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Inquadramento geografico e naturalistico
Appartenenti geograficamente alla regione Piemonte (Italia Nord-occidentale) le Alpi Marittime vanno da Ovest a Est dal Colle della Maddalena (2000 m s.l.m.) al Colle di Tenda lungo la linea di spartiacque, che segna anche il confine di Stato. Comprendono la Valle Stura di Demonte, la Valle Gesso e la Valle Vermenagna.
La loro posizione le rende terra di confine climatico, in particolare fra il clima mediterraneo e quello continentale, in quanto non più di 40 km le separano dal mar Mediterraneo, mentre i loro versanti settentrionali bordano la pianura Cuneese.
Morfologicamente hanno subito con il resto delle Alpi linfluenza delle glaciazioni, delle quali si leggono tuttora i segni incisi nel paesaggio: morene, laghi glaciali, valli ampie e profonde.
Ospitano inoltre una serie di ghiacciai tuttora attivi, seppur in forte regresso, che si posizionano come i più meridionali dellarco Alpino.
Le quote più elevate si hanno nella zona dellArgentera-Matto, con valori vicini ai 3300 m s.l.m.
Proprio per la loro particolare posizione geografica e per la loro natura geologica le Alpi Marittime sono una zona di grande diversità ambientale, fattore che, unito al forte interesse venatorio dei Savoia, ha condotto allistituzione del Parco Naturale Alpi Marittime, area protetta di 28.000 ha che copre circa la metà della superficie di queste montagne.
Partendo dai fondovalle per raggiungere le vette incontriamo molti ecosistemi differenti, sui quali più o meno pesante è stata ed è tuttora linfluenza delluomo.
A partire dalla quota di 900 m s.l.m., le formazioni boscose prevalenti sono a Faggio, Acero, Frassino e Carpino.
Intorno ai 1600 m s.l.m. il Faggio lascia il posto alla fascia "degli arbusti contorti" popolata da Ontano verde, Maggiociondolo e Sorbo degli uccellatori o da conifere, che formano in alcuni valloni delle valli Gesso e Stura estese foreste a Abete bianco e Rosso oppure a Larice. Nella zona calcarea orientale sono presenti altresì bellissime formazioni di Pino uncinato a portamento arbustivo.
A quote vicine ai 2000 - 2200 m s.l.m. la vegetazione è composta solamente più da conifere rade, con presenza di Pino cembro e Larice, e da arbusti bassi come lOntano verde, il Rododendro e il Mirtillo.
Oltre i 2200 m s.l.m. è il regno delle rocce, delle praterie e dei licheni, fino a quote vicine ai 3000 m s.l.m. dove la neve è perenne.
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Come arrivare
Da Ovest si transita per il Colle della Maddalena SS21 arrivando dalla valle dellUbaye, Francia; da Sud si percorre la SS20 della Valle Roya arrivando dalla Liguria o dalla Costa Azzurra; da Est si giunge a Mondovì tramite lAutostrada A6 Savona-Torino e poi si prosegue lungo la SS564 fino a Borgo San Dalmazzo; da Nord si arriva a Cuneo attraverso numerose strade, quali la SS231, la A6 Torino-Savona (uscita al casello di Fossano).
Quando e dove andare
In relazione alle condizioni climatiche, alla morfologia del territorio e al tipo di vegetazione il periodo migliore per raggiungere le Alpi Marittime può essere compreso fra marzo e dicembre, in quanto di solito gennaio e febbraio sono caratterizzati da temperature molto basse e, soprattutto, da una bassissima presenza ornitologica. In ogni caso i mesi che vanno da aprile e luglio sono i migliori per poter osservare i Passeriformi di montagna, i Tetraonidi e il Gipeto; da agosto a settembre cade in vece il periodo migliore per losservazione dei rapaci migratori transahariani, come il Pecchiaiolo e il Biancone, mentre da ottobre a dicembre è possibile osservare i Fringillidi e i Turdidi migratori intrapaleartici.
Molti sono gli itinerari possibili durante i quali si può osservare lavifauna alpina, ma dovendo dare delle indicazioni di massima potremmo affermare che:
Il settore orientale delle Alpi Marittime, dalla Val Vermenagna al massiccio dellArgentera, è interessante per la maggior facilità di contattare in periodo riproduttivo soprattutto quelle specie meno legate alle conifere, come il Fagiano di monte, il Gracchio corallino, il Prispolone e lo Spioncello, il Merlo dal collare, la Bigiarella, il Fringuello alpino e lOrganetto.
Il settore occidentale, dal massiccio dellArgentera al colle della Maddalena, ospita invece molte più specie tipiche delle conifere come il Picchio nero, la Civetta capogrosso, la Civetta nana, il Rampichino alpestre, la Cincia bigia alpestre, il Crociere. Nonché alte concentrazioni di specie legate alle praterie di quota, come Culbianco, Fringuello alpino, Spioncello, Pernice bianca.
Specie avvistabile un po dovunque, con le dovute cautele, è lAquila reale che gode in questi anni di ottima salute e occupa il territorio con numerose coppie territoriali.
Itinerari di interesse ornitologico
Di seguito sono indicati alcuni itinerari, rintracciabili sulla carta in scala 1:25000 edita dal Parco Naturale Alpi Marittime e sulle carte n° 7 e 8 in scala 1:50000 edite dallIGC (Torino).
Le specie segnalate hanno ovviamente la potenzialità di essere osservate lungo i sentieri indicati e sono chiaramente solo alcune di quelle contattabili; non sono generalmente citate quelle specie, come i grandi rapaci, che per la loro biologia coprono ampi spazi e che quindi possono essere osservate un po dovunque.
Le altitudini indicate sono indicative e vorrebbero dare un cenno al dislivello da coprire per raggiungere la meta. La maggior parte degli itinerari proposti si effettua a piedi, se non diversamente citato.
Occorre considerare che in montagna si contano, per ogni ora di cammino, circa 300 metri di dislivello in salita e 500 in discesa; in questo modo ognuno può ragionevolmente programmare la propria escursione, in base al suo allenamento, alla sua esperienza e alle condizioni meteorologiche.
Palanfrè, Vallone degli Albergh - M.te Frisson (1400 - 2600 m s.l.m.)
Itinerario estivo, dà la possibilità di osservare Stiaccino, Culbianco, Bigiarella, Luì bianco, Gracchio corallino, Organetto, Merlo dal collare, Fringuello alpino e Sordone; talvolta anche il Codirossone.
S. Giacomo, Vallone di Moncolombo - Colle del Vej del Bouc (1200 - 2600 m s.l.m.)
Itinerario estivo dove si possono osservare la Passera scopaiola, il Prispolone, lo Spioncello, e in quota il Fringuello alpino e il Culbianco, nonché lAquila reale.
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Valle Gesso e massiccio del Gelas - foto © L. Giraudo
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Vallone Gesso della Barra (Entracque), S. Giacomo - rifugio Soria - Ellena (1200 - 1850 m. s.l.m.)
Itinerario percorribile tutto lanno, conduce alla famosa metta sci - alpinistica del monte Gelas (3000 m s.l.m. circa).
Di medio interesse ornitologico, se non durante le estati degli anni pari, in quanto sito di rilascio del Gipeto.
Osservabili Culbianco, Spioncello, Codirosso spazzacamino, Fanello, Gracchio alpino. Alle alte quote è possibile rintracciare la Pernice bianca.
Interessante a maggio per una nutrita colonia di Stambecchi che, prima di risalire in quota, sono qui facilmente osservabili.
Vallone Gesso della Valletta (Valdieri), Pian della casa - rif. Remondino (1800 - 2400 m s.l.m.)
Con questo itinerario si passa nella valle del Gesso della Valletta, settore di Valdieri, nonché nella zona del parco a più alta densità di conifere.
Itinerario molto interessante per la possibilità di osservare in periodo riproduttivo, ma soprattutto in autunno, Picchio nero, Regolo, Fiorrancino, Venturone, Lucherino, Cincia bigia alpestre, Rampichino alpestre, Crociere, Culbianco.
È possibile imbattersi anche in una piccola popolazione di Muflone (Ovis musimon) estivante in zona.
Terme di Valdieri - rif. Questa (1350 - 2400 m s.l.m.)
Itinerario molto interessante in quanto permette di raggiungere il Piano del Valasco, bellissimo esempio di piana di origine glaciale oggi riempita dai depositi alluvionali del torrente Gesso, nonché per la presenza di vestigia storiche legate ai Savoia.
Prispolone, Stiaccino, Spioncello sono le specie più frequenti, ma non manca la possibilità di osservare in primavera la Pernice bianca e durante linverno il Gipeto.
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Valle Stura - foto © L. Giraudo
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Valle Stura, Aisone - Grange Pinet (840 - 1400 m s.l.m.)
Grange Pinet si raggiunge con lauto su strada sterrata.
Interessante soprattutto nel periodo fine agosto - fine settembre per il passo di numerose specie di rapaci migratori: Pecchiaiolo (fino a 1000 - 1500 individui), Biancone (alcune decine), Nibbio bruno (alcune decine), Falco di palude (alcune decine), Albanella reale e minore, Poiana, Sparviere, ecc. e per la presenza di alcune coppie di Aquila reale. Osservabili anche Rampichino alpestre, Cincia bigia alpestre, Bigiarella, Tordela, Nocciolaia.
Pianche (Vinadio), Vallone dei Bagni di Vinadio (1000 - 2600 m s.l.m.)
La zona, ricca di boschi di abete bianco e Peccio, accoglie una popolazione di Picchio nero, Civetta capogrosso e Civetta nana fra le più interessanti della valle. Molte ovviamente le specie legate alle conifere.
Possibile losservazione del Gipeto.
In ottobre è altissima la concentrazione di Colombacci in migrazione (fino a 12.000 in un giorno), che attira Pellegrino e Astore, osservabili in caccia.
Spettacolo da non perdere.
Pietraporzio, Vallone del Piz - rif. Zanotti (1200 - 2200 m s.l.m.)
Questo vallone, che ricade interamente nel territorio di un azienda faunistica venatoria, è interessante sia per la presenza di uccelli legati alle conifere e alle alte quote, sia per quella di Cervi e Caprioli. In particolare a fine agosto è possibile ascoltare il bramito dei maschi di Cervo.
Quasi dobbligo osservare lAquila reale.
Argentera, Vallone del Puriac (1750 - 2500 m s.l.m.)
Stupende formazioni di rocce sedimentarie fanno da contorno allosservazione di Fringuello alpino, Sordone, Spioncello, Culbianco, Pernice Bianca.
Demonte, Madonna del Pino, Vallone dellArma (1032 m s.l.m.)
Allimbocco del vallone dellArma la chiesetta di Madonna del Pino è uno dei migliori luoghi da cui osservare la migrazione dei rapaci: Pecchiaiolo (4800 individui lanno), Biancone (circa 180 lanno), Nibbio bruno (300 lanno), Nibbio reale (alcuni individui), Falco di palude (50 lanno), Poiana, Lodolaio, Albanella reale e minore, nonché Cicogna bianca e Cicogna nera, Airone cenerino.
Interessante anche per il passo dei Passeriformi, sia transahariani che intrapaleartici.
Presenti in zona alcune specie di rapaci, fra cui Biancone, Aquila reale, Gheppio, Astore, Sparviere, Poiana.
Nidificano inoltre il Torcicollo, lOrtolano, lo Zigolo nero, lAverla piccola, il Picchio nero.