Quaderni di Birdwatching Anno I - n° 1 - aprile 1999



basic birdwatching
I piro piro non sono tutti uguali
di Igor Festari

Vedo già qualcuno aggrottare la fronte e più di un sopracciglio inarcarsi indignato: ma come, ci vieni a spiegare i Piro-piro?!

    Sì, certo, lo so che i più bravi tra noi non leggono niente di meno complicato che "Identificazione dell’Albanella reale Nordamericana" oppure "Riconoscimento delle sottospecie di Luì piccolo nel Paleartico Occidentale". Di articoli come questi sono piene le numerose riviste europee, per la gioia, naturalmente, dei birdwatchers più accaniti. E anch’io, lo ammetto, mi diverto a mettere costantemente alla prova la mia capacità di identificazione, ricercando in ogni situazione la specie rara.

    Ma sono anche convinto che il mondo dei birdwatchers è formato da un esiguo gruppo di specialisti e da un numero molto maggiore di semplici appassionati che amano questa attività, ma non per questo si sentono obbligati a riempirsi di libri e dedicarle studi approfonditi. In fin dei conti, il bello è andarsene in giro col binocolo; e questo è anche l’unico modo di farsi esperienza.


 

    Quindi, vanno bene gli articoli che spaccano il capello in quattro, ma non ci sogneremmo mai di tralasciare le basi!

Per questo motivo abbiamo pensato a questa rubrica, il cui scopo è di rendere accessibile a tutti l’identificazione di quei gruppi di specie simili, e quindi "difficili" per i meno che esperti i quali, magari, hanno anche poche occasioni di uscire sul campo. E ci concentreremo sulle specie comuni e facilmente osservabili, lasciando perdere tutte quelle rare.

    Cominciamo, appunto con i tre Piro-piro: il P.p. piccolo, il P.p. culbianco e il P.p. boschereccio. Nei prossimi numeri, continueremo con altri articoli come questo.


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Un primo sguardo ai limicoli

    Il gruppo dei limicoli, di cui i nostri tre piro-piro fanno parte, è composto dai piccoli trampolieri, tipici uccelli di ripa, paludicoli e camminatori, frequentatori delle acque interne e delle zone costiere. Hanno in genere ali lunghe e appuntite e sono ottimi volatori. Le zampe sono lunghe e i piedi possiedono i caratteri tipici delle specie adattate a camminare e correre.

    I limicoli sono un gruppo molto differenziato, nel quale sono cioè presenti numerose specie, che sono spesso molto simili tra loro e che, almeno in Italia, sono osservabili quasi negli stessi periodi dell’anno e negli stessi ambienti. Per prima cosa, è bene imparare a distinguere i piro-piro da tutti gli altri.

    I Corrieri, i Pivieri e le Pavoncelle (famiglia dei Caradridi) hanno becco corto, zampe relativamente corte, corporatura più massiccia e tozza; un buon esempio lo danno il Corriere grosso o il Piviere dorato.

    Gran parte degli altri limicoli ricadono nella famiglia degli Scolopacidi, la più numerosa e caratteristica:

 
  • le Pittime ed i Chiurli hanno grandi dimensioni, con zampe molto lunghe, così come i becchi che possono essere variamente incurvati verso l’alto o verso il basso;
  • i piccoli Gambecchi, caratterizzati da zampe corte, corpo allungato ed orizzontale, collo corto, testa grande e becco relativamente corto, anche in proporzione alle loro piccole dimensioni (non molto superiori a quelle di un passero);
  • i Piovanelli, un poco più grossi, strutturalmente simili ma con becco lungo becco arcuato;
  • i Beccaccini e la Beccaccia, inconfondibili con il loro becco lunghissimo e dritto (lungo quasi quanto il corpo) e la colorazione variegata mimetica;
  • infine, le specie del genere Tringa, comprendenti Pettegola, Pantana, Totano moro, Albastrello e i nostri piro-piro, di dimensioni medie (alti poco meno di un palmo, per intenderci) con corpo slanciato, zampe e becco lunghi ed esili e forme ben proporzionate ed eleganti.

    Prima di poter separare i piro-piro tra loro, bisogna imparare a distinguerli dai loro congeneri, il più diffuso dei quali è senza dubbio la Pettegola. Vediamo di concentrarci solo sui particolari salienti, i cosiddetti "field-mark". Innanzitutto le dimensioni: Pettegola, Pantana e Totano moro sono più grandi di tutti i tre piro-piro, la loro lunghezza (dal becco alla coda) e sui 30 cm, rispetto ai circa 20 dei piro-piro; l’Albastrello ha misure intermedie.

    La Pettegola, soprattutto in inverno, è marroncina leggermente screziata sia nelle parti superiori che davanti fino al petto (in abito estivo, le screziature si fanno molto più evidenti e marcate), il suo carattere più evidente sono le zampe rosso-arancio il becco, lungo e diritto, altrettanto rosso alla base, con punta scura. Quando prende il volo mostra lo specchio alare bianco.

    Il Totano moro, in abito invernale, è molto simile alla Pettegola, solo il suo colore è più chiaro e uniforme, mentre il becco è rosso nella mascella inferiore e nero in quella superiore e non ha specchio alare chiaro. Quando comincia ad assumere l’abito estivo, con l’estendersi della colorazione nera, diventa inconfondibile.

    La Pantana appare grigio-cenere, molto chiaro, con coda e groppone bianchi, il becco è lungo, robusto e leggermente rivolto all’insù; le zampe sono lunghe di colore grigio-verdastro.


 

    Anche il più raro Albastrello, nonostante le dimensioni molto vicine a quelle dei piro-piro, è facile da riconoscere se osservato bene: di colore grigio, è piccolo ma ha zampe in proporzione molto lunghe e un becco lungo, diritto e sottile come uno spillone.

    E così siamo rimasti con i nostri tre protagonisti: il P.p. piccolo Actitis hypoleucos, il P.p. boschereccio Tringa glareola, e il P.p. culbianco Tringa ochropus.

Piropiro boschereccio (Tringa glareola)
(foto E. Vigo)

Dove e quando

    Delle specie considerate, l’unica che si sofferma a nidificare in Italia è il P.p. piccolo. Distribuito, nel periodo riproduttivo, quasi esclusivamente lungo i fiumi ed i torrenti collinari del centro-nord del paese (bacino del Po, fasce costiere del mar Tirreno e dell’Adriatico settentrionale), predilige aree rocciose e ghiareti lungo i corsi d’acqua dolce (anche ambienti artificiali creati dall’uomo) e sopporta una notevole gamma di situazioni climatiche.

    Al di fuori del periodo riproduttivo, è particolarmente comune nel passo autunnale in Agosto - Settembre ma può essere osservata anche dagli ultimi giorni di Marzo alla metà di Maggio. Inoltre può anche soffermarsi a svernare, raro ed occasionale al nord, più regolare e comune nell’Italia meridionale. In queste occasioni può frequentare ogni tipo di zona umida adatta: fiumi, torrenti, paludi, risaie, lagune, coste sabbiose o rocciose, ecc..


 

    Il P.p. boschereccio ed il P.p. culbianco non nidificano mai alle nostre latitudini: occupano, di preferenza, la fascia di foresta boreale dell’Eurasia. In Italia vengono osservati con facilità sia durante la migrazione primaverile (tra Aprile e Maggio) che in occasione di quella autunnale (particolarmente abbondanti in Agosto - inizio Settembre). D’inverno, l’unica specie presente con una certa regolarità è il P.p. culbianco; al contrario il P.p. boschereccio (solo occasionale come svernante) ha spesso la tendenza a fermarsi lungo i nostri fiumi anche d’estate, pur senza nidificare. Entrambi frequentano vari tipi di ambienti umidi: dalle sponde fluviali alle aree palustri, marcite, risaie, campi zuppi d’acqua e ricoperti di pozzanghere. Di norma, sono poco avvezzi a frequentare acque salate e coste marine, anche se contingenti notevoli possono concentrarsi negli ambienti litoranei più estesi (Laguna di Orbetello, complesso delle lagune e saline dell’alto Adriatico, della Sicilia e della Sardegna).


Riconoscere i piro-piro

    Struttura e proporzioni

    Le prime caratteristiche distintive sulle quali "gettare l’occhio" , nel caso in cui ci si trovi faccia a faccia con un "misterioso" piro-piro, sono la struttura generale e le proporzioni corporee.

    Il P.p. piccolo è la specie più caratteristica da questo punto di vista, mostrando una combinazione davvero unica di: zampe corte (tibia cortissima e tarso di media lunghezza), corpo a "pera" che si assottiglia nel "didietro", coda chiaramente più lunga delle ali, collo corto, testa grande e becco, in proporzione, un poco tozzo (lungo quanto la testa). Possiede una testa grossa in proporzione al corpo e piuttosto arrotondata; l’occhio è grande. Il suo tipico aspetto ingobbito e furtivo è ancor più accentuato dalla postura orizzontale, con la testa e la coda tenute alla stessa altezza dal suolo.

    Le altre due specie, il P.p. boschereccio e il P.p. culbianco, sono simili strutturalmente e mostrano un aspetto più "fiero" dovuto alla presenza di zampe più lunghe (tibia lunga quasi come il tarso), corpo più ovale e tenuto ben rialzato dal suolo; inoltre il collo snello ed elegante, la testa piuttosto piccola ed un becco più lungo e sottile li rendono più simili alle altre specie del genere Tringa (e cioè Pantana, Totano moro e Pettegola che, comunque, hanno dimensioni maggiori) che non al P.p. piccolo. Il P.p. culbianco è, generalmente, un po’ più compatto e robusto, con zampe leggermente più corte del Boschereccio e tende, specialmente in posizione di riposo, a tenere la testa più "incassata" tra le spalle celando così il lungo collo.

 
Piropiro piccolo (Actitis hypoleucos)
(foto G. Conca)


    Comportamento

    Tra le specie di piro-piro, la più evidente è sempre il P.p. piccolo che tende spesso a muovere la coda in su e giù ed effettuare voletti esplorativi lungo le rive degli specchi d’acqua; inoltre, è il più propenso a frequentare alla ricerca di cibo aree aperte fangose o sassose, spesso in compagnia di limicoli più grandi. Al contrario, il P.p. boschereccio ed il P.p. culbianco sono più schivi e propensi a frequentare la vegetazione acquatica delle rive.

    Il P.p. boschereccio, però, può formare, durante i passi, discreti assembramenti anche in aree piuttosto ristrette; in questi casi possono essere visti cibarsi completamente allo scoperto.

    Il P.p. culbianco è preferibilmente un viaggiatore solitario e migra, al massimo, in gruppetti lassi e poco numerosi.


Piropiro culbianco (Tringa ochropus)
In primavera il p.p. culbianco può presentare sul dorso numerose piccole macchie chiare, il che lo rende ancora più simile al p.p. boschereccio

(foto R. Garavaglia)

    Voce

    E’ questo il modo più semplice di riconoscere le tre specie; la si può sentire soprattutto quando, allarmati dalla presenza di un pericolo, ad esempio il birdwatcher che li sta osservando, si danno alla fuga in volo.

    Il P.p. piccolo emette un caratteristico trillo "iii-di-di", composto da tre sillabe staccate (la prima delle quali è più alta e leggermente più prolungata delle altre); lo si sente principalmente all’atto del decollo e durante il volo. In Aprile — Maggio nelle aree di nidificazione, è possibile udire il canto di questa specie, che suona come un flautato "pipitiui — dii, pipitiui — dii".

    Il P.p. boschereccio emette un rapido ed acuto (ma meno concitato) "ciff-if" oppure "ciff-if-if"; una più breve versione "di contatto" ("cif" o "ciuf"), un po’ meno squillante, è spesso usata quando si trova in gruppo durante la migrazione.

    Il P.p. culbianco, infine, ha un richiamo squillante e forte: "tu-hit, tu-hit, tu-hit" ripetuto in modo ossessivo ed eccitato quando messo in fuga da un potenziale pericolo; in altre circostanze si comporta da uccello schivo, propenso a nascondersi e silenzioso.



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    Da posati

    Il P.p. piccolo mostra le parti superiori (collo, dorso e copritrici delle ali) marrone piuttosto chiaro ed uniformi. Il disegno della "faccia" è caratterizzato da un sopracciglio chiaro, piuttosto sfumato e non troppo marcato dietro l’occhio. La gola ed il centro del petto chiari, ma i lati del petto e del collo sono marroni con bordi netti, che creano l’effetto di due protrusioni scure su sfondo chiaro (quasi come le punte del colletto di una camicia); ai lati del corpo, lo sfondo chiaro si insinua verso l’alto, infilandosi tra il "colletto" e le ali con due strie bianche molto caratteristiche.

    Il P.p. boschereccio sfoggia il piumaggio più variegato dei tre: possiede, infatti, una complessa ed intricata trama di macchie chiare e strie nerastre su sfondo marrone. I lati del collo sono striati di marrone su sfondo biancastro. Possiede un disegno facciale simile al P.p. piccolo, con linea oculare scura, anello attorno all’occhio bianco, sottile e netto. Il carattere chiave per riconoscere questa specie è il sopracciglio chiaro assai sviluppato e lungo fino quasi alla nuca, più spesso dietro all’occhio.

    Il P.p. culbianco ha dorso ed ali molto scure, interamente nerastre, uniformi e contrastanti con le parti inferiori; durante il periodo primaverile, può però presentare numerose macchiette biancastre, poco appariscenti. La testa è assai scura, nerastra, nettamente contrastante con la gola, più pallida, e con l’ampia stria bianca che parte dalla base del becco e forma una mascherina attorno alle orbite, a mo’ di occhiale; in questa specie non è mai presente un sopracciglio dietro all’occhio. Ha la gola pallida "intrappolata" all’interno del bavaglino scuro, che ricopre il petto formando una fascia ben delimitata dal resto delle parti inferiori bianche.


Piropiro boschereccio (Tringa glareola)
(foto E. Vigo)
 

    In volo

    Nel P.p. piccolo, le penne delle ali sono nere con una banda bianca alla base; questa colorazione forma, nell’animale in volo, un disegno ben visibile e del tutto diagnostico: l’ala appare più scura del corpo e percorsa, per tutta la sua lunghezza, da una lunga barra bianca mediana. La coda è marrone, come le parti superiori, tranne le timoniere più esterne che sono bianche, con 5/6 barre trasversali nere, ben evidenti in volo (che avviene a poca altezza dal suolo, con le ali spioventi e battute rapidissime).

    Anche per il P.p. boschereccio l’ala appare più scura del corpo, ma non mostra nessuna barra alare; il sottoala è tipicamente chiaro, color camoscio; il groppone è bianco, così come la coda, che è però segnata da 4 o 5 barre che la fanno sembrare più scura.

    Nel P.p. culbianco in volo, le ali appaiono molto scure, tanto quanto il corpo, senza nessuna barra alare. Le caratteristiche più appariscenti sono il sottoala nerastro uniforme, così che le ali risultano scure sia nella parte di sopra che di sotto. Il groppone e la coda sono bianchi e contrastano nettamente con il dorso, una caratteristica molto evidente e che gli è valsa il suo nome. La coda reca solo 2 o 3 barre nere.


Caratteri chiave per l’identificazione
  Piro-piro
piccolo
Piro-piro
boschereccio
Piro-piro
culbianco
Sopracciglio chiaro e sfumato molto chiaro e spesso dietro l’occhio bianco e netto di fronte all’occhio; inesistente dietro
Parti superiori marrone chiaro uniforme macchie chiare e nere su sfondo marrone dorso scurissimo uniforme
Ali nerastre con banda bianca sopra e sotto copritrici marrone e remiganti nerastre sopra; camoscio di sotto nerastro uniforme, sia sopra che sotto
Coda marrone con bordi bianchi barrati di nero groppa bianca, coda bianca, con barre scure groppa e coda bianche, con 2 o 3 barre nere spesse



1999, Quaderni di Birdwatching

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