Protezione Aquila di Bonelli

OCCHIO ALLA BONELLI

foto: A.Ciaccio

Il progetto LIFE Conrasi in Sicilia 2017

Per il settimo anno il Gruppo Tutela Rapaci Sicilia ha condotto una campagna di monitoraggio e protezione di tutti i siti noti di Aquila di Bonelli (Aquila fasciata), di una buona percentuale della popolazione siciliana di Lanario (F. biarmicus feldeggii) e di tutta la popolazione conosciuta di Capovaccaio (Neophorn percnopterus). Va rimarcata la grande novita' di quest'anno e' rappresentata dalla sinergia e confluenza di dati, energie e risorse strumentali col LIFE CONRASI, progetto LIFE finanziato dalla Comunita' Europea che prevede obiettivi di protezione e conoscenza delle popolazioni siciliane delle tre specie. Già lo scorso anno si era proceduto con le prime forme di collaborazione, ma da quest’anno la sinergia e' stata sicuramente l'elemento trainante della stagione e i risultati che abbiamo ottenuto insieme sono veramente significativi. Cosi' da quest'anno sono stati inanellati alcuni giovani di Aquila di Bonelli ancora al nido e sono stati dotati di trasmettitori satellitari 8 giovani aquile. Gli anelli colorati e dotati di un codice potranno aiutare nel futuro a conoscere gli spostamenti in quanto leggibili a distanza da osservatori e birdwatchers. I trasmettitori satellitari miglioreranno sicuramente le nostre conoscenze sulla mortalità giovanile, le fasi di dispersione e i principali siti di alimentazione mettendoci in condizione di poter puntualizzare le nostre iniziative nel futuro. 

Alla fine della stagione i numeri più rilevanti sono stati: 4 nuove coppie, due senza ancora un territorio e 34 coppie con deposizione avvenuta. Solo in un caso abbiamo riscontrato la scomparsa della coppia, purtroppo in un campo sorvegliato giornalmente, ma il campo è proseguito perché sulla stessa parete ha nidificato anche una coppia di Lanari che ha portato all’involo i giovani. Alla fine della stagione si sono involati 29 aquilotti, in linea coi dati degli scorsi anni. L’inizio degli involi si è avuto ai primi di maggio e gli ultimi dopo la metà di giugno a conferma di una distribuzione abbastanza ampia dei tempi di deposizione. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 4 campi sui 5 programmati con la sorveglianza di 5 siti (il campo 1 che prevedeva la sorveglianza di 3 siti ne ha seguito solo 2 in seguito all’abbandono di una coppia).  Per quanto riguarda i monitoraggi sono state eseguite più di 400 visite ai siti di Aquila di Bonelli e spesso nella stessa uscita venivano controllati o ricercate le coppie di Lanario. Per la prima volta è stato utilizzato un sistema di videosorveglianza ad un sito, con apparecchiature a noleggio, che ha permesso ad alcuni responsabili di seguire sul proprio smartphone la situazione nella parete.

 

CAMPO 1

Il campo 1 e' stato svolto nelle stesse località dal 2011 in poi. Le attività di sorveglianza, avviate il 3 marzo, si sono concluse il 30 maggio garantendo un totale di 221 giornate, distribuite in tre siti, con 16 persone partecipanti alle attivita'.

Una delle 3 coppie ha abbandonato la cova poco dopo la data stimata per la schiusa delle uova. Le fototrappole non hanno rilevato alcun passaggio di umani e non sono stati rilevati segni di discesa in parete, e si è attribuito il fallimento della nidificazione a cause naturali. Una seconda coppia ha avviato la cova nel nido storico, poi ha abbandonato il sito occupando il nido del 2013 in una parete vicina facendo ritorno dopo la metà di marzo al sito storico. La cova è andata avanti per oltre 50 giorni senza alcun esito. Nel terzo sito lo svolgimento delle attività è stato regolare e sono stati allevati due giovani che all’età di circa 48 giorni sono stati inanellati e dotati di trasmettitori satellitari in seno al progetto Life Conrasi. La quarta coppia ha involato il giovane, la nidificazione è stata seguita con sopralluoghi periodici. La quinta coppia ha occupato il territorio, sistemato il nido dell’anno precedente ma non ha mai avviato la cova.

Durante le attivita' del campo sono stati osservati in più occasioni soggetti interessati ai rapaci, si trattava di falconieri che negli anni precedenti hanno prelevato i pulli ai nidi e che hanno ancora i processi in corso. L'attivita' di sorveglianza ha garantito tranquillita' alle aquile e i sistemi di sorveglianza installati si sono dimostrati particolarmente utili per la dissuasione ed il controllo delle vie di accesso ai nidi.

CAMPO 2

Dal 13 gennaio, il gruppo incaricato della responsabilità dei siti ha iniziato i monitoraggi sul campo. Inoltre nel periodo successivo e prima della deposizione sono state installate le staffe per fototrappole e web-cam sulle pareti di nidificazione.  Nel primo dei 3 siti previsti dal campo si è verificata l’occupazione del vecchio nido di aquila di Bonelli da parte di una coppia di falco pellegrino. Nella seconda area la coppia ha abbandonato prematuramente la parete dove aveva preparato il nido, pur rimanendo in zona.

Per il secondo anno consecutivo l'unico sito attivo e' rimasto il terzo, del quale abbiamo seguito con costanza l’andamento della nidificazione fino all'involo dell’unico giovane, avvenuto il 19 maggio.

CAMPO 3

Il campo 3 ha visto impegnati complessivamente 16 campisti. Le attività sono iniziate nel mese di febbraio 2017 per accertare la presenza della coppia di Aquila di Bonelli nella parete rocciosa sede del campo; sono state anche collocate nel sito le staffe metalliche e le fototrappole di sorveglianza a distanza. In quell’ occasione abbiamo accertato la presenza sia della coppia di Aquila di Bonelli, che di una coppia di Lanario ed una di Falco pellegrino.  Nelle prime settimane di attività di sorveglianza sono state segnalate le visite nella sede di campo di alcuni individui e di auto sospette, che si sono trattenuti anche diverse ore, senza comunque accertare atti di disturbo alle nidificazioni. Da rimarcare la visita periodica dei bracconieri visti anche ai campi 1 e 5. La cova delle uova da parte della coppia di Aquile è proceduta regolarmente e intorno al 10 aprile è stata constatata la nascita di due pulcini, regolarmente alimentati dai genitori. Purtroppo il 30 aprile è stato verificato l’abbandono da parte degli adulti del sito di nidificazione, si ritiene per motivi naturali in quanto non sono stati accertati, ne' dai volontari ne' dalle fototrappole istallate a controllo del nido, atti di disturbo alla parete sede del campo. Tuttavia sono ancora in corso accertamenti per meglio comprendere l'accaduto. Le attività di campo sono continuate, sia per verificare se la coppia tornasse ad occupare il nido o la parete e sia perche' e' proseguita regolarmente la nidificazione del Lanario e del Pellegrino, specie che necessitano anche loro di tutela in quanto soggette ad atti di bracconaggio a danno delle uova o dei pulcini. 

CAMPO 4

Il CAMPO 4 quest'anno si e' svolto nello stesso sito degli anni 2015 e 2016. Iniziati i consueti sopralluoghi per constatare e monitorare la fase di cova, si è accertata la schiusa (inizialmente di un pulcino) il 28 marzo, mentre il secondo pulcino è stato confermato con certezza il 1 aprile. Le persone coinvolte sono state complessivamente 9. Come l’anno scorso non si sono avuti fenomeni che direttamente o indirettamente potessero costituire minaccia per i pulli.

CAMPO 5

Il campo 5 ha avuto come obiettivo principale il monitoraggio e la sorveglianza di un sito di aquila di Bonelli e' risultato improduttivo per due anni consecutivi. Dopo il fallimento riproduttivo del 2015 e la mancata deposizione del 2016, nel corrente anno la coppia di aquile, costituita da due individui adulti, ha completato con successo il ciclo riproduttivo, portando un giovane all’involo all’età di circa 75 giorni. Compatibilmente con l'esigenza di assicurare una sorveglianza costante al sito di aquile, obiettivo prioritario del campo, sono state oggetto di monitoraggio anche una coppia di Lanario e una di Pellegrino insediate ad alcuni chilometri di distanza. Per il secondo anno consecutivo, in entrambi i siti di falconidi si e' constatato un insuccesso riproduttivo che va probabilmente imputato a furto dei nidiacei da parte di bracconieri. In ben quattro occasioni i volontari impegnati nella sorveglianza hanno contattato, in prossimità del sito controllato, persone notoriamente attive nel traffico illegale di rapaci. In altra circostanza il campista di turno e' intervenuto per dissuadere due fotografi che intendevano occupare una postazione vicina al nido delle aquile.

 FOTOTRAPPOLE

In sede di programmazione delle attivita' avevamo indicato di prevedere la sistemazione di fototrappole alla maggior parte dei siti a noi noti di Lanario. Si e' proceduto quindi ad una campagna di richiesta di donazioni che ha portato all’acquisizione di un numero significativo di fototrappole che sono state tutte utilizzate sia su siti di aquila di Bonelli sia su siti di lanario. Visto il numero più elevato di siti da controllare molte fototrappole sono state usate in sinergia con altre fornite dal Progetto LIFE per una copertura più' significativa di ciascun sito. Non è stato riscontrato alcun problema nei siti di aquila mentre in un sito di Lanaro purtroppo i pulli sono stati trafugati. Cio' ovviamente ci ha portato ad effettuare delle considerazioni che porteranno in futuro ad una aggiustamento della dislocazione della macchine e all’utilizzo di più elementi su ciascun sito (cosa peraltro avvenuta gia' quest'anno nella maggior parte dei siti).

FINANZIAMENTI

Anche quest'anno abbiamo ricevuto donazioni per un ammontare di 25.500 euro da parte delle seguenti associazioni:

STIFTUNG PRO ARTENVIELFALT : 12.000 €

LIPU 5.000 €

EBN ITALIA 4.500 €

FIR DELEGAZIONE DEL BELGIO 3.000 €

CABS 1.000 €

 


Sistemi di sorveglianza remota contro i depredatori di nidi

Il saccheggio dei nidi è stato il fattore più determinante nel declino dell'Aquila di Bonelli in Sicilia. Possiamo dirlo chiaramente visto che nel corso di questi 6 anni, l'attività di protezione dei siti riproduttivi ha portato la specie a un recupero rapido e per certi versi inaspettato.

E' evidente che sussistono anche altri fattori, come ad esempio l'abbattimento diretto durante la stagione di caccia, i cambiamenti del paesaggio agricolo, ma il saccheggio dei nidi per un commercio dei pulli e delle uova di aquila a favore di falconieri privi di scrupoli, è l'elemento principale che aveva portato la popolazione di Aquila di Bonelli siciliana a rischio estinzione.

Per controllare nuovi siti riproduttivi, nella stagione 2016/17 verranno istallati nuovi dispositivi di sorveglianza remota. Utilizzeremo a questo scopo 10 fototrappole della Scubla, azienda friulana leader del settore, che ringraziamo sentitamente per essersi resa disponibile a offrircene 4 gratuitamente, mentre gli altri 6 dispositivi verranno acquistati con parte  delle donazioni della maratona di Berlino.

Le fototrappole verranno istallate in parete e consentiranno di ottenere immagini da remoto degli accessi ai siti di nidificazione.

Attività di monitoraggio 2015/2016

Durante il 2016 l’attività di monitoraggio ha permesso di scoprire altri 6 territori di Aquila di Bonelli occupati, di cui uno è un importante caso di ricolonizzazione di un sito storico, in territorio della Sicilia centrale, disertato da 19 anni ed un altro è il primo caso certo di nidificazione della specie negli Iblei dopo oltre 30 anni di assenza. L'attività di monitoraggio ha interessato un totale di 48 territori di cui 44 risultano essere stabilmente occupati.

La stagione 2016 è stata caratterizzata da un basso successo riproduttivo da addebitare a fattori naturali. È stato verificato l'involo di 27 giovani, con un valore di produttività lievemente minore a quello registrato nelle ultime 4 stagioni ma con un tasso di involo che non si discosta dalla media registrata negli ultimi anni.

In uno dei siti si è verificata la morte del pullo ormai prossimo all'involo, il quale è stato recuperato e consegnato all'Istituto Zooprofilattico di Palermo per le analisi necroscopiche e batteriologiche. In un altro nido è stata verificata la predazione delle uova da parte di corvidi. Sono state, anche per questa stagione, registrate parecchie osservazioni di individui floaters (immaturi e giovani o subadulti non territoriali) il cui numero è significativamente aumentato nel corso degli anni rispetto al periodo antecedente le attività di sorveglianza del Gruppo Tutela Rapaci.

Questo dato, insieme all'aumento del numero delle coppie, dovuto soltanto in parte ad un miglioramento dell'esplorazione dal 2010 in poi, dimostra che l'attività di sorveglianza dei siti a rischio e di prevenzione e contrasto al traffico dei rapaci portata avanti dal GTR ha prodotto un significativo incremento nella popolazione di Aquila di Bonelli.

A settembre, è stata recuperata un'Aquila di Bonelli colpita da una fucilata presso Cattolica Eraclea. L'aquila non potrà tornare più a volare.

Durante l'attività di sorveglianza presso i nidi sono stati seguiti un totale di 7 siti da cui si sono involati 7 giovani.

CAMPO 1: Anche per il 2016 è stata confermata la località del campo 1, l’area si è dimostrata particolarmente importante per la specie perché rappresenta un crocevia tra le popolazioni occidentali dell’isola e la porzione orientale in via di occupazione da parte della specie. Oltre alla specie target sono presenti anche due coppie di Lanario e 5 di Pellegrino.
I sopralluoghi sono stati avviati nel mese di febbraio e dopo pochi giorni è stata trovata in un’area prossima al sito storico un’altra coppia di aquile di sicuro nuovo insediamento. Complessivamente hanno partecipato 31 volontari che hanno effettuato 356 giornate di sorveglianza.
In un sito la coppia ha deposto tardivamente e, dopo oltre 60 giorni di cova, non si è avuta nessuna schiusa. In un altro la coppia ha portato all’involo 2 giovani mentre la vicina coppia di Lanario ha abbandonato il sito dopo un breve periodo di cova. In un terzo sito la coppia ha allevato 1 giovane che, a pochi giorni dall’involo, è deceduto all’interno del nido.
Nei siti controllati sono stati ripetutamente contattati noti bracconieri già indagati per furti ante 2010. In un altro sito controllato la coppia ha involato 1 giovane mentre nel sito nuovo la coppia ha abbandonato la cova a causa di continuo disturbo da parte di cacciatori e raccoglitori di lumache e verdure selvatiche.
L’anticipo delle attività di sorveglianza alla fase di cova ha fatto sì che negli ambienti ostili alle nostre attività si diffondesse la voce che i siti erano presidiati, infatti abbiamo fatto in modo che la nostra presenza venisse immediatamente notata.

Le maggiori difficoltà sono dovute al fatto che la stragrande maggioranza delle persone che si incontrano sul campo commette regolarmente degli illeciti. Abbandono e bruciatura di rifiuti, uccellagione, addestramento cani in periodo ed aree non consentite, circolazione con mezzi fuoristrada e, ultimo ma non meno importante, fotografia “naturalistica”. I volontari coinvolti non hanno gli strumenti per intervenire su tali attività di disturbo e le forze dell’ordine locali non dimostrano il minimo interesse a fermare o controllare tali attività. Al pari del prelievo ai nidi queste attività comportano, come constatato, elevati rischi per le specie che si tenta di tutelare.

L’area dei campi è interessata da importanti flussi di uccelli migratori, centinaia di gru e rapaci sono stati osservati durante il campo.

CAMPO 2 : Ai primi di febbraio è iniziata l'attività di organizzazione del campo e di monitoraggio dei siti. Purtroppo in uno dei siti controllati negli anni scorsi la coppia non è stata contattata mentre in un secondo si è avuto l’abbandono della cova. Da quel momento tutti i campisti prenotati sono stati spostati negli altri campi, mentre i volontari della LIPU di Niscemi hanno continuato la sorveglianza al sito 3 fino all’involo di 2 giovani avvenuto il 10 maggio.

Alle attività di sorveglianza (61 giorni) hanno partecipato 14 volontari. Nel complesso si contano più di 850 ore di sorveglianza, a cui si aggiungono le ore di volontariato per gli aggiornamenti del sito internet del Gruppo Tutela Rapaci e le attività di educazione ambientale condotte in laboratori pomeridiani al Museo Didattico di Storia Naturale di Niscemi. I campisti hanno alloggiato gratuitamente presso la foresteria di Casa LIPU che ha ricevuto ottime recensioni per accoglienza, servizi e comfort.

CAMPO 3:  Il campo 3 prevedeva l’istallazione di una webcam in area prospicente un sito riproduttivo d’Aquila di Bonelli occupato, ininterrottamente, dal 2012 al 2015. Sfortunatamente, però, il nido non è stato occupato né abbiamo rilevato attività in parete fra aprile e maggio.

Il 25 gennaio, in prossimità del sito storico, era stata osservata una coppia costituita da una femmina sub-adulta e da un maschio. Nei successivi sopralluoghi di febbraio e di marzo è stato sempre osservato solo il maschio. Tuttavia, ripetute e scrupolose attività di esplorazione del territorio circostante non hanno portato all’individuazione di nidi attivi né a contatti ulteriori con la femmina osservata a gennaio.
Va segnalato che, in area poco distante, un sito di Pellegrino, nel quale fino al 24 aprile erano presenti due pulcini, è stato con ogni verosimiglianza depredato da bracconieri attivi nel mercato illegale di rapaci legato alla falconeria. Nel 2014 e nel 2015 la stessa coppia di pellegrini si era riprodotta con successo, portando i giovani all’involo: si ritiene, quindi, che la presenza dei campisti impegnati nella sorveglianza del sito di aquile abbia costituito un deterrente al saccheggio del sito di falconi.

Il CAMPO 4 quest’anno si è svolto nello stesso sito dell’anno precedente, in provincia di Palermo. Iniziati i consueti sopralluoghi per constatare e monitorare la fase di cova, si è accertata la nascita inizialmente di un pulcino il 29 marzo. Esattamente cinque giorni dopo, il campista di turno ha osservato un secondo pulcino. L’involo dei due aquilotti si è verificato a distanza di alcuni giorni l’uno dall’altro, il primo il 25 maggio, il secondo il 30 maggio. Le persone coinvolte sono state complessivamente 17. Rispetto all’anno scorso non si sono avuti fenomeni che direttamente o indirettamente potessero costituire minaccia per i pulli, anche se appena una settimana dopo l’involo la parte sud est della parete di nidificazione ha subito un grosso incendio ma nei giorni seguenti i 2 giovani sono stati visti volare in compagnia degli adulti.

CAMPO 5: L'attività di sorveglianza ha visto impegnati complessivamente 7 soci della Sezione LIPU di Caltanissetta.Le attività sono iniziate a gennaio, con la collocazione in due siti ad elevato rischio delle staffe metalliche dove successivamente sono state installate le fototrappole. In quella occasione nel sito principale del campo era già presente la coppia di Aquila di Bonelli, insieme ad una coppia di Lanario ed ad una coppia di Pellegrino, mentre nell'altro sito riproduttivo è stata osservata la coppia con un nuovo nido non completo, poiché quello storico era crollato lo scorso anno.

Sempre da gennaio è iniziato il monitoraggio di altri 6 siti di nidificazione di Lanario; contestualmente sono stati monitorati vari siti di nidificazione di Pellegrino e, in seguito, varie colonie di Grillaio.
Per quanto riguarda una zona monitorata siamo intervenuti con l’Azienda forestale di Caltanissetta, affinché non fossero concesse due autorizzazioni, inoltrate da privati, che prevedevano una la realizzazione di un “parco avventura” ed un’altra la realizzazione di una “palestra di arrampicata su roccia”, attività che avrebbero compromesso per sempre ogni attività di nidificazione. Inoltre è stato svolto un intervento, con i responsabili di un gruppo di escursionisti di San Cataldo, che aveva organizzato per il 13 marzo un’attività in aree di nidificazione, con decine di partecipanti, in un momento delicatissimo per la riproduzione.
Purtroppo alla fine di marzo si è verificato l'abbandono del sito di nidificazione da parte della coppia di aquile. E’ invece proceduta regolarmente la nidificazione del Lanario, del Pellegrino e della numerosa colonia di Grillaio presente nel sito. Per l'altro sito monitorato dalla sezione, la coppia di Aquila di Bonelli non ha portato a compimento la nidificazione.
Per quanto riguarda gli altri siti di Lanario, in 4 siti si sono concluse regolarmente le nidificazioni, mentre per 2 siti si è riscontrato il fallimento della nidificazione un sito in particolare è conosciuto nell’ambiente della falconeria).

Sistemi di sorveglianza remoti

Nei mesi di dicembre e gennaio sono state sistemate delle staffe per preparare l’installazione delle foto trappole. Ne sono state approntate diverse per ogni sito in modo da utilizzare quelle più opportune in considerazione della scelta del nido. Già ai primi di febbraio ne sono state attivate alcune lungo percorsi di avvicinamento alla parete. Altre fototrappole sono state sistemate durante la cova con interventi veloci, essendo già montate le staffe, e nel momento dell’allontanamento dell’adulto dal nido. Alla fine sono state utilizzate 20 fototrappole, alcune nello stesso sito incrociando le posizioni. 

(Report completo qui) - (English Report here)


SESTO ANNO DI MONITORAGGIO

I bracconieri predano le uova da un nido!

La notizia più grave di questa primavera arriva dal campo 5, dove è avvenuto probabilmente il furto delle uova o dei pulcini appena nati alcuni giorni prima dell’inizio programmato delle attività continuative di sorveglianza. L’attività sul campo ha permesso di dare immediatamente l’allarme, in modo da attivare controlli, ricerche e indagini.
Se non ci fosse stato un monitoraggio continuo, si sarebbe perso ulteriore tempo nel confermare l’atto di bracconaggio. Anche per altri siti non sottoposti a sorveglianza continua esistono dei sospetti che possa essere avvenuto il prelievo di uova e pulli.
Alla luce di questo episodio, intendiamo rimarcare la criticità della situazione in Sicilia, con il continuo prelievo al nido ai danni dei rapaci; situazione che è stata di recente sminuita da diverse parti, convinte che le nostre preoccupazioni siano enfatizzate e spesso esagerate. La realtà, tuttavia, è un’altra: ci troviamo a contrastare gruppi organizzati che continuano imperterriti a operare illegalmente e a depredare i nidi. Senza il nostro contributo volontario, senza l’aiuto di associazioni e fondazioni, che continuiamo a ringraziare per il supporto economico-logistico, probabilmente la situazione delle  nostre aquile di Bonelli sarebbe di certo diversa da quella attuale,  la specie si avvierebbe verso una veloce rarefazione a causa della sconsideratezza di persone che hanno il coraggio di definirsi amanti e protettori dell’ambiente ed addirittura educatori ambientali.

Dato che i basisti dell'organizzazione criminale sono persone note, che hanno l'impudenza di visitare i nostri campi adducendo conoscenze in alto loco, chiediamo dalle istituzioni, dal CF siciliano e dalle autorità competenti maggiore attenzione e un necessario giro di vite.
 

Contribuisci a salvare l'Aquila di Bonelli tramite la 43° maratona di Berlino!

QUINTO ANNO DI MONITORAGGIO

Nel 2015 si prevede la realizzazione di 6 campi di sorveglianza: con un unico alloggio si prevede di controllare contemporaneamente 3 siti e un 4° sito poco distante sarà monitorato periodicamente. L’area è quella a maggior rischio predazione e negli anni scorsi molti dei sequestri di giovani aquile operati dalle forze dell’ordine provenivano proprio da qui. Anche lo scorso anno da uno di questi siti la nidificazione è fallita prima dell’inizio del campo con probabile furto delle uova. Si cercano volontari fidati che vogliono partecipare ai campi di sorveglianza: le richieste possono essere inviate al nostro socio Giovanni La Grua. Il monitoraggio sul campo richiede molte energie perché le prime aquile depongono a febbraio e l’involo degli aquilotti ritardatari si protrae fino a giugno. Forti del successo dell’installazione con le donazioni di EBN della prima web cam del 2014, si prevede di attivarla anche quest’anno e di sistemare diverse fototrappole nei siti più a rischio anche di lanario e capovaccaio.

ABBIAMO BISOGNO ANCHE QUEST´ANNO DEL TUO AIUTO.

L´ANNO SCORSO le vostre donazioni ci HANNO PERMESSO DI SALVARE 27 Aquile di Bonelli.


QUARTO ANNO DI MONITORAGGIO

Nel 2014 sono stati controllati 54 siti (44 nel 2013) con 340 visite (308 nel 2013) escludendo lo stazionamento per almeno 70 giorni nei 5 siti dei campi (3 portati a termine nel 2013).
E’ stato verificato l’involo di 27 aquilotti.
Considerando la consistenza della popolazione, è possibile osservare un incremento, dovuto sia ad un reale aumento dei siti riproduttivi che ad una maggiore esplorazione. Negli ultimi 3 anni, il numero totale di aquilotti certamente involati è di 88, un numero che ha di certo rinvigorito la declinante popolazione siciliana di Aquila di Bonelli.

Questo risultato è stato possibile grazie all´impegno di volontari, solo quest´anno 48 campisti che si sono succeduti nei 5 campi di sorveglianza e all´uso di tecnologie all´avanguardia (5 trappole fotografiche) e per la prima volta in Italia, di una web cam, che hanno permesso di ridurre i fenomeni di saccheggio dei nidi.

Nel 2014 tuttavia sono aumentati i casi fallimento della cova. In nessun caso ci sono prove dirette, ma sospettiamo che in un sito ci sia stato il saccheggio delle uova avvenuto, guardacaso, pochi giorni prima dell´istituzione del campo, in quanto la coppia ha cambiato improvvisamente sito ma per fortuna, ha anche provveduto a rideporre ! Tutto questo lascia fortemente sospettare una causa non naturale della perdita delle uova.

 

La web cam è stata istallata! Guarda anche tu la progressione della nidificazione(frame ogni 30 sec).
ABBIAMO BISOGNO ANCHE QUEST´ANNO DEL TUO AIUTO.

L´ANNO SCORSO 3000 € HANNO PERMESSO DI SALVARE 28 Aquile di Bonelli.

Aiutaci anche tua proteggere l’Aquila di Bonelli in Sicilia tramite una donazione libera:

Conto corrente bancario

IT79H0760101000000002947128

causale “ Bonelli”

 

EBN Italia, via Allende 3, 27100 Pavia

 

Donazione libera tramite carta di credito, carta prepagata, carta PayPal

 

 

 
TERZO ANNO DI MONITORAGGIO


Venticinque giovani aquile involate, sessantacinque volontari coinvolti, 42 siti riproduttivi complessivamente controllati : questo in sintesi il bilancio del terzo anno di monitoraggio Occhio alla Bonelli. Si è trattato di uno sforzo notevole con oltre 260 visite ai siti riproduttivi durante 9 mesi di attività sul campo, che ha coinvolto non solo la nostra associazione ma anche LIPU, MAN, WWF, FIR, FSN e i tedeschi del CABS, riuniti sotto il Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia.

Si ribadisce che senza un’attiva tutela l’Aquila di Bonelli rischia di estinguersi in Sicilia.
Il monitoraggio intrapreso ha messo in evidenza che il numero di coppie presenti sull’isola è attorno alla trentina, cosa non nota in precedenza ma che non basta ad assicurarne un futuro. Nel 2013, i siti produttivi, da cui si sono avuti involi sono stati 25 e altri 5 sono risultati occupati, enza indici riproduttivi. La novità è che rispetto all’anno precedente, i nostri volontari hanno riscontrato in alcuni dei siti sostituzioni di adulti con individui immaturi. Ciò ha portato ad una diminuzione del numero di involi per inesperienza della coppia ed è sicuramente indice di una sofferenza di popolazione.

E’ noto che le principali cause della mortalità degli adulti sono, in letteratura, imputabili a collisioni con linee dell’alta tensione, avvelenamenti e abbattimento diretto. Questi fattori, possono determinare nel tempo, una contrazione della piccola popolazione siciliana, visto che non sono noti scambi genetici o immigrazioni (con il Nord Africa?).

Punto sempre dolente è quello del prelievo al nido di pulcini. Quest’anno la piaga si è ripetuta e da un nido sono stati prelevati i due pulli proprio il giorno in cui il sito non era presidiato. Il Corpo Forestale dello Stato, servizio CITES, è riuscito a localizzare il bracconiere che aveva rubato questi pulcini che erano stati già portati in Nord Italia. Purtroppo uno degli aquilotti è morto nelle mani del bracconiere. Il secondo è stato sequestrato e dato in consegna ad un Centro Recupero gestito dalla LIPU in Sicilia in attesa che vengano prese le decisioni per un hacking in natura.

Il futuro della Bonelli è nelle nostre mani e nella volontà delle persone. Nel 2013, tramite EBN Italia, sono affluiti in Sicilia, 3.187 euro in donazioni. Una cifra importante ma minima per pensare di risanare una situazione così critica.

Non solo servirebbero più fondi per il monitoraggio sul campo e lotta al bracconaggio, ma anche per attività di studio di dinamica di popolazione, erratismo, individuazione delle cause di mortalità. Tutti dati che l’Università non ha saputo raccogliere e che invece sarebbe molto importante avere.

Con il vostro aiuto cercheremo di farcela anche il prossimo anno!

A conclusione di questo rapporto, ecco il filmato in presa diretta, dell´adozione del giovane di Aquila di Bonelli sequestrato al bracconiere che l´aveva assieme al fratello depredato dal nido, da parte dei suoi genitori naturali, a quasi 2 mesi di distanza !

Un grande successo! Leggi il pdf del contributo di Mascara R. et al. pubblicato suMezzavilla F., Scarton F. (a cura di), 2013. Atti Secondo Convegno Italiano Rapaci Diurni e Notturni. Treviso, 12-13 ottobre 2012.

 


 
LE AQUILE RUBATE IN SICILIA ERANO IN PIEMONTE!
 
La brillante indagine del Corpo Forestale dello Stato, sezione CITES, ha condotto all´arresto della persona che deteneva le due giovani Aquile di Bonelli prelevate dal nido in Sicilia (vedi sotto). Le due aquile non sono state trovate in buona salute e una è purtroppo morta. Erano custodite in Provincia di Alessandria e pare abbiano fatto il viaggio in treno dalla Sicilia!

Si cerca di capire pertanto quali fossero le intenzioni del bracconiere e come avrebbe voluto piazzare le aquile sul mercato illegale. Trovati anche certificazioni CITES false.

L´esistenza di una rete di falconieri che detengono, riciclano e vendono all´estero falchi e aquile era un sospetto di molti, soprattutto dopo la prima indagine che era approdata nuovamente e guardacaso in Nord Italia.

Ma prima o poi, il secondo anello di questo traffico lo si becca ! (giugno 2013).

 

 
Maggio 2013: I LADRI DI BONELLI RIALZANO LA TESTA !
 
Due aquilotti di cinquanta giorni di età di Bonelli sono stati prelevati dal nidomercoledì 8 maggio in provincia di Agrigento. Si trattava di uno degli oltre 20 siti di nidificazione monitorati continuamente dai protezionisti del Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia, a cui partecipano molti soci di EBN Italia.

L’aspetto più inquietante della vicenda è però quello del luogo ove è avvenuto il furto. Un nido già conosciuto dalle Forze dell’Ordine. Quel posto, un paio di anni addietro, era infatti divenuto il punto di partenza di un’ampia attività del Corpo Forestale dello Stato che, su delega delle Procura della Repubblica di Caltanissetta, catapultò da Roma i suoi migliori investigatori. La Sezione Investigativa CITES riuscì a ricostruire i percorsi dei poveri aquilotti depredati. Venne così rilevato un lucroso quanto vasto traffico di uccelli rapaci che coinvolgeva numerosi paesi europei. Dalla Sicilia verso il centro Europa. Qui, riciclati con documenti falsi, tornavano in alcuni casi proprio in Sicilia, dove sono stati poi sequestrati. Un’Aquila in particolare, riferì allora il Corpo Forestale dello Stato, faceva specifico riferimento ad un ben preciso nido.

In quel luogo, erano state istallate delle webcam, ma purtroppo l’Aquila aveva deciso di cambiare cengia e di nidificare in un punto meno protetto.

La notizia dimostra che i bracconieri hanno rialzato la testa e che si sono spinti a reiterare l’atto. Il Corpo Forestale Siciliano deve reagire e mettere pressione sui soliti noti che vogliono dimostrare nuovamente di non temere indagini.

Il monitoraggio dei nidi di Aquila di Bonelli da parte di nostri volontari continua, anche grazie alle donazioni raccolte nel 2013 che servono a pagare le trasferte e l’alloggio dei campisti. La Sicilia è però grande e molti siti non possono essere presidiati continuamente, anche perché si trovano in località remote di aperta campagna. (maggio 2013)

 


Il tuo aiuto per la protezione della più rara aquila italiana!

Nel 2012, nell’ambito delle attività di contrasto alla predazione di pulcini di Aquila di Bonelli e Lanario (organizzati dal Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia costituito da volontari di CABS, EBN Italia, FIR, FSN, LIPU, MAN, WWF), siamo riusciti ad allestire 4 campi di sorveglianza e a monitorare e controllare tutti gli altri siti noti in Sicilia di Aquila di Bonelli, grazie anche al contributo di tanti soci EBN Italia. I risultati sono stati rilevanti: 3 nuove coppie scoperte, oltre 50 siti storici controllati, 33 coppie residenti e 26 coppie riproduttive seguite e infine la documentazione dell’involo di 32 nuove giovani aquile. Inoltre non è stato registrato nessun prelievo di pulcini ai nidi e rimane solo il sospetto di un prelievo di uova da un sito dove si è verificata una deposizione tardiva con involo avvenuto il 17 luglio. Più difficile invece il controllo e il contrasto al bracconaggio per quanto riguarda i nidi di lanari dove purtroppo abbiamo constatato in alcuni casi la scomparsa improvvisa di pulcini. Noi abbiamo tutte le intenzioni di continuare con la nostra azione e di allungare la sorveglianza per coprire anche il periodo della cova Non credi che ci sia una certa differenza tra vederli così o liberi di volare nel cielo?

 

Come si addestra una giovane Aquila di Bonelli per la "nobile" arte della falconeria

 

Aiutaci e contribuisci alle attività previste per il 2013 con una donazione che ci servirà a coprire i costi di monitoraggio e le spese di allestimento dei campi o partecipando attivamente al controllo di uno dei siti nel periodo di allevamento dei giovani. L´anno scorso abbiamo raccolto tramite EBN Italia, 1700 euro. Aiutaci a proteggere l´aquila più rara d´Italia con una donazione, seguendo le indicazioni qui sotto.

Se vuoi partecipare invece ai campi di sorveglianza in aprile e maggio in Sicilia scrivi a lagruagio@alice.it

 
 

Aiutaci anche tua proteggere l’Aquila di Bonelli in Sicilia tramite una donazione libera:

Conto corrente bancario

IT79H0760101000000002947128

causale “ Bonelli”

 

EBN Italia, via Allende 3, 27100 Pavia

 

Donazione libera tramite carta di credito, carta prepagata, carta PayPal

 

EBN ITALIA NODO SICILIA

Giovanni La Grua

Responsabile Comitato tecnico EBN Italia

Andrea Ciaccio

EBN ITALIA fa parte del Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia insieme a FSN, LIPU,CABS, FIR, MAN e WWF


foto A.Ciaccio, G.Cacopardi