Quaderni di birdwatching anno X - volume 20 - ottobre 2008

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di Ernesto Occhiato



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sound approach



     MAGNUS ROBB, birder e compositore scozzese, da tempo trapiantato in Olanda, e Killian Mullarney, co-autore delle tavole della Collins Bird Guide, dopo aver prodotto assieme a Mark Constantine l'eccellente ed innovativo "The Sound Approach to Birding", sono gli autori di un lavoro immenso, per qualità, basato sulla registrazione dei canti e delle varie vocalizzazioni di tutti i Procellariformi del Paleartico Occidentale, pubblicato con il titolo Petrels - Night and Day. Il libro è anche una guida al riconoscimento dei Procellariformi ed è facile prevedere come diventerà presto il testo di riferimento per tutti gli appassionati di sea-watching e dei birder più esperti.

     Questo lavoro include le registrazioni su due CD di ben 23 specie, realizzate da Magnus Robb (in parte con Arnoud van den Berg), spesso a rischio della propria vita, nelle più sperdute isolette dell'Atlantico (Vestmannaeyjar-Islanda, Capo Verde, Azzorre, Canarie, Madeira, Selvages) e del Mediterraneo (Baleari, Marittimo, ecc.). Le registrazioni sono accompagnate, oltre che dal testo scorrevole e riccamente informativo, con aneddoti e note storiche, e dalle mappe di distribuzione in periodo riproduttivo, dalle splendide tavole di Killian Mullarney, in cui sono messe a confronto tutte le specie o sottospecie simili trattate nel testo. Moltissime foto di elevata qualità contribuiscono a rendere ancora più gradevole il libro.

     L'autore dimostra come, attraverso l'analisi dei sonogrammi delle diverse vocalizzazioni emesse dagli uccelli di notte presso le colonie, sia possibile, oltre ad attribuirne il sesso, soprattutto separare le varie forme, sottospecie e specie, supportando così le più recenti ipotesi tassonomiche circa lo status dei diversi petrelli, berte ed uccelli delle tempeste.

     Giusto per fare alcuni esempi, tra i meno esotici e più vicini a noi, questa guida Sound Approach supporta la separazione della Berta maggiore in tre specie: Calonectris diomedea del Mediterraneo, C. borealis, dell'Atlantico, e C. edwardsii, delle isole di Capo Verde. Non solo: contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, da studi genetici sembra che la nostra Berta maggiore sia molto più vicina a quella di Capo Verde che a quella atlantica. Probabilmente le isole di Capo Verde, sulla rotta migratoria di un buon numero degli antenati di C. diomedea, sono state colonizzate in tempi remoti da queste ultime. A ciò corrisponde una somiglianza notevole fra le due specie in termini di vocalizzazioni, che sono tra l'altro chiaramente distinguibili da quelle di C. borealis. A supporto ulteriore del fatto che C. diomedea e C. borealis possano considerarsi due specie distinte; la prima, almeno dal 2006, ha cominciato a nidificare sulla costa atlantica senza sentire il bisogno di incrociarsi con C. borealis.

     Sempre l'analisi comparata dei sonogrammi fa pensare come la "forma" di Berta minore che si riproduce a La Mola, Minorca, in areale della Berta delle Baleari (Puffinus mauretanicus), sia molto più vicina alla Berta minore (P. yelkouan) che alla simpatrica P. mauretanicus. Gutiérrez (in Birding World, 2004, 111-122) considera le berte di La Mola come P. yelkouan, ma recenti studi mostrano come in esse ci sia un flusso di geni da parte di entrambe le specie mediterranee. Purtroppo la colonia di La Mola sta, forse per via dei gatti, sparendo... chissà se il mistero verrà mai risolto!!

     Infine, sorpresa, l'Uccello delle Tempeste viene separato in Hydrobates pelagicus (dell'Atlantico) e H. melitensis (del Mediterraneo). Le vocalizzazioni di quest'ultimo sono state registrate da Robb a Marettimo, non senza una certa difficoltà e grazie all'aiuto dei nostri amici siciliani. Sebbene le due "specie" possano, almeno in teoria, essere distinte grazie ad alcuni caratteri come la colorazione più o meno scura e la dimensione del becco, caratteri di certo poco apprezzabili sul campo, è proprio grazie alle differenti vocalizzazioni che melitensis e pelagicus potrebbero essere separate come due specie distinte.

     Chi poi è veramente "dentro" le problematiche associate alle cosiddette specie criptiche, troverà pane per i suoi denti nelle isole dell'Atlantico, con l'Uccello delle Tempeste di Castro: oltre a Oceanodroma castro e O. jabejabe, in questa guida due nuove forme vengono riconosciute come possibili specie: l'Uccello delle Tempeste di Grant e quello di Monteiro; per tutte e quattro le potenziali specie sono fornite sonogrammi, foto, disegni e registrazioni.

     Lasciando ora da parte i dettagli sulla parte più strettamente scientifica, mi voglio invece soffermare sulla parte più "estetica" del libro: già leggere i testi di Magnus Robb e delle avventure a cui è andato incontro per realizzare le registrazioni è uno spasso, e di questo me ne ero accorto già tempo fa quando lessi le bozze del capitolo dedicato al Petrello di Capo Verde. Ma ora che ho in mano il prodotto finito, la cosa più bella è indossare le cuffie, spegnere la luce ed ascoltare le registrazioni in stereo: improvvisamente ci si sente proiettati verso una sperduta isoletta dell'Atlantico, su una riva sabbiosa o sui suoi più inaccessibili picchi montani, in una notte senza luna, circondati da centinaia di piccoli fantasmi volanti dalle voci più strane ed inimmaginabili, cariche di mistero, magiche, a volte terrifiche, come potrebbero essere i lamenti delle anime condannate all'inferno.

     Da leggere e da ascoltare.


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2008, Quaderni di birdwatching

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