Quaderni di birdwatching anno X - volume 19 - aprile 2008

Girando per il mondo

Titolo
Magadi Lake


        NEL 2007, tra il 7 marzo e il 21 aprile, ho visitato parte della fascia meridionale del Kenia, muovendomi tra Nairobi, la Rift Valley e la costa, fino a toccare l'ultimo lembo di foresta pluviale Keniana, situata vicino al Lago Vittoria, la Kakamega Forest. Il mio viaggio era legato ad un progetto di volontariato indirizzato principalmente ai bambini delle baraccopoli di Nairoibi. Nel tempo libero ho doverosamente visitato queste magiche terre africane, sognate e desiderate fin da bambino.

        Gli spostamenti sono stati completamente auto-organizzati e, tra qualche difficoltà e qualche piccolo raggiro subito, posso concludere che il vantaggio economico che ne è risultato è stato notevole. In questo senso si sono rivelati essenziali gli aiuti e i consigli ricevuti dalla lista di EBN Italia, senza i quali avrei perso molte ore utili, che sono sempre troppo poche in un luogo dove spazio e tempo assumono una accezione completamente diversa rispetto al nostro mondo occidentale.

        Nel corso dell'articolo cercherò quindi di fornire anche qualche informazione logistica, ad esempio su come trovare vitto e alloggio, in modo da poter aiutare chi volesse visitare gli stessi luoghi.

I nomi degli uccelli elencati sono indicati in italiano quando inclusi nella check-list del Paleartico occidentale (SIGHELE M. et alii, 2003-2007: Una nuova check-list per il Paleartico occidentale. Quaderni di birdwatching) o nella prima parte del repertorio italiano dei nomi degli uccelli (VIOLANI C. & BARBAGLI F., 2006: Repertorio italiano dei nomi degli uccelli - parte prima: Struthioniformes - Psittaciformes. Avocetta, 30 (n.sp.): 5-265).
In alternativa è indicato il nome in inglese.
Per le didascalie delle foto per i nomi in italiano (assenti nelle due precedenti citate check-list) è stata anche utilizzata la terminologia secondo Massa e Carabella (MASSA R. & CARABELLA M., 1991: Lista delle specie di uccelli di tutto il mondo. In Perrins C.M.: Enciclopedia illustrata degli uccelli. Arnoldo Mondadori Editore, Milano).

Nettarinia variabile - Variable Sunbird


 SITI VISITATI
 NAIROBI

        La città stessa e le colline nei dintorni sono un vero paradiso dal punto di vista dell'avifauna, sia per la moltitudine di specie sia per la loro confidenza. Nibbi bruni (ssp. parasiticus) possono riempire il cielo in qualsiasi momento della giornata, formando termiche anche di 30 individui, e spesso si mostrano in picchiate veloci, radenti al suolo, per raccogliere qualche avanzo di cibo.

        Sugli alberi delle strade che collegano l'aeroporto e la città vi sono numerosi dormitori di decine di Aironi guardabuoi e Ibis sacri; ovunque richiamano gli Ibis hadada (Hadada Ibis); i White-browed Sparrow-Weaver si trovano nei parchi, e Astore bianco e nero (Black Goshawk) e Poliboroide (African Harrier-Hawk) tra gli alberi, anche se spesso in luoghi dove è meglio non farsi vedere con un teleobiettivo. Infatti, se fuori dalle città è possibile (sempre doverosamente accompagnati!) andare in giro con reflex e obiettivo, nelle vicinanze delle grandi città è bene evitare anche il binocolo.

        Nel giardino del mio alloggio ho contato 26 specie, fra cui le deliziose nettarinie Bronze ed Olive Sunbird, Greater Blue-eared Starling, Amaranto beccorosso (Red-billed Firefinch), Streaky Seedeater; passeri come Rufous e Parrot Billed Sparrow e tessitori come Black-headed, Lesser Masked e Baglafecht Weaver.


Tessitore mascherato minore - Lesser Masked Weaver


Tordo pettirosso del Capo - Cape Robin-chat

        Oltre agli Ibis sacri, anche le Marabù (Marabou Storks) si trovano a centinaia nella discarica vicino alla slum di Korogocho, dove purtroppo disputano il cibo a bambini e adulti. Ho anche passato due settimane su una collina a qualche decina di chilometri da Nairobi. Nel giardino lì attorno si muoveva di tutto; tra i "nuovi": il coloratissimo Hartlaub's Turaco; il Cape Robin-chat; il vocifero Montane Nightjar, simpatiche famigliole di Speckled Mousebird; vari pigliamosche come White-eyed Slaty, African Dusky e African Paradise Flycatcher, ancora delle nettarinie come Variable e Scarlet-chested Sunbird, e le lunghe code e i colori sgargianti di Red-naped Widowbird, Yellow Bishop, Red-cheeked Cordon-bleu, Purple Grenadier, Pin-tailed Whydah.

        Un giorno è entrato in una veranda uno Sparviere minuto (Little Sparrowhawk), subito catturato dai bambini e messo in una gabbia: cercando di spiegare ai bimbi che non avrebbe mai mangiato il mais fornitogli, io e un mio amico dopo circa un'ora siamo riusciti, per fortuna, a farlo liberare.

        Oltre agli uccelli vi erano scoiattoli, manguste, conigli, e i contadini locali costruivano trappole per tutti i possibili nemici dei loro orti: dai Root Rats (specie di talpe) ai Mousebirds, dalle Iene ai Leopardi. Un giorno mi hanno persino mostrato come, con un ramo elastico, un'erba profumata e una cordicella, il tutto posizionato davanti ad un'entrata di un tunnel aperta volontariamente, si possano catturare i Root Rats: l'animale corre subito, avvertito dall'odore della pianta, a chiudere il buco, ed ecco che si intrappola e penzola urlando. Gli sguardi inorriditi di noi bianchi del XXI secolo, anche in questo caso, hanno fatto sì che la bestiola fosse liberata.

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Vedova coda a spilli - Pin-tailed Whydah


 NAIROBI NATIONAL PARK

        Poco attraente per i grandi mammiferi (comunque sentiti i Leoni e viste le Giraffe a pochi metri), grandioso per gli uccelli: più di cento specie in una sola giornata, non del tutto piena e senza faticare per scovarli, ma semplicemente contati percorrendo in auto le strade del parco.

        Tra le specie più eclatanti ho visto: Struzzo, il curioso Uccello martello (Hamerkop), il Tantalo africano (Yellow-billed Stork) e la Cicogna di Abdim (Abdim's Stork), il Serpentario (Secretary Bird), il Rallo tuffatore africano (African Finfoot - la guida era esaltatissima perché una vera rarità per loro, a me pareva solo un cormoranino!), la maestosa Aquila marziale, l'Aquila ciuffolungo (Long-crested Eagle), il Grifone di Rüppell e l'Avvoltoio orecchiuto; vari anatidi come Anatra dal bernoccolo (Knob-billed (Comb) Duck), Dendrocigna facciabianca (White-faced Whistling-Duck), Dendrocigna fulva (Fulvous Whistling-Duck), Anatra beccorosso (Red-billed Teal).

Titolo
Aquila ciuffolungo - Long-crested Eagle

        Dal punto di vista strettamente ornitologico, a mio parere si possono dedicare a questo parco anche due giornate piene, se si dispone di un periodo abbastanza lungo di vacanza e questo non impone di rinunciare alle altre magiche mete di questo paese. Inoltre, ricordo che ogni tipo di essere vivente tende a sparire nelle ore calde della giornata, e lo stesso birdwatching risulta faticoso se non all'ombra di un bel tetto di un mezzo da safari. Anche la fotografia risulta poi davvero molto difficile nelle ore centrali, dove il sole a picco crea troppi contrasti e fastidiosi chiaroscuri che meandano in tilt il controllo dell'esposizione.

        Dal punto di vista paesaggistico il parco è forse uno dei meno belli e non trasmette il tipico impatto visivo d'Africa cui si è abituati dopo anni di documentari televisivi; suggestivo (od osceno?) è vedere la città di Nairobi in lontananza, magari sullo sfondo di un Leone o di una Giraffa.


Nairobi National Park


Aquila marziale - Martial Eagle


 HELL'S GATE NATIONAL PARK


Otarda kori - Kori Bustard

        E' uno degli ultimi parchi percorribili a piedi o in bicicletta. Io ho speso al suo interno solo una giornata, ma, per la quantità di occasioni fotografiche, consiglio vivamente di visitarlo con calma in due giorni, ed in bici. Contro lo sfondo del verde e ocra della savana si stagliano massicci e colonne di basalto, tra cui la Torre di Fischer, una delle principali attrazioni turistiche per gli amanti dell'arrampicata.

        Molto bella anche la zona pic-nic all'ingresso, dove i Superb Starlings mangiano praticamente dalle mani dei turisti, circondati da Black-lored Babblers. Svariate specie di rondini e rondoni abitano il parco, l'Aquila di Verreaux è nidificante, ed è pure in atto un programma per reintrodurre il Gipeto.

        Stella della giornata è stata la Otarda kori (Kori Bustard), "inseguita tra l'erba e inquadrata a pieno fotogramma!

        Tra le altre nuove osservazioni: Falso grifone africano (African White-backed Vulture), Falco giocoliere (Bateleur), White-fronted Bee-eater, Red-winged Starling.

        Tra i mammiferi qui ho potuto anche fare osservazioni ravvicinate di Gazzella di Grant; molto avvincente fotografare i Bufali, che si spostano a cerchio, in allerta (ma da fare con le dovute cautele, data la pericolosità dei soggetti). Anche le Zebre si possono avvicinare ad una distanza incredibile rispetto alla precedente esperienza al Nairobi NP.

        Al parcheggio, prima di arrivare alla Torre Centrale, un'altra colonna di roccia vulcanica, è possibile dar da mangiare ai Babbuini verdi (pratica discutibile e molto pericolosa) e scendere in un percorso che costeggia le cime e arriva fino alla gola inferiore (Ol Njorowa). I canali scavati dall'acqua meriterebbero almeno un paio d'ore d'osservazione, ma purtroppo non ho potuto visitarli per mancanza di tempo.


 NAKURU LAKE

Titolo
Nakuru Lake

        Si tratta di un grande lago salato che costituisce, insieme ad altri laghi salati e non, una delle grandi attrattive della Rift Valley. A differenza che in altri laghi simili, il livello delle acque è sempre molto basso e non è possibile navigarlo. Lo chiamano il paradiso del birdwatcher, ma, forse perché accompagnato da una guida poco preparata in tutti i sensi, figuriamoci poi sugli uccelli, a parte l'infinita distesa di fenicotteri, non ne sono uscito con grandi osservazioni; tra queste però ricordo le mie prime Aquila pescatrice africana (African Fish Eagle) e Ghiandaia marina pettolilla (Lilac-breasted Roller).

        Anche se da Nairobi è possibile, così come per i laghi Elmentaita e Naivasha, visitarlo in giornata, (cosa non facile invece per i laghi Baringo o Bogoria), consiglierei almeno due giorni di safari, in quanto anche i boschetti limitrofi sono davvero ricchi di specie. Infatti, su un albero lontano dal lago ho avuto modo di ottenere, mentre cercavo di fotografare un'Antilope d'acqua, la mia unica osservazione di Striped Kingfisher, spesso avvistabile proprio distante dall'acqua.

        Per quanto riguarda i mammiferi (anche se sempre assenti i Leoni e gli Elefanti), sono riuscito a vedere per la prima volta: Rinoceronte bianco (è presente anche il nero), Sciacalli dalla gualdrappa in caccia di Gazzelle di Thomson e Procavie. Queste ultime si avvicinano curiose nella parte alta del parco, dove è facile incontrare diversi esemplari di lucertola dei generi agama o acanthocercus.

        Tra gli altri uccelli: Gabbiano testagrigia (Grey-headed Gull), gli onnipresenti Sassicola formichiera (Northern Anteater Chat) e Schalow's Wheatear, poi Cliff Chat, Northern White-crowned Shrike, Cape Rook, e, all'uscita, chicca finale con l'Upupa africana.


Fenicottero minore - Lesser Flamingo


Gabbiano testagrigia - Gray-headed Gull


 OLORGASAILIE PREHYSTORIC SITE - MAGADI LAKE


Nettarinia multicolore - Beautiful Sunbird

        Lungo la strada per arrivare al Magadi Lake, situato al confine con la Tanzania, ho fatto varie soste, fra cui anche al sito preistorico di Olorgasailie, importante sito di resti archeologici tra cui asce e utensili dell'epoca dell'homo erectus. Qui intorno i paesaggi sono una vera meraviglia: colline alberate con la loro tipica scarna vegetazione si staccano su distese steppose e terre rosse, dove gli alberi sembrano macchie di pois: solo al Masai Mara ho percepito lo stesso senso di infinità spaziale e temporale.

        Qui, finalmente, le illusioni e i sogni ad occhi aperti che fin da piccolo i programmi televisivi creavano in me su queste terre, diventano realtà e possono essere percepiti a fondo. Purtroppo dei problemi con la memory card non mi hanno permesso di scattare molte foto ai paesaggi, ma nessun ricordo è più indelebile di un'emozione vera, che forse è tanto più vera in quanto, invece di impostare l'esposizione, la si vive solo per quello che è.

        La stessa sensazione l'ho avuta nell'incontrare il Dugongo qualche anno fa a Marsa Alam, dove il rullino terminato mi ha imposto di concentrarmi di più su quell'attimo, forse il più prezioso della vacanza. Tornando al Kenia, le osservazioni più interessanti al sito preistorico sono state: il comune Astore cantante orientale (Eastern Chanting-Goshawk), Nubian Woodpecker, Codirossone, Beautiful Sunbird, Eastern Violet-backed Sunbird, Uccello-topo nuca blu (Blue-naped Mousebird), White-throated Bee-eater, Red-billed Hornbill, Red-and-yellow Barbet, Grey-capped Social Weaver, Black-necked Weaver, Chestnut Sparrow, Green-winged Pytilia, Blue-capped Cordon-bleu, Black-cheeked Waxbill, Becco d'argento africano (African Silverbill), Eastern Paradise-Whydah, Steel-blue Whydah.

        Ma l'osservazione più entusiasmante è stato una splendida Poiana delle steppe (Buteo b.vulpinus) forma scura, un sogno per me da sempre! Incontrate anche qui le specie di otarde incontrate al Nairobi NP e avvistata una Cicogna bianca.

        Il Lago Magadi si presenta diverso rispetto ai suoi fratelli più a nord, ed infatti la temperatura è qui più calda. Poche le osservazioni, tra cui l'endemico Corriere pallido (Chestnut-banded Plover), Alzavola del Capo (Cape Teal) e il mieo primo Martin pescatore bianco e nero (Pied Kingfisher), anche perché, nel tentativo di aiutare altri turisti intrappolati nel fango del lago, ci siamo impantanati pure noi. Il paesaggio però è sublime, a mio avviso molto più intenso rispetto a quello del Lago Nakuru.



Barbuto testarossa - Red-and-yellow Barbet


Cordon blu dal cappuccio - Blu-capped Cordon-bleu

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Alzavola del Capo - Cape Teal


 MASAI MARA RESERVE


Bucorvo cafro - Southern Ground-hornbill

        Qui tutte le solite e inflazionate parole per descrivere l'Africa si concretizzano veramente: le praterie più grandi del cielo, le acacie solitarie, quasi a testimoniare la difficile sopravvivenza in luoghi dove il tempo pare essersi fermato, il veloce tramontare del sole, i grossi numeri di erbivori che spuntano alla sera e i Leoni che, al calar della luce, si muovono, ancora pigri, in cerca di cibo, non solo fanno capire che l'Africa è davvero un universo molto distante dall'Europa, ma, come mi disse qualcuno prima della partenza, tendono anche a far riscoprire il proprio lato ancestrale: nella Rift Valley è nata la vita, tutti siamo passati di qui.

        Tra le specie non viste altrove segnalo: Albanella pallida, Aquila rapace, Grillaio, Ghiandaia marina, Bucorvo cafro (Southern Ground Hornbill).

        Problemi con le guide ci fanno perdere mezza giornata nel camping, il che mi permette di osservare meglio alcune specie tra cui Red-fronted Barbet, Black Saw-wing, White-headed Saw-wing, White-browed Robin-Chat, Grey-headed Sparrow.

        Una ragazza del mio gruppo vede a pochi metri una Mangusta con piccoli: quanto conta la fortuna!

        Non essendo periodo di migrazione per gli erbivori mi ha stupito la quantità di questi soprattutto al calar del sole: già ben visibili di giorno, sembrano infatti moltiplicarsi assieme all'allungarsi delle ombre; non nascondo invece un po' di delusione per l'esiguo numero di rapaci.


 KAKAMEGA FOREST


Pigliamosche azzurro africano - African Blue-Flycatcher

        Bellissima, con tre specie di scimmie (Red-tailed Monkey, Blue Monkey, Mantled Guereza), che ho visto solo qui; realizzato pure il sogno di incontrare e fotografare decentemente il superbo African Blue-Flycatcher! Spettacolari i fichi parassiti e i vecchi alberi che trasmettono un profondo senso del passare del tempo.

        Visti la Tortora tamburina (Tambourine Dove) e il Black-and-White-casqued Hornbill: per il resto devo dire che, non vedendo troppi uccelli, mi sono dedicato alla fotografia di farfalle, veramente tantissime.

        Suggerisco comunque vivamente di visitare tale sito a tutti coloro che ne abbiano l'opportunità, e di pernottare all'interno in tenda o in semplici bungalow, che imitano le abitazioni locali. Vorrei però sottolineare la presenza di più ingressi al parco, alcuni gestiti dal WWF e altri dalla forestale, con differenze di costo d'ingresso e pernottamento. Io, ad esempio, sono entrato nella zona più vicina alla città di Kakamega (una delle più cordiali cittadine visitate; vista l'Angola Swallow), mentre ho saputo solo dopo che poco più distante, nella direzione opposta, vi è un ingresso gestito dalla forestale, dove tutto è molto più economico, anche se bisogna fare un po' più di strada per arrivarci.

        Ad ogni modo un fornitissimo servizio di "boda-boda" (bici-taxi) può per pochi soldi condurvi ovunque intorno alla città; l'unico problema è riuscire a farsi capire bene, una difficoltà che spesso va al di là della lingua: infatti, pur di accontentare al più presto il cliente bianco, fonte di denaro, e sottrarlo ad un vicino concorrente, il conducente della bicicletta risponderà affermativamente ad ogni domanda, fingendo d'aver capito tutto! Ma questo discorso meriterebbe un capitolo a parte.


 MALINDI: TURTLE BAY (WATAMU), GEDE RUINS, ARABUKO SOKOKE FOREST, MIDA CREEK e SABAKI RIVER


Tessitore dorato delle palme - Golden Palm Weaver

        Nell'ultima parte del mio viaggio sono stato nove giorni a Watamu, più precisamente a Turtle Bay, una località balneare a qualche chilometro da Malindi. Nei dintorni di Watamu ho visitato le rovine di Gede, la foresta di Arabuko Sokoke e il mangrovieto Mida Creek; a nord di Malindi, invece, ho passato una notte alle foci del fiume Sabaki.

        Tra le nuove presenze "da giardino" Airone testanera (Black-headed Heron), Corvo delle case, Collared Sunbird, e i due bei tessitori della costa: Golden Palm Weaver e African Golden Weaver.

        Alle rovine sono andato senza guida e a parte molti Asian Lesser Cuckoo e i Capovaccai delle palme (African Palm (Palm-nut) Vultures), visti di sfuggita, per il resto della giornata non si muoveva uccello.

        Ho riscontrato lo stesso vuoto di pennuti un altro giorno, durante un giro per Turtle Bay in un piccolo mangrovieto presente vicino alla mia pensione: anche la guida bw locale ne era meravigliato; tra i nuovi, Cicogna collolanoso (Wolly-necked Stork), African Grey Hornbill, Grey-headed Bush-shrike.

        Segnalo la presenza, sempre in questa località di Turtle Bay, di un centro studi ornitologico presso il quale è possibile avere anche vitto e alloggio, il Mwamba Field Study center: si tratta di una ONG cristiana gestita dall'ornitologo Colin Jackson, i cui progetti presuppongono un coinvolgimento degli abitanti del luogo.

        Io non ho pernottato qui, ma in una piccola pensione proprio dietro i grandi residence frontemare dei villaggi turistici più noti, con prezzo oltre dieci volte inferiore a questi ultimi: mi domando per quale assurdo motivo le nostre agenzie locali non li segnalino, anche ricavandone un guadagno del 100%. Senza alcuni consigli dalla nostra mailing list, e più precisamente da Simon Valle, non mi sarei mai fidato ad alloggiare in un posto simile, anche se citato nelle Lonely e Rough Guides. Dunque, per fortuna esiste EBN Italia? Certo, ma chissà quante persone non interessate all'ornitologia potrebbero comunque preferire questi posti un poco spartani, ma pulitissimi e davvero convenienti. Ma, anche qui, è un altro discorso.

        Nella foresta di Arabuko Sokoke non molte le osservazioni di rilievo, fra queste Fischer's Turaco, Narina Trogon, Scaly Bubbler, Forest Batis, Yellow Flycatcher, African Golden Oriole, Storno ametista (Violet-backed Starling): ma avevamo deciso di uscire in escursione in un posto diverso da quello dove è possibile osservare gli endemici Speke's Weaver e Sokoke Scops Owl, o il minacciato Spotted Ground-Thrush, perchè sarebbe servito noleggiare un'auto e io purtroppo cominciavo a scarseggiare di risorse finanziarie...

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Jacana africana - African Jakana

        Belle le Jacane africane (African Jakana) e l'Anatra dorsobianco (White-backed Duck) nel piccolo allagamento presente di fronte al baobab-osservatorio; nello stesso specchio d'acqua erano presenti alcuni Aironi bianchi intermedi. In questa foresta vi è un recinto elettrificato per tenere lontani gli Elefanti, che sarebbero un pericolo per i visitatori a piedi. Spesso però questi grandi animali riescono lo stesso ad irrompere: la stessa guida era sempre all'erta in caso li sentisse arrivare.

        Meraviglioso il mangrovieto Mida Creek: è una notevole esperienza anche solo attraversarlo a piedi, con la bassa marea; peccato che gli uccelli fossero troppo distanti per il mio obiettivo: infatti, se pur la confidenza dimostrata è impensabile da noi, un 300 col moltiplicatore è risultato ancora insufficiente per gli animali presenti. Altre nuove specie: Garzetta dimorfica (Dimorphic Egret), Corriere di Leschenault e mongolo, Sterna di Rüppell, Fraticello di Saunders, Sterna zampenere, Piro piro del Terek, Droma.


Mida Creek


Droma - Crab Plover


Sabaki River


Cuculo bianco e nero - Black-and-white Cuckoo

        Gli ultimi due giorni li ho passati infine alle foci del fiume Sabaki: surreale l'atmosfera vicino al mare mentre stava arrivando la pioggia. La cosa però mi ha obbligato a soli pochi minuti di osservazioni, anche perché temevo per la mia macchina fotografica, protetta solo da un sacchetto e dalla mia maglietta.

        Visti anche, in lontananza, gli Ippopotami, che spuntavano con i loro testoni dalla superficie del fiume: per fortuna al Masai Mara erano più vicini. Sono comunque animali da trattare sempre con grande cautela, visto che sono molto collerici e corrono velocissimi. Qui ho visto di nuovo solo Pavoncella caruncolata dal ciuffo (Black-headed Lapwing), Black-and-white Cuckoo, Zanzibar Sombre Greenbul, Fire-fronted Bishop, Sterna di Berge (Great Crested Tern - Swift Tern), Zafferano (ssp. fuscus) e Gabbiano di Heuglin; bellissima una vicina Aquila pescatrice africana. La sera, mentre cenavamo, ci visita un enorme granchio di fiume proprio sul battiscopa della casetta; poco dopo scopro che, sempre nel battiscopa, dentro una fessura, ha la proprio tana un pipistrello locale: nemmeno il proprietario se n'era mai accorto! L'ultimo giorno, mentre pioveva, maschio di Albanella pallida in cima ad un albero lì vicino.

        Qui ho pernottato in un piccolo camping che dispone anche di alcune camere in un cottage rurale, dove ovviamente manca l'acqua calda. Del resto anche a Watamu c'era questo problema, ma, nonostante la sera faccia effettivamente freddo, ci si abitua presto, e non è poi una vera sofferenza.

        Il cibo, come sempre in Kenia, è a mio avviso ottimo e leggero; l'unico inconveniente è la poca varietà, ma le mie attenzioni erano ovviamente rivolte altrove!

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Sterna di Berge - Great Crested Tern (Swift Tern)


 CONCLUSIONI


Ghiandaia marina pettolilla - Lilac-breasted Roller

        Che dire, mal d'Africa? Forse è solo un sentimento scontato, che ormai tutti gli amanti della natura dicono di provare una volta tornati a casa da questo continente. La natura è senza dubbio più forte e vicina rispetto a quella italiana, ma non avendo passato in nessun altro luogo un periodo così lungo, non posso capire con certezza quali altri fattori entrano in gioco nei miei ricordi.

        Senza dubbio ripartirei domani, per i colori, per i luoghi e le occasioni da vivere sfuggite, per la abbondanza e varietà di fauna presente, perché è ormai un anno che sono tornato, perché, anche con la mia limitata attrezzatura, si fanno più foto in un week-end in Africa che in un anno in Europa, ma, forse sì, perché l'Africa e l'Africa, e l'ho sognata per più di vent'anni.

        Ma non sono privo di ricordi amari, forse per il tipo di esperienza di partenza: le baraccopoli, la miseria, l'assurda lotta dei giovani per esser al passo con l'apparenza del mondo occidentale, la mancanza di un ceto medio, il dominio di pochi e, per giunta, stranieri. E allora c'è da chiedersi, noi, come contribuiamo con il nostro turismo?

        Ma sono riflessioni, e non è questa la sede. Auguro a tutti di poter vivere un safari in questo continente alle radici della vita, non dimenticando tutto il contesto attorno e, lasciatemelo dire (perché alle volte mi sono sentito anch'io così), non da bianchi occidentali in prima fila, "comodi comodi" per lo spettacolo.

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Hell's Gate National Park


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2008, Quaderni di birdwatching

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