Quaderni di birdwatching anno XI - volume 21 - 2009

Recensioni
Titolo
di Andrea Tarozzi

     DA QUALCHE MESE è uscita la seconda edizione di questo interessante volume, che effettivamente dovrebbe uscire annualmente. I contenuti fanno sempre riferimento a schede con le informazioni più aggiornate su tutte le specie di uccelli considerate "globally critically endangered", ovvero specie gravemente minacciate con un serio pericolo di estinzione. Ricordo che l'edizione 2008 era già stata recensita su QB 19.

     Il libro, che è in inglese, è strutturalmente uguale all'edizione 2008, con presenta copertina semirigida di 23x17 cm e 274 pagine a colori. I contenuti, rispetto alla precedente edizione, sono molto diversi, innanzitutto purtroppo la lista delle specie ora è arrivata a 190, una in più che nel 2008.

     All'interno sono presenti quasi 200 nuove foto e la trattazione delle specie è comunque variata, fra l'altro 60 uccelli inclusi nell'edizione 2008 non sono qui stati riportati, a causa della mancanza di nuovi dati. Lo spazio "liberato" è stato utilizzato per illustrare alcune specie "solamente" minacciate, a rappresentare le circa 350 che compongono questa (sempre sfortunata) categoria; fra questi, in ambito "WP", troviamo il Sacro, l'Oca collorosso e lo Stiaccino di Fuerteventura.

     Anche quest'anno ad ogni specie è riservato un massimo di due pagine, con l'eccezione di Condor della California e Aquila delle scimmie cui sono dedicati articoli approfonditi. Per le varie specie sono sempre riportate informazioni sulla distribuzione geografica, mappa, dati storici, minacce, eventuali progetti di salvaguardia, foto a colori (raramente disegni).

     Da rilevare come emerga che, fra i maggiori pericoli per le popolazioni di uccelli, oltre alle cause tradizionali (alterazioni dell'ambiente, specie invasive etc.) vada aumentando l'impatto deleterio dei cambiamenti climatici.

     E' poi interessante vedere che, al fine di aumentare l'attenzione, i fondi e le risorse umane dirette alla salvaguardia delle specie gravemente minacciate, BirdLife abbia istituito le "figure" di "Species Champion" e "Species Guardian". In quest'ultimo caso si tratta di esperti che si predono ufficialmente a carico la tutela di specie nella propria area, mentre "Species Champion" fa riferimento ad istituzioni, società, organizzazioni o individui stessi che contribuiscono ad una o più specie ben definite, eventualmente anche al di fuori del proprio stato. Magari EBN Italia potrebbe farci un pensierino?

     Nel libro sono poi riportati alcuni articoli su argomenti specifici, ovvero:
          - intervista a Nigel Collar, esperto di conservazione e biodiversità;
          - relazione fra la popolazione di uccelli della foresta atlantica argentina ed il bambù;
          - relazione e possibili interazioni fra istanze di conservazione e religioni;
          - fiera del birdwatching britannica e rapporti con le specie minacciate;
          - approfondimenti sulle attività di alcuni partner BirdLife nel mondo.

     Resta inoltre sempre attiva, a partire dal giugno 2009, la competizione per trovare altre foto delle specie da pubblicare nei prossimi volumi, per gli interessati vedere questo link.

     Al termine del volume ritroviamo alcuni contenuti già presenti, ovvero un elenco di operatori turistici specializzati, la lista delle nazioni dove si riscontrano specie gravemente minacciate (Italia assente), la check-list con tanto di spazio per le crocette (auguri!), le ultime novità da agosto 2007 a ottobre 2008.

     Il costo (escluse spese di spedizione) è di 18,95 Sterline (circa 25 Euro), di cui 4 Sterline vanno, come nel 2008, a progetti di conservazione gestiti da BirdLife Int. Il volume è facilmente ordinabile via web.

     Per concludere la descrizione, un paio di casi che mi hanno colpito e che rappresentano il fascino un po'triste ed esotico che contraddistinguono queste sfortunate specie: l'Uccello delle tempeste della Nuova Zelanda, con una popolazione nota di poche decine di individui ma che pare che sia abbastanza facilmente avvistabile in una certa zona, senonché non si sa nulla su dove e come si riproduca. Poi, l'Ara di Spix, dato per estinto in natura ma presente presso alcuni centri di riproduzione, da cui si spera di poter ripartire con reintroduzioni in natura.




SITO WEB

esempi

le specie trattate

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2009, Quaderni di birdwatching

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