Ibis eremita in Italia

Ibis eremita in Italia - articolo di Nicoletta Perco

Il progetto del Waldrappteam, sulla nostra rivista Quaderni di birdwatching (n° 10, 2013), illustrato da Nicoletta Perco. (pdf)

Se hai segnalazioni di Ibis eremita (tutti dotati di anelli colorati), segnalalo a birdline.italia@gmail.com.

Alcuni giovani Ibis infatti si perdono durante la migrazione, soprattutto quella autunnale o vengono feriti all´apertura della caccia.

Nuclei di Ibis eremita sono poi presenti a Fagagna (UD) e ovviamente d´inverno, a Orbetello (GR).

Gli Ibis sono svernare in Italia ! (novembre 2013)

DICIOTTO Ibis eremita hanno raggiunto i quartieri di svernamento in Toscana. Questo gruppo comprende ben 5 giovani allevati da genitori naturali che hanno imparato la rotta verso sud dai loro conspecifici.

Durante la migrazione autunnale un Ibis eremita è deceduto. Si trattava di un giovane che probabilmente è stato attaccato da un Aquila reale sulle Alpi. Un altro giovane è invece scomparso. Queste sono tutte le perdite registrate quest’anno. E’ il primo anno in cui non vengono riportati casi di bracconaggio in Italia!

Questo risultato così positivo è sicuramente da attribuire alla gestione particolarmente intensiva attuata. Tutti gli ibis eremita del progetto sono stati equipaggiati con trasmettitori GPS, per la maggior parte alimentati da batterie, che necessitano di essere ricaricati ad intervalli regolari catturando i soggetti. Grazie a tali dispositivi è stato possibile seguire costantemente gli spostamenti degli uccelli durante tutta la migrazione. Del lavoro di scortamento si sono occupate fino a quattro squadre del Waldrappteam. Ad ogni sosta hanno informato i cacciatori, la polizia, i media ed il pubblico in generale. Bisogna sottolineare che la maggior parte dei cacciatori contattati si sono dimostrati molto interessati al progetto ed hanno dato la loro disponibilità a collaborare.

Tutti gli ibis tranne UNO, hanno scelto di valicare le Alpi. L’ibis maschio Tara (nato nel 2011) ha costituito eccezione. Ha seguito una rotta lungo il versante settentrionale delle Alpi raggiungendo la Svizzera e quindi la Francia. Da qui inizialmente si è diretto verso sud e quindi verso est entrando in Italia. Questo comportamento è particolarmente interessante soprattutto alla luce di quanto avvenuto nel 2011 quando Tara aveva imparato la rotta attorno alle Alpi passando però sul lato completamente opposto: a est attraverso la Slovenia! Evidenzia la notevole abilità di orientamento degli ibis eremita e l’importanza della barriera alpina sulla loro migrazione. Inoltre al viaggio di Tara si è unita un’altra femmina senza esperienza proveniente dalla colonia riproduttiva di Rosegg/Carinzia inserita precedentemente nella la colonia nidificante di Salisburgo di cui Tara faceva parte.

Gli Ibis ritornano in Italia per svernare (ottobre 2013)

La migrazione autunnale è iniziata, 16 ibis eremita sono partiti da Burghausen e Salisburgo,le aree di riproduzione, e si stanno dirigendo verso sud per raggiungere l´oasi WWF della Laguna di Orbetello dove trascorreranno l´inverno.

Attualmente sono solo 5 i soggetti presenti in Italia:

Janny e Greta in comune di Brunico (BZ)

Pepe e Viola presso Busseto (PR)

Mikesh è arrivatoad Orbetello

Come ben sapete questa fase del progetto è sempre piuttosto delicata, ed abbiamo più che mai bisogno del supporto di tutti per la sorveglianza degli ibis in migrazione. Quindi se vi capita di andare da quelle parti e vedete degli ibis potete mandare foto ed osservazioni qui o sulla pagina facebook https://www.facebook.com/BentornatoIbis?fref=ts.

Le radiografie di molti ibis eremita hanno evidenziato la presenza di pallini da caccia. Questi evidentemente in molti casi non provocano ferite mortali, ma è purtroppo chiaro ormai a tutti che i tentativi di abbattere questi uccelli sono piuttosto frequenti. Presto tutti gli ibis eremita del progetto verranno sottoposti a radiografie.

L´Ibis Archimedes ucciso da fucilata (giugno 2013)!

Nuovo caso di bracconaggio a carico degli Ibis eremita che da Granau migrano a Orbetello! Questa volta l´incivile atto è stato commesso a giugno (a caccia quindi chiusa, senza possibilità di giustificarsi nell´errore).

Tutto questo alla vigilia della nuova fase: il progetto Europeo LIFE+ della durata di ben sei anni (LIFE12-BIO_AT_000143; 2014-2019) a cui parteciperà anche EBN Italia.

Lo scorso 18 aprile Archimedes era partito dall’Oasi WWF assieme ad altri due fratelli. Il 6 giugno il Waldrappenteam è stato informato dal Corpo Forestale dello Stato di Padova che l’ibis era stato recuperato ferito a nord della provincia di Padova, vicino al fiume Brenta. Archimedes è stato quindi portato presso il ‘Parco Faunistico Cappeller’, dove gli erano state prestate le prime cure veterinarie.

Il 7 giugno Archimedes è stato trsferito dal Parco Faunistico Cappeller presso la clinica veterinaria dell’Università di Vienna. Qui a seguito di un approfondito esame medico si è deciso di sopprimere l’animale. Infatti le ferite presenti sull’ala sinistra erano troppo gravi. L’arto superiore risultava completamente distrutto. Secondo il rapporto medico la ferita è stata causata senza alcun dubbio da un proiettile sparato durante il volo.

Uccisa a fucilate Goja, la storica guida degli Ibis

Due Ibis eremita del progetto sono stati colpiti a fucilate il 12 ottobre nei pressi di San Vincenzo (Grosseto) praticamente sotto agli occhi esterefatti di una volontaria del Waldrappteam. I due soggetti stavano migrando verso sud, partiti dalla Baviera stavano ormai per raggiungere la meta situata presso l’Oasi WWF della Laguna di Orbetello.

Goja ora stava per raggiungere l’Oasi WWF di Orbetello, seguita da due giovani a cui stava insegnando la rotta migratoria. Goja, però, purtroppo a pochi chilometri dalla salvezza è stata uccisa a fucilate. Assieme a lei è stato colpito anche uno dei due giovani ibis che la seguiva e che è poi anch´esso deceduto, l’altro è scomparso.

Si tratta di un evento che potrebbe pregiudicare seriamente il futuro del progetto. Le prime avvisaglie le avevamo già avute ieri, quando un altro ibis eremita, Domino, è stato recuperato in gravi condizioni presso Cecina, Livorno. L’ibis colpito anche in questo caso da arma da fuoco, si trova ora presso l’ambulatorio del Cruma-Lipu, di Livorno, dove il Dr. Ceccherelli ha già provveduto ad operarlo. La prognosi rimane riservata, e non è detto che riesca a riprendersi totalmente.

Il responsabile dell´uccisione, un cacciatore, è stato identificato e denunciato. Aveva preso gli Ibis per Colombacci (!).

Questa notizia si aggiunge a quella dei 7 Ibis eremita tutt´ora scomparsi.

Chi li ha visti?

Ad agosto è partita da Salisburgo, in Austria, la nonamigrazione assistita dall´uomo degli Ibis eremita. Una squadra di studiosi a bordodi due paraplani a motore ha guidatouno stormo di giovani Ibis eremita allevati "a mano" fino a Orbetello.

Come sapete l´Ibis eremita si è estinto in Europa per motivi sconosciuti, nel XVII secolo. Scopo del progetto è quello di ricostituire in Europa, una colonia in grado di autosotenersi, e di migrare dall´Austria verso lidi più temperati, in Italia.

Purtroppo, durante la migrazione, sono scomparsi ben 7 uccelli. Sono tutti relativamente confidenti, si lasciano avvicinare dall´uomo e portano anelli colorati che li identificano.

Si tratta di Luzie, Pollux, Emil (persi 21/7 vicino a Trento), Amadeus, Jurix (perso a Chioggia il 30/5), Cat (perso il 29/4), Soraya (perso a Grosseto il 19/7).

Soraya Last position 19.7.2012
Grosseto 42° 42.399´N; 11° 6.135´E

Jurix Last position 30.5.2012
Chioggia (Venezia) 45° 12.638´N; 12° 10.489´E
Amadeus Last position Pordenone 45° 58.696´N; 12° 40.645´E

Cat Last position 29.4.2012
Montechiaro (Bolzano) 46° 37.626´N; 10° 35.042´E

Pollux Last position Trento 46° 2.649´N; 11° 31.961´E

Luzie Last position Trento 46° 2.649´N; 11° 31.961´E

Emil Last position Trento 46° 2.649´N; 11° 31.961´E

L´ultima posizione dei 3 Ibis trentini

Visualizzazione ingrandita della mappa

Chi avesse informazioni sulla loro sorte o li vedesse, scriva a birdline.italia@gmail.com.


Il progetto Waldrappteam è coordinato dal Dr. Johannes Fritz. In Italia colloboranoil WWF Italia, la Stazione Biologica Isola della Cona (SBIC), il Centro di Recupero della Fauna Selvatica della provincia di Gorizia, l´Università di Bologna, il Parco NaturaViva (Verona) ed altri Zoo ed istituzioni scientifiche e di conservazione. Il progetto, inoltre, porta il marchio dell´Associazione Mondiale di Zoo e Acquari (WAZA)