Quaderni di birdwatching anno X - volume 20 - ottobre 2008

Segnalazioni
a cura di Fausta Lui, Silvio Bassi, Maurizio Sighele

In questa rubrica ci proponiamo di segnalare articoli apparsi su riviste di birdwatching e di ornitologia che pensiamo possono interessare il birdwatcher italiano, o perché trattano dell'avifauna italiana e europea, o perché scritti da connazionali, o che sono comunque di argomento generale. Inoltre, alcune pubblicazioni "di contorno" al mondo del birdwatching.


A.A.V.V., 2008: Alula, anno XIV (1-2).

E' stato pubblicato l'ultimo numero (doppio) di Alula, la rivista ornitologica edita dalla SROPU, con numerosi contenuti in particolare dal Lazio da dove vengono le segnalazioni della prima nidificazione regionale di Airone cenerino nel 2006 (C.Angelici & M.Brunelli) e l'osservazione di un Saltimpalo siberiano nel 2001 (R.Di Paola). Tra le "brevi note" anche il recupero di un dato storico: la nidificazione del Gipeto in Sardegna, grazie alla documentazione fotografica di Carl Stemmler che risale al giugno 1926 a Urzulei (NU), Sardegna; il dato rappresenta la prima nidifcazione di Gipeto in Italia (M.Grussu & G.Lutz-Stemmler).(ms)


Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta, 2008: Annuario 2007 C.R.O.S., C.R.O.S.

Da due anni anche il Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta sta realizzando un "Annuario" che si occupa delle segnalazioni ornitologiche dalle province di Como e Lecco. L'interesse del resoconto è confermato dal fatto che l'Annuario 2007 gode del patrocinio di alcuni enti pubblici come la Provincia di Lecco, il Parco "Adda Nord" e la Riserva Naturale "Pian di Spagna e Lago di Mezzola". La pubblicazione contiene anche due articoli sulle popolazioni locali di due anatidi: la Moretta tabaccata (E.Viganò) e lo Smergo maggiore (R.Brembilla).(ms)


Fraissinet M. & Cavaliere V., 2008: Censimento degli anatidi svernanti in Provincia di Caserta: 2002-2007. Picus, 34 (1): 31-38.

La Provincia di Caserta era in passato largamente occupata dalle zone umide formate dal fiume Volturno. Successivamente queste sono state in larga parte prosciugate; sono stati però anche realizzati dei bacini artificiali, dedicati soprattutto alla produzione di energia idroelettrica. Attualmente i residui delle originarie zone umide e i bacini artificiali del Casertano costituiscono le zone più meridionali di svernamento di anatidi sulla costa tirrenica dell'Italia. Nelle cinque stagioni interessate da questo monitoraggio gli autori hanno evidenziato un rilevante aumento di Alzavole, Germani e Morette, mentre si sono ridotti ad esempio i Moriglioni.(fl)


Cairo E., 2008: Mortalità di avifauna per collisione contro barriere in PMMA: indagine prima e dopo l'applicazione di sagome di rapaci. Picus, 34 (1): 43-48.

L'autore presenta i risultati di due stagioni (periodo maggio-ottobre, negli anni 2005 e 2006) di monitoraggi lungo un transetto di circa 1 km della circonvallazione cittadina di Bergamo, dotato di barriere anti-rumore in PMMA (nome commerciale: Plexiglass). Nel primo anno ha rinvenuto ben 176 uccelli morti a causa di collisioni, per la maggior parte migratori e giovani in fase di dispersione. Nel secondo anno, dopo l'applicazione di sagome di rapaci sulle barriere, il numero delle morti si è ridotto a 40. Questo lavoro, nonostante il periodo di campionamento limitato, fornisce ulteriori dati a favore dell'uso delle sagome di rapaci per ridurre le morti da collisione (vedi anche Fangarezzi et al., 1999, Avocetta 23:186).(fl)


Robb G. & Bearhop S., 2008: Tabling more birds. Biol.Lett.doi 10.1098/rsbl.2007.0622 (2008) riport. su Nature 451: 750.

I due ricercatori della Queen's University di Belfast, nell'articolo citato, simulando l'alimentazione da una mangiatoia in giardino, hanno verificato l'influenza di tale fattore sul successo riproduttivo di una specie comune, la Cinciallegra (Parus major). Di fatto, appendendo ai rami di alcuni alberi dei Meisenknödel dall'inizio di novembre sino ai primi di marzo, si è dimostrato che le coppie con alimentazione supplementare depongono le uova più precocemente e riescono ad allevare sino all'involo un piccolo in più rispetto a coppie che non hanno avuto a disposizione questa fonte di cibo supplementare.(sb)


Sheldon B. et al., 2008: Hot chicks. Science, 320, 800 - 803(2008) riport. su Nature 453: 261.

Uno studio durato 47 anni sulla Cinciallegra ( Parus major ) ha mostrato che questa specie è in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici puramente attraverso modifiche comportamentali, un fenomeno noto come plasticità fenotipica. Ben Sheldon ed i suoi colleghi hanno verificato come a Wytham, vicino ad Oxford, al giorno d'oggi le Cinciallegre depongano le uova 14 giorni prima che nel 1961, in tempo per l'abbondanza di larve di falena con cui alimentano i loro piccoli. Questo è stato ottenuto puramente tramite una modifica comportamentale e non attraverso una selezione genetica, come dimostrato dal fatto che il picco dell'abbondanza larvale cambia casualmente di anno in anno.(sb)


Takahashi M. et al., 2008: Vestigial finery. Anim. Behav. 75, 1209 1219 riport. su Nature 453: 84.

Mariko Takahashi, dell'Università di Tokio, insieme ai suoi colleghi, al termine di uno studio durato sette anni sulle interazioni tra maschi e femmine di questa specie, è stata in grado di determinare come lo sviluppo della coda del Pavone (Pavo cristatus) sia stato il risultato della scelta delle femmine di questa specie, che hanno mostrato di preferire maschi con la coda più lunga, od in alternativa più marcata od ancora più simmetrica. Si tratta quindi di un caso di selezione sessuale.(sb)


Cristol D. et al., 2008: Mercuric swallows. Science 320, 335(2008) riport. su Nature: 86.

La ricerca degli autori di questo lavoro ha dimostrato che il mercurio riversato nelle acque tra gli anni 30 e 50 si è accumulato non solo nell'ambiente acquatico ma anche in altri comparti. In particolare è stato trovato tuttora negli Irundinidi ed in altre specie (13 in totale) che vivono nella zona un livello ematico elevato di questo elemento, anche se sono passati molti anni e si tratta di animali non direttamente legati all'ambiente acquatico.(sb)


Amrhein V. et al., 2008: Love songs. Behav. Ecol. Sociobiol. 62, 1633 - 1641(2008) riport. su Nature 454: 671.

Nella maggior parte delle specie di uccelli i maschi cantano per attrarre le femmine, ma gli scienziati si sono sempre chiesti perché alcune specie continuino a cantare a lungo anche dopo la deposizione delle uova. I ricercatori dell'Università di Oslo hanno comparato due specie, la Cinciarella (Cyanistes caeruleus) e la Cinciallegra (Parus major) a questo proposito. Entrambe vivono negli stessi habitat e nella stessa regione geografica, ed hanno abitudini riproduttive simili. La differenza tra le due specie risiede nel fatto che le Cinciallegre sono monogame e spesso hanno una seconda covata, mentre le Cinciarelle mostrano questo comportamento raramente. Il principale risultato dello studio è stato che le Cinciallegre proseguono nel canto a lungo dopo la deposizione delle uova, mentre le Cinciarelle riducono l'attività canora. La conclusione parrebbe quindi essere che le Cinciallegre continuano nella difesa del territorio, incoraggiando quindi una seconda deposizione.(sb)


Moskat C. et al., 2008: Commonality and cuckoos. Behav. Ecol. Sociobiol. doi, 10.1007/s00265-008-0618-0 (2008) riport.su Nature 454: 1032.

I ricercatori dell'Accademia delle Scienze ungherese hanno trovato che la selezione naturale porta le specie parassitate dal Cuculo (Cuculus canorus) a deporre uova di dimensioni, forma e colore più uniformi. Lavorando nel Parco nazionale di Kiskunsag l'equipe ha provato a dipingere alcune macchie sulle prime tre uova deposte nei nidi di Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), mantenendo anche un gruppo di nidi con uova non modificate. Il risultato è stato che le coppie di Cannarecccione le cui uova erano state dipinte hanno dimostrato una più alta tolleranza verso le uova di Cuculo deposte nel loro nido rispetto alle coppie usate come controllo.(sb)


Miller-Rushing A.et al., 2008: Early birds. Global Change Biol. 14, 1959 - 1972 (2008) riport. su Nature 454: 920.

Il primo Pettirosso che canta potrebbe non essere il miglior segnale del cambiamento climatico. Gli autori di questa ricerca, dell'Università del Massachussets, che si è basata sui dati relativi a 32 specie per 33 anni, hanno potuto determinare che i primi cantori, a causa di un effetto di confusione statistica, non possono essere presi come indicatori del cambiamento climatico. Due ulteriori fattori di confusione devono essere considerati: se una popolazione di uccelli è in declino, è più difficile trovare i primi cantoi e quindi l'indicatore viene distorto nel senso del ritardo, mentre l'opposto è valido per specie in fase diffusiva, ed in questo caso singoli individui che cantano più precocemente distorcono la validità dell'indicatore in senso contrario. Un indicatore molto più affidabile è invece la data media di arrivo, che non cambia con la dimensione della popolazione. Nel periodo considerato, e per le specie prese in esame, il risultato è stato un anticipo di due giorni e mezzo, dato che naturalmente conforta la tesi del riscaldamento globale.(sb)



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2008, Quaderni di birdwatching

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