Quaderni di birdwatching anno XI - volume 21 - 2009

Note dal campo

Titolo


        AVEVO GIÀ VISSUTO esperienze strane, in parte esaltanti nella loro stranezza, ma questa probabilmente fa il paio con cose ben più clamorose.

        Pomeriggio del 15 gennaio 2009, ore 16.30 circa: il cielo azzurro del mattino ha ceduto il posto ad una cappa di piombo. Nembi minacciosi si sono addensati sulla città di Agrigento, minaccia pioggia e io sono a casa mentre moglie e figlia si preparano per una festicciola di compleanno.

        La voce argentina di mia figlia si fa udire quando un gruppo di piccioni passa svolazzando davanti al balcone. "Papà, i piccioni scappano, ci deve essere l'aquila...". Ha già imparato! Io guardo fuori ma non vedo nulla, così mi affaccio tanto per vedere dov'è. Affacciarmi e rientrare correndo è stato un tutt'uno.

        Mia moglie si spaventa un po' "Che c'è?" e io: "Zitta, zitta, zitta!". Mentre io cerco disperatamente la EOS20 armata di 300 mm, lei, che non ha capito molto, si affaccia col bimbo in braccio. "Ma che cosa hai visto? qui.. Oddio!" e rientra di corsa mentre proferisco al suo indirizzo minacce di morte esplicite.

        Lì, di fronte, sull'antenna della palazzina, c'è l'aquila minore, placidamente appollaiata su un'antenna, a mo' di tortora dal collare. Ha mangiato da poco, si vede il gozzo prominente, e sembra annoiata della vita. Maledico la poca luce, piatta e deprimente, ma riesco a tirare fuori un paio di scatti decenti, con tempi di scatto piuttosto lenti. Meglio di niente! Mi affaccio sfrontato, e quella non si nuove. Mi guarda svogliata, si gratta il sottoala. Un piccione avrebbe avuto più dignità.

        Mentre sto pensando già di salire sul terrazzo per scattarne un'altra più panoramica, due gazze impertinenti si avvicinano e cominciano a gracchiare qualcosa, poi si avvicinano. A questo punto lei, la signora dell'antenna, si alza in volo, ma senza fretta, quasi dispiaciuta di avere lasciato quel posticino così comodo su cui digerire un lauto pasto cittadino. In volo il suo gozzo è ancora più evidente...

        Queste cose succedono in pieno centro, ad Agrigento, dove le aquile minori ormai stanno così bene da non farsi più vedere in campagna. E chi può contraddirle? Cibo, posatoi, dormitori... Non manca nulla, perchè rischiare una scarica di calibro dodici, perdipiù inseguendo prede molto più smaliziate?


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2009, Quaderni di birdwatching

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