EBN ITALIA birdwatching in Italy


GLI STAGNI DELL’ORISTANESE

by Mauro Sanna



Pollo sultano
La superficie degli stagni italiani protetti dalla Convenzione internazionale di Ramsar corrisponde a 52.000 ettari, 13.000 sono stati individuati in Sardegna e 6.000 si trovano nella provincia di Oristano. Questo dato può aiutare a capire quale importanza ricoprano gli stagni, le saline, le lagune e le paludi nel panorama ambientale provinciale. Questo immenso complesso lagunare costituisce uno dei più diversificati ecosistemi umidi esistenti.

Un bizzarro gioco di specchi d'acqua più o meno grandi, più o meno salmastri che, oltre a creare un ambiente di rara bellezza dal punto di vista paesaggistico, ospita una grande varietà di avifauna comprendendo alcune specie ormai rare. L'Airone rosso, l'Airone cenerino, l'Airone bianco maggiore, la Garzetta, la Volpoca, il Mestolone, il Germano reale, il Fistione turco, il Fenicottero rosa sono, con il raro Pollo sultano e il Falco di palude, alcuni dei frequentatori assidui dei nostri stagni.

Anche per quanto riguarda la flora questo complesso di ambienti umidi offre un quadro molto vasto e interessante. Grandi distese di Salicornia fruticosa e di giunchi, diversi Limonium, alcuni dei quali endemici, lo sparto e la lisca maggiore compongono la fascia di vegetazione che avvolge le zone umide dell'Oristanese.

Ogni periodo dell'anno è buono per visitare gli stagni della provincia ma, grazie all'abbondanza d'acqua, i mesi primaverili sono senz'altro i migliori. La vegetazione diventa più rigogliosa ed è più facile osservare l'abbondante fauna che popola questo delicato ecosistema spesso minacciato dall'intervento dell'uomo.

Alcuni stagni sono visitabili con piccoli itinerari a piedi, altri come Mistras sono costeggiabili con l’automobile, che permette il facile avvicinamento a specie elusive e diffidenti.


Airone guardabuoi
STAGNO DI PAULI ‘E MAIORI
Lo stagno di Pauli ‘e Maiori è collegato a quello di S.ta Giusta da un canale navigabile detto Riu su Nou, è quasi completamente circondato da un fitto canneto, il più vasto della Sardegna, consente la vita e la nidificazione a numerose specie della nostra avifauna tra qui Folaghe, Porciglioni, anatidi, Tarabuso, Airone guardabuoi, Airone rosso, Airone cenerino, Pollo sultano, Falco di palude, Fistione Turco e tante altre. Un buon punto di osservazione si trova sul lato ovest dello stagno: seguendo il canale di collegamento già citato si arriva fino alla linea ferroviaria, da qui si vede facilmente gran parte dello stagno.

STAGNO DI CABRAS
Da Cabras si procede verso sud e si supera con un ponte un canale collegato allo stagno, subito sulla destra si scorge una torre antica, questo è un ottimo punto di avvistamento per la parte sud dello stagno, sarà facile da qui avvistare Fenicotteri, Falchi pescatori in caccia, Oche selvatiche, anatidi rari e decine di altre specie. d’inverno la Gru e le Oche selvatiche frequentano il lato est dello stagno in località Mari ‘e Pauli.
Proseguendo verso nord, sul lato occidentale, attraverso strette stradine è raccomandabile la visita degli immensi canneti per sorprendere il Pollo sultano o il Porciglione, che qui hanno una delle popolazioni più abbondanti di tutta l’isola.
Lo stagno è uno dei più pescosi dell’isola, vi si pescano soprattutto Cefali. L’imbarcazione caratteristica dello stagno di Cabras è Su Fassoni, realizzato intrecciando una pianta acquatica, la Tifa; risulta praticamente identico all’imbarcazione tuttora in uso nel lontano Titicaca, in Perù.

STAGNO DI MISTRAS E MAR’E PONTIS
Poco distante da quello di Cabras,lo stagno di Mistras si trova al limite settentrionale del golfo di Oristano, due cordoni litorali lo separano dal mare.
Lo stagno con i numerosi isolotti e le rive ricoperte di salicornia offre un ambiente ottimale per la nidificazione di rare specie di uccelli, la Pernice di mare nidifica spesso sulle rive, il Cavaliere d’Italia e l’Avocetta hanno numerose colonie, la Sterna zampenere frequenta saltuariamente lo stagno mentre il raro Gabbiano Roseo lo abita tutto l’anno.
Ma è d’inverno che lo stagno si anima: migliaia di Fenicotteri, limicoli, Falchi pescatori,anatidi e Cormorani a centinaia affollano lo stagno per nutrirsi o per cercare riposo. Rilevante la presenza di una notevole popolazione di Chiurlo maggiore che sverna nello stagno.
Una strada facilmente percorribile costeggia tutto lo stagno fino ad arrivare alla peschiera sulla laguna di Mar ’e Pontis. senza scendere dall’auto è possibile avvicinare e fotografare tutte le specie che frequentano lo stagno.

STAGNO DI SAL’E PORCUS
Si tratta di uno stagno temporaneo interdunale, poco a nord dello Stagno di Cabras, con una superficie di 350 ettari, raggiunge d’inverno la profondità massima di 60-70 cm, ma si prosciuga completamente in estate, le acque evaporano e lasciano sul fondo una fanghiglia grigiastra, dove vivono grandi quantità di piccoli crostacei (Artemia salina e Branchinella spinosa) che costituiscono il cibo preferito dai Fenicotteri che devono a questi crostacei il loro colore rosa.
Altre specie sono facili da osservare Volpoca, Avocetta, Cavaliere d’Italia, Pantana,Pittima reale, Albastrello, Fratino, i limicoli sono presenti in grande numero tutto l’anno con picchi di presenza nei mesi invernali.


Fenicottero
SALINE DI PUTZU IDU
A pochi km da sal’e porcus verso ovest, si incontrano le saline di Putzu Idu, un piccolo stagno che durante la stagione secca si asciuga quasi completamente. La sua importanza è data dal fatto che in inverno è frequentato da numerose centinaia di Fenicotteri, facilmente avvicinabili e fotografabili dalla vicina strada provinciale che porta alle spiagge di Su Pallosu e Capo Mannu. In primavera non è raro vedere la Volpoca che porta a spasso la sua nidiata, e l’Avocetta e il Cavaliere d’Italia che imbeccano i nidiacei.

STAGNO DI S’ENA ARRUBBIA (LA GENTE ROSSA)
Il gioiello della provincia di Oristano, situato al centro del golfo, rappresenta l’ultimo resto del vastissimo stagno di Sassu, bonificato agli inizi degli anni ’20 ed esteso per circa 200 ettari. È abitato da una ricchissima ittiofauna che ne ha determinato l’utilizzo come peschiera, altamente produttiva visto i suoi duecento chili per ettaro.
Di grande importanza la presenza stanziale e migratoria di uccelli palustri, il Pollo sultano,lo Svasso maggiore, Airone rosso, Airone guardabuoi, Fistione turco, Moretta tabaccata, Falco di palude vi nidificano con consistenti popolazioni. In inverno poi si aggiungono i migratori: Fenicotteri e anatidi a migliaia, Cormorani, Aironi bianchi maggiori, Falco pescatore, Oche selvatiche, Volpoche e Aironi cenerini affollano i canneti e le rive dei tre isolotti centrali.
I punti migliori di osservazione sono presso l’idrovora di Sassu sul lato est dello stagno e dalla duna boscata a pineta sul lato ovest, vicino l’omonimo camping. Alcuni capanni per fotografi sono disseminati nei folti canneti dalla parte sud.


Troverete altri itinerari in terra di Sardegna sul sito web dell'autore di questa pagina.



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