Quaderni di birdwatching anno XI - volume 21 - 2009

Specie alloctone

Titolo
foto di Alessandro Re


The Sacred Ibis in the province of Novara
An important population of Sacred Ibis Threskiornis aethiopicus is present in the rice field habitat in the province of Novara (Piedmont, Northern Italy). The origins of this population are uncertain; it probably started with birds escaped from zoological gardens and bird collectors. In this region, the Sacred Ibis was documented as breeding for the first time in 1989, in the heronry of Oldenico, Lame del Sesia Regional Park (Novara - Vercelli); it nested every year since, and in 2003 there were 25-30 breeding pairs. More recently, this species has also started to breed at another heronry between Biandrate and Casalbeltrame (Novara), located in a small plantation of Pine Pinus strobus, with several species of Herons (Grey Heron, Little Egret, Cattle Egret, Night Heron). In 2008, the number of nesting birds was estimated at 80-100 pairs. During the winter period the local population increases. In November 2008 we documented, for the first time, over 300 birds in the roost at the heronry at Casalbeltrame and feeding on surrounding rice fields. Probably, a flow of individuals exists between French and Italian populations. The future trend of this species in Italy will likely be increasing, and new heronries will almost certainly be colonized in the Western Pianura Padana.


        DEFINITE ANCHE ESOTICHE, le specie alloctone sono tutte quelle specie non appartenenti alla fauna originaria di una determinata area e la cui introduzione è stata in un qualche modo "aiutata" dalla mano dell'uomo. Sul territorio italiano sono molte le specie appartenenti a questa categoria che hanno trovato siti idonei dove riprodursi e, tra queste, l'Ibis sacro Threskiornis aethiopicus (Latham, 1790) è solo una delle recenti acquisizioni della nostra fauna.


Adulto in abito estivo, foto Alessandro Re


Adulti in autunno, foto Franco Boggiani


Adulto in abito invernale, foto Valerio Brustia

        Eppure, le tracce di questa specie sul territorio italiano risalgono già all'epoca dei Romani, negli affreschi e nei mosaici delle ville patrizie di Pompei ed Ercolano (Napoli - Campania) distrutte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.; frutto di una cultura "orientalizzante" che influenzò gli antichi Romani, si tratta però di individui che venivano importati direttamente dall'Egitto per arricchire le ville nobiliari.

        Estinto, ormai, in Egitto, territorio che anticamente ha elevato tale specie al rango di divinità rappresentandola come incarnazione terrena del dio Thot, il suo areale attuale riguarda l'Africa sub-sahariana e Iraq sud-orientale (T. a. aethiopicus), Madagascar (T. a. bernieri) e Aldabra (T. a.abbotti) dove occupa diverse tipologie ambientali legate alla presenza di acqua e fango (DEL HOYO et al., 1992).

        Ed è proprio la presenza di ambienti caratterizzati da questi due elementi, che ha permesso all'Ibis sacro di formare una popolazione nell'area risicola del Novarese e Vercellese rendendolo, senza dubbio, uno degli animali più caratteristici di questo territorio.

        L'Ibis sacro è una specie il cui status fenologico italiano rientra nella categoria AERC C11, cioè specie introdotta dall'uomo o sfuggita dalla cattività che ha formato una popolazione nidificante in grado di autosostenersi e che è stata osservata ed ha nidificato regolarmente in almeno 9 degli ultimi 10 anni (BACCETTI et al., 2005).

        L'origine della popolazione italiana di questa specie è ancora sconosciuta. Secondo ANDREOTTI et al. (2001) non è chiaro se si tratti di individui sfuggiti localmente da parte di giardini zoologici, collezionisti o allevatori oppure se gli insediamenti italiani siano scaturiti da individui provenienti dalle popolazioni francesi, le cui origini sono datate intorno la fine degli anni 1980 sul versante Atlantico e verso la fine degli anni 1990 su quello Mediterraneo (CLERGEAU et al., 2005).

        Le prime segnalazioni di nidificazione in Italia riguardano il Parco delle Lame del Sesia (Vercelli - Novara, Piemonte), presso la garzaia situata sull'Isolone di Oldenico, nell'anno 1989 (BRICHETTI et al., 1989); CARPEGNA et al. (1999) hanno monitorato l'evolversi negli anni di questo insediamento e nel 1998 furono censite nove coppie, con l'involo di 25 giovani ed un conteggio massimo di 48 individui; nel 2000, le coppie censite in Piemonte erano aumentate a 24-26 (SERRA & BRICHETTI, 2002) mentre nel 2003 ne vennero stimate 25-30 e nel 2004 venne rinvenuta una ulteriore colonia con alcune coppie (BOANO in YÉSOU & CLERGEAU, 2005). BORDIGNON (2004) riporta come unica area riproduttiva attiva a Vercelli e Novara gli individui nidificanti presso l'Isolone di Oldenico e segnala soggetti in movimenti trofici per le risaie novaresi; nel resoconto del G.P.S.O. (2006) viene riportata l'osservazione di 180 individui (A. Re, com. pers.) osservati a Casalbeltrame (Novara) il 15 febbraio 2006.

        Al di fuori della Regione Piemonte, casi di possibile nidificazione vengono riportati in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia mentre segnalazioni di singoli o più individui, in movimento e/o svernamento, vengono registrate in varie zone della Pianura Padana fino alla Toscana. (BRICHETTI & FRACASSO, 2003).

        Nel corso dell'anno 2008, a seguito della nascita del Nodo EBN Italia NovaraBW, è stato possibile raccogliere ulteriori informazioni sulla distribuzione dell'Ibis sacro per la provincia di Novara.

        Viene di seguito riportato un elenco con le segnalazioni più interessanti effettuate nel corso del 2008 riferite alla sola area del comune di Casalbeltrame:

  • 51 indd. 8 feb 08, in volo verso roost in Garzaia plurispecifica, Obsr C.Lansdell et al.;
  • ca. 40 indd., 13 apr 08, in alimentazione in risaia, Obsr. E.Bausola;
  • coppia su nido in Garzaia plurispecifica, con un individuo in cova, 20 apr 2008, Obsr. A.Usai;
  • 10 indd., 13 mag 08, in Garzaia plurispecifica, Obsr. I.Festari e U.Riboni
  • 32 indd., 19 mag 08, gruppi in rientro serale in Garzaia plurispecifica, Obsr. A.Usai;
  • ca. 300 indd., 5 ott 08, in roost al mattino, presso la Riserva Naturale Orientata "Palude di Casalbeltrame", Obsr. E.Rigamonti;
  • ca. 200 indd., 13 nov 08, roost in Garzaia plurispecifica, Obsr. E.Rigamonti;
  • 107 indd., 21 nov 08, unico assembramento in alimentazione in risaia, Obsr. A.Usai, R.Billington, E.Rigamonti, M.Mormile;
  • ca. 230 indd., 22 nov 08, gruppi in volo verso roost in Garzaia plurispecifica, Obsr. A.Usai, R.Billington, A.Quaglierini, R.Gutierrez;
  • ca. 300 indd., 24 nov 08, gruppi in volo, in alimentazione su risaia, ed in roost in Garzaia plurispecifica, Obsr. A.Usai, E.Rigamonti, M.Mormile.

    Foto
    Garzaia di Casalbeltrame, foto di Massimo Mormile

            Negli anni intercorsi tra il primo caso accertato di nidificazione (1989) e le ultime osservazioni (2008), la popolazione di Ibis sacro italiana, di cui oltre il 90% ricade tra le province di Vercelli e Novara, si è notevolmente accresciuta, ampliando il suo areale e colonizzando nuove garzaie.

            La stima attuale delle coppie nidificanti di Ibis sacro in Piemonte è calcolabile intorno alle 80-100 coppie, con nidi ancora attivi in tardo agosto-inizi settembre, dislocati nelle due garzaie note: Isolone di Oldenico e Garzaia di Casalbeltrame (A. Re, com. pers.). Sulla base di queste informazioni ed in relazione al successo riproduttivo della specie, la stima della popolazione locale post-riproduttiva di Ibis sacro si aggirerebbe intorno ad una cifra superiore le 300 unità.


    Palude di Casalbeltrame, foto Ettore Rigamonti


    Giovane inanellato presso la Palude di Casalbeltrame, foto Alessandro Re

            A differenza della Garzaia dell'Isolone di Oldenico, situata su un isola fluviale lungo il corso del Fiume Sesia, la colonia della Garzaia di Casalbeltrame, unica nota ricadente completamente nella provincia di Novara nell'omonimo comune, è localizzata in ambiente di risaia su un patch arboreo di Pino strobo, ad una altezza di circa 15 metri dal suolo ed in associazione con Airone cenerino Ardea cinerea, Airone guardabuoi Bubulcus ibis, Nitticora Nyctycorax nyctycorax e Garzetta Egretta garzetta.

            È probabile che altre colonie di entità minore o coppie isolate siano presenti in garzaie minori; nell'aprile del 2008, sei individui, suddivisi in tre coppie, furono osservati all'interno della Garzaia plurispecifica di Casaleggio - Novara (I. Festari & B. Riboni, com. pers.).

            Attualmente, in Italia, l'Ibis sacro non sembra mostrare competizione svantaggiosa o predazione su altre specie ornitiche, a differenza di quanto è stato rilevato in Francia (CLERGEAU et al., 2005). La sua nidificazione in Piemonte avviene all'interno di garzaie in convivenza con Ardeidae e Phalacrocoracidae; solo in un caso, nel 1994 presso la Garzaia dell'Isolone di Oldenico, è stata osservata una interazione negativa su Spatola (Platalea leucorodia), con abbandono del nido da parte della coppia e successiva scomparsa della specie come nidificante (AIMASSI & RETEUNA, 2007).

            Le osservazioni fluttuanti tra i 200 ed i 300 individui registrate in autunno - inverno del 2008 nell'area risicola di Casalbeltrame (tra il sito della Garzaia e la Riserva) fanno presupporre una discreta mobilità di tali individui nell'area occidentale della Pianura Padana, principalmente nelle risaie novaresi e vercellesi e, probabilmente, con la vicina e più abbondante popolazione francese.

            È probabile inoltre che agli individui italiani si aggiungano in questo periodo anche individui parzialmente erratici dalle colonie francesi, creando un flusso ed un interscambio di individui che interessa il periodo post-riproduttivo tra queste due popolazioni. Tuttavia, l'ipotesi di un interscambio di individui tra le due popolazioni attualmente non è verificata, in quanto osservazioni di Ibis sacro risultano essere rare sia per ciò che riguarda la Liguria sia per l'arco alpino occidentale.

            Presso la Riserva della Palude di Casalbeltrame è attiva una Stazione di cattura ed Inanellamento a scopo scientifico, dove agli Ibis sacri catturati vengono applicati anelli colorati per la lettura a distanza al fine di monitorare gli spostamenti di tali individui e valutarne la loro mobilità. Uno degli esemplari marcati in questo sito è stato successivamente rinvenuto, a distanza di qualche anno, in Ucraina (Europa Orientale), a riprova, quindi, della elevata capacità di dispersione di questi animali.

            L'Ibis sacro è specie inserita nell'allegato III della Direttiva 79/409/CEE. In base ai dati bibliografici e alle recenti osservazioni, il trend di crescita della popolazione in Italia risulta essere in incremento locale ed in espansione territoriale, con la futura occupazione di nuovi siti per la nidificazione in garzaie sia prossime al centro di diffusione (Novara - Vercelli) sia distanti (Pianura Padana).

    Titolo
    foto di Franco Boggiani


  • BIBLIOGRAFIA

  • AIMASSI G. & RETEUNA D., 2007. Uccelli nidificanti in Piemonte e Valle d'Aosta. Aggiornamento della distribuzione di 120 specie. Memorie Assoc. Naturalistica Piemontese, 7: 1-120.
  • ANDREOTTI A., BACCETTI N., PERFETTI A., BESA M., GENOVESI P. & GUBERTI V., 2001. Mammiferi ed Uccelli esotici in Italia: analisi del fenomeno, impatto sulla biodiversità e linee guida gestionali. Quad. Cons. Natura, 2, Min. Ambiente - Ist. Naz. Fauna Selvatica.
  • BACCETTI N., FRACASSO G., SERRA L., 2005. Check-list degli Uccelli (Aves) italiani (25.01.2005). Sito web del Ciso-Coi: http://www.ciso-coi.org.
  • BRICHETTI P. & FRACASSO G., 2003. Ornitologia italiana. Vol.1 - Gaviidae-Falconidae. Alberto Perdisa Editore, Bologna.
  • BORDIGNON L., 2004. Gli Uccelli della Provincia di Novara. Provincia di Novara, Tipolitografia di Borgosesia, Borgosesia (VC).
  • BRICHETTI P., FASOLA M. & COI, 1989. Comitato di Omologazione (COI) - 6. Riv. it. Orn., 59: 269-272.
  • CARPEGNA F., DELLA TOFFOLA M., ALESSANDRIA G., RE A., 1999. L'Ibis sacro Threskiornis aethiopicus nel Parco Naturale "Lame del Sesia" e sua presenza in Piemonte. Avocetta, 23: 82.
  • CLERGEAU P., YESOU P. & CHADENAS C., 2005. Ibis sacré Threskiornis aethiopicus, état actuel et impacts potentiels des populations introduites en France métropolitaine. Rapport INRA-ONCFS, Rennes - Nantes, 52 pp. (disponibile on-line: www.rennes.inra.fr/scribe/document/ibis_v2.pdf).
  • DEL HOYO J., ELLIOT A. & SARGATAL J. (eds.), 1992. Handbook of the Birds of the World. Vol. 1. Ostrich to Ducks. Lynx Edictions, Barcelona, pp. 696.
  • G.P.S.O. (ALESSANDRIA G., DELLA TOFFOLA M. & FASANO S., red.), 2008. Resoconto ornitologico per la regione Piemonte-Valle d'Aosta. Anno 2006. Riv. Piem. St. Nat., 12: 355-398.
  • SERRA L. & BRICHETTI P., 2002. Uccelli acquatici nidificanti: 2000. Avocetta, 26: 123-129.
  • YÉSOU P. & CLERGEAU P., 2005. Sacred Ibis: a new invasive species in Europe. Birding World, 18 (12): 517-526.

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    2009, Quaderni di birdwatching

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