Quaderni di birdwatching anno X - volume 20 - ottobre 2008

Articolo originale
Titolo
di Giacomo Sgorlon

Red-footed Falcon Falco vespertinus breeds in Venetia: an update on the status of the species in Eastern Venetia
Red-footed Falcons nested in Italy for the first time in 1995, in the province of Parma. As to Venetia (NE Italy), the first known nesting occurred in 1996. After that, the species was regular (and sometimes abundant) Spring migrant in the area, but it did not breed again in Venetia until 2003; one or two pairs have nested every year since.


        IL FALCO CUCULO (Falco vespertinus) è una specie monotipica a distribuzione eurosibirica; la sua popolazione europea è stimata tra 18.000 e 44.000 cpp. maggiormente distribuite in Russia, 40.000 cpp., ed in Ungheria, 2.200 cpp. (CRAMP & SIMMONS, 1980).

        Inserita nella categoria SPEC 3, nel Paleartico occidentale è considerata vulnerabile, in ampio declino a causa delle trasformazioni dell'habitat, all'uso di pesticidi in agricoltura, alle persecuzione attuate contro i nidi dei corvidi (TUCKER & HEATH, 1994).

        In Italia è migratore regolare, più comune durante il passo primaverile e nidificante dal 1995, allorchè è stata documentata con certezza la prima nidificazione in provincia di Parma, dove già nel 1992 la presenza di 4 giovani appena involati aveva fatto pensare a una possibile nidificazione (RAVASINI, 1995). Attualmente in Italia è comune come nidificante con 70 cpp. nel 2000, concentrate in Emilia-Romagna, in particolare nella province di Ferrara e di Parma (BRICHETTI & FRACASSO, 2003).

        In Veneto si rinviene con la medesima fenologia migratoria; in particolare durante la migrazione primaverile si concentrano fino ad alcune centinaia di individui che trascorrono brevi periodi di sosta per alimentarsi per poi ripartire verso i siti riproduttivi dell'Europa orientale. Assieme ai Falchi cuculi si possono osservare altre specie migratrici, rare per la regione Veneto, quali il Grillaio (Falco naumanni) e la Ghiandaia marina (Coracias garrulus).


  Riproduzioni pregresse

        Il primo dato riproduttivo in Veneto è stato rilevato nella Tenuta di Cà Tron, Roncade (TV). Una coppia si è riprodotta nel 1996 in un nido di Cornacchia grigia (Corvus corone cornix), posto sulla sommità di un traliccio dell'energia elettrica (NARDO & MEZZAVILLA,1997). Tale ubicazione, inedita per la specie, risulta essere stata la prima del genere nota nel Paleartico occidentale, ripetutasi negli anni successivi anche in provincia di Parma (M. Mendi, com.pers.).


  Situazione attuale
  Anno 2003


2003: sito riproduttivo

        Dopo la riproduzione del 1996, per diversi anni il Falco cuculo è stato osservato nel Veneto orientale esclusivamente durante il passo primaverile, con numeri anche relativamente consistenti di gruppi in sosta.

        Solo nell'estate 2003 una coppia ha occupato un nido di Cornacchia grigia sito all'interno di un pioppo cipressino (Populus nigra var. italica), nella Bonifica di Loncon (VE).

        La riproduzione, che è stata seguita in modo sistematico, ha portato all'involo di 3 pulli (SGORLON & PANZARIN, 2004).

        L'ampia area bonificata lungo il corso del Canale Loncon, interessa i comuni di Torre di Mosto, San Stino di Livenza e Concordia Sagittaria, inseriti nell'area geografica veneta orientale.

        Questo ambiente è occupato regolarmente dai Falchi cuculi e, dopo il 2003, è divenuto l'unico luogo certo di riproduzione di questo raro falco in Veneto.


  Anno 2004

        Nel 2004 il primo gruppo consistente si è notato a Loncon il 7 maggio con 37 individui. La nidificazione è stata accertata il 27 giugno; è stato utilizzato un nido di Gazza (Pica pica), posto sulla parte esterna di un grosso pioppo (Populus alba) isolato. Si sono involati 3 pulli, che hanno frequentato l'area assieme agli adulti fino al 29 luglio, ultimo giorno di osservazione (BON ET AL., 2005).


  Anno 2005

        La stagione riproduttiva del 2005 ha visto un primo gruppo di Falchi cuculi di soli 12 individui arrivare l'8 maggio. Una coppia si è riprodotta in un nido di Cornacchia grigia posizionato nella parte sommitale di una robinia (Robinia pseudoacacia). Anche in questo caso si sono involati 3 pulli, che hanno frequentato l'area con il gruppo familiare fino al 26 luglio (BON ET AL., 2006).

        L'involo è avvenuto prima per due giovani, mentre un terzo è rimasto per un breve periodo ancora al nido per involarsi in un secondo tempo.



2005: juv prossimo all'involo - foto Angelo Nardo


2005: femmina adulta con 2 juvv da poco involati


  Anno 2006

        Nel 2006 non si sono visti numeri importanti di Falco cuculo. A partire dal 2 maggio vi è stata la presenza continua di almeno 3 individui nell'area della bonifica. In questa stagione riproduttiva non è stato possibile verificare con certezza la nidificazione del falco, ma la presenza fino a luglio inoltrato di una coppia territoriale suggerisce che la riproduzione possa essere avvenuta in un nuovo sito, scoperto solo l'anno successivo (BON ET AL., 2007).


  Anno 2007

        Sebbene non vi siano stati numeri importanti di falchi migratori nell'area in esame, la stagione riproduttiva del 2007 ha visto la riproduzione di due coppie di Falco cuculo. Una ha occupato il nido storico nel sito del 2003. Nello stesso periodo un'altra coppia ha occupato un nido di Cornacchia grigia posto all'interno di un'acacia, in prossimità di una casa abitata. Presumibilmente questo sito era stato utilizzato anche nella precedente stagione riproduttiva, dato che il territorio di caccia della coppia del 2006 si trovava proprio vicino a questo nido.



2007: nuovo sito riproduttivo


2007: uno dei tre juvv involati nel secondo sito


  Anno 2008

        I primi falchi si sono osservati nella prima decade di maggio con un numero massimo di 9 individui, presenti dal 5 al 23 maggio. In seguito, una coppia di Falchi cuculi ha utilizzato un nido di Cornacchia grigia, nello stesso sito del 2003.

        La coppia, pur essendo presente in modo costante nell'area, ha abbandonato il nido prescelto a seguito del continuo disturbo arrecato dalla demolizione di un vecchio rudere posto nelle immediate vicinanze. L'abbandono del sito riproduttivo a causa dell'uomo è già noto in letteratura ed è stato osservato anche in provincia di Parma (M. Mendi, com.pers.).

        La presenza di una seconda coppia appare molto probabile, vista la frequenza assidua di un maschio adulto in un'altra area idonea della bonifica dal 10 giugno al 6 agosto. L'ultima osservazione per il 2008 riguarda un maschio adulto, visto il 25 agosto nei pressi di un nido già occupato in passato.

  Altre segnalazioni

        Per completare al situazione del Falco cuculo in Veneto, è utile ricordare anche alcune osservazioni di giovani falchi osservati durante il periodo riproduttivo, dei quali però non è stato trovato il nido di provenienza: l'osservazione personale di un giovane in attività trofica all'interno dell'Azienda agricola Tenuta Pasti, Eraclea (VE) il 21 luglio 2002 (BON ET AL., 2003; SGORLON & PANZARIN, 2004) e la recente osservazione di un giovane volante a Pozzonovo (PD) il 10 giugno 2007 (BON ET AL., 2007).


Falco cuculo nel Veneziano - filmato di Giacomo Sgorlon
doppio clic per far partire il filmato [1'11""]


  Conclusioni

        Nell'area del Veneto Orientale il Falco cuculo si può attualmente considerare un nidificante regolare, con 1- 2 coppie ogni anno, accertate nella sola Bonifica di Loncon (VE). Appare possibile, in ogni caso, che si riproduca anche in altri luoghi sia nel Veneto che nel resto del Triveneto.

        Occorre considerare, infatti, la plasticità ambientale della specie nei confronti dei possibili siti riproduttivi e la relativa tolleranza alla presenza umana. Inoltre, la caratteristica migrazione tardiva di questo rapace, che si protrae anche nel mese di giugno, può mascherare la presenza di singole coppie nidificanti, come rilevato in provincia di Mantova, dove nel 2008 è stata accertata la prima riproduzione provinciale di questo rapace (N. Grattini, com.pers.).



Ringraziamenti

Desidero ringraziare gli amici Angelo Nardo e Lucio Panzarin per la collaborazione nella ricerca sul campo, Angelo Nardo per la gentile concessione del materiale fotografico, Nunzio Grattini e Michele Mendi per i commenti ed i dati inediti. Ringrazio infine Francesco Mezzavilla per la revisione critica del testo.

Bibliografia

  • BON M., SIGHELE M. & VERZA E. (reds.), 2003: Rapporto ornitologico per la Regione Veneto. Anno 2002. Boll. Mus.civ. St. Nat. Venezia, 54: 123-160.
  • BON M., SIGHELE M. & VERZA E. (reds.), 2005: Rapporto ornitologico per la Regione Veneto. Anno 2004. Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia, 56: 187-211.
  • BON M., SIGHELE M. & VERZA E. (reds.), 2006: Rapporto ornitologico per la Regione Veneto. Anno 2005. Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia, 57: 199-220.
  • BON M., SIGHELE M. & VERZA E. (reds.), 2007: Rapporto ornitologico per la Regione Veneto. Anno 2006. Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia, 58: 269-292.
  • BRICHETTI P. & FRACASSO G., 2003. Ornitologia italiana. Vol.1 - Gaviidae-Falconidae. Alberto Perdisa Editore, Bologna. pp. 463
  • CRAMP S. & SIMMONS K.E.L., 1980. Handbook of the birds of Europe, the Middle East and North Africa. Vol. 2: Hawks to Bustards. OUP, Oxford.
  • NARDO A. & MEZZAVILLA F., 1997. Nidificazione del Falco cuculo, Falco vespertinus, in Veneto. Riv. ital. Orn., 67 (2): 169-174.
  • RAVASINI M., 1995: L'avifauna nidificante nella Provincia di Parma. ed. Tipolitotecnica, SAla Baganza (PR): pp. 340.
  • SGORLON G. & PANZARIN L., 2005. Nuova nidificazione del Falco cuculo Falco vespertinus Linnaeus, 1766 in Veneto. In: BON M., DAL LAGO A., FRACASSO G. (reds.). Atti del 4° convegno Faunisti Veneti. Natura Vicentina, 7: 201-203.
  • TUCKER G.M. & HEATH M.F., 1994. Birds in Europe , their conservation status. Bird Life International, Cambridge.

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    2008, Quaderni di birdwatching

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