Quaderni di birdwatching anno X - volume 19 - aprile 2008

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di Paolo Pavan

        UNA SERA, AL CAI DI LUINO, ho assistito a una conferenza dal titolo: "Bass Rock - l'isola delle Sule". Il relatore non aveva la minima conoscenza delle regole elementari di una presentazione. Ne è risultata una cosa di una noia mortale, senza filo logico narrativo, senza capo né coda, con la proiezione che indugiava quasi esclusivamente su primi piani di sule. Molte diapositive pressoché identiche venivano proiettate decine di volte. Sembrava di essere in uno zoo-safari virtuale di una monotonia assurda. Risultato: tra uno sbadiglio e l'altro ho giurato che non avrei mai messo piede in un posto del genere.

        Qualche anno dopo abbiamo fatto un giro di una settimana alle Orkney e una nel nord della Scozia. Mentre il soggiorno nelle piccole isole è stato piacevole, non altrettanto può dirsi di quello scozzese. Terra bellissima e affascinante. Ma i piaceri della mente e dello spirito possono essere assaporati solo se si sta bene e si ha la pancia moderatamente piena. Sotto una pioggia incessante che non ti dà tempo nemmeno di asciugare i cambi non ti va tanto di ragionare. Se poi nella terra di salmoni saltellanti e ovini sgambettanti devi tirare la cinghia nonostante il portafogli aperto, allora...

        Avevamo previsto 3 giorni a Edimburgo. Un amico vi era stato tre settimane e, a suo dire, non gli erano bastate. Io dopo due giorni ne avevo abbastanza. L'unica cosa veramente bella erano gli scoiattoli, anche se grigi, che venivano a pochi metri cercando qualche boccone sull'erba del giardinetto dell'albergo durante la colazione mattutina.

         Sfogliando noiosamente una guida ho visto che, a pochi chilometri dalla capitale, c'era Bass Rock, l'isola della conferenza dimenticata. Le perturbazioni meteorologiche e culinarie, assieme a una certa miscredenza, mi hanno spinto a infrangere il giuramento. Il tempo sulla costa occidentale, tra l'altro, si era messo al bello.

        Avevamo il numero di telefono di Chris Marr il traghettatore. Ma abbiamo preferito andare di persona al piccolo borgo dell'imbarco. Abbiamo chiesto: "Si va a Bass Rock oggi?" - "Sì".

        "Si può sbarcare e rimanere per qualche ora?" - "Sì, quattro ore, poi ripassano a prendervi. Ma bisogna pagare 20 sterline".

        "A che ora si parte?" - "Tra un'ora".


Sula a Bass Rock

        Incredibile! In breve tempo si è radunata sulla banchina del minuscolo ormeggio una piccola folla variegata. Ci siamo stipati, in barba a ogni minimo criterio di sicurezza, su una bagnarola e via tra le onde!

        Mentre all'inizio eravamo ancora in preda al torpore dell'ultima parte noiosa della vacanza, ben presto, facendo il giro della rocca, ci siamo resi conto di dove stavamo per sbarcare, solo in tre, sotto gli occhi attoniti e invidiosi del resto della comitiva che, non avendo pagato il surplus, se ne doveva tornare a malincuore sulla terraferma. Niente a che vedere con l'impressione da zoo-safari avuta dalle diapositive.

        Per chi ama osservare con pazienza i gli uccelli l'esperienza di Bass Rock è grandiosa. Andando alla fine della prima decade di agosto si trovano piccoli di sula di quasi tutte le taglie. In quattro ore si possono vedere da vicinissimo innumerevoli interessanti comportamenti.

        Ma a questo punto, più delle parole contano le immagini che spero "arrivino" in modo convincente.

        Con i voli a basso costo, anche con poco tempo a disposizione, si può facilmente programmare una visita, magari aggiungendo qualche sito della baia detta Firth of Forth o l'isola di May.


doppio clic per far partire il filmato [10' 07"]



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2008, Quaderni di birdwatching

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