Quaderni di birdwatching anno IX - volume 17 - aprile 2007

Segnalazioni
a cura di Fausta Lui, Silvio Bassi

In questa rubrica ci proponiamo di segnalare articoli apparsi su riviste di birdwatching e di ornitologia che pensiamo possono interessare il birdwatcher italiano, o perché trattano dell'avifauna italiana e europea, o perché scritti da connazionali, o che sono comunque di argomento generale. Inoltre, alcune pubblicazioni "di contorno" al mondo del birdwatching.


Rassati G., 2006: Primi dati su presenza, svernamento e nidificazione dell'Allocco degli Urali Strix uralensis nel Friuli settentrionale (Alpi Orientali). Picus, 32 (2): 113-114.

La nidificazione dell'Allocco degli Urali in Italia è nota da alcuni anni nelle Valli del Natisone, nel Friuli orientale. L'autore ha monitorato dal 2000 al 2005 aree del Friuli settentrionale dove la presenza di questo strigiforme non era nota, scoprendo individui non solo durante l'autunno e l'inverno, ma anche in periodo riproduttivo. Ha inoltre accertato in un caso la nidificazione, che risulta essere la prima nel settore settentrionale del Friuli-Venezia Giulia. (fl)

Mouritsen H. & Ritz T., 2005: Magnetoreception and its use in bird navigation. Current Opinion in Neurobiology, 15: 406-414.

La rivista Current Opinion in Neurobiology è specializzata nella pubblicazione di rassegne su argomenti di attualità in neurobiologia. In questo articolo sono riassunti alcuni dei recenti avanzamenti nello studio del comportamento degli uccelli in relazione ai campi magnetici, in particolare: le risposte ai campi magnetici oscillanti; la presenza di molecole magneto-sensibili negli occhi e probabilmente di un nucleo di magnetite nel becco degli uccelli migratori; la presenza di particolari aree del sistema nervoso centrale che integrano le informazioni visive nei passeriformi che migrano di notte. (fl)

Shettleworth S., 2007: Planning for breakfast. Nature, 445 22/02/2007: 825.

Si può dire che gli animali pianifichino i loro comportamenti? Nella ricerca in oggetto gli scienziati hanno utilizzato come animale da esperimento la Gazza della boscaglia, in due distinti cicli di esperimenti. In un esperimento, in un ambiente comune la sera veniva dato cibo, mentre in altri due no. Le gazze confinate negli altri due durante il giorno hanno mostrato di comprendere il ciclo di eventi, nascondendo durante l'"ora di cena" comune del cibo nelle loro rispettive gabbie in modo da avere cibo il mattino dopo. Nell'altro venivano dati in due ambienti distinti cibi differenti ma ugualmente appetibili a due esemplari differenti, e le gazze, alla prima occasione, facevano delle scorte del cibo mancante nella propria gabbia, mostrando di gradire la varietà e di comprendere il futuro. Entrambi gli esperimenti mostrano la capacità di prevedere il futuro da parte degli uccelli, mentre da alcuni questa capacità non è riconosciuta nemmeno ai primati. A pag. 919 dello stesso numero è riportato un articolo di Ruby et al. sullo stesso argomento.(sb)

Levy S., 2006: Conservation at distance. Nature, 442 3/08/2006: 504.

L'autrice esamina alcune delle nuove tecniche, applicate all'ornitologia, come ad esempio la spettrometria di massa, ad esempio per identificare i territori di svernamento di specie vulnerabili, come la Dendroica di Kirtland (Dendroica kirtlandii). Poiché differenti tipi di cibo hanno differenti rapporti tra isotopi di Carbonio ed Azoto, analizzando dei campioni biologici prelevati da alcuni esemplari si è in grado di determinare la loro area di svernamento e quindi di dare indicazioni su quali obiettivi prioritari dare alla protezione di alcune aree.(sb)

Stuart J., 2006: Birdlovers keep sharp eye on owls. Nature, 439 12/01/2006: 127.

L'articolo tratta della reintroduzione del Gufo reale (Bubo bubo) in Inghilterra. Il tema è il solito: è corretto reintrodurre animali in aree in cui gli stessi si sono estinti? L'evento scatenante è stato in questo caso la scoperta inattesa di una piccolissima popolazione (una coppia) nidificante di Gufo reale nel Regno Unito. La RSPB ha richiamato il governo al controllo di questo superpredatore, che, ove la popolazione cresca, può rappresentare una minaccia per altre specie a rischio, mentre la comunità scientifica è divisa tre coloro che considerano l' animale estinto da almeno 10000 anni, cioè dall' ultima era glaciale, e che però, proprio per questo motivo giudicano che esso appartiene alla fauna britannica e quindi deve essere protetto quando non reintrodotto attivamente e coloro che temono l'effetto di questo forte predatore, paventandone un' origine ferale che ne precluderebbe la protezione. Un accordo finale non è stato ad oggi raggiunto, ed il dibattito continua.(sb)



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2007, Quaderni di birdwatching

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