Quaderni di birdwatching anno XI - volume 21 - 2009

Parliamo di...

Titolo
Chiurlottello, disegno di Chris Rose


        IL CHIURLOTTELLO è oggi l'uccello più raro del Paleartico Occidentale. E' una delle 5 specie in Europa - e 190 nel mondo - a cui è stato assegnato il massimo grado di rischio di estinzione totale: è classificato come 'Critically Endangered' da BirdLife International e dall'IUCN.

        Dati di presenza certa, in qualsiasi parte del mondo, non ne esistono dal 1999, quando la specie fu avvistata in aprile in Grecia e in febbraio e agosto in Oman. Quest'ultima segnalazione riguardava tre giovani, segno che in quell'anno la specie doveva ancora essersi riprodotta. Nell'ultimo sito di regolare svernamento conosciuto, la Merja Zerga in Marocco, è dal 1995 che non sono state verificate presenze.

        Gli unici dati riproduttivi certi risalgono al primo quarto del XX secolo e riguardano le vicinanze di Tara, nella regione di Omsk della Siberia sud-occidentale, a est degli Urali (Ushakov 1909, 1912, 1916 e 1925; Gretton et al. 2002). Gli ultimi stormi di oltre 100 soggetti furono visti in Marocco nella Laguna di Puerto Cansado, Khnifiss, nel gennaio 1964 (500-800 ind.) e sull'Oued Chebeika nel dicembre 1974 (123 indd.).

        Comunque, il Chiurlottello è specie che può facilmente sfuggire e di difficile identificazione. Potrebbe certamente essere presente in paesi quali Iran e Iraq, che negli ultimi anni sono stati relativamente inaccessibili ai birders esperti.


SEGNALAZIONI STORICHE

Il gruppo di lavoro sul Chiurlottello (SBCWG) cerca di raccogliere e documentare su un database tutti i record di presenza della specie: visitate il sito slenderbilledcurlew.net. Quelli relativi a prima e dopo del 1990 sono mantenuti separati. Nel database sono inltre riconosciute tre distinte categorie di record:
- record verificati: quelli autenticati dalle organizzazioni nazionali di competenza - comitati di omologazione, partners BirdLife ecc. - oppure, in assenza di tali strutture, da altri esperti. Includono i record considerati 'confermati' da Gretton (1991 e 1994), ove non smentiti in seguito dalle organizzazioni nazionali o dagli osservatori originali.
- record non verificati: sono quelli non supportati da dettagli precisi come descrizioni o foto, ed anche quelli sui quali le organizzazioni nazionali non hanno preso una decisione o hanno ravvisato dubbi, non tali però da scartarli. Includono i record 'non confermati' di Gretton (1991 e 1994) ove non diversamente rivalutati.
- record scartati: sono quelli rigettati dalle organizzazioni nazionali o da esperti del settore.
Più di metà dei 617 record verificati del periodo 1900-1999 sono relativi a quattro paesi: Italia con 99, soprattutto primaverili ma anche autunno-invernali, Grecia con 85, in tutte le stagioni ma soprattutto primavera, Marocco con 76, soprattutto invernali, e infine Ungheria con 66, in tutte le stagioni ma soprattutto in autunno. Un terzo circa provengono da altri 8 Paesi: Ucraina con 33 in ogni stagione e soprattutto autunno, Serbia con 30 in autunno e primavera, ma anche in estate, Tunisia con 29 soprattutto in inverno, Turchia con 24 in ogni stagione, ma più che altro in estate, Bulgaria con 23 in primavera, autunno e inverno, Iran con 19 soprattutto invernali, Romania con 18 in ogni stagione (soprattutto autunno) e Russia con 17 sprattutto in primavera, ma anche estate e autunno.
Circa l'85% dei record verificati post-1900 provengono da questi 12 range-states principali, ciascuno dei quali totalizza oltre 10 record. Ma vi sono altri 12 range states che hanno al proprio attivo 3-9 record verificati novecenteschi: soprattutto estivi in Kazakhstan, soprattutto autunnali in Polonia, Austria, Malta, Iraq e Yemen, soprattutto invernali in Algeria, Egitto, Oman, Francia e Paesi Bassi, ed infine soprattutto primaverili in Bosnia e a Cipro.
Soltanto il 20% (128) dei record verificati post-1900 sono relativi a più di 3 soggetti, e appena più di metà riguardano singoli. I chiurlottelli sono stati spesso visti strettamente associati a chiurli maggiori, mentre l'associazione con altri limicoli tipo chiurli piccoli, pittime, pivieresse ecc. non è di regola così stretta (Gretton 1991). Deve essere sempre ricordato che le statistiche geografiche più sopra riassunte sono fortemente influenzate da numero e distribuzione dei rilevatori esperti.


Tutti i record verificati di Chiurlottello a partire dal 1900
estate: giu-lug (45 record); autunno: ago-nov (196); inverno: dic-feb (167); primavera: mar-mag (185)


  L'ultima chance

        Quest'articolo intende aiutare il lancio di un'operazione 'colpo di coda' per ritrovare la specie prima che sia troppo tardi. Se perdiamo l'occasione, sarà la prima estinzione di un uccello europeo dopo il caso ormai remoto dell'Alca impenne nel Giugno 1844 e quello della Beccaccia di mare nera nel 1981 (BirdLife International 2008a). Il Chiurlo boreale, parente stretto americano, è già classificato come Criticamente Minacciato (probabilmente estinto) da BirdLife, con assenza di segnalazioni dal 1980 circa. Speriamo che il Chiurlottello esista ancora. E' di massima priorità setacciare tutti i siti dove la specie ha svernato in passato, come pure le possibili zone di muta.

        Forse la cosa più facile è proprio cercare in questi luoghi, ancorché identificabili in modo incerto, piuttosto che nelle immense zone potenzialmente idonee alla riproduzione. Pertanto, a meno che lo studio degli isotopi stabili analizzati nelle penne degli esemplari mussali non permetta di restringere il raggio di ricerca delle zone di nascita dei soggetti in abito giovanile, non appare conveniente insistere a cercare il classico ago nel pagliaio in Russia e Kazakhstan.

        C'è una probabilità relativamente più alta di 'beccare' qualche superstite nei siti di svernamento, dove si possono supporre presenze più prolungate nel tempo, piuttosto che in siti di semplice transito dove le soste potrebbero essere molto brevi. Le presenze prolungate faciliterebbero il marcaggio con radio satellitari, che appare l'unico mezzo per arrivare a conoscere in dettaglio l'ubicazione dei siti riproduttivi, di muta, svernamento e passaggio allo scopo di intraprendere in ciascuno le adeguate misure di tutela.

        Si auspica che questo articolo sarà di ispirazione per i lettori interessati a pianificare le proprie attività e vacanze anche in modo da aiutare a completare la copertura del territorio nella ricerca di questa specie. E' stato anche prodotto un pieghevole impermeabilizzato, adatto per essere portato sul campo, che riassume i caratteri diagnostici e i passi da fare in caso di fortunato rinvenimento: il file PDF può essere scaricato QUI oppure sul sito web di BirdLife, dove si trova anche una registrazione di vocalizzazione: www.birdlife.org/news/news/2008/12/sbc_launch.html.


Chiurlottelli in Marocco, gennaio 1988, foto di A. van der Berg


  Ecologia riproduttiva

        Come il Chiurlo boreale in Nord America, nell'800 il Chiurlottello era considerato comune in molti Paesi europei, quali Romania, Ungheria, Italia e Grecia. In diverse zone (es. Sicilia, Malta, Tunisia, Marocco e Algeria) superava addirittura le altre due specie di chiurli in abbondanza e si osservava con stormi spettacolari formati da migliaia di individui. Ma anche allora, prima del drammatico crollo demografico (dovuto pare all'eccessivo prelievo venatorio, più recentemente affiancato dalla perdita di habitat), le conoscenze sull'ecologia della specie erano molto scarse.

        Stando al lavoro di Ushakov del 1925, i siti di nidificazione accertati presso Tara erano in vaste torbiere coperte da cariceti misti ad Equisetum, con presenza di salici, betulle e pini. Gli uccelli arrivavano in zona intorno al 10 maggio. Ma con un campione informativo così limitato, per giunta basato su dati di ottant'anni fa, quando la specie era già in declino, sarebbe sbagliato concludere che tutta la popolazione di Chiurlottello nidificasse o nidifichi tuttora in queste paludi della taiga, o che la stagione riproduttiva sia proprio la stessa dei tempi di Ushakov. L'habitat di transizione palude-taiga che egli descrisse non appariva essere stato alterato nel 1990, mentre nel 1997 era già stato distrutto a causa di rimboschimenti, con estese coltivazioni nelle zone adiacenti (Gretton et al. 2002).

        Danilenko et al. (1996) hanno analizzato le carte della vegetazone di queste zone e di altre in cui la specie era stata segnalata d'estate nell'800, concludendo che l'habitat richiesto era quello di steppa-foresta: "zone aperte, localmente allagate con densa vegetazione erbacea e cariceti, alternate a macchie di terreno spoglio, con morfologia non totalmente pianeggiante (modesti rilievi e depressioni) e con attigue zone cespugliate e tratti boscosi formati da alberi decidui e/o pini". Ambienti di questo genere occupano in tutta la Siberia occidentale tra 200 e 400 mila kmq.

        In realtà le segnalazioni di Ushakov avvennero verso il margine settentrionale della fascia di steppa-foresta, dove vasti tratti palustri avevano già spiccate caratteristiche della taiga, come la presenza di conifere. E' possibile che il grosso dell'areale riproduttivo si estendesse più a nord, in piena taiga, o più a sud, perfino nella steppa vera e propria (Gretton e al. 2002).


  Strategia di muta

        La muta post-riproduttiva del Chiurlottello è quella che si definisce completa, includendo penne del volo, copritrici alari e piumaggio del corpo. Ha luogo relativamente presto, da giugno ad agosto, prima rispetto al Chiurlo maggiore che non inizia fino ai primi di luglio e termina a inizio ottobre. La razza orientalis del Chiurlo maggiore inizia la muta delle primarie ancora più tardi, per lo più da metà agosto - metà settembre, per terminare a dicembre. Il calendario di muta del Chiurlottello potrebbe indicare che i soggetti iniziano a mutare nei pressi dei loro siti riproduttivi, dal momento che Ushakov aveva osservato che dopo l'involo dei giovani la specie restava in zona abbastanza a lungo.

        Dopo la riproduzione, la migrazione secondo questo autore iniziava nella seconda metà di agosto, fatto piuttosto insolito per un Numenius e comunque inesatto alla luce dei recenti dati sugli isotopi presenti nelle penne, nettamente diversi da quelli del piumaggio dei giovani, ovviamente cresciuto sul sito di nascita (Geoff Hilton, com. pers.).

        La muta delle remiganti può talvolta venire sospesa, e quindi ripresa e ultimata nei quartieri invernali entro gennaio-febbraio. I giovani effettuano una muta parziale che ha termine in ottobre-dicembre e che non comprende remiganti, copritrici alari, coda, alcune scapolari e la maggior parte delle terziarie. In primavera rinnovano ancora la maggior parte dei tratti di penne, ma non le remiganti.


  Preferenze ecologiche

        Nei siti di svernamento e di sosta migratoria la specie sembra abbastanza generalista, potendosi trovare sia nell'interno che in ambienti costieri di acqua dolce, salmastra o salata. Sembrano favorite zone umide complesse, costituite da un mosaico di litorali marini, foci, lagune, prati ecc. Nell'interno la specie è stata segnalata nella steppa su laghi salati e stagni per il pesce rimasti in secca, nonché laghi d'acqua dolce e paludi, anche in aree montane (Gretton 1991).

        In molte parti dell'areale storico di transito e svernamento, per es. in Marocco, Tunisia e Italia, gli ambienti idonei disponibili e le risorse trofiche sono meno che in passato, spesso a causa di bonifiche, impianto di colture irrigue, regimazione idrica ecc. In Iraq e Iran le guerre hanno avuto un forte impatto su vaste regioni paludose, oggi rese indisponibili alle soste a causa del loro prosciugamento o inquinamento.

        Gli unici dati sulla dieta riguardano insetti e loro larve, molluschi, crostacei e anellidi. Il comportamento alimentare è basato sia su colpi di becco che sul sondaggio col becco, e in acqua bassa è stato notato come la specie si muova più rapidamente rispetto al Chiurlo maggiore, in maniera che ricorda il Totano moro (Glutz von Blotzheim et al. 1977).


Habitat di nidificazione del Chiurlottello, foto Adam Gretton


  Le indagini sinora svolte

        Negli ultimi 19 anni hanno avuto luogo almeno 17 spedizioni finalizzate al reperimento di Chiurlottelli in zone di nidificazione, passaggio o svernamento. La loro durata è stata variabile, da 2-3 giorni a oltre 6 settimane. Le spedizioni più recenti hanno compreso Russia e Kazakhstan (1996-97), Russia (steppe di Baraba e Karasuk, 1997), Kazakhstan (luglio-settembre 1998), Russia (pianure di Tiumen e regione di Omsk, 1999), Iran (gennaio-febbraio 2000), Marocco (Khnifiss, dicembre 2001), Yemen (novembre 2001 - gennaio 2002), Iran (gennaio 2002), Tunisia (gennaio 2003), Libia (gennaio 2005-2009), Ucraina (luglio-agosto 2006) e Uzbekistan (aprile-maggio 2007 e 2008).


  Dove andare adesso?

        Per massimizzare l'utilità di un eventuale contatto a scopo conservazionistico, la priorità dovrebbe essere riservata ad aree di svernamento o comunque siti in cui gli uccelli verosimilmente permangano per qualcosa di più di qualche giorno, ad esempio per la muta. I seguenti paesi del Nord Africa e del Medio Oriente meriterebbero sforzi particolari durante lo svernamento:
- Marocco: gli avvistamenti a Merja Zerga sulla costa atlantica sono i più celebri degli ultimi trent'anni, per un totale di 30 record verificati post-1980, da settembre a febbraio.
- Tunisia: 7 dei 10 avvistamenti post-1980 sono avvenuti tra Kairouan, Monastir e Sfax, da novembre a febbraio e in settembre.
- Algeria: qui sono stati effettuati due conteggi di oltre 30 ind. nel gennaio 1982.
- Iran: negli anni '90 si sono avute 15 segnalazioni, 12 in gennaio (tutte sul Golfo Persico tranne una, nel Golfo di Oman) e una in febbraio, maggio e ottobre sulla costa SE del Caspio.
- Oman: due degli ultimissimi contatti verificati sono stati registrati qui, nel 1999.
- Iraq: l'ultimo dei 5 record, tutti tra settembre e gennaio, è del 1979.
- Egitto: l'ultimo dei 6 record, tutti tra settembre e febbraio, è del 1980.

        Anche i seguenti paesi europei, tutti con segnalazioni invernali post-1980, sono da tenere sotto stretto controllo:
- Italia: nel Golfo di Manfredonia si sono avuti 19 contatti verificati dopo il 1980, in dicembre-maggio e anche in agosto.
- Grecia: il sito proncipale è il delta dell'Evros, con 28 record verificati post-1980, soprattutto in primavera ma anche in agosto, settembre e dicembre-febbraio; tra i siti privi di record invernali c'è Porto Lagos, con 8 contatti post-1980 in aprile-giugno, e anche in agosto e settembre; uno dei dati più recenti in assoluto è invece dell'aprile 1999, sul delta dell'Eurota.
- Ungheria: 5 ind. sono stati segnalati nella zona di Hortobagy nel settembre 2002, e sono 7 i contatti dopo il 1980, in settembre-dicembre e in maggio.
- Bulgaria: la maggior parte dei record riguarda, soprattutto in autunno, la zona di Burgas sulla costa del Mar Nero (11 dati post-1980 in settembre, novembre-gennaio, aprile e maggio).
- Ucraina: sono 9 i record dal 1980 sul delta del Danubio (luglio-ottobre e aprile), e 8 quelli dalla riserva delle isole Lebyazhy in Crimea occidentale, agosto-ottobre e aprile-maggio, con un dato invernale negli anni '70.

        E' singolare che non vi siano dati per il Novecento dalla Spagna, dato che la specie svernava precedentemente in Andalusia.


L'unico record britannico di Chiurlottello (a sinistra; a destra invece un Chiurlo maggiore) che risale ai primi di maggio 1998
Druridge Bay, Northumberland, foto di Jim Pattinson

        Rispetto alle altre due specie di chiurli europei, ma analogamente al Chiurlo boreale, il Chiurlottello sembra avere una rotta migratoria relativamente di entroterra. I record storici di prima del declino suggeriscono che la specie si spostava verso ovest dai propri quartieri riproduttivi della Siberia o del Kazakhstan, con gruppi che man mano deviavano verso sud. I gruppi che seguivano la rotta ovest più a lungo probabilmente passavano a nord del Caspio verso il Mar Nero e Mar d'Azov, sostando nelle zone umide della Crimea e del delta del Danubio, per poi dirigersi verso la pianura Pannonica di Serbia e Ungheria e quindi piegando a sud attraverso Francia e Spagna verso il Marocco, oppure attraverso l'Italia e Malta verso la Tunisia e l'Algeria.

        Sembrano esistere anche rotte più centrali, per esempio attraverso la Bulgaria verso la Grecia e oltre, fino alla Turchia, all'Egitto e al Mar Rosso, e forse ancora più a sud fino allo Yemen. Una rotta più orientale, infine, costeggia il Caspio e la sponda est del Mar Nero verso il Golfo Persico, fino forse a Iran e Iraq, e il Mare Arabico fino all'Oman. Soggetti svernanti o di passo potrebbero tuttora capitare ovunque vi siano habitat idonei lungo queste rotte. In ogni caso, è importante che chi effettui sopralluoghi in queste zone riferisca anche gli esiti negativi, se significativi, insieme ad informazioni su habitat e minacce, comprese eventuali recenti trasformazioni ambientali.


  Identificazione

        Eventuali successi nella conservazione del Chiurlottello dipendono strettamente dall'affidabilità dei dati. Questa sussiste se ogni record viene scrupolosamente distinto da possibili Chiurli maggiori o Chiurli piccoli. E la cosa, decisamente, non è facile, sprattutto perché deve essere considerato anche il assaggio clinale verso le sottospecie orientali di entrambe le specie più diffuse. Queste forme orientali hanno più caratteri in comune col Chiurlottello che con le rispettive sottospecie nominali. Si tratta della razza orientalis del Chiurlo maggiore, nidificante a Est degli Urali, della suschkini (sempre ssp. del maggiore) e della alboaxillaris (Chiurlo piccolo della Steppa), queste ultime due entrambe molto rare e nidificanti all'estremo sud della Russia e in Kazakhstan.

        Pertanto, impegnarsi nella ricerca del Chiurlottello richiede quanto meno di conoscere bene le altre due specie, compresa la loro variabilità nel piumaggio e nella taglia. Entro ciascuna specie, le femmine sono più grandi e pesanti, ed hanno il becco più lungo. Il becco dei giovani in estate è solitamente più breve, raggiungendo la taglia definitiva solo nel primo autunno. Le penne appena mutate sono più scure e mostrano contrasti più marcati rispetto a quelle vecchie e sbiadite dall'abrasione.

        Le caratteristiche distintive delle tre specie sono messe a confronto e riassunte sull'apposito volantino recentemente prodotto e riportate nella tavola qui sotto.


Chiurli in piumaggio adulto, riprodotti dal tool-kit distribuito in lingua inglese (disegni di. C. Schmidt)
Da sinistra: Chiurlo maggiore (nominale e orientalis), Chiurlo piccolo e Chiurlottello
Confrontare dimensioni, forma e lunghezza del becco, disegno della testa e pattern dell'ala, del sottoala e della coda


  La ricerca sugli isotopi stabili

        La RSPB sta ultimando lo studio basato sugli isotopi stabili di carbonio, azoto, idrogeno e, auspicabilmente, stronzio, estratti da campioni di piumaggio. La cosa richiede di esaminare campioni conservati nei musei di tutto il mondo, in relazione alla rispettiva origine geografica. Tale iniziativa è alla base del coinvolgimento della RSPB in seno allo Slender-billed Curlew Working Group (SBCWG).

        Da questo lavoro deriva una concreta possibilità di restringere l'ampiezza dei quartieri riproduttivi potenziali, e verificare l'esistenza di zone di muta distinte. Tali aspetti sono fondamentali per meglio dirigere qualsiasi ulteriore sforzo di ricerca sul campo.

        L'analisi si basa sulla misura dei rapporti tra i diversi isotopi di un elemento in un medesimo campione, per esempio una penna. Tali rapporti variano a seconda dell'area geografica in cui un tessuto viene sintetizzato, oltre che in dipendenza di altri fattori, quali habitat e dieta. Per esempio, i rapporti degli isotopi stabili dello stronzio in una penna variano a seconda del tipo di roccia da cui l'elemento originariamente proviene, prima di essere ingerito da un uccello entro il proprio alimento.

        Una volta cresciute, le penne trattengono la 'firma' isotopica del posto in cui essa è cresciuta, senza che questa venga modificata nelle zone che l'animale può visitare dopo che la crescita è stata ultimata. Inoltre, la firma resta inalterata anche dopo molti decenni di alloggio del materiale nei cassetti di un museo. Gli individui giovani o del primo inverno avranno dunque penne del volo cresciute nei siti natali (ossia nei quartieri riproduttivi della specie), mentre gli adulti avranno remiganti cresciute in zone di muta frequentate nella stagione post-riproduttiva. Campionando un bon numero di esemplari museali, abbiamo la possibilità di ottenere informazioni sull'ubicazione storica di entrambe le aree.

        La seconda parte del progetto è di confrontare le firme isotopiche delle penne di Chiurlottello con penne prodotte da altri limicoli in zone conosciute, attraverso il probabile areale storico della specie.


Chiurlottello (a sinistra, a destra un Chiurlo maggiore) nello Yemen, gennaio 1984, foto di Richard Porter


  Azioni coordinate

        Il Chiurlottello è soggetto ai massimi livelli di protezione secondo tutte le normative e convenzioni sull'argomento. Nel 1994 la Convenzione di Bonn sulle specie migratrici (CMS) ha prodotto un protocollo d'intesa (Memorandum of Understanding, MoU) relativo alle misure di conservazione della specie (vedi www.slenderbilledcurlew.net) che è stato ad oggi firmato da 18 dei 30 Paesi dell'areale, così come da 13 Paesi dell'areale potenziale, ma purtroppo non ancora dalla Russia.

        Nel contesto del MoU, per coordinare le azioni a tutela della specie, è stato fondato il SBCWG nel 1997. Dopo alcuni ani di dormienza, da metà 2008 ne ha assunto la presidenza Nicola Crockford, insieme a Tim Cleeves nel ruolo di coordinatore per il database e l'attività di campo.

        L'attività è guidata dal piano d'azione internazionale sulla specie, pubblicato nel 1996 e ora in fase di revisione. La più recente bozza della revisione risale al 2002, e dovrà essere portata a termine entro il 2010 per l'approvazione dei governi.

        Uno dei ruoli chiave del SBCWG è quello di gestore del database delle segnalazioni e della bibliografia. Un altro, è quello di agire da catalizzatore per la ricerca, allo scopo principale di ri-localizzare la specie. I dati storici su preferenze di habitat e dieta attraverso l'areale distributivo, riesaminati, consentiranno un'analisi della diffusione attuale delle zone adatte.

        Potrà anche essere utile esaminare i dati storici di presenza alla luce dei cicli umidi/asciutti, come indicati dai dati climatologici russi, ed affrontare uno studio comparativo degli altri limicoli propri di ambienti simili, come il Chiurlo piccolo 'della steppa', la Pavoncella gregaria e il Chiurlo boreale.

        Al momento il lavoro viene svolto senza finanziamenti, benchè la RSPB copra i costi del lavoro sugli isotopi e quelli di gestione del SBCWG, compresi i compiti del suo presidente e del coordinatore. Adesso occorre reperire altri fondi, non ultimo per le spedizioni di ricerca.


  Conclusioni

        Crediamo che tutti coloro che sono interessati a partecipare a questa azione per ritrovare gli ultimi chiurlottelli dispongano adesso delle necessarie informazioni di base. Abbiamo cercato di suggerire dove e quando è più verosimile trovarli, e di offrire ove possibile indicazioni di natura ecologica, nonché sui caratteri identificativi, sottolineando la necessità di precisarli nei report in vista delle indispensabili verifiche. Abbiamo anche descritto le ricerche in atto, specialmente per quanto riguarda gli isotopi presenti nel piumaggio. Adesso abbiamo bisogno della più ampia rete di rilevamento possibile per trovarne uno o per mettere altri nelle condizioni di trovarlo. Dunque per favore fate quanto è in vostro potere per essere d'aiuto, e controllate quanti più chiurli potete - la sfida è in atto!


RINGRAZIAMENTI

Hanno aiutato in vario modo, e vogliamo ringraziare, Loraiza Davies, Lucy Arnold, Paul Britten e Ian Fisher della RSPB, Adam Gretton, Sergey Dereliev, Geoff Hilton, Nicola Baccetti, l'ACBK, l'RBCU, i musei che hanno consentito al prelievo dei campioni di penne dalle loro pelli, Heinz-Otto Rehage del LWL-Museum fuer Naturkunde di Muenster, Didier Vangeluwe dell'Istituto Reale di Scienze Naturali del Belgio e George Handrinos del Ministero dell'Agricoltura greco.


BIBLIOGRAFIA

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  • Ushakov, V E. 1925. Colonial nesting of the Slender-billed Curlew in Tara district of Omsk province. Ural'skiy okhotnik, 2: 32-35.

  • L'ARTICOLO SU
    BIRDWATCH
    Jan 2009

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    L'ARTICOLO SU
    DER FALKE
    Nov 2008

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