopo scientifico, con la supervisione del Centro Nazionale di Inanellamento dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS).

        Nel 2006 è nata la prima edizione dello SnowFinch Day, al fine di sensibilizzare e promuovere la conoscenza, conservazione e studio degli ecosistemi d'altitudine del Gran Sasso, finalizzati alla tutela della biodiversità ornitologica d'alta quota. La seconda edizione si è svolta sabato 30 giugno 2007, in località Campo Imperatore, promossa dal Corpo Forestale dello Stato - Ufficio territoriale per la biodiversità di L'Aquila, con la collaborazione dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed il Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università degli Studi di L'Aquila - Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore.

        Si è registrata anche l'adesione di numerose associazioni tra cui: Nodo EBN Italia GRoB! Roma; Nodo EBN Italia Abruzzo Molise; S.O.A. Stazione Ornitologica Abruzzese; W.W.F. Delegazione Abruzzo; Circolo dei Birdwatchers del Litorale Romano; L.I.P.U. Sezione Abruzzo; C.A.I. Sezione L'Aquila.


Giardino alpino, Campo Imperatore, SnowFinch Day 30 giugno 2007 - foto di Flavio Nobile

        L'iniziativa, grazie anche alle splendide condizioni meteo, è riuscita bene, con una buona partecipazione, soprattutto da parte di appassionati e studiosi provenienti da fuori regione: Lazio, Marche ed Emilia Romagna. A testimonianza dell'importanza di questa giornata di sensibilizzazione, unica nel panorama nazionale, verso le tematiche di salvaguardia dei delicati ecosistemi appenninici, c'è stato l'intervento di ornitologi e ricercatori, che operano presso enti pubblici.

        I partecipanti intervenuti hanno potuto ammirare la star del giorno, il Fringuello alpino, grazie all'attività riproduttiva in pieno fervore presso alcuni nidi artificiali. La giornata si è articolata con attività didattiche di campo ed un escursione ornitologica guidata verso il Rifugio Duca Garibaldi, a 2252 m slm. La mattinata è iniziata con la presentazione delle attività di ricerca svolte dalla Stazione Ornitologica d'Alta Quota di Campo Imperatore, in particolare l'inanellamento degli uccelli a scopo scientifico. Per l'occasione le sorprese non sono mancate e sono state inanellate le seguenti specie: Fringuello alpino, Allodola (Alauda arvensis), Calandro (Anthus campestris), Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), Culbianco (Oenanthe oenanthe), Fanello (Carduelis cannabina), Prispolone (Anthus trivialis) e Spioncello (Anthus spinoletta).


Fringuello alpino, Campo Imperatore, SnowFinch Day 30 giugno 2007 - foto di Valerio Di Carlo



Pullus di Fringuello alpino, Campo Imperatore, giugno 2006
foto di Eliseo Strinella


Calandro, Campo Imperatore, luglio 2007
foto di Eliseo Strinella


        Tra le attività di campo anche la visita guidata al Giardino Botanico Alpino, curata dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università degli Studi di L'Aquila, che hanno esposto le numerose specie floristiche presenti, tipiche degli ambienti d'alta quota. Tra l'esperienze più suggestive della giornata, l'escursione ornitologica guidata fino al rifugio Garibaldi, curata dagli accompagnatori di media montagna della Scuola di escursionismo ITINEREA di L'Aquila. L'escursione, della durata di circa 5 ore, seguendo un percorso ad anello, ha coinvolto oltre 30 persone, che da Campo Imperatore hanno raggiunto il Passo del Lupo, lo storico Passo della Portella, Campo Pericoli, Rifugio Garibaldi, Sella di Monte Aquila, per poi tornare verso Campo Imperatore, in un paesaggio unico che solo le meravigliose vette del Gran Sasso sanno regalare, confermando la particolare bellezza della flora e della fauna appenninica di altitudine.

        Nel pomeriggio si è svolta, presso il Rifugio le Fontari, una tavola rotonda con presentazioni sulla fauna appenninica d'alta quota. Gli argomenti trattati durante l'incontro hanno evidenziato come gli studi sull'avifauna d'alta quota siano sempre più oggetto di interesse per la gestione e la conservazione dei delicati ambienti alpini.



Escursione SnowFinch Day 2007: Passo della Portella
foto di Luciano Del Sordo


Escursione SnowFinch Day 2007: Rifugio Garibaldi
foto di Luciano Del Sordo


BIBLIOGRAFIA

  • BOANO G., 1993: Fringuello alpino Montifringilla nivalis. In MESCHINI E. & FRUGIS S. (eds). Atlante degli Uccelli nidificanti in Italia. Suppl. Ric. Biol. Selvaggina, XX: 265.
  • HEINIGER P., 1991: Ecology of the Snowfinch (Montifringilla nivalis) - Use of home range in winter and summer with special reference to the winter roosting sites. Revue Suisse De Zoologie, 98 (4): 897-924.
  • WWF, 1992: Can Nature Survive Global Warming? Orn. Beob., 86: 53-68.

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    2007, Quaderni di birdwatching

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