| Quaderni di birdwatching | anno X - volume 19 - aprile 2008 |
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Desideroso di conoscere altri ragazzi che condividessero gli stessi interessi, entrò in contatto con me e Maurizio Siracusa, che in quei tempi girovagavamo per la Sicilia alla ricerca di Lanari ed Aquile di Bonelli. Francesco non poteva non essere sensibile al richiamo della Sicilia. Infatti, suo padre, il famoso regista Pietro Germi, amava molto la nostra isola, avendovi girato alcuni tra i suoi film più riusciti: "In nome della legge", "Il cammino della speranza", "Gelosia", "Sedotta e abbandonata", "Divorzio all'italiana". Tutti film a cui io ero particolarmente affezionato perché alcuni di essi erano stati girati nel paese natale di mio padre: Sciacca (AG). Nacque così una simpatica amicizia che ci fece condividere indimenticabili ed irripetibili escursioni nelle cave Iblee e soprattutto sui Sicani, che spesso ricordiamo con tanto rimpianto (per come siano cambiati al giorno d'oggi). |
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CHI È FRANCESCO GERMI | |
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Nel 1990 ha lavorato come assistente di ricerca nel Parco Nazionale della Garamba, Congo, per un progetto IUCN/FZS dedicato alla conservazione del Rinoceronte bianco del nord. Ha inoltre viaggiato estensivamente in Asia, Pacifico, Australia ed America Centrale. E' stato membro del CIPR (Comitato Italiano per la Protezione dei Rapaci) fin dall'inizio della sua attività, e ha preso parte a programmi di monitoraggio e conservazione dell'Aquila reale e del Falco pellegrino in Italia Centrale negli anni '980 e '990. Ha inoltre collaborato ad atlanti regionali di vario genere, sia in Italia che in Africa. Ha lavorato come aiuto-regista nell'industria cinematografica Italiana dal 1983 al 1995. Successivamente ha scelto di lasciare definitivamente l'Italia e il cinema, per dedicarsi alla passione della subacquea, diventando istruttore e guida subacquea, e lavorando nelle Filippine, in Kenya, Australia e in particolare nel Sinai egiziano, dove per 7 anni ha accumulato una vasta esperienza di ambienti marini tropicali. Attualmente vive in Scozia, dove importa argento, accessori ed artigianato dall'Asia. E' membro dello Scottish Raptor Study Group e conduce attualmente lavoro di monitoraggio sui Falchi pellegrini della Scozia meridionale. Dal 2004, infine, studia in Indonesia la locale migrazione dei rapaci. | |
Dopo anni di silenzio ho avuto il piacere di ricevere una telefonata di Francesco dalla Scozia, da Edimburgo, dove vive e lavora con la dolce Vanessa; mi comunicava di aver scoperto un importante flusso migratorio di rapaci su Bali, proveniente dall'estremo oriente. Francesco era eccitatissimo nel raccontarmi ogni dettaglio di questa sua scoperta e le sue parole suonavano come un evidente invito ad incontrarci a Bali, osservare la migrazione e cercare di ottenere materiale fotografico di rapaci in migrazione. Pertanto, all'ennesima telefonata di Francesco ho ceduto le armi; mi sono chiesto "perché non andare?" Era una buona occasione per visitare un luogo esotico, incontrare un vecchio amico e ovviamente osservare un po' di uccelli. Così nell'ottobre 2006 mi sono recato a Bali, dove mi aspettavano Francesco e Vanessa. A molti Bali sarà nota per le tristi vicende della sua popolazione di Tigre (Panthera tigris balica), la più piccola tra le sottospecie di tigri, ufficialmente considerata estinta nel 1937. Da un punto di vista ornitologico l'Indonesia è una delle aree più ricche di specie di uccelli al mondo, sono circa 340 quelle endemiche di quest'area geografica, ma Bali, per le sue ridotte dimensioni (solo 5.632 Kmq con una popolazione di circa 3.500.000 abitanti) è piuttosto povera di uccelli. È famosa per la presenza di una delle specie più a rischio di estinzione del pianeta: la Maina o Storno di Bali (Leucopsar rothschildi) presente(?) con pochissimi individui allo stato selvatico nell'area del Parco Nazionale Bali Barat e salvata almeno per il momento dall'estinzione mediante l'allevamento in cattività.
A Bali, sul campo, mi sono potuto convincere di quanto Francesco sia stato straordinario, non solo nel trovare i valichi principali dove avviene la migrazione, lungo la catena dei Monti Seraya, sulla cima del Monte Sega, all'estremità orientale di Bali, ma soprattutto nel coinvolgimento di persone del posto in questa sua attività di ricerca, lavorando sempre con grande spirito pragmatico, metodo e rigore, tipici di un vero ricercatore accademico. Nell'autunno 2005 sono stati censiti 91.232 rapaci in 65 giorni di osservazione, dalla fine di settembre alla fine di novembre, di cui 7.717 Falchi pecchiaioli orientali, 81.317 Astori di Horsfield, 2.182 Sparvieri del Giappone, 9 Aquile minori e 7 Falchi pellegrini siberiani (GERMI & WALUYO, 2006). Francesco ipotizza il passaggio di non meno di 120.000 rapaci, essendo troppe le variabili da tenere in considerazione: vento e conseguente percorso di volo, altitudine di volo a causa delle forti termiche e conseguente ridotta visibilità dei rapaci nelle ore centrali della giornata (le più calde, con le termiche più forti), fatica degli osservatori, etc.
I Falchi pecchiaioli orientali, decisamente più grandi del nostro corrispettivo europeo, passano spesso da soli o in gruppetti di pochi individui. Solo nei primissimi momenti della mattina si può sperare che qualche individuo passi a bassa quota, in modo da poter effettuare qualche scatto, appena discreto; oggettivamente bisogna riconoscere che si tratta di situazioni tutt'altro che favorevoli da un punto di vista fotografico. Nei giorni della migrazione il watch site è stato visitato da un gruppo di entusiasti giovani birdwatcher del Kokocan Birdwatching Club Bali, da alcuni funzionari del locale corpo forestale e da altri appassionati locali, a testimoniare il desiderio di Francesco di coinvolgere il maggior numero di persone nello studio della migrazione e nella preservazione degli ultimi lembi di foresta dei Monti Seraya. Non contento di quanto fatto a Bali, ma sempre più interessato a scoprire le principali rotte migratorie dei rapaci in questa regione del mondo, il nostro Francesco, con l'aiuto dell'Hawk Mountain Sanctuary, fondazione americana che studia e protegge i rapaci in migrazione sui Monti Appalachi, e di Natural Reserarch Ltd., una società scozzese specializzata in ricerca applicata sui rapaci, ha scoperto un diverso e ben più consistente corridioi di migrazione sull'Isola di Sangihe, a nord di Sulawesi e poco distante dalle Filippine, dove si è recato sia nella primavera che nell'autunno del 2007.
Ritengo sia stato doveroso scrivere questa breve nota per rendere merito al lavoro ed all'entusiasmo di un italiano, Francesco Germi, che ha dimostrato comportamenti molto poco... italiani, dettati non da interessi economici, ma dal semplice desiderio di conoscenza e passione per l'ornitologia ed i rapaci. |
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